Frasi su disperso

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Vasco Rossi 218
cantautore italiano 1952
„Ho bisogno di te Ma è un bisogno diverso È che senza di te Io mi sento disperso. (da Dimenticarsi, n. 6)“

Giovanni Vannucci 8
presbitero e teologo italiano 1913 – 1984
„La volontà di potenza, l'egoismo innalzato a sistema, il narcisismo mentale sono le radici sottili e inconsce dello spirito di avarizia.
L'avaro vuole dominare il mondo delle forme, vuole divenire padrone dei suoi fratelli schiacciandoli con il peso delle sue ricchezze. Per questo egli accumula con passione le ricchezze – non vi è cosa che non farebbe per aumentarle – e pensa che il denaro sia tutto, che la potenza economica tenga il posto di ogni altra cosa. Quanto più sarà ricco, tanto più potrà dominare, ma come farà a sapere di essere ricco? L'avaro non lo saprà mai, vedrà se stesso sempre povero, non dirà mai basta all'ingorda fame, e così la volontà di potenza che l'ha sedotto, alla fine lo beffa, muore e il suo tesoro viene disperso.
L'avarizia così offusca il lume della ragione e la conoscenza della grazia: più sarai ricco e più avrai potenza. L'accumulare diventa una mania: l'avaro non vede che il possesso, non vive che per possedere, il possesso è per lui il fine supremo. Il possesso, da schiavo, è divenuto padrone e selvaggiamente trionfa.
L'avaro non riconosce di esserlo, afferma di essere sobrio, parsimonioso, economo, di dover fare delle privazioni per non mancare ai suoi doveri, di non poter essere generoso perché altrimenti lui stesso dovrebbe mendicare, trova continuamente nuove economie e se ne vanta come di un pregio. Non vi è nulla di più spaventoso della buona fede dell'avaro, ed è questa buona fede che gli uccide l'anima.
Gli schiavi di altre passioni finiscono presto o tardi a sentirsi a disagio, le conseguenze delle loro passioni prima o poi li fanno meditare o vergognarsi; la possibilità di riconoscere il proprio peccato è una piccola via di salvezza loro offerta. Ma l'avaro di che cosa può pentirsi o vergognarsi? Frugale per non spendere, casto per economizzare, sobrio per non sprecare, convinto di sacrificarsi per il bene dei lontani eredi, si crea, a maggiore tranquillità, la visione di opere buone cui lascerà, morendo, tutto il suo. Allora si sente un eroe, un santo, un martire.“


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Frank Herbert 112
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„Questo adattamento religioso dei Fremen e dunque l'origine di ciò che ora conosciamo come "I Pilastri dell'Universo", di cui i Quizara Tawfid sono i rappresentanti fra noi, con i segni, le prove e le profezie. Ci portano questa fusione mistica di Arrakis, la cui profonda bellezza noi ritroviamo nella commovente musica composta sulle antiche forme, ma contrassegnata da questo nuovo risveglio. Chi non ha ascoltato, senza commuoversi profondamente, l'"Inno al Vecchio"?
Ho calpestato un deserto
Abitato da miraggi ondeggianti.
Vorace di gloria, avido di pericolo,
Ho vagabondato sugli orizzonti di al-Kulab,
Ho visto il tempo livellare le montagne
Nella sua ricerca e nella sua fame di me.
E ho visto i passeri sfrecciare fulminei,
Più arditi di un lupo da preda.
Si sono dispersi nell'albero della mia giovinezza.
Ho sentito lo stormo fra i miei rami
E ho conosciuto i loro becchi e gli artigli! (dal «Risveglio di Arrakis», della Principessa Irulan: Ed. Nord, p. 254)“

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Anders Österling 3
poeta svedese 1884 – 1981
„Re delle tende, | sbanditi, | dispesi nel tempo e avvolti nel mistero, | vivono i lapponi nella luce della palude; | non coltivano terra, non innalzano dimore, | ma gregge, esodi, incantesimi e magie | verso lo sfolgorante azzurro | dell'eterna sera boreale — alla quiete | sugli estremi spazi delle montagne, ove | tra pelli insanguinate mormorano il loro canto con voci pietrose. | Biancheggia la brina su pascoli e tende; presto l'ultimo della dispersa tribù | spegnerà la sua pipa e morrà vicino alla sua renna. (Lapponi)“

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Antonio Tabucchi 35
scrittore italiano 1943 – 2012
„Ti ho cercato, amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell'universo. Ne ho raccolti quanti mi era possibile, nella terra, nell'aria, nel mare, negli sguardi e nei gesti degli uomini.“

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Félicité Robert de Lamennais 2
prete, filosofo e teologo francese 1782 – 1854
„Voi dovete formare la famiglia universale, edificare la Città di Dio, tradurre in fatto progressivamente, con un continuo lavoro, l'opera sua nell'Umanità. Quando, amandovi gli uni cogli altri come fratelli, voi vi tratterete reciprocamente sí come tali, e ciascuno, cercando il proprio bene nel bene di tutti, unirà la propria vita alla vita di tutti, i propri interessi agl'interessi di tutti, pronto sempre a sagrificarsi per tutti i membri della comune famiglia egualmente pronti a sagrificarsi per lui, i piú fra i mali che pesano in oggi sulla razza umana spariranno come i vapori addensati all'orizzonte spariscono al levarsi del sole; e ciò che Dio vuole si compirà: però che è suo volere che l'amore unendo a poco a poco piú sempre strettamente gli elementi dispersi dell'umanità, e ordinandoli in un solo corpo, essa sia una com'egli è uno.“

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„E l'Ombra scese sulla Terra, e del Mondo lacerato non rimase pietra su pietra. Gli oceani fuggirono, le montagne furono ingoiate, le nazioni furono disperse agli otto angoli del Mondo. La luna divenne rossa come sangue e il sole grigio come cenere. I mari ribollirono e i vivi invidiarono i morti. Tutto fu distrutto, tutto andò perduto, tranne la memoria, e un ricordo su tutti: il ricordo di colui che causò la venuta dell'Ombra e la Frattura del Mondo. E costui fu chiamato Drago. (Da Aleth nin Taerin alt a Camora, La Frattura del Mondo. Autore ignoto, Epoca Quarta)“

Pacifico Arcangeli 8
presbitero e militare italiano 1888 – 1918
„Con una massima che ti si scolpisce nella mente, incomincia il primo libro di questo celeberrimo Monogatari: «Chi eccede in fasto e superbia non dura a lungo, simile ad un sogno di una notte di primavera; anche l'uomo audace e coraggioso perisce, simile alla polvere dispersa dal vento». (Da La Storia, Le storie minori, p. 66)“


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Piero Calamandrei 85
politico italiano 1889 – 1956
„Allora, per impedire anche questo secondo misfatto, arrivano i soliti commissari Lo Corte e Di Giorgi, e questa volta non si limitano alle diffide. Questa volta fanno di più e di meglio: aggrediscono questi uomini mentre pacificamente lavorano a piccoli gruppi dispersi sulla trazzera, strappano dalle loro mani gli strumenti del lavoro, lì incatenano e li trascinano nel fango, tirandoli per le catene come carne insaccata, come bestie da macello.“

Rayden 238
rapper e beatmaker italiano 1983
„Cerco pezzi di me dispersi | passione e disperazione non sono concetti così diversi. (da Raydeneide, n. 12)“

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Simone de Beauvoir 36
insegnante, scrittrice, saggista, filosofa e femminista ... 1908 – 1986
„Le donne non hanno un passato, una storia, una religione, non hanno come i proletari una solidarietà di lavoro e di interessi, tra loro non c’è neanche quella promiscuità nello spazio che fa dei negri d’America, degli ebrei dei ghetti, degli operai di Saint-Denis o delle officine Renault una comunità. Le donne vivono disperse in mezzo agli uomini, legate ad alcuni uomini – padre o marito – più strettamente che alle altre donne; e ciò per i vincoli creati dalla casa, dal lavoro, dagli interessi economici, dalla condizione sociale. Le borghesi sono solidali coi borghesi e non colle donne proletarie; le bianche con gli uomini bianchi e non colle donne negre. Il proletariato può prefiggersi il massacro della classe dirigente; un ebreo, un negro fanatici potrebbero sognare di trafugare il segreto della bomba atomica e di fare un'umanità tutta ebrea o tutta negra: neanche in sogno la donna può sterminare i maschi. Il legame che la unisce ai suoi oppressori non si può paragonare ad alcun altro. La divisione dei sessi è un dato biologico, non un momento della storia umana. La loro opposizione si è delineata entro un mitsein [stare insieme] originale e non è stata infranta. La coppia è un’unità fondamentale le cui metà sono connesse indissolubilmente l’una all’altra. Nessuna frattura della società in sessi è possibile. Ecco ciò che essenzialmente definisce la donna: essa è l’Altro nel seno di una totalità, i cui due termini sono indispensabili l’uno all’altro.“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Sublime è il silenzio della foresta, buio inverdito e i muscosi animali, che svolazzano in alto, quando scende la notte. Oh! l'orrore, poi che ogni essere conosce la sua colpa, va per sentieri di spine. Così trovò egli nel roveto la bianca figura della bimba, sanguinante pel manto del suo fidanzato. Ma egli stava sepolto nella sua chioma d'acciaio muto e dolorante innanzi a lei. Oh gli angeli raggianti, che il vento purpureo della notte disperse. La notte abitava egli in grotta di cristallo e la lebbra cresceva, d'argento, sulla sua fronte. Ombra, scendeva egli l'ultimo sentiero sotto stelle autunnali. (da Sogno e ottenebramento,)“


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Jeffrey Moussaieff Masson 89
psicoanalista statunitense 1941
„Una cosa che mi affascina è che in molte specie di pesci i maschi sono buoni padri. Alcuni tengono le uova in bocca, fanno nascere gli avannotti e li portano in giro per le prime settimane di vita. Quando vivevo a Bali, avevamo un laghetto pieno di grandi carpe giapponesi; da lontano vedevo il padre che nuotava a un'estremità e i figli all'altra. Se mi avvicinavo troppo in fretta e il padre avvertiva il pericolo, subito scattava verso gli avannotti, che contemporaneamente si avviavano nella sua direzione. La carpa padre spalancava la bocca e i figli ci si nascondevano dentro. Con la bocca chiusa, il padre si aggirava frenetico in cerca di qualche avannotto disperso e lo risucchiava dentro. Non appena mi allontanavo abbastanza da convincerlo che i suoi piccoli fossero al sicuro, spalancava la bocca e li lasciava uscire. Mi sono chiesto quante volte avrebbe svolto questo suo dovere paterno, ma non me la sono mai sentita di metterlo alla prova. Sono sicuro che mi sarei stancato prima io: dopo tutto per lui era una questione di vita o di morte, per me si trattava solo di una curiosità. (pp. 115-116)“

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Vittorio Messori 30
giornalista e scrittore italiano 1941
„Status sociale, cultura, ricchezza, persino salute: il contrario stesso di tutto questo in Marie-Bernarde Soubirous, detta Bernadette, quattordicenne (ma con lo sviluppo di una decenne, secondo i medici che la visitarono, e non ancora donna, a causa dell'alimentazione insufficiente); asmatica; sofferente di stomaco; chiusa nel suo silenzio di timida e di introversa; analfabeta e considerata da qualche suo parente stesso incapace di imparare alcunché; incolta anche in materia religiosa, tanto da ignorare persino il mistero della Trinità; figlia della famiglia più miserabile della città; residente nella cella della prigione comunale, sgomberata dalle autorità perché considerata insalubre per gli stessi detenuti; con il padre non solo fallito e con la fama – seppure abusiva – di fannullone e di beone, ma con anche alle spalle un soggiorno in prigione per un sospetto di furto: rilasciato dopo nove giorni, si lasciò cadere l'accusa tanto era inconsistente, ma senza procedere ad alcun giudizio, così da lasciargli addosso un sospetto infamante.
Rendiamocene conto: in tutto questo, solo gli occhi della fede possono scorgere una misteriosa conformità al Vangelo e, dunque, le stigmate della verità. Solo l'adesione a una prospettiva rovesciata rispetto agli «occhi della carne» può far sentire gli echi del Magnificat intonato da Colei di cui Bernadette Soubirous fu testimone: «... ha guardato l'umiltà della sua serva [... ]; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati; ha rimandato i ricchi a mani vuote...» (Lc 1, 48 e 51 ss.) (p. 92)“

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Giovanni Raboni 13
poeta, scrittore e giornalista italiano 1932 – 2004
„Eroi dispersi, non più o non ancora | mio reggimento oltre il reticolato | della luce, con che povero fiato | mi chiamate, con quanta pena affiorano | dal vocio del vento che le divora | o le ammucchia come foglie sul lato | dell'ombra le voci che ho tanto amato!“

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Eugenio Montale 60
poeta, giornalista e critico musicale italiano 1896 – 1981
„E senti allora, se pure ti ripetono che puoi, fermarti a mezza via o in alto mare, che non c'è sosta per noi, ma strada, ancora strada, e che il cammino è sempre da ricominciare. (da Poesie Disperse)“

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