Frasi su disubbidienza


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Giacomo Leopardi 205
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„L'abuso e la disubbidienza alla legge, non può essere impedita da nessuna legge. (229, 31 agosto 1820; 1898, Vol. I, p. 327)“

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Mahátma Gándhí 197
politico e filosofo indiano 1869 – 1948
„La disubbidienza per essere civile dev'essere sincera, rispettosa, contenuta, mai provocante, deve basarsi su principi bene assimilati, non dev'essere capricciosa e soprattutto non deve nascondere rancore e odio.“


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Giorgio Manganelli 93
scrittore, traduttore e giornalista italiano 1922 – 1990
„La letteratura, ben lungi dall'esprimere la "totalità dell'uomo", non è espressione, ma provocazione; non è quella splendida figura umana che vorrebbero i moralisti della cultura, ma è ambigua, innaturale, un poco mostruosa. Letteratura è un gesto non solo arbitrario, ma anche vizioso: è sempre un gesto di disubbidienza, peggio, un lazzo, una beffa; e insieme un gesto sacro, dunque antistorico, provocatorio.“

„In The Duchess of Malfi, l'azione drammatizza gli estremi dell'oppressione quando la protagonista femminile viene torturata e uccisa dai suoi fratelli, che non approvano la sua affermazione del proprio diritto di scegliere l'uomo che vuole. La fonte di Webster per il dramma mostrava chiaramente la fine della Duchessa come giusta punizione per la lussuria mostrata nello scegliersi da sola un marito e per la sua disubbidienza ai fratelli, e così la tragedia è stata letta ai critici moderni. (p. 53)“

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Diventare io significa prima venir esiliati, fare in modo che ti scaccino dalla città, provocare il confronto, la sfida contro il patto sociale. Mi sembra in questo di essere stato pienamente soddisfatto: la società non sempre è disposta a esiliare il primo che capita; i più, in un modo o nell'altro li integra offrendo loro simulacri di esilio, cilici di cartapesta, spine di gomma piuma, sregolatezza e disubbidienze. (1992; p. 88)“

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Antonio Genovesi 9
scrittore, filosofo e economista italiano 1713 – 1769
„Sarà sempre verissima questa massima di Lucano: Non sibi, sed domino gravìs est, quae servit egestas. [... ] Io non saprei che dirmi d'una massima d'un principe de' secoli passati, Che Impoveriscano (i sudditi) ma servano: temo i sudditi troppo comodi. E le ragioni della mia ignoranza sono: 1 Che si può fare che i popoli sieno agiati e obbedienti (i Chinesi). 2 Che la disubbidienza non vien mai dalle ricchezze, ma o dalla parziale amministrazione della giustizia, o dalla sproporzionata ragion delle tasse. 3 Che i popoli pezzenti o desertano, o tumultuano perpetuamente. E la catena de' comodi che lega l'uomo alla repubblica: e chi è così legato alla patria, è sempre sottomesso all'obbedienza di un savio governo. (p. 155)“