Frasi su disuguaglianza

Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull'uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento. L'adorazione delle apparenze si paga. (da Frammenti di diario intimo 12 giugno 1871)

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Henri Fréderic Amiel 40
filosofo, poeta e critico letterario svizzero 1821 – 1881

Dichiarandoci anarchici proclamiamo innanzitutto di rinunciare a trattare gli altri come non vorremmo essere trattati noi da loro; di non tollerare più la disuguaglianza che permetterebbe ad alcuni di esercitare la propria forza, astuzia o abilità in maniera odiosa. Ma l'uguaglianza in tutto – sinonimo di equità – è la stessa anarchia.

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Pëtr Alekseevič Kropotkin 47
filosofo, geografo, zoologo e anarchico russo 1842 – 1921

Cancellare la differenza sessuale, in effetti, permette all'uomo ed alla donna di entrare in una rivalità mimetica. Rinunciano alla disuguaglianza apparente per una concorrenza generalizzata.

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971

L'aborto come necessità politica parte dalla considerazione della disuguaglianza e asimmetria tra uomo e donna: anche se il feto avesse valore dovrebbe essere sacrificato, secondo tale prospettiva, al fine di realizzare l'uguaglianza dei sessi e riequilibrare i rapporti di potere.

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Laura Palazzani 7
filosofa italiana 1964

[Parlando dello scalpore generato dall'annuncio del suo ritiro] Non voglio che Javi Poves diventi un'icona, sono solo uno di loro a lotto contro la disuguaglianza. Voglio che tutti siano uguali e che tutti noi ci uniamo e cessiamo di discutere di cose irrilevanti e cerchiamo di andare avanti. Così com'è, il mondo si appresta a distruggersi.

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Javi Poves 4
calciatore spagnolo 1986

Il film rimarrà in me per sempre (Shake Hands with the Devil). Mi auguro sinceramente di tornare in Ruanda ed altrove in Africa. Era la prima volta mi recavo in Africa e sono tornato molto più consapevole delle disuguaglianze del pianeta, i rifiuti, l'egoismo d'Occidente e delle altre grandi potenze. (dall'articolo in Le Droit del 27 settembre 2007)

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Roy Dupuis 127
attore cinematografico e attore televisivo canadese 1963

Dove c'è discordia porteremo armonia. Dove errore, la verità. Dove il dubbio, la fede. E dove c'è disuguaglianza, porteremo speranza. [fonte 30] (dalla Dichiarazione alle porte del n.° 10 di Downing Street, dopo la sua elezione a Primo Ministro, come citato in "About this day" dalla BBC)

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Margaret Thatcher 151
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013

La lotta contro il dolore e l'ingiustizia è senz'altro cristiana, ma il pensare che attraverso le riforme sociali o l'eliminazione del potere e dell'ordinamento giuridico si possa subito raggiungere un mondo libero dal dolore, è una vera e propria eresia, una profonda ignoranza dell'uomo e della sua natura. In questo mondo il dolore non deriva soltanto dalla disuguaglianza di ricchezza e di potere. La sofferenza non è l'unico fastidio che l'uomo dovrebbe scrollarsi di dosso. Chi pensa così, deve rifugiarsi nel mondo illusorio degli stupefacenti, per ritrovarsi poi ancor più distrutto ed in contrasto con la realtà.

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Papa Benedetto XVI 333
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927

Mai come nella nostra epoca sono state messe in discussione le tre fonti principali di disuguaglianza: la classe, la razza ed il sesso. La graduale parificazione delle donne agli uomini, prima nella piccola società familiare e poi nella più grande società civile e politica è uno dei segni più certi dell'inarrestabile cammino del genere umano verso l'eguaglianza. E che dire del nuovo atteggiamento verso gli animali? Dibattiti sempre più frequenti ed estesi, riguardanti la liceità della caccia, i limiti della vivisezione, la protezione di specie animali diventate sempre più rare, il vegetarianesimo, che cosa rappresentano se non avvisaglie di una possibile estensione del principio di eguaglianza al di là addirittura dei confini del genere umano, un'estensione fondata sulla consapevolezza che gli animali sono eguali a noi uomini, per lo meno nella capacità di soffrire? Si capisce che per cogliere il senso di questo grandioso movimento storico occorre alzare la testa dalle schermaglie quotidiane e guardare più in alto e più lontano. (da Destra e sinistra, Donzelli, Roma 1994)

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Norberto Bobbio 49
filosofo, storico e politologo italiano 1909 – 2004

Sorvolavo rapidamente su tutto questo, imperiosamente sollecitato, com'ero, a cercare la causa di quella felicità, del carattere di certezza con cui si imponeva, ricerca un tempo rinviata. Ora, quella causa, la presagivo paragonando tra loro quelle diverse impressioni beate e che avevano questo in comune: che avvertivo il rumore del cucchiaio sul piatto, la disuguaglianza del lastricato, il sapore della madeleine nell'attimo presente e al tempo stesso in un istante lontano, al punto di far sconfinare il passato sul presente, di esitare non sapendo in quale dei due mi trovasi; a dire il vero, l'essere che allora assaporava in me quell'impressione, la assaporava in ciò che essa aveva di comune in un giorno remoto e nel presente, in ciò che aveva di extratemporale, un essere che appariva solo quando, per una di quelle identità tra il presente e il passato, poteva trovarsi nell'unico ambiente in cui potesse vivere, gioire dell'essenza delle cose, vale a dire al di fuori del tempo. Ciò spiegava perché le mie inquietudini a proposito della mia morte fossero cessare nel momento in cui avevo riconosciuto inconsapevolmente il sapore della piccola madeleine, poiché, in quel momento, l'essere che ero stato, era un essere extratemporale, e dunque incurante delle vicissitudini dell'avvenire. Viveva della sola essenza delle cose, e non poteva coglierla nel presente dove, non entrando in gioco l'immaginazione, i sensi erano incapaci di fornirgliela; lo stesso avvenire verso cui tende l'azione la abbandona a noi. Quell'essere non era mai venuto a me, non si era mai manifestato se non al di fuori dell'azione, del godimento immediato, ogni volta che il miracolo di un'analogia mi aveva consentito di sfuggire al presente. Lui solo aveva il potere di farmi ritrovare i giorni passati, il tempo perduto, dinanzi al quale gli sforzi della mia memoria e della mia intelligenza si arenavano sempre. (pp. 2319 sg.)

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Marcel Proust 229
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922

Comunque le si valuti, le teorie neoliberiste compromettono istruzione salute, aumentano le disuguaglianze e riducono le quote di reddito destinate ai lavoratori; di tali effetti non è possibile dubitare.

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Noam Chomsky 125
linguista, filosofo e teorico della comunicazione statun... 1928

Non ci sono civiltà esistenti che siano animate dalla disuguaglianza e dall'ingiustizia.

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Paul Claudel 38
poeta, drammaturgo e diplomatico francese 1868 – 1955

La libertà è innanzitutto il diritto alla disuguaglianza.

Nikolay Aleksandrovich Berdyayev 3
filosofo 1874 – 1948

«Ce lo chiede il popolo italiano», dicevate. Ma quando avete visto gli italiani scendere in piazza al grido: «Senato delle autonomie subito!»? Ho visto gli italiani lottare per i propri diritti costituzionalmente garantiti, non certo per avere una Camera di nominati, non certo per una riforma che non farà trovare lavoro al 43 per cento di giovani disoccupati, che non migliorerà la sanità, sempre lasciata in balìa degli avidi appetiti delle Regioni, con le note disuguaglianze tra quelle virtuose e quelle no. Chi di voi avrebbe la faccia tosta di dire che il bicameralismo rallenta il procedimento legislativo? [... ] Allo stesso modo non vi interessa la soluzione del conflitto di interessi che viola il principio costituzionale dell'uguaglianza di tutti i cittadini nell'accesso alle cariche elettive, sempre sacrificata sull'altare del baratto politico. Queste sono le vere riforme che il popolo italiano ci e vi chiede, non per cancellare, ma per attuare la nostra legge fondamentale, la «grande incompiuta», come diceva Calamandrei, per realizzare pienamente i principi della nostra Costituzione. Tutto questo però il Premier fa finta di non saperlo. Tanti giornali titolano: «Renzi vuole uscire vincitore», come se il nostro ordinamento costituzionale fosse la scommessa di un Premier infantile, il premio da attribuire a un narciso egoista, arrogante sul piano nazionale e irrilevante su quello europeo. E chi se ne frega se nelle università, così come nei pochi media liberi e tra i nostri banchi, in molti disperatamente chiedono di fermare una riforma sbagliata.

Paola Taverna 13
politica italiana 1969

Il progresso non è automatico, è solo possibile: sta a noi realizzarlo. Se non ci diamo da fare, le forze automatiche del mercato con ogni probabilità ci porteranno in direzione diversa: non necessariamente verso la crescita economica, ma molto probabilmente verso un rafforzamento delle spinte corporative e il peggioramento della morale civica, sicuramente verso un aumento delle disuguaglianze sia economiche che nella dislocazione del potere politico. Sta a noi guidare il mercato in una direzione che sia allo stesso tempo civile, umana e rispettosa dell'ambiente. E questo significa avere chiaro cos'è il mercato: non un deus ex machina, una mano invisibile alla quale affidarsi passivamente, ma un'istituzione complessa, all'interno della quale vi è uno spazio assai vasto per l'intervento politico consapevole, diretto a realizzare simultaneamente giustizia sociale e libertà. (da Il mito della mano invisibile)

Alessandro Roncaglia 4
economista italiano 1947

Gesù era profondamente convinto che gli uomini fossero tutti figli di uno stesso padre celeste: Dio; e Dio egli lo concepiva come un essere infinitamente giusto e buono. Ora, come mai – egli si domandava – come mai esistono nel mondo tante ingiustizie? Come mai gli uomini sono divisi in ricchi e poveri, in padroni e schiavi? Come mai vi sono gli Epuloni viventi nel lusso e i Lazzari tormentati dalla più crudele miseria? È possibile che Dio – il padre infinitamente giusto e buono – voglia queste inique disuguaglianze tra i figli suoi?

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Camillo Prampolini 8
politico italiano 1859 – 1930

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