Frasi su divario

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977
„Alcuni hanno provato ad affrontare questo divario cacciando o macellando un animale in prima persona, come se queste esperienze potessero in qualche modo legittimare il consumo di carne. È una sciocchezza. Assassinare qualcuno dimostrerebbe certo che sei capace di uccidere, ma non sarebbe il modo più sensato per capire perché dovresti o non dovresti farlo.
Uccidere un animale con le proprie mani è più che altro un modo per dimenticare il problema fingendo di ricordarlo. Ma questo fa forse più danni dell'ignoranza. È sempre possibile svegliare uno che dorme, ma non c'è rumore che possa svegliare chi finge di dormire. (p. 113)“

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Edward de Bono 19
scrittore maltese 1933
„L'infelicità è definita al meglio come il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative. (rivista The Observer)“


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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Tra la vergine e l’uomo, affinché costui possa cader vittima della malia, dev’esserci un divario di diversi anni – mai meno di dieci. (libro Lolita)“

Dero Ames Saunders 3
giornalista, letterato (studioso di classici) 1914 – 2002
„Il divario più grande al mondo è il divario tra la giustizia di una causa e i motivi delle persone che la sostengono.“

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Robert Louis Stevenson 77
scrittore scozzese 1850 – 1894
„Il piccolo divario tra i sessi è sorprendentemente ampliato coll'insegnare una serie di slogan alle ragazze e un'altra serie ai ragazzi.“

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Federico Rampini 38
giornalista e scrittore italiano 1956
„Le diseguaglianze non sono una conseguenza naturale della globalizzazione e del progresso tecnologico che impoveriscono i meno istruiti; per la maggior parte il divario tra ricchi e poveri è “fabbricato (libro "Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale”. Falso!)“

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Noam Chomsky 125
linguista, filosofo e teorico della comunicazione statun... 1928
„Le dieci regole della manipolazione mediatica

1. La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell'area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali.
2. Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato "problema- reazione- soluzione". Si crea un problema, una "situazione" prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3. La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4. La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come "dolorosa e necessaria", ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che "tutto andrà meglio domani" e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all'idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5. Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.
6. Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all'inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti...
7. Mantenere il pubblico nell'ignoranza e nella mediocrità
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. "La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8. Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...
9. Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all'individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10. Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il "sistema" ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.“

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Uppaluri Gopala Krishnamurti 6
filosofo indiano 1918 – 2007
„Noi cerchiamo sempre di colmare il divario tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere; e con ciò generiamo uno stato di contraddizione e di conflitto in cui si perdono tutte le energie.“


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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„L’idea di «identità» è nata dalla crisi dell’appartenenza e dallo sforzo che essa ha innescato per colmare il divario tra «ciò che dovrebbe essere» e «ciò che è», ed elevare la realtà ai parametri fissati dall’idea, per rifare la realtà a somiglianza dell’idea. (libro Intervista sull'identità)“

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Marc Augé 35
etnologo e antropologo francese 1935
„La crisi attuale dovrebbe fornire l'occasione per riflettere in maniera schietta sulle cause, sulla portata e sulle conseguenze della crescente diseguaglianza nel mondo, mentre a sua volta, per riprendere l'espressione di Jean-François Lyotard, la "grande narrazione" liberale perde colpi. Oggi la stragrande maggioranza degli economisti è d'accordo nel riconoscere che, se il divario di reddito tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo globalmente si è un poco ridotto, è considerevolmente aumentato quello tra i più ricchi dei ricchi e i più poveri dei poveri, sia nei paesi ricchi sia in quelli poveri. Da ciò l'apparizione e l'incremento di una grande povertà nei paesi ricchi e di una miseria assoluta nei paesi poveri.“

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William Somerset Maugham 97
scrittore e commediografo britannico 1874 – 1965
„Il divario tra quel che un uomo professa e quel che fa è uno degli spettacoli più divertenti offerti dalla vita.“

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Edgar Allan Poe 46
scrittore statunitense 1809 – 1849
„Sono poche le persone che non si sono divertite, in qualche momento della loro vita, a ripercorrere le fasi del loro pensiero risultate in certe conclusioni. È un'occupazione di notevole interesse, spesso, e chi vi si cimenta per la prima volta si stupisce del divario, della distanza apparentemente incolmabile tra punto di partenza e punto di arrivo. (1996)“


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Marc Augé 35
etnologo e antropologo francese 1935
„Mentre la scienza progredisce a velocità esponenziale, tanto la scienza di base quanto le sue ricadute pratiche, il divario tra i suoi protagonisti, o almeno i dilettanti coltivati, e la massa di chi non ha la più pallida idea delle sue poste in gioco aumenta più rapidamente rispetto a quello dei redditi. Il divario tra i paesi che si impegnano nella ricerca scientifica e quelli che ne sono alieni, nonché, all'interno di ognuno di essi, tra l'élite scientifica e i più carenti nel campo della conoscenza, aumenta più velocemente di quello delle ricchezze. George Steiner ha fatto notare che il budget per la ricerca della sola Harvard University è superiore alla somma di tutti quelli delle università europee. Se nei paesi emergenti nascono dei poli di sviluppo scientifico, al loro interno le diseguaglianze in materia di istruzione e di conoscenze sono ancora più considerevoli che nei paesi sviluppati, dove pure continuano a crescere.“

„Aver assunto la cultura del divario come riferimento nelle politiche per il Sud ha determinato, peraltro, un effetto sociale e politico particolarmente rilevante [... ]. I gruppi dirigenti [... ] per anni sono stati selezionati – più spesso cooptati – e si sono affermati in ragione della loro capacità di rappresentare i problemi, le debolezze, di denunciare con forza le situazioni di disagio, di rivendicare interventi e risorse dal centro, di "fare giustizia" e di rendere possibile lo sviluppo. [... ] Diventano [così] irrilevanti i percorsi locali di sviluppo, i progetti piccoli ma realistici, la prassi della manutenzione, gli obiettivi intermedi. Anche fare rete a livello locale diventa sostanzialmente inutile perché quello che conta è la rete verticale, il rapporto con il centro, da piazzale Kennedy a via Boncompagni, da via Veneto a via XX Settembre; e poi, negli anni, anche "alla Regione" e a Bruxelles. (pp. 26-27)“

Paola Mastrocola 27
scrittrice italiana 1956
„Come mi aspettavo. L'esattezza delle cose che ti aspetti, la perfetta coincidenza di ciò che hai immaginato con ciò che è, la felicità di vedere che le due cose si sovrappongono esattamente e non c'è più divario tra pensiero e realtà. Stupendo. Non facile. Quasi sempre ti fai un'idea delle cose che poi non è mai quella.“

Togo Bozzi 6
saggista e giornalista italiano 1905 – 1989
„Non si può parlare di Benevento nella sua modernità di vita, se non richiamando il passato, che ha influito sulla costituzione dei suoi cittadini nelle manifestazioni del carattere, nella tenacia, nel culto continuo del suo passato, nell'idolatria per i suoi monumenti. Sono le impronte indistruttibili della storia dei popoli, che non hanno avuto albe improvvise e tramonti repentini, ma una continuità conseguenziale di luce civile attraverso i secoli. Soltanto così, si possono spiegare i profondi elementi di divario tra un beneventano ed i cittadini delle altre provincie della Campania. (p. 11)“

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