Frasi su doglia

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George Carlin 46
comico, attore e sceneggiatore statunitense 1937 – 2008
„Quando cardinali e vescovi avranno sperimentato la loro prima gravidanza, le loro prime doglie, e avranno cresciuto un paio di bambini col salario minimo, allora sarò lieto di ascoltare cosa avranno da dire sull'aborto. (da Back in Town)“

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Pietro Aretino 67
poeta, scrittore, drammaturgo 1492 – 1556
„Poco dura la doglia che finisce in le lagrime, e assai lungo è il termine del patire che si rimane nel cuore.“


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Vincenzo da Filicaja 2
poeta italiano 1642 – 1707
„Italia, Italia, O tu cui feo la sorte,Dono infelice di bellezza,ond'hai Funesta dote d'infiniti guaiChe in fronte scritti per gran doglia porte.“

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Saˁdi 90
poeta persiano 1184 – 1291
„Sono quai membri e per l'uno e per l'altro | d'Adamo i figli. Quando fûr creati, | d'un sol germe son nati. || Quando la sorte uno de' membri affligga | di qualche doglia, tutti gli altri insieme | scossi vanno e turbati. || Se tu per altrui doglia non ti turbi, | che d'Adamo figliuol nessun più mai | ti appelli, in pena avrai. (da Ciò che va detto ad un principe tiranno e bacchettone, vol I, p. 53)“

Onofrio Minzoni 7
1734 – 1817
„Qual fu l'orrendo, il tempestoso, il fiero | Giorno, che dal mio centro io torsi il piede' | Deh! chi fra l'ombre del passato il vede? | Chi per pietà l'accenna al mio pensiero? | Segnare il voglio col color più nero, | Ed al volger d'ogni anno, allor ch'ei riede, | Faccian le rupi di mia doglia fede, | Si bagni del mio pianto ogni sentiero. (da Lamento, p. 4)“

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Giuseppe Parini 30
poeta, librettista e traduttore italiano 1729 – 1799
„E a che credete voi che servir possano le gotte, o sia quel mal che gotta artetica chiamasi più comunemente? A vivere, risponderete voi, sempre in continove doglie, a star lì confitto in s'una seggiola senza moversi mai. Eh! perdonatemi, Chè può servire a tutt'altro ne gli uomini cotesto male. Egli m'è stato socio fido ed amico nel corso di varii giorni, e di varie notti: e stato è causa ch'io abbia fatto i lontani e lunghissimi viaggi ch'io ho fatto. [... ] Adunque siavi noto, che quando vennemi ad aflliggere giovine com'io son la gotta artetica per sollevarmi un poco da la doglia, e da la noia di quel male, diedimi a studiare un poco sopra un piccolo Libretto Geografico; ed in simile guisa mi vendicai di quello stranio mal che volea rapirmi a i dolci studii.“

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Matteo Maria Boiardo 10
poeta e letterato italiano 1441 – 1494
„Donate al mio fallir, donne mie, pace; | Chè a tacer tanto duolo è cosa dura, | E poco ha doglia chi, dolendo, tace.“

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Jacopo Sannazaro 11
poeta e umanista italiano 1456 – 1530
„Logisto: O fortunato, che con altre rime | riconsolar potrai la doglia e 'l pianto. (prosa quarta, p. 36, 1944)“


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William Shakespeare 229
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„Ancor mi dolgo di doglie già chiuse | e di rancura in rancura riconto | i tristi conti, lamenti che furono, | e pago ancora, quasi già non fosse. || Ma se allora a te penso, dolce amico, | ha fine il duolo, ogni perdita è vinta. (da Sonetto XXX; 1988)“

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Papa Giovanni Paolo II 156
264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 – 2005
„La maternità spirituale della Chiesa non si realizza — anche di questo la Chiesa è consapevole — se non in mezzo alle doglie e al «travaglio del parto» (Ap 12, 2), cioè nella perenne tensione con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo ed a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo. (§ 103)“

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Konstantin Dmitrievič Bal'mont 1
poeta russo 1867 – 1942
„Campagna di Russia, c'è in te una solenne | ma tacita voce di doglie struggenti, | desìo senza speme, silenzio perenne, | vertigini fredde, pianure fuggenti. | O vieni all'aurora sull'erta del prato! | Sul fiume si libra la bruma serena. | Nereggia la mole del bosco agghiacciato. | Al cuore fa male, al cuore fa pena. (da Senza parole)“

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Francesco Berni 19
scrittore e poeta italiano 1497 – 1535
„Non si tien conto di chi accatti o presti: | accatta e fa' pur debiti, se sai, | ché non è creditor che ti molesti; | se pur ne vien qualch'un, di' che tu hai | doglia di testa e che ti senti al braccio: | colui va via senza voltarsi mai. | Se tu vai fuor, non hai chi ti dia impaccio, | anzi ti è dato luogo e fatto onore, | tanto più se vestito sei di straccio. | Sei di te stesso e de gli altri signore, | vedi fare alle genti i più strani atti, | ti pigli spasso dell'altrui timore. (da Capitolo primo della peste, vv. 100-110)“


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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591
„[Vittoria Colonna] Cenere è quel che in lungo incendio ardente | Soave foco in sul mio cor si sparse, | E dell'antiche sue faville, ond'arse | Già fredde or lascia le vestigia e spente. | D'un si lieve principio, ampio e possente | Come crebbe il mio duol qui può mirarse, | Qual ria procella suol dietro lasciarse | Delle rovine sue segno dolente; | Morto lo spirto, che talor vivace | Le sue fiamme sostenne invitto e forte, | Non gusta, o sente il cor dolcezza o doglia; | E se già visse in pene, or nella morte, | Queto giace e tranquillo, e questa spoglia | Lacera e rotta almen riposa in pace. (Sonetto CXIX)“

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Dan Simmons 39
scrittore e autore di fantascienza statunitense 1948
„Essere un poeta, un poeta vero, significava diventare l’Avatar incarnato dell’umanità; accettare il manto di poeta equivaleva a portare la croce del Figlio dell’Uomo, a sopportare le doglie del parto dell’Anima Madre dell’Umanità. Essere un poeta vero è diventare Dio. (libro Hyperion)“

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Hermann Hesse 239
scrittore, poeta e aforista tedesco 1877 – 1962
„Una delle notti seguenti trovò asilo in un villaggio presso poveri contadini, che non avevano pane ma una zuppa di miglio. Qui l'aspettavano nuove esperienze. La contadina di cui era ospite partorì nella notte e Boccadoro assistette: erano corsi a chiamarlo sul suo pagliericcio, perché prestasse aiuto; in realtà non trovò altro da fare che tenere il lume mentre la levatrice s'affaccendava. Era la prima volta che assisteva a un parto; fissava con occhi ardenti e stupiti il volto della donna e si sentì arricchito a un tratto di una nuova esperienza. Ciò che scorse in quel volto di partoriente parve almeno a lui degno del più vivo interesse. Alla luce della fiaccola di pinastro, mentre osservava con grande curiosità il volto della donna in preda alle doglie, ebbe una rivelazione inattesa: le linee di quel volto contratto che gridava erano ben poco dissimili da quelle ch'egli aveva viste in altri volti di donne nel momento dell'ebbrezza d'amore! l'espressione della grande sofferenza nel volto umano era più violenta e più sfigurante che l'espressione di un grande godimento... ma in fondo non era diversa: lo stesso contrarsi in una specie di smorfia, lo stesso accendersi e spegnersi. Questa rivelazione, che dolore e piacere potessero essere simili come fratelli, lo sorprese in modo strano, senza che ne comprendesse il perché. (p. 123; 1989)“