Frasi su dorso

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Renzo Novatore 19
poeta e filosofo italiano 1890 – 1922
„E le rane partirono... Partirono verso il regno della suprema viltà umana. Partirono verso il fango di tutte le trincee. Partirono.... E la morte venne! Venne ebbra di sangue e danzò macabramente sul mondo. Danzò con piedi di folgore... Danzò e rise... Rise e danzò... Per cinque lunghi anni. Ah, Come è volgare la morte che danza senza avere sul dorso le ali di un'idea... Che cosa idiota morire senza sapere il perché... (da Verso il nulla creatore)“

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Herman Melville 80
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Mercoledì 18 febbraio
Prima dell'alba siamo passati tra Capri e il Continente e siamo entrati nel Golfo di Napoli. Ero sul ponte. L'indistinta massa del Vesuvio fu presto in vista. L'ho riconosciuta da un quadro (della mamma?). Ben presto ho «sentito» la città. Luci brillanti. Siamo stati trattenuti a bordo fino alle nove dalla polizia che se la prende con comodo. Con alcuni altri sono sceso all'Hotel de Geneve. Colpito dalla prima apparizione di Napoli. Grandi folle, strade belle, edifici alti. A colazione Rhinelander e Friedman han detto che sarebbero andati a Pompei. Mi sono unito a loro, le ferrovie sono dovunque le stesse. Siamo passati attraverso Portici, Resina, Torre del Greco. Pompei è uguale ad ogni altra città. La stessa antica umanità. Che si sia vivi o morti non fa differenza. Pompei è un sermone incoraggiante. Amo più Pompei che Parigi. C'erano delle guardie silenziose come il Mar Morto. Al Vesuvio a dorso di cavallo. Vigneti sulle pendici. Arrampicata sulle ceneri. Aggrappato alla guida. Discussione. Il vecchio cratere di Pompei. Il cratere attuale è come una vecchia miniera abbandonata. L'uomo che brucia. Rosso e giallo. Tuoneggiante. Boati. Una lingua di fuoco. Sono sceso nel cratere. Liquirizia congelata. Son sceso giù in fretta. Crepuscolo. Cavalcata nel buio. All'Annunziata trovato un vetturino per Napoli. Una corsa nel freddo senza soprabito. Di ritorno all'Hotel a mezzanotte. La strada e la campagna erano silenziose. Un sobborgo. Cena a letto. (da Diario italiano 1856)“


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Boris Leonidovič Pasternak 48
poeta e scrittore russo 1890 – 1960
„Passeranno gli anni, ti sposerai, | dimenticherai i disordini. | Essere donna è un gran passo, | fare impazzire è un'eroica impresa. || Pure, io, di fronte al prodigio di mani di donna, | del dorso e delle spalle e del collo, | con la devozione d'un servo | tutta la mia vita benedico. || Ma per quanto la notte m'incateni | con anelli d'angoscia, | più forte al mondo è la spinta a fuggire | e la passione invita alle rotture. (da Dichiarazione)“

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Conte di Lautréamont 37
poeta francese 1846 – 1870
„Vecchio oceano, dalle onde di cristallo, tu somigli proporzionalmente a quei segni azzurrognoli che si vedono sul dorso martoriato dei mozzi; tu sei un livido immenso, applicato sul corpo della terra: mi piace questo paragone. Così, al tuo primo apparire, un soffio lungo di tristezza che si potrebbe credere il mormorio della tua brezza soave, passa, lasciando tracce incancellabili sull'anima profondamente sconvolta, e tu richiami alla memoria dei tuoi amanti, senza che se ne rendano sempre conto, i rudi inizi dell'uomo, quando fa la conoscenza del dolore che non lo lascerà più. (1995)“

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Susanna Tamaro 111
scrittrice italiana 1957
„In un mondo dominato dal delirio onnipotente della tecnologia, le catastrofi naturali ci parlano, ci ricordano che siamo esseri insignificanti, formiche che passeggiano sul dorso di un gigante. La morte è sotto i nostri piedi, può colpire ovunque, si muove invisibile, esplode potente, non conosce distinzione di Paesi e di popoli, non separa il giusto dall'ingiusto, il malato dal sano, il bambino dall' anziano, passa con la sua falce e distrugge ogni vita con selvaggia cecità. (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/2010/gennaio/17/Quando_appare_fragilita_del_mondo_co_8_100117021. shtml Quando ci appare la fragilità del mondo], Corriere della sera, 17 gennaio 2010)“

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Curzio Malaparte 84
scrittore italiano 1898 – 1957
„Sottili fili di acciaio, avvolti intorno a quella stessa sorta di viti di legno che negli strumenti musicali servono a tender le corde, tenevano aperte le labbra di quelle orrende ferite: si vedeva il cuore nudo pulsare, i polmoni dalle venature dei bronchi simili a rami d'albero, gonfiarsi proprio come fa la chioma di un albero nel respiro del vento, il rosso, lucido fegato contrarsi adagio adagio, lievi fremiti correre sulla polpa bianca e rosea del cervello come in uno specchio appannato, il groviglio degli intestini districarsi pigro come un nodo di serpi all'uscir dal letargo. E non un gemito usciva dalle bocche socchiuse dei cani crocifissi. (...) A un tratto, vidi Febo. Era disteso sul dorso, il ventre aperto, una sonda immersa nel fegato. Mi guardava fisso, e gli occhi aveva pieno di lacrime. Aveva nello sguardo una meravigliosa dolcezza. Non mandava un gemito, respirava lievemente, con la bocca socchiusa, scosso da un tremito orribile. Mi guardava fisso, e un dolore atroce mi scavava il petto. "Febo" dissi a voce bassa. E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. "Febo" dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano, e non emise un gemito. Il medico mi si avvicinò, mi toccò il braccio: "Non potrei interrompere l'esperienza", disse, "è proibito. Ma per voi... Gli farò una puntura. Non soffrirà". (...) Anche gli altri cani, distesi sul dorso nelle loro culle, mi guardavano fisso, tutti avevano negli occhi una dolcezza meravigliosa, e non il più lieve gemito usciva delle loro bocche. A un tratto un grido di spavento mi ruppe il petto: "Perché questo silenzio?", gridai, "che è questo silenzio?". Era un silenzio orribile. Un silenzio immenso, gelido, morto, un silenzio di neve. Il medico mi si avvicinò con una siringa in mano: "Prima di operarli", disse, "gli tagliamo le corde vocali".“

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E. L. James 30
scrittrice britannica 1963
„Mi prende la mano e se la porta lentamente verso la bocca, poi la bacia con tenerezza sul dorso, un gesto così romantico e all’antica che mi fa balzare il cuore in gola. (libro Cinquanta sfumature di Grigio)“

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Filippo Pananti 25
poeta italiano 1776 – 1837
„Sul dorso ha un mezzo secolo Isabella, | E ancor detta esser vuol giovine e bella. | Chi è sciocco la condanni: | Io dico che ha ragione, e ve lo provo: | Mercato nuovo ancor dopo mill'anni | Sempre si chiamerà Mercato nuovo. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 761)“


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Ljudmil Stojanov 15
poeta e scrittore bulgaro 1886 – 1973
„Si parte.
La collina davanti a noi diventa scura, sembra il dorso di un animale antidiluviano. Sopra di lei brillano le stelle: fanno lo strano effetto di essere discese in basso. Man mano che saliamo, ci pare che all'improvviso ci tufferemo fra le stelle, che raggiungeremo il cielo, e che potremo così liberarci delle nostre pene; ci pare impossibile che dovremo gettarci nel combattimento. Ma no, è lei che si avvicina a noi, la grande pazza, mostruosa idiozia. (da Sulla piana di Kalimann, p. 23)“

Pietro Mastri 5
poeta e avvocato italiano 1868 – 1932
„O San Giovanni della mietitura, | apri le porte d'oro; è tempo ormai. | La falce è in filo e la messe è matura; | apri le porte d'oro a' tuoi granai, | o San Giovanni della mietitura. || Eccoli i mietitori. Hanno percorso | le vie bianche di sole a schiere a schiere. | A ognun la falce rilucea sul dorso | come un tempo la daga al cavaliere. | Domani questa messe ampia cadrà. (Mietitura, in Santoli e Stanghellini, p. 581)“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„La specie maggiore del genere è il Toco [... ]. Ha le piume nere, bianche la gola, le guancie, la parte anteriore del collo e le copritrici superiori della coda; rosso sangue il groppone. Il becco molto grande ed alto, il cui margine mostra alcune intaccature è rosso-arancio vivo, colore che mutasi in rosso fuoco verso il dorso e verso l'apice della mascella inferiore. L'apice della mascella superiore ed il margine del becco presso il capo sono parimenti color nero; gli occhi, le redini e la regione temporale sono rosso-fuoco vivo; i margini delle palpebre azzurro-neri; le gambe grigio-azzurre. (p. 229)“

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Plutarco 169
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„È comunque ancora più raffinata l'attenzione che il porcospino rivolge ai propri cuccioli. In pieno autunno, infilandosi sotto le viti e facendo cadere i grappoli d'uva a terra con le zampe, si rotola su di essi e se li applica addosso sugli aculei. Una volta, quando ero bambino, un porcospino offrì, a me che lo osservavo, lo spettacolo di un grappolo che strisciava e camminava allontanandosi: tanto voluminoso era il suo carico di acini mentre se ne andava in giro! Ebbene, dopo avere raccolto l'uva, la mamma porcospino, intrufolandosi nella sua tana, porse gli acini ai suoi piccoli perché potessero staccarglieli dal dorso e goderne a loro piacimento. (cap. 16)“


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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Una volta, viaggiando a notte su un'autostrada illuminata dalla luna, ho sentito i vetri e il tetto dell'auto bombardati come dalla grandine: era uno sciame di ditischi, lucidi, bruni ed orlati di arancio, grossi come una mezza noce, che avevano scambiato l'asfalto della strada per un fiume, e tentavano invano di ammararvi. Questi scarabei, per ragioni idrodinamiche, hanno raggiunto una compattezza e semplicità di forme che credo unica nel regno animale: visti dal dorso, sono ellissi perfette, da cui sporgono solo le zampe mutate in remi. (Gli scarabei, p. 148)“

Angelo Maria Ricci 11
poeta italiano 1776 – 1850
„Non sai quanti perigli in uno involve | Sublime impresa, che dal ciel non scende, | Non sai che il trono è vil mucchio di polve, | Che dal soffio di Dio mal si difende.... | Non sai che il mondo i più felici assolve, Che volge il dorso a chi dall'alto scende... | Non sai... deh tu col senno, e col consiglio | Compagno al genitor ti mostra e figlio... || Qual Dio, qual man dirigerà quell'asta | Che il padre tuo contro gli altari ha spinto? | Forse avversa la terra a lui non basta, | Che il cielo istesso a provocar s'è accinto...? | Oh Dio qual crudo nembo a lui sovrasta, | Sia pur che torni o vincitore, o vinto... | Oh patria... oh figlio., oh re, questa è la meta | D'un età che sperai finir più lieta... (ottava 52-53 canto I)“

Cormac McCarthy 85
scrittore statunitense 1933
„Una volta nei torrenti di montagna c'erano i salmerini. Li potevi vedere fermi nell'acqua ambrata con la punta bianca delle pinne che ondeggiava piano nella corrente. Li prendevi in mano e odoravano di muschio. Erano lucenti e forti e si torcevano su se stessi. Sul dorso avevano dei disegni a vermicelli che erano mappe del mondo in divenire. Mappe e labirinti. Di una cosa che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva riaggiustare. Nelle forre dove vivevano ogni cosa era più antica dell'uomo, e vibrava di mistero. (p. 217)“

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Ippocrate di Coo 143
filosofo, medico 460
„I brividi cominciano nelle donne, dai lombi, e vanno lungo il dorso, alla testa. Anche negli uomini cominciano più spesso nel dorso del corpo che non nella parte anteriore come per esempio negli avambracci o nelle coscie. (V, 69; p. 61)“

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