Frasi, citazioni e aforismi su dorso

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Renzo Novatore 18
poeta e filosofo italiano 1890 – 1922
„E le rane partirono... Partirono verso il regno della suprema viltà umana. Partirono verso il fango di tutte le trincee. Partirono.... E la morte venne! Venne ebbra di sangue e danzò macabramente sul mondo. Danzò con piedi di folgore... Danzò e rise... Rise e danzò... Per cinque lunghi anni. Ah, Come è volgare la morte che danza senza avere sul dorso le ali di un'idea... Che cosa idiota morire senza sapere il perché... (da Verso il nulla creatore)“

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Boris Leonidovič Pasternak 29
poeta e scrittore russo 1890 – 1960
„Passeranno gli anni, ti sposerai, | dimenticherai i disordini. | Essere donna è un gran passo, | fare impazzire è un'eroica impresa. || Pure, io, di fronte al prodigio di mani di donna, | del dorso e delle spalle e del collo, | con la devozione d'un servo | tutta la mia vita benedico. || Ma per quanto la notte m'incateni | con anelli d'angoscia, | più forte al mondo è la spinta a fuggire | e la passione invita alle rotture. (da Dichiarazione)“

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Conte di Lautréamont 29
poeta francese 1846 – 1870
„Vecchio oceano, dalle onde di cristallo, tu somigli proporzionalmente a quei segni azzurrognoli che si vedono sul dorso martoriato dei mozzi; tu sei un livido immenso, applicato sul corpo della terra: mi piace questo paragone. Così, al tuo primo apparire, un soffio lungo di tristezza che si potrebbe credere il mormorio della tua brezza soave, passa, lasciando tracce incancellabili sull'anima profondamente sconvolta, e tu richiami alla memoria dei tuoi amanti, senza che se ne rendano sempre conto, i rudi inizi dell'uomo, quando fa la conoscenza del dolore che non lo lascerà più. (1995)“

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Herman Melville 53
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Mercoledì 18 febbraio
Prima dell'alba siamo passati tra Capri e il Continente e siamo entrati nel Golfo di Napoli. Ero sul ponte. L'indistinta massa del Vesuvio fu presto in vista. L'ho riconosciuta da un quadro (della mamma?). Ben presto ho «sentito» la città. Luci brillanti. Siamo stati trattenuti a bordo fino alle nove dalla polizia che se la prende con comodo. Con alcuni altri sono sceso all'Hotel de Geneve. Colpito dalla prima apparizione di Napoli. Grandi folle, strade belle, edifici alti. A colazione Rhinelander e Friedman han detto che sarebbero andati a Pompei. Mi sono unito a loro, le ferrovie sono dovunque le stesse. Siamo passati attraverso Portici, Resina, Torre del Greco. Pompei è uguale ad ogni altra città. La stessa antica umanità. Che si sia vivi o morti non fa differenza. Pompei è un sermone incoraggiante. Amo più Pompei che Parigi. C'erano delle guardie silenziose come il Mar Morto. Al Vesuvio a dorso di cavallo. Vigneti sulle pendici. Arrampicata sulle ceneri. Aggrappato alla guida. Discussione. Il vecchio cratere di Pompei. Il cratere attuale è come una vecchia miniera abbandonata. L'uomo che brucia. Rosso e giallo. Tuoneggiante. Boati. Una lingua di fuoco. Sono sceso nel cratere. Liquirizia congelata. Son sceso giù in fretta. Crepuscolo. Cavalcata nel buio. All'Annunziata trovato un vetturino per Napoli. Una corsa nel freddo senza soprabito. Di ritorno all'Hotel a mezzanotte. La strada e la campagna erano silenziose. Un sobborgo. Cena a letto. (da Diario italiano 1856)“

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Beppe Fenoglio 15
scrittore italiano 1922 – 1963
„Se si sfrega a lungo e fortemente le dita di una mano sul dorso dell'altra e poi si annusa la pelle, l'odore che si sente, quello è l'odore della morte. Carlo lo aveva imparato fin da piccolo, forse dai discorsi di sua madre con le altre donne del cortile, o più probabilmente in quelle adunate di ragazzini nelle notti estive, nel tempo che sta tra l'ultimo gioco e il primo lavoro.“

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Domenico Cirillo 32
medico e botanico italiano 1739 – 1799
„Parlate voi o Asini delle due Sicilie, dite quante volte calcando il vostro pazientissimo dorso, ci avete condotto tra i vaghi Tesori di Flora, e tra i molto istruttivi orrori di Vulcano. Senza di voi ci sarebbero incognite le piì rare, ed utili piante de' nostri Appennini, e le stupende Etnee, e Vesuviane voragini. (p. 165-166)“


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Giovanni di Dio 6
religioso spagnolo 1495 – 1550
„Messer Asino, voi non avete voluto entrare ieri a Granata con le legna sul dorso, per vergogna. Ora deponete la vergogna e portate le legna fino alla piazza maggiore, ove da tutti i conoscenti siate veduto e conosciuto, sì che svanisca il fumo della vostra superbia.“

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Konrad Lorenz 94
zoologo e etologo austriaco 1903 – 1989
„Chi potrebbe esprimere in parole, o riprodurre pittoricamente, quel rosso incandescente che rende diafani e trasparenti i fianchi dello spinarello maschio, quel verde-azzurro iridescente del suo dorso, dalla luminosità paragonabile solo a certe luci al neon, e, infine, quello squillante verde smeraldo del suo occhio? Secondo le regole del gusto artistico l'accostamento di questi colori dovrebbe dare un risultato orribile e stridente, e invece quale meravigliosa sinfonia producono se composti dalla mano del grande Maestro! (p. 34)“

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Carl August Schneegans 8
1835 – 1898
„[Sull'Etna] [... ] per vedere il cratere stesso e la lava, dobbiamo ancora salire fino a quel dorso di monte, sul quale nel 1883 i santi furono esposti contro la lava. Ancora pochi passi, e siamo arrivati sul piccolo rialto: davanti ai nostri occhi si stende, in tutto il suo terribile splendore, il campo dell'eruzione.
Ogni parola sarebbe vana per dipingere siffatto spettacolo, che supera ogni opinione e vince ogni descrizione. Avevo assistito, anni addietro, a una eruzione del Vesuvio; ma quale differenza tra quella e questa del monte siciliano. Il Vesuvio è un bambino in confronto a questo gigante!“

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Luigi Gasparotto 1
politico e avvocato italiano 1873 – 1954
„[Sull'attacco al monte Coston] Cinque compagnie del 71° e del 72° fanteria (brigata Puglie) hanno tentato di riprenderlo, ma, giunte sotto la parete calcarea che gira attorno alla cima come una fascia attorno al dorso di un uomo, sono state flagellate. I morti sono rimasti sul terreno, i vivi deferiti al tribunale di guerra. Eppure, si sono tutti battuti bene. Il tenente Buongermini, ferito quasi a morte, trovò la forza e la serenità di mandare al capitano Bergnia questo biglietto: Ho le gambe spezzate ma sorrido. Ho fatto il mio dovere: viva l'Italia! (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 645)“


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Gustave Thibon 23
filosofo e scrittore francese 1903 – 2001
„Pregherò per te». Ho mai udito parola umana che giunga da più lontano? Giunge dalla confluenza di Dio e dell'uomo. Tu rispondi di me davanti a Colui che è tutto e che è anche me stesso. La preghiera per il prossimo è come un aspetto inverso del martirio: la preghiera fa dell'uomo che prega un testimonio, la cauzione di un altro uomo davanti a Dio. Sei più vicino a me di quanto lo sia io stesso, perché sei tra Dio e me. Sei come un baluardo innalzato contro la sua giustizia e un varco aperto sul suo amore. Nel cuore della dolce e mortale lotta tra l'uomo e la sua fonte, tu combatti al mio posto. Il tuo amore temerario si è infiltrato nella scissura stessa che mi separa dal centro, nel vuoto scavato dalla mia ribellione e dalla mia viltà. Tra quali pietre hai posto la tua anima! Sembri volgermi il dorso e invece il tuo volto è esposto, per me, ai colpi diretti, ai richiami dell'ignoto; non mi parli, ma parli di me al silenzio. Pregare per qualcuno è come aderire, al tempo stesso, a Dio e all'uomo, è come realizzare il perfetto equilibrio ha questi due amori. (pp. 14-15)“

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Sem Benelli 4
poeta, scrittore e drammaturgo italiano 1877 – 1949
„Fazio: Ma che volete fare?
Giannetto: Giocare!
Fazio:
Con la morte non si gioca!
Giannetto: Non è la vita un gioco con la morte?
Vedi, come son fatto! Più ne tremo
e più mi piace il gioco. Deformato
mi sono, col terrore, come stelo
nell'ombra: più s'affina e più s'ostina!
In questa giostra io sento ora la vita
raccogliersi in un nodo di terrore
più tenace de' serpi di Medusa:
Io voglio; io voglio che il perfido Neri
a me si raccomandi per pietà,
che mi sorrida come si sorride
ad un pari, non disdegnosamente.
Io lo voglio; io lo voglio con furore,
altrimenti il mio nodo di terrore
lo può strozzare disperatamente!...
Fazio: Voi mi parete di quelle farfalle
che giocano coi lumi nell'estate.
Alieggiano e tremano e ti pare
che vogliono sfuggir la fiamma e invece
la cercano; la cercano e la fuggono,
la temono e la bramano e si bruciano
e muiono pel gusto di temere…
Giannetto: Hanno sul dorso i segni della morte!
Fazio: Ma non ho visto mai questo miracolo;
Che una farfalla spegnesse una torcia!...
Giannetto: Una farfalla no; ma un pipistrello Sì!... (atto terzo)“

Jacques Spitz 6
autore di fantascienza francese 1896 – 1963
„Vi lamentate tanto del mondo, ma non siete obbligato a rimanere suo cittadino». Guardo il nome dell'autore, sul dorso del volume: Plotino. Dunque pulivo i pennelli su Plotino. E lui mi ringrazia con un consiglio: perché rimanere cittadino del mondo?“

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Eileen Power 11
storica britannica 1889 – 1940
„Chi visiti la Camera dei Lord e si trovi a contemplare pieno di rispetto quell'augusta assemblea, non può non restare colpito da un oggetto voluminoso e profano che sta di fronte al trono: un oggetto informe, sul quale noterà che, durante le sedute plenarie del Parlamento, sta seduto il lord cancelliere d'Inghilterra. L'oggetto è un cuscino di lana, e in quella lana c'è tanta storia quanta ce n'è nella carica stessa di lord cancelliere. Esso ricorda infatti a una generazione di cotonieri e di metallurgici su che cosa si è fondata la grandezza dell'Inghilterra: non sulla delicata pianta che arriva dai più lontani paesi d'oriente e d'occidente per alimentare la sua industria manifatturiera, e non sul duro metallo scavato nelle sue viscere, ma sulla sua lana che, una generazione dopo l'altra, è cresciuta sul dorso delle sue pecore dal muso nero. (pag. 141)“

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