Frasi su dosso

„Vedete que' giovani robusti vestiti di panno cilestro coll'arpa sul dosso, o fra mani il violino, che a piccole bande di tre o quattro al più, seguiti da un fanciullo il di cui strumento è un triangolo d'acciaio, giungono nelle città e fan risuonar le strade e le osterie di teneri e lieti concenti? Essi vengon di Viggiano picciola terra della Basilicata. (da Costumi – I Viggianesi, citato in Poliorama pittoresco, Volume 1, 1836, p. 405)“

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Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“


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Nino Taranto 1
attore italiano 1907 – 1986
„Amico mio questo non è un monologo, ma un dialogo perché sono certo che mi senti e mi rispondi. La tua voce è nel mio cuore, nel cuore di questa Napoli che è venuta a salutarti, a dirti grazie perché l'hai onorata. Perché non l'hai dimenticata mai, perché sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollarle di dosso quella cappa di malinconia che l'avvolge. Tu amico hai fatto sorridere la tua città, sei stato grande, le hai dato la gioia, la felicità, l'allegria di un'ora, di un giorno, tutte cose di cui Napoli ha tanto bisogno. I tuoi napoletani, il tuo pubblico è qui. Ha voluto che il suo Totò facesse a Napoli l'ultimo "esaurito" della sua carriera e tu, tu maestro del buonumore, questa volta ci stai facendo piangere tutti. Addio Totò, addio amico mio. Napoli, questa tua Napoli affranta dal dolore vuole farti sapere che sei stato uno dei suoi figli migliori e non ti scorderà mai. Addio amico mio, addio Totò. (dall'orazione funebre di Totò; citato in lastoriadinapoli. it; audio ascoltabile su YouTube)“

Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„Gian Giacomo Rousseau fissava il rossore del tramonto che accendeva le torri di Notre Dame, e non parlava. Ad un tratto starnutì.
– Ecco, – malignamente commentò il Galiani, – che cosa vuol dire mettere in pratica la propria filosofia e non portar la parrucca. Vi buscate un raffreddore e il barcaiolo vi prenderà per il mio servo fedele. Amico Gian Giacomo, scuotetevi di dosso la filosofia, e tornate alla musica! Vi farò un bel libretto e metteremo in burletta anche Socrate, se vorrete! (p. 18)“

Carlo Fruttero 8
scrittore e traduttore italiano 1926 – 2012
„Le risorse dell'uomo sono infinite, purché le circostanze lo costringano a cavarsela da sé, gli strappino di dosso tutte le pellicole - educative, snobistiche, mutualistiche, culturali, eccetera - con le quali la società finge di proteggerlo e sotto le quali egli si crogiola stupidamente ignaro delle proprie attitudini e ricchezze.“

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Og Mandino 22
consulente motivazionale, oratore 1923 – 1996
„Ogni volta che fai un errore o vieni buttato giù dalla vita, non guardati indietro troppo a lungo. Gli errori sono il modo che ha la vita di insegnarti. La tua capacità di errare occasionalmente è inseparabile dalla tua capacità di raggiungere i tuoi obiettivi. Nessuno vince sempre, e i tuoi fallimenti, quando accadono, sono solo parte della tua crescita. Scrollati di dosso gli errori. Come puoi conoscere i tuoi limiti senza un fallimento occasionale? Non smettere mai. Arriverà il tuo turno.“

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Sylvia Day 15
afterbrun 1973
„E' tipo di uomo che fa desiderare a una donna di strappargli di dosso la camicia e osservare i bottoni che saltano via insieme alle proprie inibizioni. (libro A nudo per te)“

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Ryszard Kapuściński 34
giornalista e scrittore polacco 1932 – 2007
„È sempre il potere a provocare la rivoluzione. Non certo di proposito. Tuttavia il suo stile di vita e di governo finisce per diventare una vera e propria provocazione. Ciò avviene quando tra i personaggi dell’élite si instaurano il senso dell’impunità e la convinzione di poter fare qualunque cosa, di potersi permettere tutto. È un’illusione, certo, ma non priva di giustificazioni razionali. Per molto tempo sembra realmente che i membri dell’élite possano fare quello che vogliono: per quanti scandali e illegalità commettano, la passano sempre liscia. Il popolo pazienta e tace: non si è ancora scrollato di dosso la paura, non si rende conto della propria forza. Al tempo stesso, però, tiene minuziosamente conto dei torti subiti: tirerà le somme nel momento debito. La scelta di questo famoso momento è uno dei massimi enigmi della storia. Perché proprio quel giorno, piuttosto che un altro? Perché mai quell’elemento scatenante, e non un altro? Fino a ieri il potere si permetteva gli eccessi più estremi senza che nessuno fiatasse. “E oggi che avrò mai fatto,” si chiede stupito il sovrano, “da farli imbestialire così di colpo? (libro Shah in Shah)“


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Sergio Rizzo 14
giornalista e scrittore italiano 1956
„L'alternativa è ricominciare. Scommettere su se stessi. Sui propri figli. Sulle proprie figlie soprattutto. Tornare a sognare. Darsi obiettivi ambiziosi. Risanare il territorio. Scrollarsi di dosso le mafie. Rompere le catene clientelari con la più vecchia, scadente e corrotta classe politica, salvo eccezioni, del mondo occidentale. Spezzare quel patto scellerato che ha consentito al peggior ceto dirigente del Nord di accordarsi con il peggior ceto dirigente del Sud. (libro Se muore il Sud)“

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Federico II di Prussia 28
re di Prussia 1712 – 1786
„Il più nobile e grande dei piaceri che gli uomini possono avere al mondo è scoprire nuove verità; e il successivo è lo scuotersi di dosso vecchi pregiudizi.“

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Thomas Jefferson 43
3º presidente degli Stati Uniti d'America 1743 – 1826
„Scrolla da dosso tutte le paure di pregiudizi servili, sotto i quali le menti deboli sono servilmente inginocchiate. Fissa saldamente al suo posto la ragione, e chiama al suo tribunale ciascun fatto, ciascuna opinione. Poni in discussione con temerarietà anche l’esistenza di Dio, perché, se ce n’è uno, dovrebbe approvare di più l’omaggio della ragione che quello della cieca fede.“

L. P. Hartley 2
scrittore inglese 1895 – 1972
„Come le donne, e altre classi depresse, i fantasmi si sono emancipati scrollandosi di dosso le loro limitazioni, e oltre ad essere in grado di fare molte cose impossibili per gli uomini, ne fanno anche molte altre che gli uomini da sempre sanno fare benissimo. Per quanto immateriali, sono in grado ormai di godere appieno i benefici della civiltà moderna. (citato nell'introduzione a Montague Rhodes James, Fantasmi ed altri orrori, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, TEN, 1993)“


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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„No, la nostra epoca non ama i colori schietti. Li trova troppo arditi. Così, penso, chiamerebbe incredibile o eroica una persona che fa soltanto il proprio dovere. D'altra parte, avendo perduto il senso dei valori, anche certe azioni che in altri tempi avrebbero dato luogo a tragedie, oggi passano per cose ordinarie, esperienze di vita che bisogna scuotersi di dosso. La tragedia di Gretchen deve sembrare ben ridicola alla signorina della buona società che, per un imprevisto accidente, ha un bimbo bastardo da un «tizietto» la cui prestanza l'ha incapricciata per un momento, pur non avendo nessuna intenzione di far di lui il proprio compagno.“

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Nathaniel Hawthorne 55
scrittore statunitense 1804 – 1864
„Spesso questo è il destino, e questi sono i tragici sviluppi, della femminilità fisica e mentale, quando una donna incontra, e attraversa, un'esperienza di particolare crudeltà. Se la donna è tutta tenerezza, muore. Se sopravvive, la tenerezza o le viene scostata di dosso oppure – e l'effetto all'esterno è lo stesso – le si incrosta così profondamente dentro il cuore che non si lascerà mai più vedere. (p. 641)“

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Lucy Liu 7
attrice statunitense 1968
„Gli uomini che combattono nei film hanno uno stile tutto loro. Harrison Ford era pazzesco con la frusta, mentre Bruce Lee era un artista tale che non potevi togliergli gli occhi di dosso.“

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Zenta Maurina Raudive 3
scrittrice lettone 1897 – 1978
„Amare significa scrollarsi di dosso reciprocamente l'ultima solitudine.“

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