Frasi su drappo

Sgorga, stagno, — schiuma, riversati sui ponti, e al di sopra dei boschi; — drappi neri ed organi, — lampi e tuoni — salite e scorrete; — Acque e tristezze, salite e rialzate i Diluvi.
Che da quando si sono dissolti, — oh le pietre preziose interrate, e i fiori aperti! — è una noia! e la Regina, la Strega che accende la sua brace nel vaso di terra, non vorrà mai raccontarci ciò che ella sa, e che noi ignoriamo. (da Dopo il diluvio, 1978)

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891

Sendo invitato a cena da Taddeo Bernardi lucchese, uomo ricchissimo e splendidissimo, e, arrivato in casa, mostrandogli Taddeo una camera parata tutta di drappi e che aveva il pavimento composto di pietre fine, le quali, di diversi colori diversamente tessute, fiori e fronde e simili verzure rappresentavano, ragunatosi Castruccio assai umore in bocca, lo sputò tutto in sul volto a Taddeo. Di che turbandosi quello, disse Castruccio: – Io non sapevo dove mi sputare che io ti offendessi meno. (da La vita di Castruccio Castracani da Lucca)

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Niccolo Machiavelli 108
politico, scrittore, storico italiano 1469 – 1527

Ieri ho scattato alcune fotografie in bianco e nero alle carovane di carretti trascinati dai muli, carichi all'inverosimile di bambini sventolanti un drappo bianco rivolto verso il cielo, i volti pallidi, terrorizzati. Riguardando oggi quegli scatti di profughi in fuga, mi sono corsi i brividi lungo la schiena. (p. 51)

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Vittorio Arrigoni 62
scrittore e attivista italiano 1975 – 2011

Io non ti so dire tante cose e non voglio contastare più teco, ché se' uomo senza alcuna ragione. Solo una cosa ti voglio dire: a Milano si sanno fare molte mercerie e armadure, e a Firenze buoni drappi, a Bologna i salsicciotti, a Siena i marzapani e i berricuocoli, e così ogni paese ha qualche dota; e li Viniziani si sanno fare signori di Lombardia, e parmi la monarchia d'Italia. (Motto XCVII, risponde in lode de' Viniziani)

Pievano Arlotto 19
sacerdote italiano 1396 – 1484

Dal senso violento della voluttà nella sua possanza allettatrice e dominatrice, e insieme dal brivido pei suoi effetti di abiezione, di dissoluzione e di morte, è formata la tragedia di Antonio e Cleopatra.
Baci, carezze, languori, suoni, profumi, luccicor d'oro e di drappi lussuosi, barbaglio di luci e silenzi d'ombre, un godere ora estasiato ora spasimante e furioso, è il mondo in cui essa si svolge; e regina di questo mondo è Cleopatra, avida di voluttà, datrice di voluttà, che diffonde a sé intorno quel fremito di piacere, ne offre insieme l'esempio e l'incitamento, e insieme conferisce all'orgia un carattere regale e quasi mistico. (p. 140-141)

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Benedetto Croce 115
filosofo, storico e politico italiano 1866 – 1952

Anna che in bianco drappo si avvolge e abbandona | i dormenti capelli sugli occhi male aperti, | contempla le sue braccia mollemente adagiate | sulla pelle incolore del ventre discoperto. || Ella vuota, ella riempie d'ombra il suo petto lento, | e come un ricordo che preme le sue carni, | una bocca spezzata e piena d'acqua ardente | svolge il sapore immenso ed il riflesso dei mari. || Alfine in abbandono, libera d'esser nuova, | l'addormentata sola dall'ombre colorate | fluttua sul grigio letto e con un labbro riarso | nella tenebra sugge un soffio amaro di fiore. || E sul lenzuolo dove increspa l'alba insensibile, | cade, d'un braccio gelido sfiorato di carminio, | la rilassata mano cui sfugge la delizia | tra le sue dita ignude spogliate dall'umano. (da Anna)

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Paul Valéry 165
scrittore, poeta e aforista francese 1871 – 1945

Già in una lettera scritta a Raymond Queneau a Roma, nel 1934, subito dopo aver visitato la mostra sulla rivoluzione fascista, Bataille confessava il fascino esercitato su di lui da quell'esibizione di simboli mortuari, di drappi neri, di teschi, osservando che si trattava nonostante tutto di qualcosa di serio, che non doveva rimanere dominio esclusivo della propaganda fascista. In una conferenza su «Le pouvoir», tenuta al Collège da Bataille il 19 febbraio 1938, in sostituzione di Caillois ammalato, la fascinazione esercitata dalla simbologia fascista si traduceva addirittura nella contrapposizione tra il fascio effigiato in Italia «sur le ventre de toutes les locomotives» e il crocifisso collegato frazerianamente a una «représentation obsessionnelle de la mise à mort du roi». La scure littoria, commentava Bataille, in quanto strumento delle esecuzioni capitali, «est opposé ostensiblement à l'immage du roi supplicié». La stessa atmosfera torbida, intimamente colpevole attrazione per i riti mortuari del nazismo fa da sfondo al romanzo Le blue du ciel, scritto nel 1935 e pubblicato più di vent'anni dopo. (p. 230)

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Carlo Ginzburg 9
storico, scrittore e saggista italiano 1939

[Michelangelo Merisi da Caravaggio] Si esercitò da giovine nell'arte di murare e portò lo schifo della calce nelle fabbriche [... ] s'incontrò a far le colle ad alcuni pittori che dipingevano a fresco, e tirato dalla voglia di usare i colori accompagnossi con loro, applicandosi tutto alla pittura. [... ] Dopo, essendo egli d'ingegno torbido e contenzioso, per alcune discordie fuggitosene da Milano giunse in Venezia, ove si compiacque tanto del colorito di Giorgione che se lo propose per iscorta nell'imitazione. [... ] Condottosi a Roma vi dimorò senza ricapito e senza provvedimento [... ] sichè dalla necessità costretto, andò a servire il cavaliere Giuseppe d'Arpino, da cui fu applicato a dipinger fiori e frutti sì bene contrafatti che da lui vennero a frequentarsi a quella maggior vaghezza che tanto oggi diletta. [... ] Ma esercitandosi egli di mala voglia in queste cose, e sentendo gran rammarico di vedersi tolto alle figure, incontrò l'occasione di Prospero, pittore di grottesche, e uscì di casa di Giuseppe per contrastargli la gloria del pennello. [... ]... era solito usare drappi e velluti nobili per adornarsi; ma quando poi si era messo un abito, mai lo tralasciava finché non gli cadeva in cenci [... ]... era negligentissimo nel pulirsi; mangiò molti anni sopra la tela di un ritratto, servendosene per tovaglio mattina e sera. (da Le vite de' pittori, scultori et architetti moderni, parte prima, pp. 201-214)

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Giovanni Pietro Bellori 2
scrittore italiano 1613 – 1696

Conosco troppe persone prigioniere di un come. Quel «come» è un drappo nero su un tamburo funebre. (libro Pinocchio: un libro parallelo)

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Giorgio Manganelli 93
scrittore, traduttore e giornalista italiano 1922 – 1990

Affretta, allora, affretta, o stendardo dell'uomo – con passo costante, sicuro, supera i più superbi stendardi regali, | supremo dirigiti al cielo, o simbolo possente – ascendi più alto di tutti, | o bandiera di stelle! Mio drappo costellato! (O costellato drappo, p. 601)

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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892

tra l'altre cose sue lodevoli, nell'aspero sito d'Urbino edificò un palazzo, secondo la opinione di molti, il più bello che in tutta Italia si ritrovi; e d'ogni oportuna cosa sì ben lo fornì, che non un palazzo, ma una città in forma de palazzo esser pareva; e non solamente di quello che ordinariamente si usa, come vasi d'argento, apparamenti di camere di ricchissimi drappi d'oro, di seta e d'altre cose simili, ma per ornamento v'aggiunse una infinità di statue antiche di marmo e di bronzo, pitture singularissime, instrumenti musici d'ogni sorte; né quivi cosa alcuna volse, se non rarissima ed eccellente. (Libro I, Capitolo II)

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Baldassarre Castiglione 18
umanista, letterato e diplomatico italiano (1478-1529) 1478 – 1529

Il silenzio è il drappo funebre del passato, ed è talvolta empio, spesso pericoloso, sollevarlo: anche quando la mano è pietosa e amorosa, il primo momento è crudele. (I, I, p. 14)

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Alphonse De Lamartine 57
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869

Intanto appressandosi la celebrazione de' giuochi olimpici Dionigi mandò al concorso di quella solennità parecchie quadrighe sopra le altre velocissime, e fece fare magnificentissimi addobbi, le scene adornando con oro, e con drappi di mirabile e vago lavoro d'ogni maniera; ed aggiunse rapsodi eccellenti, i quali recitando in pubblico poemi composti da esso lui, giacchè avea la follia di far versi, venissero a magnificarne la gloria. (XIV, 109; vol. IV, pp. 322-323)

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Diodoro Siculo 16
storico siceliota -90 – -30 a.C.

Poi si rivolse, e parve di coloro | che corrono a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde. (XV, 121-124)

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321

E voi magari la credete morta? | No. Il giorno che per lei io il lutto presi, | non distinsi funerei drappi appesi | né vidi bara innanzi alla sua porta. (da Junes Filles, p. 31)

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Sully Prudhomme 13
poeta francese 1839 – 1907

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