Frasi su duellante


Alberto Pezzotta 10
critico cinematografico italiano 1965
„[Su Facebook] [... ] è una perdita di tempo in una vita già abbastanza affollata [... ] (citato in Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 115)“

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Cristina Donà 39
cantautrice italiana 1967
„Nella foto di un'estate c'era il vento che soffiava, | mi ricordo che bastava l'equilibrio su una gamba. (da I duellanti, n.° 4)“


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John Landis 2
regista statunitense 1950
„Ho provato a ingaggiare Totò per il mio film [Riferito a Ladri di cadaveri - Burke & Hare]. Ma è morto. (da Risate che fanno a pezzi, Duellanti n. 68, marzo 2011, p. 54)“

Giovanni Chiaramonte 1
fotografo italiano 1948
„[Su Larry Clark] Nei suoi scatti i teenager appaiono perduti non perché lo siano, ma perché perduto è lo sguardo di chi li fotografa, non avendo forse Larry Clark mai trovato se stesso. (da Un tempo perduto, Duellanti n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 68)“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„Molti giornali, compreso il mio, si lamentano del declino degli imprenditori: ma noi che abbiamo messo in piedi la più grande televisione commerciale e la più grande società produttrice di film d'Europa, noi chi siamo, dei martinitt? (citato in I duellanti del nord alla sfida del duemila, la Repubblica, 19 febbraio 1989)“

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Tom Ford 6
stilista e regista statunitense 1961
„La nostra "faccia pubblica" è un'armatura, l'impalcatura che tiene in piedi questo personaggio, ciò che collega la sua dimensione interiore a quella esteriore. Maschera la profonda disconnessione tra il suo stato d'animo e il modo in cui ci si presenta al mondo. (citato in Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 111)“

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John Landis 2
regista statunitense 1950
„Le nuove tecnologie sono solo degli strumenti, come le vecchie. Il linguaggio cinematografico è da sempre lo stesso. Guardate le foto di scena di settant'anni fa e quelle di oggi: vi sono macchine da presa, gente davanti e persone dietro in entrambi i casi. E alla fine sono la regia e il montaggio a fare il film. (da Risate che fanno a pezzi, Duellanti n. 68, marzo 2011, p. 55)“

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Mentre con "attore" si intende per solito colui che fa avanzare l'azione, porgendo la voce al personaggio, io mi muovo in senso contrario [... ] Ma per far ciò si deve decostruire il linguaggio, spostando l'accento dai significati ai significanti. (citato ne Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 58)“


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Larry Clark 2
fotografo e regista cinematografico statunitense 1943
„Molte di queste immagini rappresentano me stesso che cerca di tornare adolescente. Sono sempre stato in ritardo rispetto agli altri e ho disperso quel tempo della mia vita verso il quale ho sempre nutrito il desiderio di riandare. Volevo sempre essere le persone che fotografavo e far uso di esse è come ritrovare un'infanzia perfetta. (citato in Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 68)“

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Mario Monicelli 36
regista italiano 1915 – 2010
„Siamo senza speranza. L'aveva già spiegato Pasolini: la speranza è una trappola, usata dal potente politico e religioso per ingabbiare i poveretti, con promesse di futuro benessere o di paradisiaci aldilà. Non c'è alcuna speranza di riscatto per il Paese. Il vero problema non è tanto la classe politica, che è una minoranza, ma questa generazione, che manda giù tutto senza protesta, cullandosi sulle promesse. È tutta una generazione che va cambiata, anzi rigenerata con urgenza. (citato in Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 85)“

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Mario Monicelli 36
regista italiano 1915 – 2010
„Il Neorealismo nel suo filone impegnato conteneva una serietà che non era quella del popolo italiano. Era una cosa finta che nasceva dai reduci della rivista Cinema. C'era De Santis che si impegnava... C'erano i luchinisti che si impegnavano molto, facendo anche delle cose egregie. Ma l'Italia non era così. Né erano così i contadini e gli operai che loro mettevano in scena. Non ci si riconosceva nessuno, se non una piccolissima cerchia di malati del cinema. (citato in Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, pp. 82-83)“

Fabio Vittorini 1
critico letterario italiano 1971
„Bene ha lottato con tutte le sue forze contro il naturalismo e la drammaturgia borghese di matrice ottocentesca, riscattando l'attore dalla condizione riduttiva di mera maestranza (così lo aveva definito Silvio D'Amico) e restituendogli dignità di artista, personificazione assoluta del mezzo, con il compito altissimo non semplicemente di interpretare ma di ricreare testi anche classici nati dalla penna di scrittori talvolta indifferenti alle peculiarità del linguaggio scenico. Il teatro di testo, filologico e immedesimativo, dev'essere soppiantato nell'idea di Bene da un teatro in grado di farsi «scrittura di scena»: il teatro del detto dev'essere scalzato dal teatro del dire o, secondo la formulazione di Roland Barthes, la significazione monolitica del testo dev'essere ricondotta a un'erratica e interminabile "significanza", la serietà finita del significato dissolta nel gioco infinibile del significante. Perché il teatro del già detto è ripetere a memoria parole di altri, quello che Antonin Artaud definiva un «teatro di invertiti, droghieri, imbecilli, finocchi: in una parola, di occidentali». (da Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 58)“


„Il doping era utilizzato in molti paesi del mondo, ma nella DDR il sistema era assolutamente perfetto; la migliore organizzazione in tutto il mondo negli ultimi vent'anni. [... ] Era un sistema concepito in maniera che gli atleti venissero sistematicamente dopati senza che nessuno sapesse nulla: il segreto assoluto a tutti i livelli, dal più piccolo al più grande. Si può dire che in Germania è avvenuta una cospirazione sportiva a fini politici. Un sistema a piramide: le decisioni erano politiche e venivano date disposizioni molto accurate ai medici sportivi, agli allenatori. Tutto questo perché le atlete dovevano assolutamente vincere, era questo l'ordine che arrivava dall'alto non trapelava nulla all'esterno: agli atleti veniva detto che si somministravano loro delle vitamine mentre invece, in realtà, venivano dopati. (dal documentario I duellanti. Parte II - La Guerra fredda alle Olimpiadi, puntata di La Storia siamo noi)“

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Natalie Portman 23
attrice, modella e regista israeliana 1981
„Il mio personaggio è ossessionato dalla perfezione, come molte ballerine vere. Io invece, con il mio lavoro, ambisco a trovare soprattutto la bellezza, la quale credo non sia qualcosa di perfetto, anzi spesso ha a che fare con il disordine, il caos e l'imperfezione. (citata in Duellanti, n. 68, marzo 2011, p. 39)“