Frasi su ecatombe


Margherita Hack foto
Margherita Hack 62
astrofisica e divulgatrice scientifica italiana 1922 – 2013
„Non la mangerei mai [la carne], perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni e milioni di animali... è veramente un'ecatombe ogni giorno sulla terra.“

Alexandr Alexandrovič Blok foto
Alexandr Alexandrovič Blok 119
poeta russo 1880 – 1921
„Ben presto non faranno più finta di amare l'arte. La religione e l'arte moriranno. Andiamo verso l'ecatombe. Siamo disprezzati, tutti, e in modo irrimediabile. La persecuzione più terribile è l'indifferenza. (p. 140)“


Mario Canciani foto
Mario Canciani 25
presbitero, biblista e scrittore italiano 1928 – 2007
„Non potevo certamente immaginare, quel 20 marzo 1988, di sollevare un gran polverone per essermi soffermato, nell'omelia, su un tema a me caro: l'amore per gli animali. [... ]
Quella domenica avevo fatto entrare in chiesa tre agnellini vivi. Però, rassicurai i bambini presenti: quegli agnelli sarebbero stati risparmiati dall'ecatombe di Pasqua. Un'ecatombe tanto più crudele perché la morte viene procurata per dissanguamento [.. ]
«Volesse il cielo che qualcuno dei presenti ne faccia a meno nel giorno di Pasqua» dissi.
Questa frase scatenò la stampa e le tv anche estere. […] Perfino due cardinali scesero in campo per difendere la tradizione, dimenticando che San Francesco diede, in un giorno d'inverno, il suo mantello in cambio di due agnelli che venivano portati al mercato. [... ]
Non mi sono pentito di qanto dissi quella domenica. [... ]
Al Teatro Parioli, durante una trasmissione del «Maurizio Costanzo Show», il buon Maurizio – era il Venerdì Santo – permise che, in un ambiente così laico, leggessi questa preghiera:“

Honoré De Balzac foto
Honoré De Balzac 144
scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1799 – 1850
„Sacramento!, signori – disse il ripetitore – lasciate stare papà Goriot, e non ce ne fate fare un'indigestione; è da un'ora che ci è servito in tutte le salse! Uno dei privilegi della brava città di Parigi è quello di poter nascere, vivere, morire senza che nessuno vi faccia attenzione. Approfittiamo perciò dei vantaggi della civiltà. Oggi sono morte sessanta persone; vi volete proprio impietosire delle ecatombi parigine? Se papà Goriot è crepato, tanto meglio per lui! Se lo adoravate, andate a vegliarlo, e a noi lasciateci mangiare in pace.
Oh!, sì – disse la vedova – meglio per lui che sia morto! Pare che il pover'uomo abbia avuto parecchi dispiaceri, durante la sua vita. (p. 205)“

Piero Bargellini foto
Piero Bargellini 7
scrittore e politico italiano 1897 – 1980
„Nel giorno dell'Ascensione i Fiorentini invadono il parco delle Cascine, per celebrare la festa del grillo. Tale usanza, antica di parecchi secoli, deriva molto probabilmente dall'ecatombe primaverile, fatta dai contadini, che consideravano un vero flagello l'apparizione dei grilli nelle loro campagne. In seguito ci si contentò d'imprigionare i piccoli devastatori dentro gabiette di saggina. Ma i Fiorentini, per la festa del grillo, preferirono, col tempo, far merenda sui prati delle Cascine, acquistando dai rivenditori le gabbie col «grillo canterino», che di sera attaccavano fuori dalla finestra, per ascoltare, durante la notte, il tremulo e malinconico verso.
In questi ultimi anni la caccia al grillo è sembrata troppo crudele, e dolorosa è apparsa la cattività dell'insetto. C'è stato qualcuno che ha proposto l'abolizione della festa tradizionale, o per lo meno la sparizione delle gabbie col grillo prigioniero. Ma la festa del grillo senza più grillo non avrebbe più significato. Ora però l'usanza fiorentina è meno crudele: i grilli sono ancora venduti dentro le graziose gabbiette, ma i compratori, specie i bambini, li liberano dalla prigionia e il divertimento consiste nel vedere i grilli sparire rapidamente nell'erba. A casa vien riportata la gabbietta vuota a testimonianza di un rito che il tempo ha ingentilito. (da La festa del grillo a Firenze; citato in Selezione dal Reader's Digest, settembre 1962)“

Sergio Mattarella foto
Sergio Mattarella 34
12º Presidente della Repubblica Italiana 1941
„Con le guerre non si risolvono i problemi. Se ne creano dei nuovi. Tutte le guerre creano nuovi problemi, in particolare quelle grandi, quelle mondiali. E in fondo la guerra è ingiusta. Di solito sono leader incapaci e avventati a causare le guerre, ma poi sono le popolazioni civili e i soldati, per lo più innocenti, che le patiscono. La Grande Guerra, in seguito detta Prima guerra mondiale, è un chiaro esempio di questo tragico assunto. Non era necessaria, non era inevitabile. Il mondo e l'umanità non erano destinati a questa deriva morale. Ma così fu deciso dai leader politici e militari, erroneamente convinti che la guerra avrebbe risolto problemi e sarebbe stata di breve durata. Niente di tutto questo era vero. Questa ecatombe mondiale durata quattro anni non risolse alcun problema. Al contrario, nuovi problemi si aggiunsero. Fino al punto che, dopo venti anni, l'umanità venne travolta da un altro, ancor più terribile conflitto mondiale. E questo fu così incomprensibilmente mostruoso da cancellare la memoria storica dell'orrore della Prima guerra mondiale.“

Lucio Villari foto
Lucio Villari 4
storico italiano 1933
„Fu un'ecatombe di giovani pari a quella degli altri giovani caduti in tutta la guerra: circa 600 mila. In maggioranza erano donne e il carattere misterioso della malattia era accresciuto dal fatto che, secondo molte testimonianze di familiari, tramandate privatamente e mai ufficializzate, riuscirono a salvarsi, tra le ammalate, molte che ebbero le mestruazione mentre giacevano a letto.“

Antifane 4
commediografo greco antico -388 – -311 a.C.
„Di semplici offerte si allietano gli dèi. | Ed ecco la prova. Quando si offrono loro | ecatombi, sulle oblazioni tutte, infine, | anche l'incenso si pone, | quasi che le altre, abbondanti offerte già fatte | non fossero per loro che vana spesa, | mentre proprio questo minuscolo omaggio è gradito agli dèi.“

Hans Ruesch foto
Hans Ruesch 24
pilota automobilistico, scrittore e sceneggiatore svizzero 1913 – 2007
„Ecatombi di gatti torturati lentamente a morte (alcuni animali sopravvivevano per vari mesi a ripetute operazioni sul cervello) sono servite al professore zurighese Walter R. Hess per compilare i suoi tre libri che gli hanno fruttato il premio Nobel 1949 per la biologia, e in cui il nostro aveva affermato di aver individuato 3.500 punti irritabili diversi (Reizstellen) nel cervello del gatto. La palese idiozia di una simile affermazione è paragonabile soltanto all'idiozia dei biologi che hanno indotto il re di Svezia a ricompensare simili scempi con un Nobel. <!--(p. 53)“