Frasi su economia

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Deng Xiaoping 5
politico cinese 1904 – 1997
„Non dobbiamo aver paura dei metodi di gestione avanzati applicati nei paesi capitalisti [... ] La vera essenza del socialismo è la liberazione e lo sviluppo dei sistemi produttivi [... ] Il socialismo e l'economia di mercato non sono incompatibili [... ] Dovremmo essere preoccupati dalle deviazioni di destra, ma soprattutto, dovremmo essere preoccupati dalle deviazioni di sinistra.“

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l'incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice "vado nel bagno", ma si dice "metto nel salvadanaio". Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c'è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C'è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po' di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L'economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l'inflazione si chiama diarrea. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all'estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell'acquisto: ma poi se la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte di chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenù. Quello invece: uh, è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scorreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scorreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signori scorreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristallerie e a voce alta dice: "Il pranzo è servito!" E tutti vanno a lavarsi le mani.“


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Alberto Bagnai 14
economista italiano 1962
„Se sono riuscito a portarvi fin qui, spero di avervi trasmesso l'ovvio concetto per cui in economia esiste sempre un lecito contrasto di interessi, e quello meno ovvio per cui spesso l'interesse reale del singolo non coincide con quello da lui percepito.“

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Edmondo Berselli 30
giornalista e scrittore italiano 1951 – 2010
„I successi nel calcio non cambiano l'andamento dell'economia o l'efficienza della burocrazia. Eppure, quell'euforia che accompagna una vittoria rappresenta un momento di coesione, in cui si rafforza l'idea che possiamo farcela, che quando l'emergenza lo impone siamo in grado, tutti, di giocare e lottare per uno scopo.“

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Giovanni Sartori 72
politologo italiano 1924
„L'Europa non esiste. Non si è mai visto un edificio politico più stupido di questa Europa. È un mostro. Non è neppure in grado di fermare l'immigrazione di persone che lavorano al 10 per cento del costo della manodopera europea, devastando l'economia continentale. Non è questa la mia Europa.“

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Giorgia 26
cantautrice, musicista e produttrice discografica italiana 1971
„Stiamo vivendo in modo folle. L'intero sistema ecologico sta andando a male. Le piante e gli animali sono trattati come oggetti, cose inanimate. Sono critica contro tutti i governi, nessuno escluso, perché fino a oggi nessuno si è occupato con serietà dell'"emergenza Terra". Possiamo anche vincere la crisi, tirar su le banche e l'economia, cosa che in questo stato di cose dubito avvenga. Ma sarà tutto inutile se non riusciamo a preservare la capacità del pianeta di ospitare in maniera armoniosa noi e i nostri figli.“

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Robert Baden-Powell 80
militare, educatore e scrittore inglese, fondatore del m... 1857 – 1941
„br/>1. L'onore di un Esploratore è di essere creduto. [... ]
2. L'Esploratore è fedele: al Re, alla Patria, ai suoi Capi, ai suoi genitori, ai suoi datori di lavoro e ai suoi dipendenti. [... ]
3. Il dovere di un Esploratore è di essere utile e aiutare gli altri. [... ]
4. L'Esploratore è amico di tutti e fratello di ogni altro Esploratore, quale che sia il Paese, la classe sociale o la confessione religiosa cui l'altro appartiene. [... ]
5. L'Esploratore è cortese. [... ]
6. L'Esploratore è un amico per gli animali. [... ]
7. L'Esploratore ubbidisce agli ordini dei suoi genitori, del Capo Pattuglia o del Capo Reparto senza replicare. [... ]
8. L'Esploratore sorride e fischietta in tutte le difficoltà. [... ]
9. L'Esploratore è economo. [... ]
10. L'Esploratore è pulito nel pensiero, nella parola e nell'azione. (pp. 48-51)“

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John Ruskin 40
scrittore, pittore e poeta britannico 1819 – 1900
„Economia "pratica"
I capitalisti, quando non sanno cosa fare col loro denaro, convincono i contadini di diversi paesi che ciò che occorre loro sono fucili per spararsi gli uni con gli altri. I contadini perciò comprano i fucili, prodotti dalle fabbriche dalle quali i capitalisti traggono i loro dividendi e gli uomini di scienza il loro divertimento e la loro reputazione.
I contadini cominciano a spararsi a vicenda, in buon numero, finché non sono stanchi, e si bruciano gli uni gli altri le case. Dopodiché mettono giù i fucili e li conservano in torri, arsenali ecc., composti in trofei ornamentali (i vincitori portano anche qualche bandiera sbrindellata nelle chiese). Allora i capitalisti li tassano entrambi, vincitori e vinti, perché paghino annualmente gli interessi sul denaro anticipato per i fucili e la polvere da sparo.
Questo è ciò che i capitalisti chiamano "sapere cosa fare col proprio denaro", e ciò che tutti gli uomini del commercio chiamano l'economia politica "pratica", che è cosa ben diversa da quella "sentimentale". (Munera pulveris, prefazione, § 19)“


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Beppe Grillo 154
comico, attore, attivista, politico e blogger italiano 1948
„Bruno Vespa è un danno per il Paese, per l'informazione libera e per l'economia.“

Fernand Braudel 18
storico francese 1902 – 1985
„Ne consegue l'obbligo di rivolgersi ai mercati d'oltremare. In una corsa di questo genere, l'Inghilterra è la meglio piazzata, in quanto ha utilizzato la via più sicura e veloce: quella dei legami della finanza. Da allora, legata a Londra, l'America latina resterà alla periferia dell'economia-mondo europea, dalla quale anche gli Stati Uniti, costituiti nel 1787, avranno, nonostante i precoci vantaggi, molte difficoltà a uscire del tutto. È alla Borsa di Londra, e secondariamente a quella di Parigi, che si registrano, con le quotazioni dei prestiti, gli alti e i bassi dei nuovi destini dell'America.“

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Bettino Craxi 38
politico italiano 1934 – 2000
„Così come una società che pur avesse raggiunto un alto grado di efficienza dei servizi pubblici ed un soddisfacente grado di benessere e di libertà, in essa non può considerarsi esaurita la funzione del socialismo fintantoché i grandi poteri che determinano il suo sviluppo, ne regolano le condizioni di vita e ne esprimono i valori dominanti sono nelle mani di gruppi privati sostanzialmente egemoni sul resto della collettività. Mi riferisco in questo caso ai limiti di un socialismo fermo a rivendicazioni distributive e incapace di porsi globalmente i problemi della economia e dello Stato e quindi inevitabilmente subalterno (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 52).“

James Hillman 22
psicoanalista, saggista e filosofo statunitense 1926 – 2011
„Oggi la nostra teologia è l'Economia. (da Il potere)“


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John Kenneth Galbraith 38
economista, funzionario e diplomatico canadese 1908 – 2006
„Il solo rimedio davvero sicuro alla recessione è una domanda robusta da parte del consumatore, così come la debolezza della domanda è la recessione. Negli Stati Uniti, specialmente in periodi di stagnazione e recessione, i cittadini a basso reddito necessitano sia di istruzione e cure mediche, sia di maggiori consumi familiari. Tuttavia, di fronte all'aumento delle richieste di aiuto, i governi, a livello federale e locale, tendono a diminuire l'intervento sociale pro capite. [... ] È una reazione che riduce ulteriormente il reddito personale e familiare, aggravando la recessione senza nessuna contropartita. Ma questo è il livello dell'attuale intelligenza economica. (da L'economia della truffa, Rizzoli, 2004)“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Forse proprio i suoi successi economici, sanzionati internazionalmente, la sua influenza e una certa autonomia nelle relazioni internazionali, contenevano delle insidie per l'Italia. Non si sarebbe potuto a lungo consentire a un paese minore per definizione e per tacito accordo fra i grandi veri della terra, di sviluppare ulteriormente un ruolo di tale rilevanza, con un disegno di marcata diversità rispetto agli altri paesi occidentali quanto a peso dello stato nell'economia e singolare politica di vera e propria welfare society. Tanto più nel momento in cui, scomparsa nelle relazioni internazionali la bipolarità, si volevano ridisegnare gli equilibri del mondo e si manifestavano iniziative assai forti per l'edificazione di un'egemonia unica e globale, che non tollera opinioni, tendenze, sistemi divaricanti. (p. 106)“

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Angelo Panebianco 11
politologo e saggista italiano 1948
„[... ] la politica ha un aspetto sicuramente spietato: fa sì che coloro che non ne capiscono la logica e che tuttavia si ostinano a occuparsene siano sempre destinati a essere strumentalizzati, usati, da quelli che la praticano al servizio dei propri scopi. In politica, gli uomini più sprovveduti sono sempre manovrati, sono “mezzi”, strumenti inconsapevoli, delle manovre altrui. Questo discorso significa forse che la politica non ha rapporti con l'etica, l'economia eccetera? Certo che li ha. [... ] Ma le influenze fra politica e morale si capiscono solo se si rispettano le specificità di ciascuna. (da La morale della politica, Corriere. it, 15 maggio 2013)“

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Georges Bataille 45
scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 – 1962
„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l' errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da un parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economa non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia. (da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79)“

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