Frasi su elevazione

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Bernard Berenson 13
storico dell'arte statunitense 1865 – 1959
„Nei primi giorni del dicembre 1888, venivo dal Pireo sopra un piccolo piroscafo mercantile, che doveva lasciarmi a Messina. Il mare ci castigò con una delle sue più matte burrasche, calmandosi poi, mentre ci avvicinavamo alla Sicilia. Salito sul ponte io guardai al firmamento cristallino e vidi una bianca curva seguirlo fino a un punto che mi sembrò lo zenit. Allora chiesi che fosse mai quello che gli occhi scoprivano. Mi fu risposto: «È l'elevazione dell'Etna che s'inarca per adattarsi alla curva del cielo».
Illusione? Realtà? Posso solo dire che non ho più dimenticato questa straordinaria visione. (citato in Rina La Mesa, Scrittori stranieri in Sicilia, Cappelli, 1961)“

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Carl Friedrich von Weizsäcker 6
fisico e filosofo tedesco 1912 – 2007
„Una volta si esercitavano le facoltà creative e si cercava l'elevazione nel silenzio. Il nostro mondo si abitua a cercare l'elevazione nel rumore e così dimentica l'esercizio delle facoltà creative. Questo pericolo potrebbe sembrare più innocuo dei pericoli che ho menzionato prima. Ma io credo che è meno appariscente solo perché è più profondo. Come la propaganda porta con sé maggiori responsabilità che le armi, così, mi sembra, ciò che mette l'uomo in balia della propaganda attenta più profondamente della propaganda. E in balia di ogni genere di propaganda, serva essa eventualmente a una causa buona o cattiva, è colui che non ha più il suo centro in se stesso, ma per la sua vita non ha altra risorsa che gli stimoli dall'esterno (1981, pp. 52-53)“


Tommaso Landolfi 39
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„Qualcuno [... ] lamentava di recente su non so qual foglio che nei volantini da allettar turisti si tenesse modo e stile superato, non atto all'elevazione del popolo, invece di ricorrere ai più genuini e squisiti interpreti dei luoghi imboniti [... ] Guardate [... ] a che punto arriva il provincialismo da noi: non contenti di caldeggiare l'elevazione del popolo, se uno scopre o frequenta un certo poeta, subito vorrebbe ficcarlo anche dove non entra. (pp. 153-54)“

Giuseppe Vannicola 17
violinista italiano 1876 – 1915
„Il sentimento di Riccardo Wagner si chiama evoluzione, ed elevazione, sviluppo, spirale, metamorfosi, Ricerca eterna di là dall'orizzonte. La luce del suo destino è la sublime bianchezza di resurrezione, di trasfigurazione, di liberazione, di pace in cui si risolve tutta la dolce e diafana malinconia del Parsifal.“

Michel Montignac 12
1944 – 2010
„Questa pratica, basata su antiche conoscenze tradizionali, non può essere ridotta a una dieta particolare ma comporta la ricerca dell'elevazione spirituale. Si tratta infatti di una forma di libero adattamento del taoismo. (p. 182)“

„Non è tanto l'elevazione in dignità quanto il potere di nuocere impunemente che, nelle anime basse, produce l'insolenza.“

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Claudio Velardi 8
imprenditore, editore e politico italiano 1954
„Nella sfera privata ognuno è libero di fare quello che vuole. Ma l'elevazione a modello pubblico o l'equiparazione tra una coppia gay e una famiglia per un uomo di destra non vanno bene.“

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Piero Martinetti 32
filosofo italiano 1872 – 1943
„Noi diciamo di non conoscere, perché da ogni parte la verità ultima ci sfugge: e nondimeno sentiamo che il processo del conoscere non è un tentativo irragionevole e disperato, ma un tendere infinito, che ha la sua ragione nei compiti più gravi della nostra natura. Ogni grado del conoscere non è per sé, ma per elevarci verso un grado più alto: e questa elevazione è possibile solo per una trasformazione di tutto l’essere nostro. Il conoscere non è solo un processo quantitativo di accrescimento, ma una continua trasformazione del soggetto stesso: come la fenice, il conoscere arde, traducendosi in una nuova personalità ed in una nuova vita, da cui continuamente risorge rinnovato ed elevato. <!--(pp. 131-132)“


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Gino Birindelli 10
ammiraglio e politico italiano 1911 – 2008
„Assisiti senza fine chi si impegna con perseverante sacrificio all'elevazione materiale e spirituale propria ed altrui. Ogni atto di solidarietà che proponi sia, prima di tutto ed in buona misura, a tuo carico.“

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Vasilij Vasil'evič Rozanov 12
scrittore e filosofo russo 1856 – 1919
„I libri di Ruth, di Tobia, di Giobbe e, infine, il Cantico dei Cantici imprimono il segno di Moab, di Ninive, dell'Arabia, di Sidone sull'Albero Abramico, sulla legge mosaica e, nello stesso tempo, sono le pagine più delicate e più alte della Bibbia; assai più pure e sublimi del Deuteronomio. Vi è persino una straordinaria elevazione spirituale nel fatto che il "vicino" non abbia lasciato dietro di sé nessun libro: gli bastò vivere l'esperienza del "Cantico dei Cantici", anziché lasciarne un documento scritto. (da Da una remota antichità, pp. 146-147)“

Pandolfo Collenuccio 13
umanista, storico e poeta italiano 1444 – 1504
„TESTA. Il trarre de la berretta, com'io diceva, è pure adunque segno di onore?
ERCULE. Tu dici il vero che serìa segno, quando il fondamento di tal segno ci fusse, cioè la eccellenza de la virtù; e benché il fumo sia segno di foco acceso, nondimeno, se senza foco qualche fumosità si vede, quella non fumo che nasca da foco, ma esalazione o vapore o altra densa elevazione di qualche sordida materia chiamare si deve. (da Apologo intitulato Filotimo a lo illustrissimo Principe Ercule inclito Duca di Ferrara, composto per Messer Pandolfo Coldenose da Pesaro, pp. 99-100)“

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Margaret Kennedy 4
scrittrice e drammaturga britannica 1896 – 1967
„Essa è bella, è buona ed è intelligentissima: una donna che vale tutti noi messi insieme... ma è l'unica in questa casa a cui possiamo dar lavoro senza possibilità di elevazione sociale, perché è la figlia di un contadino. (p. 29)“


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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Il romanzo lo immaginai vedendo tanti di quegli uomini cattolici integrali, sentendo una certa atmosfera nella quale giganteggiavano, sempre più isolate, talune figure di nobili. Alla fin fine, si vede che il Principe, attorno al quale ruota tutto un ambiente nuovo, tutto un mondo nuovo, spregiudicato, vano, falso, è sullo stesso piano del servitore. Che cosa hanno in comune Filippo di Santo Stefano e il sor Checco? Ma la fede, la comunanza di virtù, di ideali, di religione, insomma! Il cristianesimo è l'elevazione degli umili. Il principio cristiano dell'uguaglianza di fronte a Dio, della fraternità degli uomini, dell'intesa, della comunione che può esistere fra due persone tanto distanti per posizione sociale, per cultura: il Principe, per l'appunto, e il vecchio, fedele servitore: il sor Checco personaggio emblematico quanto mai, dotato di una sua personalità, di una dignità ch'è tipica delle anime semplici e ingenue, quando fermamente credono nei valori della trascendenza. Essi sono profondamente uniti, pur essendo su due piani sociali diversissimi da qualcosa di più importante: il senso dello spirituale, l'obbedienza alla legge di Dio, la vita vissuta in conformità a questa legge.“

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Giorgio La Pira 73
politico italiano 1904 – 1977
„Quello che Gesù ci indica: lievitare la società umana in modo da recare alle creature il dono di una elevazione spirituale e materiale insieme.“

Luigi Pintor 62
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„Si può leggere la storia come un continuo tentativo degli uomini di uscire dalla propria condizione infelice ricorrendo a ogni sorta di rimedi esteriori e interiori. Un diverso ordine sociale (le rivoluzioni), un'elevazione o alienazione spirituale (le religioni), le protesi tecnologiche che oggi hanno preso di gran lunga il sopravvento. Ma nessuna di queste escogitazioni ha raggiunto lo scopo né può raggiungerlo perché si tratta di correttivi utili o dannosi che non vanno in nessun caso alla radice del male.“

Erwin Panofsky 3
storico dell'arte tedesco 1892 – 1968
„Oggi potrà forse sembrare strano che un genio come Leonardo da Vinci definisse la prospettiva «briglia e timone della pittura», e che un pittore ricco di fantasia come Paolo Uccello rispondesse alla moglie, quando questa lo invitava a dormire: «Oh, che dolce cosa questa prospettiva!»; ma è necessario cercare di chiarire quale fu allora il significato di questa scoperta. Non significò soltanto un'elevazione dell'arte a «scienza» (per il Rinascimento si trattava veramente di un'elevazione): l'impressione visiva soggettiva era stata razionalizzata a tal punto che poteva costituire il fondamento per la costruzione di un mondo empirico saldamente fondato eppure, in senso pienamente moderno, «infinito» (e si potrebbe addirittura paragonare la funzione della prospettiva rinascimentale a quella del criticismo, il valore della prospettiva romano-ellenistica a quello dello scetticismo). Era stato così realizzato il passaggio dallo spazio psicofisiologico allo spazio matematico: in altre parole, un'obiettivazione della soggettività. (pagg. 46-47)“

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