Frasi su emblema


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Carmine Crocco 21
brigante italiano 1830 – 1905
„Il grido d'onore dei miei satelliti era un evviva pel caduto Francesco II (da me costantemente aborrito), l'emblema una bandiera bianca con nastri azzurri; le armi ci erano fornite segretamente; i cavalli in parte requisiti e in parte avuti in dono.“

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Vasco Rossi 241
cantautore italiano 1952
„Cosa fai, allora, quando incontri un cantante che consideri un perfetto imbecille per le cose che canta? Quando ti trovi di fianco ad uno che, secondo te, dovrebbe andare a zappare la terra, piuttosto che continuare a frignare stupide canzoni che sono tutte la stessa lagna? Canzoni lagnose che non sopporti, ma non glielo puoi dire certo in faccia. Allora lo guardi solo negli occhi, ma in un certo modo provocatorio ed inequivocabile, aspettando (e sperando!) che abbia almeno una qualsiasi reazione visibile, che dica anche soltanto una parola, per poter scatenare una battaglia dialettica, per fargli qualche battuta cattiva ma sincera, qualche critica impietosa ma oggettiva. Quando incontri un Baglioni, insomma, che per te impersona... che per te è l'emblema... delle musichette da sala d'attesa... Con testi che non raggiungono neanche il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno, infarciti dei soliti luoghi comuni, come quelli che si fanno per ammazzare il tempo quando si sta in fila alle Poste o che fanno tra loro le signore dal parrucchiere durante una messa in piega.“


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Alberto Manguel 50
scrittore e traduttore argentino 1948
„Se la Biblioteca di Alessandria era l'emblema della nostra ambizione di onniscienza, il Web è l'emblema della nostra ambizione di onnipresenza; la biblioteca che conteneva tutto è diventata la biblioteca che contiene qualsiasi cosa. Alessandria si reputava, con grande modestia, il centro di un cerchio tracciato dal mondo conoscibile; il Web, come la prima definizione di Dio elaborata nel XII secolo, si ritiene un cerchio il cui centro è in ogni luogo e la cui circonferenza non è in nessun luogo. (pp. 267-268)“

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Charles Baudelaire 152
poeta francese 1821 – 1867
„Un'allegra taverna
sulla via da Bruxelles a Uccle

O tu che ami follemente scheletri
E altri detestati emblemi, al fine
Di poter rendere più saporite
Le voluttà(fossero anche solo
Delle frittate), vecchio Faraone,
O Monselet! Di fronte a questa insegna
Impreveduta: Taverna con vista
Del Cimitero, proprio a te ho pensato! p. 206-207)“

Bruno Maier 4
critico letterario, scrittore e docente italiano 1922 – 2001
„Ci fu in quel tempo [il primo dopoguerra, n. d. r. ] una frase che parve l'emblema o la parola d'ordine stessa della furberia italiana, la quale cominciò a circolare con la conquista dell'Abissinia e si diffuse con la nostra partecipazione alla guerra di Spagna, prima, alla seconda guerra mondiale, poi: "Armiamoci, e partite". (p. 156)“

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Erasmo da Rotterdam 61
teologo, umanista e filosofo olandese 1469 – 1536
„L' Elogio della follia conserva un fascino di imperitura attualità. Lo si desume dall'analisi di Histoire de la Folie, dove Michel Foucault evidenzia il confine sfumato tra ragione e sragione in epoca di alta tecnologia, e altresì dalle invettive di Nietzsche contro lo smunto bibliotecario, lo stitico correttore di bozze, il pallido burocrate stipendiato, emblemi tutti del moderno «uomo alessandrino». (Paolo Miccoli)“

Franco Cardini 15
storico e saggista italiano 1940
„Perché Giovanna? Perché questa ragazza nel XV secolo, vestita di ferro e morta sul rogo per un decreto inquisitoriale, quindi riabilitata con una successiva sentenza, poi sanctificata [... ], in seguito diventata emblema ora di cattolici tradizionalisti ora di populisti anticlericali, ora della destra ora della sinistra, ora di meetings patriottici ora di movimenti femministi? Ha un senso riproporre nello scorcio fra II e III millennio questa giovane nata ai confini della Francia e innalzata a simbolo centrale della nazione francese [... ]? (p. 3)“

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Jean Starobinski 2
critico letterario svizzero 1920
„Daria Galateria: A uno specialista della nostra civiltà chiediamo cosa pensa del mondo attuale.
Jean Starobinski: Le civiltà non europee hanno acquisito gli stessi bagagli tecnici dell'Occidente e questo crea un orizzonte nuovo. A inizio secolo era particolarmente conscio della fragilità dell'Occidente il poeta Paul Valéry. [... ]
Daria Galateria: Veniamo alla sua conferenza. Quando parla del "Campidoglio Baudelaire", in che termini?
Jean Starobinski: Il Campidoglio rappresenta nella poesia romantica francese il simbolo della potenza romana. Quando il poeta Lamartine cerca nell'ode Les Révolutions l'emblema dell'Italia sceglie «l'aquila sanguinante del Campidoglio», evoca cioè la Roma conquistatrice. Quando Baudelaire riprende il tema è per sfigurarlo o per intrattenervi un'ironia funebre. Il Campidoglio compare nella La mort des artistes, che è il sonetto che concludeva la prima edizione delle Fleures du Mal. [... ] Il protagonista della Morte degli artisti è un'artista che fallisce nella sua opera che pone l'unica speranza nella morte. Ora, per definire la morte Baudelaire usa la parola Capitole – il Campidoglio in cui si incoronavano i poeti. [... ] È facile capire conoscendo le passioni di Baudelaire che questa morte assomiglia al «sole nuovo» di Edgar Allan Poe.
Daria Galateria: In una nuova edizione italiana dei Fiori del male, nella traduzione di Giorgio Caproni, il curatore Luca Pietromarchi evoca anche l'inizio del poema in prosa Il confiteor dell'artista: «Lo studio del bello è come un duello in cui l'artista lancia un grido di paura prima di cadere sconfitto».
Jean Starobinski: Così Baudelaire si pone in assoluta contraddizione con un altro Campidoglio, quello di Madame de Staël e della sua eroina del 1807 Corinne. Nel romanzo la poetessa appare trionfante al Campidoglio, a ricevere lo stesso omaggio di Petrarca nel 1341. Ci si accorge che Baudelaire ha voltato le spalle alla figura eloquente di Corinne col suo richiamo alla vita superiore del paese. Opponendosi a Napoleone, Madame de Staël diventava la sacerdotessa ispirata di una libertà capace di superare le servitù del momento presente, anche in Italia.“


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Rino Tommasi 72
giornalista e conduttore televisivo italiano 1934
„Guga ci voleva proprio. Con le gambe di Mats Wilander, la fantasia di Adriano Panatta e l'allegria di Yannick Noah é il personaggio che John McEnroe auspicava per il tennis: "Un soffio d'aria fresca. Una nuova personalità per creare nuove rivalità e fare la differenza in un calendario troppo fitto e confuso". Gustavo Guga Kuerten è l'emblema dello sport moderno.“

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Michael Pitt 7
attore e musicista statunitense 1981
„[Su Lawrence d'Arabia] Quando l'ho visto per la prima volta avevo più o meno dieci anni e ne rimasi impressionato: è un film sontuoso, epico, che narra le gesta del valoroso agente segreto britannico, emblema della rivolta araba di inizio Novecento. Ma il protagonista più imponente è il deserto. Fu mia madre a farmelo apprezzare e io non posso che esserle grato di questo. Ricordo che, in quinta elementare, mi beccai una brutta influenza e rimasi costretto a letto per due settimane: passai interi pomeriggi a riavvolgere la videocassetta per cogliere ogni enigmatico sguardo di Peter O'Toole, sognando di potermi avventurare anch'io tra quelle dune misteriose…“

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Melissa Panarello 46
scrittrice, personaggio televisivo e saggista italiana 1985
„Silvio Berlusconi è l'emblema dell'arretratezza culturale e sessuale che continua a brutalizzare il nostro paese. "O fai tutto quello che ti viene chiesto, o vai a casa," dice una ragazza intercettata all'amica, riferendosi alle feste di Arcore. Quindi, o la femmina si sottomette al volere del maschio, asseconda i suoi istinti primitivi, concede corpo e sorriso a Dracula, o viene allontanata, annullata, ferita. Da tutta questa storia non emergono né emancipazione, né libertà sessuale. Vecchi e bambine, femmine e maschi, potenti e precarie, giornalisti e vallette si succhiano il sangue a vicenda, saccheggiando all'eros, al desiderio, all'amore e all'indipendenza il loro valore primario: la possibilità di scegliere, la gioia di essere scelti e la soddisfazione di essere corrisposti.“

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Luca Cordero di Montezemolo 15
dirigente d'azienda italiano 1947
„Perché il merito è segno di civiltà, oltre che di equità. Premiare chi merita significa riconoscere le persone per quello che valgono, per il loro impegno e non per la loro estrazione sociale. La nostra rimane invece una società incentrata sulle caste, dove la mobilità sociale è bassissima, dove i figli perpetuano il lavoro dei padri, dove c'è poco posto per i giovani nelle posizioni di vertice della politica e delle professioni. [... ] L'efficienza della pubblica amministrazione è il fulcro indispensabile per rilanciare lo sviluppo del Paese. Senza una pubblica amministrazione efficiente non si potranno fornire servizi di qualità alle imprese e ai cittadini, tempi certi della giustizia, sostegno concreto ai redditi dei più deboli, un welfare moderno, una scuola e un'università valutate e premiate in base al merito. L'assenteismo è l'emblema dell'inefficienza e del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. (intervento in occasione dell'inaugurazione dell'a. a. 2007/2008 della LUISS; citato da Libero, 5 dicembre 2007)“


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Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980
„Alice è un emblema di stile e di integrità. È un esempio di come ci si dovrebbe comportare quando si fa musica: seguendo l'istinto e la passione, assecondando i propri tempi e le proprie sensibilità. Scrivere per lei è stata una delle sfide più stimolanti dei miei ultimi dieci anni da autore. (da Alice, "Samsara": "Nel mio nuovo disco è contenuto il ciclo della vita", rockol. it, 13 settembre 2012)“

Gualberto Alvino 6
filologo, critico letterario e scrittore italiano 1953
„[... ] l'opera di quel solitario ulisside della parola, strenuo saccheggiatore e suscitatore di lessici in sucum et sanguinem che seppe dall'esordio alla fine transustanziare in emblemi d'atroce, revulsiva letterarietà un disperato rifiuto dell'essere al mondo (tutto è in lui non meno vero che abissalmente lontano dal reale), attende ancora il suo compimento nella ricezione da parte d'un pubblico troppo ostile alle parossistiche elaborazioni formali e alle complesse codificazioni in cui musica vince grammatica, per poter stazzare al giusto valore pagine fulcrate sulla dispersione della lingua intesa quale dissipazione dell'esistere: sature di pimenti espressivi, agre mescidanze, sfarzose policromie, deturpazioni carnascialesche centrifugate nel flusso eracliteo d'un vivere spiato da fuori, fonti antiche e moderne macerate parodizzate riscritte sino a rapinosa trasfigurazione, spezzature e stridori da day after rappresi in una dizione superba che mai degenera — come in tanti meticci nostrani — a spoglio grido inarticolato, tutto ciò concomitando paradossalmente con un'indole non già risentita, ma mite, affabilmente ironica, incline al minuto, invidiosa della stasi e del continuum narrativo, perfino classicamente selettiva. (Sinigaglia e la critica, in «Avanguardia», X 2005, n. 28, pp. 129-53).“

„L' Elogio della follia conserva un fascino di imperitura attualità. Lo si desume dall'analisi di Histoire de la Folie, dove Michel Foucault evidenzia il confine sfumato tra ragione e sragione in epoca di alta tecnologia, e altresì dalle invettive di Nietzsche contro lo smunto bibliotecario, lo stitico correttore di bozze, il pallido burocrate stipendiato, emblemi tutti del moderno «uomo alessandrino». (p. 11)“

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Eugenio Corini 2
allenatore di calcio ed ex calciatore italiano 1970
„L'emblema del mio calcio è Antonio Conte, che ha vinto campionati di serie B col 4-4-2 e che ora con un modulo diverso sta facendo giocare alla Juve il calcio più bello d'Europa.“

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