Frasi su emiliano


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Apuleio 43
scrittore e filosofo romano 125 – 170
„[A Sicinio Emiliano, suo accusatore nel processo sulla magia] Concedi al filosofo Platone il perdono per i suoi versi sull'amore, così che non mi sia necessario star a filosofare troppo, contro il consiglio di Neottolemo in Ennio; se poi tu non glielo concedi, ebbene mi lascerò volentieri incriminare in compagnia di Platone per simili versi. (p. 197)“

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Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940
„Vero, aperto, finto, strano, chiuso, anarchico, verdiano... brutta razza, l'emiliano! (da Emilia)“


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Roger Federer 352
tennista svizzero 1981
„Federer nel tennis per l'eleganza. Non alza mai i toni, è bello, nel suo sport possiede l'alfabeto perfetto. (Emiliano Viviano)“

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Tito Lívio 192
storico romano -59 – 17 d.C.
„Quando avrai imparato a fare della tua spada un vallo, allora smetterai di portarti dietro il vallo! (Publio Cornelio Scipione Emiliano: sommario del libro LVI; 1997)“

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Tito Lívio 192
storico romano -59 – 17 d.C.
„Publio Cornelio Scipione Emiliano ridiede all'esercito una rigorossima disciplina militare, scacciando dal campo 2000 prostitute. (sommario del libro LVI; 1997)“

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Renato Zero 94
cantautore e showman italiano 1950
„Quando Lucio Battisti usciva con un suo album faceva a tutti noi un grosso favore. Perché i suoi erano dei capolavori, quindi tu, con il tuo prodotto, dovevi cercare di non essere troppo scarso. Lucio lo ha fatto per anni. Poi ha prodotto dischi più raffinati e un po' meno accessibili, ma è giusto che un artista cresca, anche perché con lui cresce il pubblico. Quando alla gente dai solo cazzate, non puoi imputare al pubblico di comprare solo cazzate. Un pubblico educato recepisce anche prodotti un po' più complessi. Magari non subito, ma basta dargli tempo. (Emiliano Coraretti, Faccio tutto da solo, anche il discografico, su VivaVerdi di marzo/aprile 2009)“

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Apuleio 43
scrittore e filosofo romano 125 – 170
„[A Sicinio Emiliano, suo accusatore nel processo sulla magia] Eppure anche altri hanno scritto versi simili [Lascivi], benché voi li ignoriate: fra i Greci uno di Teo e uno di Lacedemone e uno di Ceo e altri numerosissimi, fra cui anche una donna di Lesbo, che ne ha scritti sì lascivi ma con tal grazia che la dolcezza della sua poesia ci fa accettare l'arditezza del suo linguaggio; fra i nostri poi Edituo e Porcio e Catullo, anche loro assieme con numerosissimi altri. «Ma questi non erano filosofi». Negherai allora che anche Solone fosse una persona seria e un filosofo? eppure è suo quel verso lascivissimo.
col desiderio delle cosce e della dolce bocca. (p. 194)“

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Gaetano Moroni 3
bibliografo italiano 1802 – 1883
„[Catanzaro] Fu sempre la metropoli di tutta la Calabria Ultra, prima che venisse in due parti suddivisa, ed ha tuttavolta i superiori dicasteri provinciali e la gran corte civile per le appellazioni, ch'è una delle quattro di qua dal faro, e che comprende tutte le Calabrie nella sua giurisdizione. Oltre alcuni stabilimenti di beneficenza, evvi una reale accademia delle scienze, ed uno de' maggiori licei regi. (da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. X, Venezia, Tipografia Emiliana, 1857, p. 241)“


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Roberto Gervaso 325
storico, scrittore, giornalista 1937
„ENZO BIAGI
Scrive come parla, e parla come scrive: senza fronzoli, orpelli, pennacchi. Va al sodo, e ci va diritto, infischiandosi di quegl'imbecilli per i quali facilità è sinonimo di superficialità. Riesce a esser sempre nella testa del lettore, senza propiziargli cascaggini e cefalee. La sua prosa, a volte un po' goliardica (il sangue emiliano non è acqua), è come un bicchier di lambrusco, che bevi anche se non hai sete. E, dopo averlo bevuto, fai il bis, fino a vuotar la bottiglia.
L'hanno paragonato a De Amicis, e non è un paragone a vanvera. [... ] Lavora come un negro, e senza negri. (p. 59)“

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Gianfranco Miglio 37
giurista, politologo e politico italiano 1918 – 2001
„Dal confine alpino al crinale dell'appennino tosco-emiliano l'Italia transpadana e cispadana ha una sua specifica ragion d'essere, una sua fisionomia economica produttiva storica e perfino linguistica da richiedere, per il suo pieno sviluppo, anche a beneficio dell'intera nazione, una sua posizione esatta e spiccata in seno all'Italia che sta nascendo. L'unità d'Italia non potrà essere fatta che su altre basi [... ] La Liguria, il Piemonte, la Lombardia, l'Emilia e le Tre Venezie, ossia tutta l'Italia settentrionale nel suo insieme costituisce un'armonica unità geografica, economica, etnica e spirituale, ben degna di governare se stessa. (da Il Cisalpino, 22 luglio 1945)“

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Gaetano Moroni 3
bibliografo italiano 1802 – 1883
„Dante non sarebbe forse partito mai da Verona, se il suo costume alquanto aspro e feroce, e il suo parlare troppo libero e franco non l'avessero a poco a poco fatto decadere dalla grazia di Can Grande I, che per un pezzo l'avea avuto carissimo e in sommo onore. [... ] Tra la turba d'istrioni e d'altre persone festevoli che lo Scaligero teneva in corte, uno essendone che riusciva a tutti sommamente caro, di lui disse un giorno in presenza di molti Cangrande a Dante: Come sta egli mai, che costui, il quale è un balordo, sia grato a tutti, e tu che vieni riputato sapiente, nol sia? Al che Dante subito rispose: Non è meraviglia, perché la similitudine e l'uniformità de' costumi partorisce grazia e amicizia! (da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XCIV, Venezia, Tipografia Emiliana, 1859, p. 212)“

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„[Sulla Juventus del Quinquennio d'oro] La Juventus gioca bene, vince sempre e non è né lombarda, ne emiliana, né veneta, né toscana: appartiene a una regione che ha innervato l'esercito e la burocrazia nazionali: di quella regione il capoluogo è stato anche capitale d'Italia [... ] Nessuna città periferica aveva contratto odii nei suoi confronti, all'epoca dei Comuni. Essa batteva ormai le decadenti squadre del Quadrilatero [piemontese] e offriva agli altri italiani la soddisfazione di umiliare le città che nel Medio Evo avevano spadroneggiato: i romagnoli andavono in visibilio quando Bologna veniva mortificata dalla Juventus così come i lombardi di parte ghibellina come pavesi e comaschi quando le milanesi venivano battuti in breccia, e ancora i lombardi che avevano squadre proprie come bergamaschi, bresciani e cremonesi, e le vedevano puntualmente vendicate dalla Juventus.“


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Massenzio Masia 4
scrittore e partigiano italiano
„Oggi non c'è che un modo di servire il Paese: partecipare alla lotta di liberazione nazionale. Per tutti gli italiani ancor degni di questo nome, unico criterio di moralità e ragione di vita dev'essere questa lotta, affinché il sacrificio liberamente accettato ci riscatti da vent'anni di abiezione e dall'ultima ignominia. È col sacrificio e col sangue dei suoi figli migliori che l'Italia sarà risollevata dalla vergogna presente. È attraverso la lotta ed il sacrificio che si acquista il diritto di cittadinanza nella nuova Italia. Solo così il nostro paese ritroverà il suo onore e la sua dignità nazionale e potrà assidersi con parità di diritti nel consesso della nuova Europa. ("Propositi nostri", articolo di fondo di Massenzio Masia su "Orizzonti di libertà", il periodico emiliano del Partito dʼAzione, fondato dal Masia nel marzo del 1944).“

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Emiliano Brancaccio 21
economista italiano 1971
„Rispetto agli esperimenti precedenti, l’Anti-Blanchard contiene una novità didattica di non poco conto: esso infatti mostra in che modo, apportando semplici modifiche alle ipotesi di partenza del modello macroeconomico dominante, si possa pervenire a un modello alternativo caratterizzato da un sostanziale “ribaltamento” delle relazioni logiche e delle relative implicazioni di politica economica. Tale operazione presenta ovviamente dei limiti, come ad esempio la necessità didattica di operare entro i confini di una struttura logica simmetrica a quella del modello insegnato da Blanchard [... ] D’altro canto, proprio la simmetria formale tra il modello mainstream di Blanchard e il modello critico alternativo renderà più agevole e immediato il confronto tra le due impostazioni; in particolare, essa consentirà agli studenti di comprendere fin dai loro primi approcci alla materia che, al pari e forse più di ogni altra area del sapere scientifico, l’economia non è una “foresta pietrificata” ma al contrario rappresenta un campo di ricerca dinamico e in continua evoluzione, caratterizzato da intense controversie teoriche, da continue verifiche empiriche e da inevitabili, conseguenti dispute politiche. (da Emiliano Brancaccio, Anti-Blanchard. Un approccio comparato allo studio della macroeconomia, Franco Angeli, Milano, 2012)“

Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„Io sono nato il 23 giugno 1923. Dal 28 ottobre 1922, da otto mesi, poco meno, Benito Mussolini era salito al potere con la sua solita ridicola marcia su Roma, fatta in vagone letto. Penso Mussolini in pigiama, o forse in camicia (non nera, speriamo!) farsi la barba la mattina del 27 ottobre all'arrivo a Roma, dopo la sveglia del conduttore, con il giornale ed il caffè! Otto mesi dopo, in Piazza Calderini sono nato: e debbo quindi arguire di essere stato concepito un po' prima di quei fatidici giorni, in una Bologna ormai attesa al destino, ormai quasi pacificata, in vista di un futuro finalmente pieno di promesse. Alla fine di settembre del 1922, mio padre [Aldo Valori] era ancora al Resto del Carlino, il giornale degli agrari emiliani e romagnoli, il giornale liberal-massonico-conservatore che Missiroli aveva diretto e Monicelli spinto verso il fascismo alla fine di un processo di evoluzione incerto e prudente, ma senza speranza di liberazione dell'ormai decisiva rivoluzione reazionaria. Mio padre si trovò coinvolto in quella vicenda. Mi sono chiesto spesso negli ultimi anni dopo la seconda guerra mondiale, perché il babbo aderisse al fascismo. Se ripenso a tutta la vicenda, durata in fondo pochi anni, debbo concludere che noi non comprenderemo mai completamente questo dramma. Il babbo, per educazione e carattere, per formazione culturale e morale, non poteva essere fascista nel senso che ha acquistato in seguito questa parola. Estraneo ad ogni violenza, mansueto di carattere e di modi, anche se molto passionale ed impulsivo, (specialmente negli anni della giovinezza e della maturità), non poteva trovare la sua adesione al Fascismo squadrista. Né poteva trovare, romantico e liberale com'era affinità con il Mussolinismo (culto puerile e comodo della personalità).“

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Leonardo Sciascia 122
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„Il capitano Bellodi, emiliano di Parma, per tradizione familiare repubblicano, e per convinzione, faceva quello che in antico si diceva il mestiere delle armi, e in un corpo di polizia, con la fede di un uomo che ha partecipato a una rivoluzione e dalla rivoluzione ha visto sorgere la legge: e questa legge che assicurava libertà e giustizia, la legge della Repubblica, serviva e faceva rispettare. (libro Il giorno della civetta)“

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