Frasi su epiteto


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Gianfranco Miglio 37
giurista, politologo e politico italiano 1918 – 2001
„[Apprezzamenti ed epiteti espressi nei confronti di Umberto Bossi, nel 1994, in una serie di battibecchi polemici dopo la formazione del nuovo governo] "Bossi è un incolto, buffone, arrogante, isterico, arabo levantino mentitore, lo schiaccerò come una sogliola. Se mi si ripresenta lo caccio a pedate nel sedere“

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Battista Mondin 24
filosofo e teologo italiano 1926 – 2015
„Socrate non è un metafisico nel senso tradizionale [... ] e tuttavia l'epiteto di metafisico gli spetta di diritto, perché il suo studio sull'uomo si spinge ben oltre il campo della scienza e penetra nelle radici più profonde dell'essere e dell'agire umano. (Pag. 120)“


Claudio Nizzi 6
fumettista e scrittore italiano 1938
„Oggi dobbiamo anche fare i conti con il "politicamente corretto". Gli epiteti che Tex distribuiva allegramente a negri, cinesi e messicani (tuttavia senza ombra di razzismo) oggi non ce li possiamo permettere.“

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Gianni Lannes 34
giornalista e fotografo italiano
„Il sud è il Bancomat d'Italia, continuamente insultato con l'epiteto di ladro. In realtà, è l'unico caso al mondo nella storia dell'umanità di un ladro che più ruba e più si impoverisce, di un derubato che più viene derubato e più si arricchisce. Ci sarà qualcosa di strano?“

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Michail Jurjevič Lermontov 61
poeta, drammaturgo e pittore russo 1814 – 1841
„Dai tempi in cui i poeti scrivono e le donne li leggono (cosa per cui sono loro profondamente riconoscenti), esse sono state chiamate tante volte "angeli" che, in semplicità di cuore, hanno creduto a tale complimento, dimenticando che quegli stessi poeti per denaro onoravano Nerone con l'epiteto di semidio... (Garzanti)“

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Mago Forest 18
comico, showman e conduttore televisivo italiano 1961
„Non si può dire «chi cambia canale è un burfaldino», però può sempre dire «chi cambia canale è... un coglione»! (da Mai dire GF e figli, 11 aprile 2006) [Riferendosi alla vittoria della sinistra alle elezioni del giorno prima, utilizzando l'epiteto con cui Silvio Berlusconi apostrofò gli elettori dello schieramento opposto]“

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Carl Sternheim 2
scrittore tedesco 1878 – 1942
„La caratteristica della forma d'espressione che oggi viene chiamata Espressionismo è la seguente: essa non esprime le cose essenziali e rifiuta tutto ciò che è accessorio, il che avviene ogni volta che il sostantivo si presenta senza articolo, senza epiteto, senza attributo e rende la nozione più esatta e più chiara; ogni volta che la nudità monumentale del verbo permette di salvare per il mondo un'essenza che si credeva perduta, scartando tutti gli ornamenti superflui, stupidi, tutti i cliché, aggiunte inutili che non hanno altra utilità se non quella di permettere una comprensione progressiva e comoda al lettore medio. (da Expressionismus und Sprachgewissen, VI, 98)“

George Rudé 10
1910 – 1993
„In Francia, negli anni 1920, anche Pierre Gaxotte, seguendo Burke e Barruel, – e un successivo scrittore Augustin Cochin, – fece risalire le origini della rivoluzione a una cospirazione. E inoltre, con un occhio sulla rivoluzione russa che lo inorridiva non meno di quanto la Comune avesse inorridito Taine, arrivò a convincersi che la Montagna fosse per il comunismo e che il rovesciamento di Robespierre avesse segnato la fine del terrore comunista; convinto di questo, si impegnò in una polemica contro la rivoluzione, contro i capi giacobini e i sanculotti, la cui virulenza e i pittoreschi epiteti usati avrebbero fatto invidia allo stesso Taine. (p. 87-88)“


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Umberto Bossi 113
politico italiano 1941
„[Serie di apprezzamenti ed epiteti espressi nei confronti di Gianfranco Miglio nel 1994, in risposta alle critiche di quest'ultimo dopo la formazione del governo] "poveraccio", "vecchio fuori di testa che fa un putiferio perché non gli han dato la poltrona", "me ne fotto delle minchiate di Miglio", "arteriosclerotico, traditore", "Ideologo? No, panchinaro", "una scoreggia nello spazio“

Piero Bernardini Marzolla 4
glottologo, filologo e traduttore italiano 1929
„L'intento di Ščeglov è spiegare l'impressione comune, contraddittoria, che il mondo ovidiano lascia nel lettore: grande varietà e ricchezza, ma insieme grande unità, e parentela fra tutte le cose. Cercando di individuare i fattori che suscitano questa duplice impressione, Ščeglov – eccellente filologo – considera la strana insistenza con cui nel poema vengono usati epiteti che a prima vista possono apparire superflui o ornamentali (lungo serpente, umide paludi ecc.), e nota come questi abbinamenti abbiano invece la precisa funzione di isolare proprietà oggettive, di fissare tratti distintivi mediante concetti geometrici e fisici; e passando alla tecnica delle descrizioni ovidiane, in prima linea quelle delle trasformazioni, ci mostra come la riduzione di ogni fenomeno a un ristretto numero di elementi fondamentali (le proprietà, i tratti distintivi) abbia tutta una catena di effetti: da un lato Ovidio caratterizza non singole cose, ma classi di cose; dall'altro, dato che i concetti geometrici e fisici sono applicabili alle cose piú disparate, tutto diventa commensurabile e quindi riducibile ad altro: e qui appunto è riposto il segreto della facilità con cui le trasformazioni avvengono nel poema e sono da noi accettate, e il mondo per le infinite combinazioni possibili si allarga, e al tempo stesso, però, riportato a un livello unico, ci si presenta come un sistema. (p. XXI)“

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Publio Ovidio Nasone 130
poeta romano -43 – 17 d.C.
„L'intento di Ščeglov è spiegare l'impressione comune, contraddittoria, che il mondo ovidiano lascia nel lettore: grande varietà e ricchezza, ma insieme grande unità, e parentela fra tutte le cose. Cercando di individuare i fattori che suscitano questa duplice impressione, Ščeglov – eccellente filologo – considera la strana insistenza con cui nel poema vengono usati epiteti che a prima vista possono apparire superflui o ornamentali (lungo serpente, umide paludi ecc.), e nota come questi abbinamenti abbiano invece la precisa funzione di isolare proprietà oggettive, di fissare tratti distintivi mediante concetti geometrici e fisici; e passando alla tecnica delle descrizioni ovidiane, in prima linea quelle delle trasformazioni, ci mostra come la riduzione di ogni fenomeno a un ristretto numero di elementi fondamentali (le proprietà, i tratti distintivi) abbia tutta una catena di effetti: da un lato Ovidio caratterizza non singole cose, ma classi di cose; dall'altro, dato che i concetti geometrici e fisici sono applicabili alle cose piú disparate, tutto diventa commensurabile e quindi riducibile ad altro: e qui appunto è riposto il segreto della facilità con cui le trasformazioni avvengono nel poema e sono da noi accettate, e il mondo per le infinite combinazioni possibili si allarga, e al tempo stesso, però, riportato a un livello unico, ci si presenta come un sistema. (Piero Bernardini Marzolla)“

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Matteo Renzi 85
politico italiano 1975
„Con leggerezza e sobrietà il giornale del mio partito mi ha bollato con l’epiteto del «fascistoide». (libro Oltre la rottamazione: Nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare)“


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Ernst Hans Josef Gombrich 3
storico dell'arte austriaco 1909 – 2001
„Mi pare che i quadri siano stati oggetto di una sopravvalutazione, di una cieca ammirazione che ne ha fatto delle cose ideali... e questo errore di valutazione è stato sanzionato da strani epiteti che si è voluto applicare ai pittori, il divino, l'ispirato, e così via... eppure i più sublimi prodotti del pennello sono... il risultato non dell'ispirazione, bensì di lunghi e pazienti studi, guidati da tanto buon senso.“

Bruno Roghi 8
giornalista italiano 1894 – 1962
„L'ineffabile vecchietto che, per il gusto luciferino di proporre ai suoi corridori le montagne più aspre e le fatiche più disumane, godeva gli epiteti, a scelta, di «nonnino sanguinario», «aguzzino di forzati», «massacratore di atleti», e così via.“

Charles Lloyd 2
1775 – 1839
„Il suo Filippo II è un tremendo tiranno, ritrattato con più forza che quello di Schiller. sebbene Schiller come poeta è lungi sopra Alfieri. Ma il Filippo della storia è molto più terribile carattere di quello che Alfieri ha concepito, più terribile forse che egli non fosse capace di concepire: Filippo fu un sovrano che deliberatamente commetteva i più indegni delitti e crudeltà non per volontà perversa o cattivo cuore, non senza erano state avvelenate dal sistema di religione il quale sarebbe un'affettazione di candore e un tradimento della vera religione designare con più leggero epiteto che quello di orribile.“

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Ippolito Nievo 62
scrittore italiano 1831 – 1861
„I veneziani di Portogruaro erano riesciti collo studio di molti secoli a disimparare il barbaro e bastardo friulano che si usa tutto all'intorno, e ormai parlavano il veneziano con maggior caricatura dei veneziani stessi. Niente anzi li crucciava più della dipendenza da Udine che durava a testificare l'antica loro parentela col Friuli.. Erano come il cialtrone nobilitato che abborre lo spago e la lesina perché gli ricordano il padre calzolaio. Ma purtroppo la storia fu scritta una volta, e non si può cancellarla. I cittadini di Portogruaro se ne vendicavano col prepararne una ben diversa pel futuro, e nel loro frasario di nuovo conio l'epiteto di friulano equivaleva a quelli di rozzo, villano, spilorcio e pidocchioso. (cap. VI)“

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