Frasi su epiteto

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Gianfranco Miglio 34
giurista, politologo e politico italiano 1918 – 2001
„[Apprezzamenti ed epiteti espressi nei confronti di Umberto Bossi, nel 1994, in una serie di battibecchi polemici dopo la formazione del nuovo governo] "Bossi è un incolto, buffone, arrogante, isterico, arabo levantino mentitore, lo schiaccerò come una sogliola. Se mi si ripresenta lo caccio a pedate nel sedere“

Giuseppe Ricciotti 9
presbitero, biblista e archeologo italiano 1890 – 1964
„L'importanza del libro di Isaia è straordinaria. Esso, non solo impiega un ebraico classico e uno stile generalmente elevato, ma si riferisce ad un periodo delicatissimo della storia civile e religiosa del regno di Giuda. Ma, più ancora che su ciò, la sua importanza si fonda sui numerosi e chiarissimi preannunzi che esso contiene riguardo al futuro Messia, e che gli hanno meritato l'epiteto di Vangelo anticipato [... ].“


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Pietro Pensa 7
ingegnere e dirigente d'azienda italiano 1906 – 1996
„Non vi era abitato, borgo villaggio o frazione di qualche importanza che fosse, a non esser contraddistinto con un epiteto dai propri vicini. Né si trattava di qualifiche benevole, anzi talora erano durissime: nate da secolare esperienza di rapporti, colpivano con cattiveria i difetti e le abitudini locali, ricambiate peraltro con altrettanto livore. (p. 498)“

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Christopher Hitchens 38
giornalista, saggista e critico letterario britannico 1949 – 2011
„Si dice che nell'antica Atene, la condanna di Aristide il Giusto sia avvenuta perché l'epiteto "il Giusto", irritasse la gente. E la reputazione di santo irreprensibile di cui gode Orwell ha sempre irritato i suoi critici. (p. 63)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Scorrendo le cronache delle agitazioni studentesche di questi giorni avevo avuto per un momento l'impressione, o l'illusione, che esse si fondassero sui problemi concreti dell'università, e che fossero qualcosa di diverso, e di migliore della grottesca ubriacatura sessantottina. Ma quando giovedì sera, nella trasmissione televisiva Samarcanda, è stato lanciato contro Mario Cervi il rituale e vile epiteto «fascista!» (e questo solo perché aveva mosso obiezioni agli sproloqui assembleari di Roma e di Palermo), ho capito che vent'anni dopo è come vent'anni prima. La protesta è un pretesto, il legittimo scontento diventa arma politica, gli appelli al dialogo si risolvono in volontà di sopraffazione, di discussione su ciò che nell'università deve essere cambiato sfocia in un attacco globale al governo, alla società, al sistema. L'unica connotazione sessantottina che ancora manca è la violenza fisica. Ma temo che non tarderà ad arrivare se chi dissente è bollato come fascista e chi governa (è capitato ad Andreotti, a Palermo) come mafioso.“

Patrick Brydone 3
scienziato e militare scozzese 1736 – 1818
„Per la posizione singolare e la ricchezza del suolo, Palermo è stata designata con epiteti adulatori, in ispecie dai poeti che l'hanno denominata la Conca d'oro. Venne pure chiamata Aurea Valle, Hortus Siciliae, ecc.; e per abbracciare tutti questi nomi venne pure aggiunto il termine Felix col quale si trova distinta nelle mappe. (da A tour through Sicily and Malte, Londra, 1773; citato in Dominique Vivant Denon, Viaggio a Palermo - In appendice, Edi. bi. si., Messina 2014)“

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Georges Riviere 1
1855 – 1943
„L'artista più attaccato, più maltrattato, da quindici anni, dalla stampa e dal pubblico, è Cézanne. Non c'è epiteto offensivo che non venga accostato al suo nome, e le sue opere hanno ottenuto un successo d'ilarità che dura ancora. [... ] Cézanne appare come un greco della belle époque; le sue tele hanno la calma, la serenità eroica dei dipinti e delle terrecotte antiche, e gli ignoranti che ridono davanti ai Bagnanti, per esempio, mi fanno l'effetto di barbari che criticano il Partenone. Cézanne è un pittore, e un grande pittore. Quelli che non hanno mai preso in mano un pennello o una matita hanno detto che non sapeva disegnare, e gli hanno rimproverato "imperfezioni" che non sono che una raffinatezza ottenuta grazie a un'enorme abilità. So bene che, nonostante tutto, Cézanne non può avere il successo dei pittori alla moda [... ] ma la sua pittura ha l'inesprimibile fascino dell'antichità biblica e greca, i movimenti dei personaggi sono semplici e grandi come nelle sculture antiche, i paesaggi hanno una maestà imponente, e le sue nature morte così belle, così esatte nei rapporti tonali, hanno, nella loro verità, qualcosa di solenne. In tutti i suoi dipinti, l'artista commuove, perché egli stesso prova, davanti alla natura, un'emozione violenta che l'abilità trasmette alla tela. (da L'Impressionniste, 1 aprile 1877)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„ha raccontato particolari atroci sulla passione sofferta dai nostri amici e conoscenti prima della loro esecuzione. Gli epiteti usati dal presidente del tribunale popolare nei riguardi di Schulenburg e degli altri accusati con lui sono stati o «canaglia Schulenburg» o «criminale Schulenburg». Una volta, quando questo tipo patibolare, per distrazione, gli si era rivolto con un «conte Schulenburg» egli lo ha corretto con un inchino: «Canaglia Schulenburg, prego». Un gesto, che me lo ha fatto ricordare vivamente. (da Nota di diario del 5 novembre 1944, Kirchhorst, p. 464)“


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Ippolito Nievo 53
scrittore italiano 1831 – 1861
„I veneziani di Portogruaro erano riesciti collo studio di molti secoli a disimparare il barbaro e bastardo friulano che si usa tutto all'intorno, e ormai parlavano il veneziano con maggior caricatura dei veneziani stessi. Niente anzi li crucciava più della dipendenza da Udine che durava a testificare l'antica loro parentela col Friuli.. Erano come il cialtrone nobilitato che abborre lo spago e la lesina perché gli ricordano il padre calzolaio. Ma purtroppo la storia fu scritta una volta, e non si può cancellarla. I cittadini di Portogruaro se ne vendicavano col prepararne una ben diversa pel futuro, e nel loro frasario di nuovo conio l'epiteto di friulano equivaleva a quelli di rozzo, villano, spilorcio e pidocchioso. (cap. VI)“

Charles Lloyd 2
1775 – 1839
„Il suo Filippo II è un tremendo tiranno, ritrattato con più forza che quello di Schiller. sebbene Schiller come poeta è lungi sopra Alfieri. Ma il Filippo della storia è molto più terribile carattere di quello che Alfieri ha concepito, più terribile forse che egli non fosse capace di concepire: Filippo fu un sovrano che deliberatamente commetteva i più indegni delitti e crudeltà non per volontà perversa o cattivo cuore, non senza erano state avvelenate dal sistema di religione il quale sarebbe un'affettazione di candore e un tradimento della vera religione designare con più leggero epiteto che quello di orribile.“

Bruno Roghi 8
giornalista italiano 1894 – 1962
„L'ineffabile vecchietto che, per il gusto luciferino di proporre ai suoi corridori le montagne più aspre e le fatiche più disumane, godeva gli epiteti, a scelta, di «nonnino sanguinario», «aguzzino di forzati», «massacratore di atleti», e così via.“

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Michel Onfray 52
filosofo francese 1959
„Il silenzio di Dio permette la chiacchiera dei suoi ministri che usano e abusano dell'epiteto: chiunque non crede al loro Dio, dunque a loro, diventa immediatamente un ateo.“


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Battista Mondin 24
filosofo e teologo italiano 1926 – 2015
„Socrate non è un metafisico nel senso tradizionale [... ] e tuttavia l'epiteto di metafisico gli spetta di diritto, perché il suo studio sull'uomo si spinge ben oltre il campo della scienza e penetra nelle radici più profonde dell'essere e dell'agire umano. (Pag. 120)“

Claudio Nizzi 6
fumettista e scrittore italiano 1938
„Oggi dobbiamo anche fare i conti con il "politicamente corretto". Gli epiteti che Tex distribuiva allegramente a negri, cinesi e messicani (tuttavia senza ombra di razzismo) oggi non ce li possiamo permettere.“

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Gianni Lannes 34
giornalista e fotografo italiano
„Il sud è il Bancomat d'Italia, continuamente insultato con l'epiteto di ladro. In realtà, è l'unico caso al mondo nella storia dell'umanità di un ladro che più ruba e più si impoverisce, di un derubato che più viene derubato e più si arricchisce. Ci sarà qualcosa di strano?“

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Michail Jurjevič Lermontov 41
poeta, drammaturgo e pittore russo 1814 – 1841
„Dai tempi in cui i poeti scrivono e le donne li leggono (cosa per cui sono loro profondamente riconoscenti), esse sono state chiamate tante volte "angeli" che, in semplicità di cuore, hanno creduto a tale complimento, dimenticando che quegli stessi poeti per denaro onoravano Nerone con l'epiteto di semidio... (Garzanti)“

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