Frasi su epoca

Sapete chi era Aspasia, signore?... Quantunque ella vivesse in un'epoca in cui le donne non avevano ancora un'anima, era un'anima; un'anima color rosa e porpora, più ardente del fuoco, più fresca dell'aurora. Aspasia era creatura in cui i due estremi della donna s'univano; era la prostituta dea. Socrate più Manon Lescaut. Aspasia fu creata nel caso fosse necessitata una meretrice a Prometeo. (vol. I, 1862, p. 179)

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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885

[Il Medioevo] Era un tempo che aveva un senso della vita, radicato nel cristianesimo, che noi oggi riusciamo a stento a capire: pensi che in tutto il millennio abbiamo un solo caso di suicidio documentato; il suicidio era praticamente sconosciuto. Un'epoca che pone al suo vertice come ideale il cavaliere, la cui dote essenziale è la generosità, non poteva essere un'epoca sordida.

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Régine Pernoud 28
storica francese 1909 – 1998

Tutti i punti di riferimento che davano solidità al mondo e favorivano la logica nella selezione delle strategie di vita (i posti di lavoro, le capacità, i legami personali, i modelli di convenienza e decoro, i concetti di salute e malattia, i valori che si pensava andassero coltivati e i modi collaudati per farlo), tutti questi e molti altri punti di riferimento un tempo stabili sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno. Questa nostra epoca eccelle nello smantellare le strutture e nel liquefare i modelli, ogni tipo di struttura e ogni tipo di modello, con casualità e senza preavviso. (L'istruzione nell'età postmoderna: p. 159)

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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017

In una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso, allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l'irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio, ed entrare in un'epoca di nuovo oscurantismo.

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Carl Sagan 57
astronomo e scrittore statunitense 1934 – 1996

Quando avevo diciott'anni, venne un tale a intervistarmi e io lo trovai antipatico. Mi domandò quali fossero i miei autori preferiti e io, per togliermelo di torno, risposi: Topolino, Nembo Kid, Mandrake. Allora tutti capirono tutto e spiegarono che ero un'ignorante, una infantiloide, quasi una deficiente. Perciò replicai che, nella vita, mi era capitato anche di leggere qualche libro e saltò subito fuori che mi consumavo su Proust, Kafka, Garcia Lorca. Io non vedo davvero quale grande importanza debbano avere le mie letture. Tutti quelli che vengono da me mi domndano: che cosa legge? Ho sempre letto poco perché avevo poco tempo. E allora? Mi piacevano, e mi piacciono, i personaggi di Walt Disney perché li trovo favolosi e riposanti. Sono da biasimare se non voglio sentirmi angosciata, se non voglio immedesimarmi in altri problemi e altre grane? (da Ecco Mina ai raggi X, Epoca, 7 ottobre 1966)

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940

Non so, effettivamente, cosa servirebbe per il cinema italiano, ma io vedo che ci sono tanti giovani che stanno iniziando con dei soggetti originali, io credo che si debba soltanto dare più fiducia a questo, come fanno i francesi. I francesi si proteggono, come saprà fanno sì che ci deve essere un certo numero di film di distribuzione rispetto all'invasione americana, cosa che non c'è in Italia. Secondo me non c'è un vero aiuto, nell'epoca del neorealismo era una cosa spontanea, c'erano pochi film e costavano poco, non c'era concorrenza e c'erano questi grandi geni, fu un momento straordinario per l'Italia. Anche adesso ci sono le persone creative, però lo scontro è come tra un piccolino che combatte contro un gigante, è una lotta impari. Se non c'è un vero, serio aiuto, devo dire, del governo, non ci si arriva perché si combatte contro un gigante. Io quindi credo che in Italia il talento ci sia e si dicono delle cose non vere perché il talento c'è e ci sono degli attori bravissimi.

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Terence Hill 28
attore italiano 1939

Meraviglioso non fu capita immediatamente, e Renzo Arbore lo ha riconosciuto di recente in una trasmissione televisiva confessando che anche lui si adoperò nella giuria dell'epoca perché la canzone venisse scartata, in quanto non adatta al Festival di Sanremo. Lo stesso Arbore l'ha poi indicata come la sua canzone preferita attuale. (da un'intervista a Francesco Trisciani, pubblicata in Raro! n.° 20 del 1989)

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Domenico Modugno 30
cantautore, chitarrista e attore italiano 1928 – 1994

Il Cristianesimo non è un'epoca come l'età di Luigi XIV o l'Illuminismo: Cristo sta al di fuori dello spazio in cui valgono le categorie storiche. Non esiste un'ora sua, perché egli è eterno. Anche gl'increduli d'oggi e i senza Dio dell'avvenire si nutrono del suo spirito. Egli è la roccia che le onde del tempo non possono abbattere.

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Ricarda Huch 1
scrittrice tedesca 1864 – 1947

Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perchè la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perchè noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perchè in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.

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Andrea Camilleri 124
scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925

I grandi ci sono in ogni epoca ma in questi particolari anni chi ha portato a casa la maggior parte dei trofei lo ha fatto in modo straordinario. Non si lascia il segno solo con i successi. Roger è capace di incantarti, è l'opposto dei teddy boy, la nemesi di John McEnroe.

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Roger Federer 352
tennista svizzero 1981

Alle volte si ha la fortuna di conoscere le persone, proprio nel momento in cui sta per cambiare la loro vita. Come incontrare Cristoforo Colombo alla vigilia della partenza con le tre caravelle. Incontrai Marilyn dopo che era scappata da Hollywood, stava mangiando un panino come una ragazza qualsiasi. Nessuno sapeva dove fosse scappata. Pensa che Oriana Fallaci era arrivata a scrivere, mi pare sull'Europeo, che Marilyn non esisteva, era un'invenzione della stampa americana. Una mattina mi chiamò Enzo Biagi, che lavorava con me ad Epoca, chiedendomi di fare un pezzo che confutasse questa tesi. Dovevo dimostrare che Marilyn era viva.

Nantas Salvalaggio 16
scrittore italiano 1923 – 2009

Possiamo profetizzare che, a meno di essere imbrigliata e addomesticata, la nostra globalizzazione negativa, che oscilla tra il togliere la sicurezza a chi è libero e offrire sicurezza sotto forma di illibertà, renderà la catastrofe ineluttabile. Se non si formula questa profezia, e se non la si prende sul serio, l'umanità ha poche speranza di renderla evitabile. L'unico modo davvero promettente di iniziare una terapia contro la crescente paura che finisce per renderci invalidi è reciderne le radici: poiché l'unico modo davvero promettente di continuarla richiede che si affronti il compito di recidere quelle radici. Il secolo che viene può essere un'epoca di catastrofe definitiva. O può essere un'epoca in cui si stringerà e si darà vita a un nuovo patto tra intellettuali e popolo, inteso ormai come umanità. Speriamo di poter ancora scegliere tra questi due futuri. (Conclusione: p. 220)

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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017

Nella nostra epoca il mondo intorno a noi è tagliuzzato in frammenti scarsamente coordinati, mentre le nostre vite individuali sono frammentate in una successione di episodi mal collegati fra loro. (libro Intervista sull'identità)

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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017

Quand'ero piccolo amavo i vecchi, poi a un'età giovanile, non so, frequentavo i vecchi e non i giovani. Perché dai vecchi io apprendevo la saggezza, apprendevo e stavo a sentire quello che mi dicevano. E in quell'epoca i vecchi erano più altruisti. Mi ricordo un particolare: non vedevo l'ora di diventare vecchio.

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Eduardo De Filippo 22
drammaturgo, attore e regista italiano 1900 – 1984

Spesso parliamo del buon tempo andato, ma quando vi riflettiamo criticamente e lasciamo perdere i nostri ricordi pieni di romanticismo, scopriremo presto che proprio a quell'epoca eravamo in grandi ansie circa il nostro futuro.

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Henri Nouwen 32
presbitero e scrittore olandese 1932 – 1996

Il fascino della storia e la sua lezione enigmatica consistono nel fatto che, di epoca in epoca, nulla cambia e tuttavia ogni cosa è completamente diversa.

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Aldous Huxley 164
scrittore britannico 1894 – 1963

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