Frasi su erudizione

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Alexander Von Humboldt 10
naturalista, esploratore e botanico tedesco 1769 – 1859
„La crudeltà nei confronti degli animali non è conciliabile né con una vera cultura né con una vera erudizione. Essa è una dei vizi caratteristici di un popolo rozzo e ignobile.“

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George Steiner 112
scrittore e saggista francese 1929
„Essere a casa propria nel mondo della cultura significa essere a casa propria in molti mondi, in molti linguaggi: significa trovarsi a casa propria nella storia delle idee, nella letteratura, nella musica, nelle arti. Richiede erudizione e la capacità di cogliere i rapporti tra i diversi mondi: il nexus.“


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Charles Augustin de Sainte-Beuve 20
critico letterario, scrittore e aforista francese 1804 – 1869
„Voglio, sì, l'erudizione, ma una erudizione governata dal giudizio e organizzata dal gusto. (libro I miei veleni)“

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Joseph Joubert 67
filosofo e aforista francese 1754 – 1824
„Colui che possiede immaginazione senza erudizione, ha le ali e non ha i piedi.“

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Wystan Hugh Auden 34
poeta britannico 1907 – 1973
„Leggere è come tradurre, perché le esperienze di due diverse persone non saranno mai identiche. Un cattivo lettore è simile a un cattivo traduttore. Per imparare a leggere nel modo giusto l'erudizione è meno importante dell'istinto.“

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Johann Georg von Zimmermann 5
scrittore, fisico 1728 – 1795
„Un medico che, invece di erudizione e genio, non ha altro che arroganza, è un vero ciarlatano.“

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Roberto Longhi 12
storico dell'arte italiano 1890 – 1970
„La sua ostinata deferenza al vero poté anzi confermarlo nella ingenua credenza che fosse "l'occhio della camera" a guardar lui e a suggerirgli tutto. Molte volte dovette incantarsi di fronte a quella "magia naturale"; e ciò che più lo sorprese fu di accorgersi che allo specchio non è punto necessaria la figura umana, se, uscita questa dal suo campo, esso seguita a specchiare il pavimento inclinato, l'ombra sul muro, il nastro caduto a terra. Che altro potesse conseguire a questa risoluzione di procedere dipingendo per specchiatura diretta della realtà, non è troppo difficile intendere. Ne conseguiva la tabula rasa del costume pittorico del tempo che, preparandosi gli argomenti in carta e matita per via di erudizione storica e di astrazione stilizzante, aveva elaborato una complessa classificazione del rappresentabile, dove, per meglio servire alla società di allora, non poteva che preferirsi l'aspetto della classe dominante. Ma il Caravaggio pensa invece alla vita comune, ai sentimenti semplici, all'aspetto feriale delle cose che valgono, nello specchio, come gli uomini. [... ] Anche il Caravaggio avvertiva il pericolo di ricadere nell'apologetica del corpo umano, sublimata da Raffaello o Michelangelo, o magari nel chiaroscuro melodrammatico del Tintoretto. Ma ciò che gli andava confusamente balenando era ormai non tanto il rilievo dei corpi quanto la forma delle tenebre che li interrompono. Lì era il dramma della realtà più portante ch'egli intravedeva dopo le calme specchiature dell'adolescenza. E la storia della religione, di cui ora si impadroniva, gli tornava come un seguito di drammi brevi e risolutivi la cui punta non può indugiarsi nella durata sentimentale delle trasparenze, anzi inevitabilmente s'investe del lampo abrupto della luce rivelante, fra gli strappi inconoscibili dell'ombra. Uomini e santi si sarebbero impigliati in quel tragico scherzo. Giacché, per restar fedeli alla natura del mondo, occorreva far sì che il calcolo dell'ombra apparisse come casuale, e non causato dai corpi; ove volesse esimersi dal riattribuire all'uomo la sua funzione umanistica dirimente, di eterno protagonista e signore del creato. Perciò il Caravaggio seguitò, e fu fatica di anni, ad osservare la natura della luce e dell'ombra incidentali. [... ] Chi non sa che il Tintoretto studiava al lume di lucerna, non già il vero, ma i modellini della Cappella Medicea? E che i modellini del Greco erano cere dove si stiravano in una poetica follia le ultime spire laocoontiche del disegno 'serpentinato'? Ma ora è la realtà stessa a venir sopraggiunta dal lume per 'incidenza': il caso, l'incidente luminoso, diventano causa efficiente della nuova pittura (o poesia). Non v'è Vocazione di Matteo senza che il raggio, assieme col Cristo, entri dalla porta socchiusa e ferisca quel turpe spettacolo dei giocatori d'azzardo. In effetto Caravaggio stagliò questa sua "descrizione di luce", questo poetico "fotogramma", quando l'attimo di cronaca gli parve emergere, non dico con un rilievo, ma con uno spicco, con un'evidenza così memorabile, invariabile, monumentale, come dopo Masaccio non s'era più visto. (citato in Caravaggio, pp. 187-188)“

Lorenzo Guadagnucci 31
giornalista italiano 1963
„È un formidabile conferenziere, con il physique du rôle del guru. Asciutto, aspetto ascetico, ma anche uomo curioso di tutto e di notevole prontezza: adora stupire il suo interlocutore, fa spesso sfoggio di erudizione ma trova il modo di inserire scherzi e battute anche nei discorsi più dotti. Si piace, ma non dà mai l'impressione d'essere solo concentrato su se stesso. (pp. 150-151)“


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Fausto Gianfranceschi 20
scrittore e giornalista italiano 1928 – 2012
„Assai prima che tramontassero la critica pura da un lato e la critica troppo compromessa con le ideologie dall'altro, egli aveva reinventato la critica come poesia, come creazione di un mondo autonomo, intessuto dei riferimenti che dall'osservazione di un oggetto d'arte, di un quadro o dalla lettura di un libro, sorgono nell'animo di un uomo la cui erudizione è diventata una specie di sesto senso, affinatissimo e sensibilissimo [... ] Per Praz la Storia non è quella dei fatti freddamente registrati, e così traditi, ma quella che si centellina e si fa rivivere negli stili, nelle sfumature degli stili. Una sua relazione di viaggio non ci dirà nulla di sociologicamente puntuale, ma molto di più con la penetrazione nel sottofondo culturale e artistico del paese visitato.“

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Piero Calamandrei 107
politico italiano 1889 – 1956
„Qui e fuori di qui siamo in molti a pensare e a ripetere che la cultura, se vuol essere viva e operosa, qualcosa di meglio dell’inutile e arida erudizione, non deve appartarsi dalle vicende sociali, non deve rinchiudersi nella torre d’avorio senza curarsi delle sofferenze di chi batte alla porta di strada. Tutto questo lo diciamo e lo scriviamo da decenni; ma tuttavia siamo incapaci di ritrovare il contatto fraterno con la povera gente. Siamo pronti a dire parole giuste; ma non sappiamo rinunciare al nostro pranzo, al nostro comodo letto, alla nostra biblioteca appartata e tranquilla. Tra noi e la gente più umile resta, per quanto ci sforziamo, come uno schermo invisibile, che ci rende difficile la comunicazione immediata. Il popolo ci sente come di un altro ceto: sospetta che questa fraternità di parole sia soltanto oratoria.“

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Eraclito 168
filosofo greco antico -535 – -475 a.C.
„Pitagora, figlio di Mnesarco, superò di gran lunga tutti gli uomini nell'esercizio della ricerca. E si fece una scelta di questi scritti da cui derivò la sua sapienza che così risulta varia erudizione e brutto artificio.“

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Marco Fabio Quintiliano 42
oratore 35 – 100
„Senza dubbio, esclusivamente nostra lo è la satira, nella quale Lucilio, che per primo vi conseguì distinta fama, ha ancora oggi dei lettori così fedeli a lui da dire di preferirlo non solo agli altri satirici, ma anche a tutti i restanti poeti. Ma io non sono d'accordo né con loro né con Orazio, il quale ritiene che Lucilio sia grossolano e che usi delle parole che andrebbero tolte. Infatti sono ammirevoli in lui l'erudizione e la libertà di spirito, e anche la mordacità, la notevole arguzia. (X, 1, 94)“


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Fernanda Pivano 21
traduttrice italiana 1917 – 2009
„Nel suo stile massimalista, reazione al minimalismo caro a Raymond Carver, David Foster Wallace si abbandona a frasi lunghe, complesse, a volte sonore, a volte satiriche, e passa da monologhi analfabeti dei poverissimi alle spiegazioni tecniche ad esempio di certi medicinali, con un linguaggio base che è casuale e complesso, ricco di slang e anche di erudizione, capace di alternare precisione e imprecisione a proposito di uno stesso argomento.“

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Jacques Bénigne Bossuet 11
scrittore e vescovo cattolico francese 1627 – 1704
„Per cantare sapientemente a Dio bisogna sempre più imparare con erudizione e con intelligenza.“

Pacifico Arcangeli 8
presbitero e militare italiano 1888 – 1918
„[... ] e giustamente l'opera di SEI SHONAGON, per la geniale acutezza delle osservazioni e per la pittura vivace della natura e dei caratteri, è considerata dai più non come l'espressione più alta del genio nazionale, ma come il più tipico prodotto della cultura e della civiltà giapponese; degna di figurare accanto allle opere di bellezza duratura, che seppero creare gli antichi artisti del Giappone, sotto il fascino della poesia autunnale. (da L'erudizione; Scrittori di bozzetti e di viaggi, pp. 98-99)“

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Herbert Spencer 26
filosofo britannico 1820 – 1903
„Lo scopo supremo dell'istruzione non è l'erudizione, ma l'azione.“

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