Frasi su esclamazione


Walter Fontana 105
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957
„E la lira si impenna! [Esclamazione ricorrente]“

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Jan Struther 5
scrittore, poeta 1901 – 1953
„Uno dei vantaggi dell'Inghilterra, sui paesi che hanno un clima ragionevole è quello di permettere più di una volta all'anno l'esclamazione: "questo è il primo giorno di primavera!“


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Cecil Beaton 6
fotografo e costumista britannico 1904 – 1980
„Marilyn Monroe fa venire in mente il bouquet di uno spettacolo pirotecnico che strappa agli sbalorditi spettatori un coro di attonite esclamazioni. Lei è spettacolare quanto gli argentei zampilli di una "Fontana del Vesuvio"; si è proiettata fuori dall'oscurità fino a diventare il sex symbol del dopoguerra, la pin-up di un'epoca. (citato in Marilyn, p. 246)“

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Terry Pratchett 204
scrittore e glottoteta britannico 1948 – 2015
„Si volse allora verso il fiume, allungò le mani innanzi a sé, ne congiunse le palme e poi, pian piano, allargò le braccia.
Si udì allora un fragore di risucchio, e le acque del Djel si divisero. La folla emise un'esclamazione di stupore, ma questo non fu nulla in confronto alla sorpresa di una decina di coccodrilli che si ritrovarono a nuotare a mezz'aria.“

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Aidan Chambers 26
scrittore inglese 1934
„Ed ecco che questa schifezza di spettacolo televisivo dava parole e immagini al mio desiderio fino a quel momento inespresso. Ah, ah!, mi devo essere detto, o qualsiasi fosse l'esclamazione affannosa che si emette a sette anni quando si parla a se stessi di qualcosa di sorprendentemente illuminante, qualcosa di simile a una folgorante illuminazione mentale, ah, ah! Così anche gli altri vogliono avere amici del genere! Non sono solo, devo aver pensato. Là fuori c'è qualcuno che mi cerca, come io cerco lui. Un ragazzo con una lattina piena di fagioli magici.“

John Lukacs 13
1924
„Siamo tutti socialisti!» fu la famosa esclamazione nel 1894 di Sir William Harcourt, un'esemplare figura di liberale britannico, mentre il parlamento votava l'ennesima legge di riforma sociale. Più di un secolo dopo il mondo intero è socialista, almeno nel senso che lo Stato sociale, o Stato-che-provvede, è stato accettato, quanto meno in linea di principio, e secondo modalità pratiche certo diverse, da un capo all'altro del pianeta.
In questo senso, che un governo si dichiari oppure no socialista è quasi irrilevante; ma se un governo sia oppure no nazionalista non è affatto irrilevante. (p. 37)“

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Germaine de Staël 29
scrittrice francese 1766 – 1817
„Havvi oggidì nella Letteratura italiana una classe di eruditi che vanno continuamente razzolando le antiche ceneri, per trovarvi forse qualche granello d'oro: ed un'altra di scrittori senz'altro capitale che molta fiducia nella lor lingua armoniosa, donde raccozzano suoni vôti d'ogni pensiero, esclamazioni, declamazioni, invocazioni, che stordiscono gli orecchi, e trovan sordi i cuori altrui, perché non esalarono dal cuore dello scrittore. Non sarà egli dunque possibile che una emulazione operosa, un vivo desiderio d'esser applaudito ne' teatri, conduca gl'ingegni italiani a quella meditazione che fa essere inventori, e a quella verità di concetti e di frasi nello stile, senza cui non ci è buona letteratura, e neppure alcuno elemento di essa?“

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977
„Anche» fu la seconda parola che persi, probabilmente perché era così simile al suo nome, che parola semplice da dire, e che parola profonda da perdere, dovevo dire «eziandio», che suonava ridicolo, ma era proprio così, «vorrei un caffè ed eziandio un dolce», a nessuno sarebbe piaciuto sentirsi in questo modo. «Volere» è il verbo che persi poco dopo, non perché avevo smesso di volere le cose – le volevo più di prima – solo che non riuscivo più a esprimere il volere, quindi al suo posto dicevo «desidero»: «Desidero due panini» dicevo al panettiere, ma non era esattamente così, il senso dei miei pensieri cominciava a fluttuare via da me, come foglie che cadono da un albero nel fiume, e io ero l'albero e il mondo il fiume. «Venire» lo persi un pomeriggio al parco con i cani, persi «bene» mentre il barbiere mi girava verso lo specchio, persi «peccato», il nome e l'esclamazione nello stesso momento, e fu un peccato. Persi «portare» e persi pure le cose che portavo – «diario», «matita», «moneta», «portafoglio» – e persi anche «perdere». Dopo un po' mi restava soltanto un pugno di parole.“

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Giuseppe Garibaldi 127
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„«Morte ai preti!» – «Morte a nessuno!», gridava il solitario dall'alto del balcone alle moltitudini, rispondendo alla terribile loro esclamazione! Morte a nessuno! Eppure, chi è più meritevole di morte che la setta malvagia la quale ha fatto dell'Italia un Paese di morti, un cimitero? O Beccaria! le tue dottrine sono sante! io ripugno dal sangue! ma non so se l'Italia potrà liberarsi da' suoi tiranni dell'anima e del corpo senza distruggerne, senza annientarne sino l'ultimo rampollo! (cap. LVII; p. 132)“