Frasi su esiliato


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Cassandra Clare 136
scrittrice statunitense 1973
„Le fate sono angeli caduti – intervenne Dorothea. – Esiliati dal Paradiso per il loro orgoglio.“

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Papa Pio X 13
257° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1835 – 1914
„Dove è assente Dio, la giustizia è esiliata.“


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Simone de Beauvoir 61
insegnante, scrittrice, saggista, filosofa e femminista ... 1908 – 1986
„I vecchi sono degli esseri umani? A giudicare dal modo con cui sono trattati nella nostra società, è lecito dubitarne. Per questa società, essi non hanno le stesse esigenze e gli stessi diritti degli altri membri della collettività: a loro si rifiuta anche il minimo necessario. Per tranquillizzare la coscienza della collettività, gli ideologi hanno forgiato miti, del resto contraddittori, che incitano l'adulto a vedere nell'anziano non un suo simile, ma un "altro": il saggio venerabile che domina dall'alto il mondo terrestre, o il vecchio folle stravagante e vanesio. Che lo si ponga al di sopra o al di sotto della nostra specie, resterà in ogni caso un esiliato. Ma piuttosto di travisare la realtà, si preferisce ignorarla radicalmente: la vecchiaia resta un segreto vergognoso, un soggetto proibito. È proprio questo il motivo che mi ha indotto a scrivere queste pagine. Ho voluto descrivere la condizione di questi paria e il loro modo di vivere, ho voluto fare ascoltare la loro voce: saremo costretti a riconoscere che si tratta di una voce umana. Si comprenderà allora che la sorte infelice loro riservata denuncia il fallimento dell'intero nostro sistema sociale: è impossibile conciliarla con la morale umanista professata dalle classi egemoni... Ecco perché bisogna rompere una congiura del silenzio. Chiedo ai lettori di aiutarmi in questa battaglia.“

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Eduardo Galeano 41
giornalista, scrittore e saggista uruguaiano 1940 – 2015
„Le cose sono padrone dei padroni delle cose e io non trovo il mio volto nello specchio. Parlo ciò che non dico. Sto, ma non sono. E salgo su un treno che mi porta dove non vado, in un paese esiliato da me. (Finestra sulla nuca)“

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Charles Baudelaire 152
poeta francese 1821 – 1867
„E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. (L'albatro, 2006)“

George Rudé 10
1910 – 1993
„Nell'Assia, in Germania, anche Georg Büchner, un giovane romantico di stampo più radicale di Walter Scott, che era stato esiliato per aver preso parte all'attività politica clandestina agli inizi degli anni 1830, concentrò la sua attenzione sulla rivoluzione francese e, dopo aver letto Mignet e Thiers, scelse Danton come eroe e Robespierre come anima nera. (p. 66)“

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Eraclito 168
filosofo greco antico -535 – -475 a.C.
„Bene farebbero gli efesi ad arrampicarsi tutti, quanti sono nell'età adulta, e a consegnare la città ai fanciulli imberbi, essi che hanno esiliato Ermodoro, il più capace di tutti loro, con queste parole: tra noi nessuno sia eccellente per capacità, ma se vi è, vada altrove in mezzo ad altri. (frammento 121)“

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Hans Urs Von Balthasar 372
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988
„[I santi] sono appesi in croce tra l'aldiqua e l'aldilà; esiliati dalla terra e non ancora accolti in cielo; da questa loro posizione, come da un pulpito, predicano con tutta la propria vita, il cielo sulla terra.“


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Gianluca Nicoletti 112
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1954
„Che palle cominciano i pedanti puntualizzanti... Il senso è chiaro lampante fulminante... L' amore è un azzardo un precipizio una fornace. È contro la regola contro l' assennatezza contro il proprio interesse e persino antitetico al benessere, alla felicità all' appagamento... Che c' entra con questo l' affetto amoroso di coppia, che piffero c'entra. Non accostate la nostalgia tormentata di una poetessa che ho esiliato in un faro al menage seppur felice di ogni appagata figalessa.“

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Vincenzo Cardarelli 39
poeta e scrittore italiano 1887 – 1959
„Io nacqui forestiero in Maremma, di padre marchigiano, e crebbi come un esiliato, assaporando con commozione precoci tristezze e indefinibili nostalgie. Non mi ricordo la mia famiglia, né la casa dove son nato, esposta a mare, nel punto più alto del paese, buttata giù in una notte come dall'urto di un ciclone, quando io avevo due anni appena. (da Memorie della mia infanzia, in Opere, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1981)“

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Diventare io significa prima venir esiliati, fare in modo che ti scaccino dalla città, provocare il confronto, la sfida contro il patto sociale. Mi sembra in questo di essere stato pienamente soddisfatto: la società non sempre è disposta a esiliare il primo che capita; i più, in un modo o nell'altro li integra offrendo loro simulacri di esilio, cilici di cartapesta, spine di gomma piuma, sregolatezza e disubbidienze. (1992; p. 88)“

Pietro Citati 96
scrittore e critico letterario italiano 1930
„Chi scrive versi o compone quadri e statue è spinto da un impulso insostenibile a far rinascere sulla terra l'età dell'oro: la fa rinascere nella sua opera, che è la stessa età dell'oro realizzata. Ma è anche simile a una divinità decaduta, prigioniera nelle tenebre o esiliata ai limiti della terra, che porta nella memoria il ricordo dell'utopia e della sua fine irreparabile; o ad un astro che fugge, sempre più pallido ed enigmatico, l'acume degli occhi umani. (da La civiltà letteraria europea)“


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Sebastian Faulks 4
scrittore e giornalista britannico 1953
„Roma
Italia, 1978
Nel cimitero protestante, all'ombra di una grande piramide, sorge la modesta lapide bianca sotto la quale è sepolto il figlio di un bottegaio di Finsbury, a nord di Londra. Reca la data del 21 febbraio 1821 e una lira, incisa nella parte superiore. Il terreno è ricoperto d'erba sulla quale cresce un rampicante ribelle. Gli alberi che sorgono dal terreno fra quella modesta tomba bianca e la gigantesca piramide sono semitropicali, il caldo che vi regna è torrido. Il cimitero, per sua natura, è affollato di stranieri, persone provenienti dai paesi protestanti del Nord che hanno concluso i loro giorniqui, esiliati per scelta o per caso in questa città imperiale del sud. Quella particolare tomba racchiude, secondo l'iscrizione, "i resti mortali di un giovane poeta inglese", John Keats, che un anno prima di morire, pur senza avere una particolare formazione letteraria o una vasta istruzione, scrisse quattro delle liriche più belle della poesia inglese, all'età di ventitré anni e nello spazio di tre settimane. (p. 213)“

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Stefan Zweig 80
scrittore, giornalista e drammaturgo austriaco 1881 – 1942
„Potei invece pochi giorni dopo vedere a Napoli un vero esiliato di particolar natura: Benedetto Croce. Per decenni era stato il capo spirituale della gioventù, aveva poi avuto, come senatore e come ministro, tutti gli onori esteriori del paese, sin che la sua opposizione al fascismo lo mise in conflitto con Mussolini. Rinunciò alle cariche e si trasse in disparte; ma questo non bastò agli intransigenti, che volevano spezzare e, se necessario, anche punire la sua opposizione. Gli studenti, che oggi, in contrasto al passato, sono dovunque le truppe d'avanguardia della reazione, gli assaltarono la casa e gli ruppero i vetri. Ma quell'uomo piccoletto e piuttosto pingue, dagli occhi intelligenti ed arguti, che sembrerebbe a tutta prima un comodo borghese, non si lasciò intimidire. Non lasciò il paese, rimase in casa sua dietro il gran bastione dei suoi libri, benché venisse invitato da università americane e straniere. (p. 291-292)“

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Claudio Rendina 35
scrittore, poeta e giornalista italiano 1938
„Martino I, deposto dall'imperatore bizantino Costante II ed esiliato nel Cheroneso, il 16 settembre 655 morì di stenti, abbandonato dalla Chiesa di Roma, come indicano le sue lettere, nelle quali si lamenta che non gli venivano inviati neanche i viveri; in pratica fu fatto morire per volere del papa regnate al suo posto, Eugenio I.“

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Carlo Levi 58
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975
„Un esiliato? Peccato! Qualcuno a Roma ti ha voluto male –. E non aggiungeva altro, ma rimetteva in moto la sua cavalcatura, guardandomi con un sorriso di compassione fraterna.
Questa fraternità passiva, questo patire insieme, questa rassegnata, solidale, secolare pazienza è il profondo sentimento comune dei contadini, legame non religioso, ma naturale. Essi non hanno, né possono avere, quella che si usa chiamare coscienza politica, perché sono, in tutti i sensi del termine, pagani, non cittadini: gli dèi dello Stato e della città non possono aver culto fra queste argille, dove regna il lupo e l'antico, nero cinghiale, né alcun muro separa il mondo degli uomini da quello degli animali e degli spiriti, né le fronde degli alberi visibili dalle oscure radici sotterranee. Non possono avere neppure una vera coscienza individuale, dove tutto è legato da influenze reciproche, dove ogni cosa è un potere che agisce insensibilmente, dove non esistono limiti che non siano rotti da un influsso magico. (1990, p. 68)“

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