Frasi su evocazione


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Cesare Cremonini 34
cantautore, attore e musicista italiano 1980
„Una canzone assomiglia a un rebus. È una specie di tragitto invisibile e intricato da portare a termine. In certi casi è matematica, e segue determinate leggi o convenzioni. In altri è soltanto magia, mistero, evocazione. È proprio come sbrogliare il nastro di una musicassetta che si è intrecciato in mille nodi e grovigli inestricabili. È necessario seguire il proprio istinto, ma allo stesso tempo occorre applicare una logica ferrea. (libro Le ali sotto ai piedi)“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Proust: il lungo poema del mana primitivo, dell'energia vitale elevata a potere magico. Poema di maree: persone, luoghi, parole, melodie, prima colmi e poi svuotati di quel potere. Sotto l'onda splendente e terribile del mana le rocce parlano, la sabbia si fa oro, tutto si muove, si risponde, tramuta, avvolge l'uomo e lo domina, con diritto di vita o di morte. In secca, tutto ritorna fossile, desertico, si immobilizza in un biancore di scheletro.
La meravigliosa cerimonia di Proust è l'evocazione e la risurrezione del mana ottenuta dallo stregone con l'aiuto di oggetti sacri: i biancospini, la bille d'agathe, la petite phrase de Vinteuil. Così nei rituali polinesiani il frammento d'osso, l'impronta del piede umano nell'argilla. (da Fiaba e Mistero, Parco dei cervi, p. 148)“


„L'evocazione delle azioni passate di Dio e delle occasioni di vittoria che hanno potuto far conseguire, per il fatto che sono motivo di lode e di azione di grazie, si trasforma ora in preghiera al Dio presente.“

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Giorgio Manganelli 93
scrittore, traduttore e giornalista italiano 1922 – 1990
„Una parola è un incantamento, una evocazione allucinatoria, non designa una 'cosa', ma la cosa diventa parola, ed esiste nell'unico modo in cui può esistere: suono significante, arbitrio fonico, gesto magato ed efficace.“

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Che Guevara 64
rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino 1928 – 1967
„La parola che più di ogni altra può definire il Cuzco è evocazione. Un'impalpabile polvere di altre ere sedimenta tra le sue strade, sollevandosi in un magma di laguna fangosa quando si calpesta il suo substrato. (p. 75)“

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Gino Paoli 29
cantautore e musicista italiano 1934
„Censura" è una parola che ha evocazioni dittatoriali, eccetera, e con questo si elimina. Ma censura è anche una tua capacità di rispetto per la persona che hai davanti, di rispetto per tuo figlio, per tua moglie... Io in casa di mia madre non dico parolacce, perché? Per rispetto a mia madre. (da un'intervista televisiva; visibile in YouTube)   Data?“

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Johann Wolfgang von Goethe 284
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832
„Sai tu la terra ove i cedri fioriscono? Splendon tra le brune foglie arance d'oro, pel cielo azzurro spira un dolce zeffiro, umil germoglia il mirto, alto l'alloro...» (citato in Rina La Mesa, Viaggiatori stranieri in Sicilia, Cappelli, 1961; Goethe: "evocazione")“

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Daniele Barbieri 12
semiologo, saggista e poeta italiano 1957
„In altre parole, anche se ormai la poesia viene fruita soprattutto come scrittura, si tratta di una scrittura che evoca con decisione il proprio corrispondente orale: la voce, dunque, per quanto astratta, è parte dell'esperienza poetica. Non c'è poesia senza evocazione del suono della parola. (p. 37)“


Maurizio Blondet 7
giornalista e scrittore italiano 1944
„Uno Stigma del satanico è il grottesco: lo sghignazzo, il cachinno derisorio che il "princeps" non riesce a trattenere quando ci presenta la sua normalità rovesciata e sconcia, le sue merendine al cianuro che ingolliamo sentendole persino gustose, il metanolo offerto nei bicchieri di cristallo. Chi abbia conservato o recuperato la sensibilità minima, non potrà non guardare con orrore, poniamo, figure come Platinette, Luxuria o quelle larve umane che frequentano gli spettacoli della Pivetti, di Maurizio Costanzo o di sua moglie (o sua moglie stessa) come spaventose contraffazioni e caricature "cadaveriche" della sensualità, vere "epifanie" o evocazioni delle Tenebre nelle ore di massimo ascolto. (da Selvaggi con telefonino, Effedieffe, 2006)“

Julian Jaynes 4
psicologo statunitense 1920 – 1997
„Questa [thumos] è la parola ipostatica di gran lunga più comune e importante dell'intero poema [l'Iliade]. Essa ha una frequenza tre volte maggiore rispetto a qualsiasi altra. In origine, nella fase oggettiva, doveva significare semplicemente un'attività percepita esteriormente, e non aveva nessuna connotazione interiore. Questo uso miceneo è documentato spesso nell' Iliade, specialmete nelle scene di battaglia, dove un guerriero che colpisce con la lancia nel posto giusto fa cessare il thumos o attività di un altro.
La seconda fase o fase interna, come abbiamo visto nell'ira di Achille, si presenta in una situazione di stress nuova, durante il periodo del crollo della mente bicamerale, quando la soglia di stress che si richiedeva per l'evocazione di voci allucinatorie era più elevata. Il thumos si riferisce allora a un insieme di sensazioni interne in risposta a crisi esterne. [... ] insieme di sensazioni interne che precedeva un'attività particolarmente violenta in una situazione critica. Presentandosi in modo ricorrente, il tipo di sensazione comincia ad appropriarsi del vocabolo che in precedenza designava l'attività stessa. Da questo momento in poi è il thumos a conferire forza a un gueriero in battaglia, ecc. Tutti i riferimenti al thumos come sensazione interna nell' Iliade sono in accordo con questa interpretazione.
Ora, l'importante transizione alla terza fase, quella soggettiva, è già iniziata nell' Iliade stessa, benché non ancora in modo molto appariscente. La percepiamo nella metafora inespressa del thumos come qualcosa di simile a un recipiente: in vari passi menos o vigore è «infuso» nel thumos di qualcuno (XVII, 451; XXII, 312). Il thumos viene anche paragonato implicitamente a una persona: non è Aiace che è ansioso di combattere ma il suo thumos (XIII, 73), né è Enea a rallegrarsi ma il suo thumos (XIII, 494; si veda anche XIV, 156). Se non è un dio, è il thumos a «spingere» più spesso un uomo a un'azione. E come se esso fosse un'altra persona, un uomo può parlare al suo thumos (XI, 403) e può udire ciò che questo ha da dirgli (VII, 68) o sentire la sua risposta come quella di un dio (IX, 702).
Tutte queste metafore sono estremamente importanti. Dire che le sensazioni interne di grandi mutamenti circolatori e muscolari sono una cosa in cui si può infondere forza, significa generare uno «spazio» immaginato, qui collocato sempre nel petto, che è l'antecedente dello spazio mentale della coscienza contemporanea. E confrontare la funzione di tale sensazione con quella di un'altra persona o anche con i meno frequenti interventi degli dèi significa iniziare quei processi metaforici che in seguito diventeranno l'analogo «io». (pp. 314-316)“

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Muriel Barbery 108
scrittrice francese 1969
„[... ] l'evocazione degli alberi, della loro maestosità indifferente e dell'amore che proviamo per loro da un lato ci insegna quanto siamo insignificanti, cattivi parassiti brulicanti sulla superficie terrestre, dall'altro invece quanto siamo degni di vivere, perché siamo capaci di riconoscere una bellezza che non ci è debitrice. (Paloma, p. 163)“

Elizabeth Bowen 4
scrittrice irlandese 1899 – 1973
„Il linguaggio è un misto di dichiarazioni e di evocazioni.“


Giorgio Saviane 28
scrittore italiano 1916 – 2000
„Amalfi era un punto di riferimento ormai. Prima di Amalfi, dopo di Amalfi non aveva soltanto un significato temporale.
Ma una sera il riferimento fu crudo.
Guardavamo il tramonto a Pompei battere sulle pietre incantate di evocazioni. Ci tenevamo per mano. Lo sentii dire: «A Amalfi c'è stato un momento che il sole e il mare agivano attraverso di noi. Adesso questa luce rosa è estranea, perfino banale».
Mi impressionò la sua crudezza.
«Forse perché sono stata una prostituta?» buttai là per difendere l'atmosfera oleografica da cui mi strappava. (p. 54)“

Fiorentino Sullo 8
politico italiano 1921 – 2000
„Ritorna di tanto in tanto, l'evocazione della repubblica presidenziale. Se i costituenti, il 1946, pure in clima rivoluzionario, rifiutarono la repubblica presidenziale, non vedo, come, per un moto cerebrale, si possa instaurare, oggi in Italia, un regime come l'americano, che comporta drastiche distinzioni tra potere legislativo ed esecutivo. (p. 320)“

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Renato Schifani 10
politico italiano 1950
„[La magistratura] mi piace di più quando si occupa del contrasto diretto e senza quartiere alla mafia per distruggerne l'organizzazione territoriale sradicandone le sue radici velenose e profonde. Mi piace meno invece quando alcuni singoli magistrati, seguendo percorsi contorti e nebulosi ed avvalendosi di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che parlano per sentito dire, tendono a riproporre teoremi politici attraverso l'evocazione di fantasmi di un passato lontano che avrebbe visto congiure contro il regolare assetto delle istituzioni. (da [http://www. unita. it/italia/schifani-no-ai-laquo-teroemi-politici-raquo-sulle-stragi-di-mafia-1.30570 Schifani: No ai «teroemi politici» sulle stragi di mafia], l'Unità, 11 settembre 2009)“

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Erasmo da Rotterdam 61
teologo, umanista e filosofo olandese 1469 – 1536
„Tant'è: non esiste pratica, per quanto infame, per quanto atroce, che non s'imponga, se ha la consuetudine dalla sua parte. Quale fu dunque questo misfatto? Ebbene, non ebbero scrupolo di divorare i cadaveri degli animali, di lacerarne a morsi la carne esanime, di berne il sangue, di suggerne gli umori, e di seppellirsi viscere nelle viscere, come dice Ovidio. L'atto apparve sì disumano alle nature più mansuete, ma s'impose grazie al bisogno e alla convenienza. (Anche in mezzo ai piaceri e ai godimenti l'evocazione del cadavere cominciò a incontrar gradimento.) (1980; p. 215)“

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