Frasi su fabbro

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Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940
„Ma anche i miei eroi sono poveri, si chiedono troppi perché... (da Via Paolo Fabbri 43)“

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Francesco De Gregori 278
cantautore italiano 1951
„Ognuno è fabbro della sua sconfitta, ognuno merita il suo destino, chiudi gli occhi e vai in Africa, Celestino! (da Vai in Africa, Celestino!)“


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Adam Smith 34
filosofo ed economista scozzese 1723 – 1790
„Un lavoratore fornisce abbondantemente agli altri ciò di cui necessitano ed essi gli procurano ampiamente ciò di cui necessita, e una generale abbondanza si diffonde attraverso tutti gli strati della società. Osserva la sistemazione del più comune artigiano o lavoratore giornaliero in un paese civile e fiorente, e ti accorgerai che del numero di persone della sua industria una parte, sebbene una piccola parte, che è stata impiegata per procurargli questa sistemazione, eccede ogni calcolo. Il cappotto di lana, per esempio, che copre i lavoratori giornalieri, grossolano e grezzo come può apparire, è il lavoro congiunto di una gran moltitudine di lavoratori. Il pastore, lo sceglitore, il pettinatore di lana o il cardatore, il tintore, il filatore, il tessitore, il lavatore, il sarto, con molti altri, devono tutti unire i loro differenti mestieri al fine di completare anche questo prodotto casalingo. Quanti mercanti e trasportatori, inoltre, devono essere impiegati nel trasportare i materiali da alcuni di questi lavoratori ad altri che spesso vivono in parti molto distanti del paese. Quanto commercio e quanta navigazione in particolare, quanti costruttori di navi, marinai, fabbricanti di vele e di funi devono essere stati impiegati al fine di mettere insieme le diverse sostanze usate dal tintore che spesso vengono dagli angoli più remoti del mondo! Che varietà di lavoro è anche necessario per produrre gli utensili del più umile di quei lavoratori! Per non parlare di quelle macchine complicate come la nave del marinaio, la fabbrica del follatore, o perfino il telaio del tessitore, consideriamo solo quale varietà di lavoro è richiesta per costruire quella semplicissima macchina, le cesoie con le quali il pastore tosa la lana. Il minatore, il costruttore delle fornaci per la fusione del minerale, il tagliaboschi, il bruciatore di carbone per far funzionare le fornaci, il produttore di mattoni, il dispositore di mattoni, i lavoratori che supervisionano la fornace, il riparatore di mulini, l'operaio della fucina, il fabbro devono tutti mettere insieme i loro differenti mestieri al fine di produrre questi. Dobbiamo esaminare allo stesso modo tutte le diverse parti del suo abito la mobilia di casa, la ruvida canottiera che indossa sulla pelle, le scarpe che coprono i suoi piedi, il letto in cui dorme, e tutte le diverse parti che lo compongono, la grata di cucina su cui prepara i suoi viveri, il carbone di cui fa uso per questo scopo, scavato dalle viscere della terra e portatogli forse attraverso un lungo trasporto per mare e per terra, tutti gli altri utensili della sua cucina, tutta la apparecchiatura del suo tavolo, i coltelli, le forchette, i piatti di coccio o di peltro sopra i quali egli serve e divide i suoi cibi, le differenti mani impiegate nel preparare il suo pane e la sua birra, le finestre di vetro che lasciano penetrare il caldo e al luce, e isolano dal vento e dalla pioggia con tutte le conoscenze e i requisiti del mestiere per preparare quella bellissima e felice invenzione senza cui queste parti nordiche del mondo avrebbero potuto scarsamente procurare un habitat confortevole, insieme con gli utensili di tutti i diversi lavoratori impiegati nel produrre queste diverse comodità; se noi esaminiamo, io dico, tutte queste cose, e consideriamo quale varietà di lavoro è utilizzato per ciascuna di esse, saremo coscienti che senza l'assistenza e la cooperazione di molte migliaia la persona più misera in un paese civilizzato non potrebbe provvedere perfino in accordo a quello che noi potremmo falsamente immaginare, la facile e semplice maniera in cui egli è comunemente sistemato. (cap. 1)“

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a La Divina Commedia, Fabbri, Milano, 1982)“

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Carlo Michelstaedter 30
scrittore e filosofo italiano 1887 – 1910
„Tutti i progressi della civiltà sono regressi dell'individuo. Ogni progresso nella tecnica istupidisce per quella parte il corpo dell'uomo... Così ai nostri giorni sono istupiditi ad esempio i fabbri, che un tempo da un blocco di ferro sapevano a forza di fuoco, di martello e di scalpello foggiare qual si volesse oggetto, che oggi sanno appena adattare e congiungere con le viti pezzi fatti che arrivano dalle fabbriche o dalle fonderie... E al loro posto sono subentrate le masse di tristi e stupidi operai delle fabbriche che non sanno che un gesto, che sono quasi l'ultima leva delle loro macchine.“

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Demostene 34
politico e oratore ateniese -384 – -322 a.C.
„Gli uomini per loro natura sono portati a disprezzare i deboli e lusingare i forti. (ed. Fabbri Editori)“

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Arthur Conan Doyle 77
poeta, scrittore, medico 1859 – 1930
„Il mio sistema personale che voi, Watson, conoscete bene: un sistema fondato sull'osservazione di piccole cose. (da Il mistero di Boscombe Valley, traduzione di Rossana Guarnieri, Fabbri Editori, 2002)“

Rosetta Loy 4
scrittrice italiana 1931
„La prima moglie di Luìs fu la Teresina dei Maturlin. Era, come ognuno se lo sarebbe aspettato, tonda quel tanto dove era necessario e accesa di capelli. Non fulva come la figlia del fabbro ma di un biondo orzo intenso e spesso. Aveva solo diciassette anni quando Luis andò a prendersela a Ivrea da una zia che l'aveva adottata, ultima di sei sorelle una più bella dell'altra. (p. 102)“


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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„Testardo come un mulo. Forse abbastanza testardo da salvare te stesso, alla fine. Ricorda in quali tempi viviamo, fabbro. Ricorda cosa ti ha detto Moiraine Sedai. Oggigiorno molte cose si dissolvono e cadono a pezzi. Antiche barriere s'indeboliscono, antiche mura si polverizzano. Le barriere fra il presente e il passato, fra il presente e il futuro. Le mura della prigione del Tenebroso. La nostra può essere la fine di un'Epoca. Forse vedremo nascere una nuova Epoca, prima di morire. O forse siamo alla fine di tutte le Epoche, la fine del tempo stesso. La fine del mondo. Ma non siamo noi, a dovercene preoccupare, eh, fabbro? Noi combatteremo l'Ombra finché avremo fiato; e se ci sommergerà, sprofonderemo mordendo e graffiando. Voi dei Fiumi Gemelli siete troppo testardi per arrendervi. Non preoccupatevi, se il Tenebroso è comparso nella vostra vita. Siete fra amici, ora. La Ruota gira e ordisce come vuole e neppure il Tenebroso può cambiare questo fatto, con Moiraine che veglia su di voi. (Lan Mandragoran: capitolo 38)“

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Checco Zalone 25
cabarettista, comico e musicista italiano 1977
„Ah, i debiti da saldare… domani ti mando il fabbro. (Film Sole a catinelle)“

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Anacreonte 5
poeta greco antico -570 – -485 a.C.
„Eros qual fabbro con un grande maglio | di nuovo m'ha colpito, | nel torrente invernale m'ha tuffato. (da Libro II; in Anacreonte, p. 145)“

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Ambrose Bierce 277
scrittore, giornalista e aforista statunitense 1842 – 1913
„Armatura (s. f.). Abito che si indossa se il proprio sarto è un fabbro. (1988, p. 29)“


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Paul-Jean Toulet 18
poeta francese 1867 – 1920
„Sfaticato quel fabbro che non si alza a qualunque ora per fabbricare una chiave falsa.“

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Giovanni Testori 13
scrittore, drammaturgo e storico dell'arte italiano 1923 – 1993
„Mitoraj s'è sempre mosso per consegnare al nostro tempo le truppe di resistenza e d'assalto di ciò che il nostro tempo soprattutto desidera pur mostrando di non saperlo poi raggiungere: cioè, il valore morale, etico, religioso, se non addirittura teologico, della bellezza. È stato proprio continuando a battere su questo bisogno, e a battere con la paziente e pervicace costanza con cui gli antichi fabbri percuotevano il ferro, che Mitoraj ha, per dir così, scoperto più da vicino di che dolore, di che "lagrime e sangue" tale bellezza non può non "grondare".“

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Albio Tibullo 14
poeta -54 – -19 a.C.
„Come vivevano bene quando regnava Saturno, prima che la terra fosse aperta in immensi viaggi! Il pino non aveva ancora sfidato le cerule onde, né spiegato al soffio dei venti il seno delle vele; né ancor vagando in cerca di guadagni per terre ignote il nocchiero aveva caricato di merce straniera il vascello. Allora il vigoroso toro non subiva il giogo, non il cavallo mordeva con bocca domata il freno: non c'era casa che avesse porte; non c'era piantato nei campi un sasso che determinasse confini certi ai terreni coltivati. Le querce davano di per sé, spontanee venivano le pecore a offrire le mammelle piene di latte ai tranquilli uomini. Non eserciti, non furori, non guerre; né un rozzo fabbro aveva ancora con feroce arte temprata una spada. Ora sotto il regno di Giove sangue sempre e strage; ora i pericoli del mare; ora aperte d'un tratto mille vie alla morte. (Libro I, Elegia III, Carducci, pp. 159-160)“

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Gaston Bachelard 12
filosofo francese 1884 – 1962
„Il martello del fabbro forgiatore è stata la più grande conquista morale che l'uomo abbia mai realizzato. Con il martello la violenza che distrugge è trasformata in potenza creatrice. Dalla clava che uccide, al martello che forgia si svolge l'itinerario che va dalla vita degli istinti, alla più grande moralità. La clava e il martello formano le due facce parallele del male e del bene.“

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