Frasi su faccendiere


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Stefano Montanari 35
scrittore italiano 1949
„[... ] Inquinare rende e rende assai. Rende in termini di denaro [... ] però frutta denaro solo a pochi e quel denaro deve essere sfilato dai borsellini di molti, di tutti [... ] Così, faccendieri e politici di ogni ordine e grado si sono alleati e lo hanno fatto alla luce del sole: un alleanza che funziona particolarmente bene in quella per molti versi curiosa penisola che è l'Italia e che noi continuiamo, con patriottica ostinazione, a chiamare Stato. Di fatto, questa è una colonia, magari un po' sui generis, ma colonia è e i colonizzatori sono appunto questi politici, o, almeno, la loro maggioranza soverchiante che è poi quella che conta. (pag. 8-9)“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Da dove siano venuti tutti i «no» non lo sapremo mai con precisione, ma una cosa è certa. Questo è il colpo di grazia al sistema dei partiti e della classe politica che lo rappresenta, e un colpo durissimo all'immagine del Paese pronto a fare pulizia che l'Italia si stava faticosamente costruendo all'estero. Senza giovare nemmeno a Craxi, che non potrà certo ricostruire la sua carriera sulla votazione di ieri, anzi. Se c'è ancora qualcuno che dubita sulla necessità di un pubblico processo, non solo a lui, ma a tutta la corte di faccendieri che lo circondava, alzi la mano, o meglio nasconda la faccia. (30 aprile 1993)“


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Brian Glanville 2
scrittore inglese 1931
„[... ] Quando Keith Botsford, il mio collega americano, ed io stavamo investigando quello che abbiamo chiamato The Years of the Golden Fix, è emerso che le vittorie europee dell'Inter degli anni 1960 furono frutto di corruzione e imbrogli nei quali Angelo Moratti giocò un ruolo cruciale in un sistema messo in piedi da due uomini ora deceduti: Deszo Szolti, faccendiere ungherese, e Italo Allodi, il serpentino. (da (EN) This Football Life: Moratti in a real fix over Inter's glorious but tainted history, The Times, 8 novembre 2003)“

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Antonio Di Pietro 79
politico e avvocato italiano 1950
„Lo sanno pure le pietre, figuratevi se gli investitori stranieri e italiani non conoscono le ragioni per cui l'Italia è in recessione. Le ragioni sono una burocrazia lenta ed esasperante, una corruzione dilagante, una imprenditoria che, invece di fare attività di impresa, è stata costretta o si è ridotta a fare attività di «mazzettari», di faccendieri. Questa è la ragione per cui non funziona il nostro Paese. Il nostro Paese non funziona perché c'è un fisco esasperante. Il nostro Paese non funziona perché lo Stato e gli enti pubblici italiani, dopo aver chiesto commesse per lavori e per prodotti alle imprese, non le pagano. Ci sono imprese che stanno andando in fallimento perché lo Stato non paga i prodotti che loro hanno fornito né paga i lavori che hanno fatto. Queste sono le ragioni per cui non funziona il nostro Paese.“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„E speriamo soprattutto che il milite ignoto del Gubbio faccia proseliti. Perché quando ti si para davanti il faccendiere a offrirti quattrini in cambio della torta, non basta rifiutare, anche se è già qualcosa. Occorre denunciare, come ha fatto per l'appunto il milite ignoto sapendo in partenza che avrebbe corso dei rischi, come sempre accade se ti metti di traverso ad avanzi di galera. Ma chissà se immaginava che l'aver fatto semplicemente quanto meritoriamente il proprio dovere l'avrebbe anche esposto a un ridicolo processo di beatificazione. Io credo che qualsiasi persona per bene avrebbe piacere di stringere virilmente la mano al milite ignoto complimentandosi con lui. Leggo invece che il popolo di Facebook di cui mi onoro di non fare parte, né oggi né domani né mai, lo vuole direttamente in nazionale. E mi vien da preparare una volta di più i documenti per l'espatrio, come temo stia pensando di fare lo stesso, sventurato, milite ignoto. (23 dicembre 2011)“

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Gianni Lannes 34
giornalista e fotografo italiano
„Come si fa a smaltire un carico di rifiuti tossici e magari radioattivi? Elementare Watson: basta stivarlo su una nave in pessime condizioni e poi venderlo a qualche signore della guerra che in cambio chiede solo una buona partita di armi. Oppure comprare una carretta e affondarla insieme ai veleni. Dunque, si acquista un mercantile, si imbottisce di rifiuti pericolosi dichiarando un carico di materiale innocuo e, infine, si inabissa il natante o almeno si tenta; male che vada il relitto viene abbandonato alla deriva. Soltanto negli ultimi 25 anni sono state affondate misteriosamente circa una sessantina di navi nei mari a ridosso della penisola italiana (in particolare Tirreno, Jonio e Adriatico); ma la stima è errata per difetto, anche se soltanto i Lloyd's di Londra ne certificano 40. Si tratta di imbarcazioni in condizioni disastrose da far sparire sia per truffare le compagnie assicurative sia per smaltire illecitamente sostanze pericolose. Parecchie di queste navi sono state utilizzate prima dell'inabissamento, sia per portare rifiuti verso paesi del Terzo mondo sia per il traffico di armi. La concomitanza fra lo smaltimento illecito di rifiuti e il traffico di armi appare ormai come un dato fondante e svela lo scenario di un doppio coinvolgimento della mafia, ma soprattutto di governi, multinazionali e faccendieri in particolare dei nostri servizi segreti (ex Sismi e Sisde).“

Mario Michele Giarrusso 9
politico italiano 1965
„Egli mente per sfuggire alle proprie responsabilità. Non ha spiegato un solo fatto di quelli contenuti nelle mozioni. È venuto qui, come lui stesso ha detto, per provocare. E questo sarebbe un Presidente del Consiglio? Dov'è questo Presidente del Consiglio quando qui si doveva svolgere un dibattito su cose gravissime. Dov'è? A giocare alla play station con Orfini forse? Dov'è andato il Presidente del Consiglio? Doveva restare a seguire il dibattito perché questa, colleghi, poteva essere liquidata come una storia di paese, di banche locali, di piccoli traffici se non fosse che, ad un certo punto, hanno cominciato ad emergere nomi che fanno parte della storia più buia di questo Paese. Infatti, quando ci si rivolge con grande disinvoltura a massoni e a faccendieri come Carboni, c'è un problema. Quando si leggono i nomi di Ferramonti e di Michael Ledeen collegati a tutto un gruppo di potere che non è nemmeno una corrente di partito ma è un gruppo di potere organizzato, noi abbiamo un problema. Non è una questione di una piccola banca di Paese. Gli scenari sono ben diversi.“