Frasi su facciata

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Dylan Thomas 60
poeta, scrittore e drammaturgo gallese 1914 – 1953
„A prima vista, sembra che non vi sia alcuna realtà in questa vita: è tutta un'enorme facciata di rapidità ed efficienza e potenza dietro la quale milioni di piccoli individui stanno lottando, invano, alle prese con le loro ansie.“

„[Abbazia di Vezzolano] La fabbrica generale della chiesa tanto all'esterno, singolarmente nella facciata, quanto nell'interno, or più soltanto scoperto nei piloni, negli archi e nell'abside, è tutta formata a stratificazione di ottimo materiale cotto alternalo da fascie di diversi tufi dei colli vicini, fra i quali sono notevoli specialmente sulla facciata dei grossi ammassi conchigliacei fossili tratti dalla cava presso l'antico cimitero di Castelnuovo d'Asti, quindi non molto discosta. Questa listatura variopinta fu assai simmetricamente eseguita e riesce di gradevole effetto in parie però scemato dall'imbiancatura praticata nell'interno.“


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Paul McCartney 9
musicista britannico 1942
„Uno dei miei più bei ricordi di John è quando ci mettevamo a litigare: io non ero d'accordo con lui su qualcosa e finivamo per insultarci a vicenda. Passavano un paio di secondi e poi lui sollevava un po' gli occhiali e diceva "è solo che sono fatto così...". Per me quello era il vero John. In quei rari momenti lo vedevo senza la sua facciata, quell'armatura che io amavo così tanto, esattamente come tutti gli altri. Era un armatura splendida; ma era davvero straordinario quando sollevava la visiera e lasciava intravedere quel John Lennon che aveva paura di rivelare al mondo.“

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Augusto Minzolini 9
giornalista italiano 1958
„Per spiegare preventivamente che non c'erano i presupposti d'urgenza sul decreto, Berlusconi si è gettato in una requisitoria che può essere considerata una sorta di «apoteosi del decisionismo», un j'accuse contro i tempi antiquati delle nostre istituzioni e un invito perentorio all'intero governo a sposare una linea chiara che difende le prerogative del potere esecutivo rispetto a prassi vecchie e nuove che ne potrebbero mortificare e limitare il ruolo. «La lettera di Napolitano – ha spiegato il Cavaliere – è la cosa più irrituale che mi è capitata di vedere. Ci ha bocciato il decreto prima ancora che lo presentassimo. Invece, la responsabilità del decreto di fronte alla Costituzione è del governo. Quello del Quirinale è un atto di forza che tende a mettere sotto tutela il governo. Tanto più su un provvedimento necessario senza il quale perpetueremmo una sorta di omissione di soccorso. Leggere la lettera di Napolitano piena di cavilli, precedenti e normative mi ha fatto venire un brivido alla schiena, lo stesso che mi provocò la lettura di un'iscrizione sulla facciata di un tribunale: fiat iustitia, pereat mundus – sia fatta giustizia e perisca il mondo. Per me una vita umana è più importante di mille cavilli. (citato in [http://archivio. lastampa. it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj. jsp? objid=9077536 Il rilancio di silvio], la Stampa, 7 febbraio 2009)“

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Karel Čapek 31
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938
„Tu, poi, Rimini, non sei affatto l'ultima tra le città italiane. Anche se il resto non vale molto, hai il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti; la facciata incompiuta e l'interno per metà guastato dal barocco, ma quello che resta dell'Alberti è di valore e mi riconcilia con il rinascimento che mi ha tanto gelato a Venezia. (cap. Ravenna, San Marino, p. 37)“

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Dan Brown 49
scrittore statunitense 1964
„E davanti a lui, attraverso l'arco, Langdon poteva vedere adesso il monolitico palazzo rinascimentale che era divenuto il più famoso museo di belle arti del mondo. Il Musée du Louvre. Langdon provò un familiare senso di meraviglia mentre i suoi occhi si sforzavano inutilmente di cogliere l'intera massa dell'edificio. In fondo a una piazza di dimensioni enormi, l'imponente facciata del Louvre si stagliava come una cittadella nel cielo parigino. Il Louvre aveva la forma di un enorme ferro di cavallo ed era l'edificio più lungo d'Europa, più di tre Torri Eiffel messe l'una in fila all'altra. Neppure i centomila metri quadri di spazio aperto tra le ali del museo riuscivano a intaccare la maestosità dell'immensa facciata. Una volta, Langdon aveva percorso l'intero perimetro del Louvre: una stupefacente escursione di cinque chilometri. Per poter debitamente apprezzare le 65.300 opere d'arte esposte nell'edificio, si calcolava che un visitatore avrebbe impiegato cinque settimane, ma la maggior parte dei turisti sceglieva l'esperienza abbreviata che Langdon chiamava il "Louvre Light": una corsa attraverso il museo per vedere le tre opere d'arte più famose, la Monna Lisa – o, come era chiamata in vari paesi europei, La Gioconda –, la Venere di Milo e la Vittoria alata. L'umorista Art Buchwald si era una volta vantato di avere visto tutt'e tre i capolavori in cinque minuti e cinquantasei secondi. (p. 28)“

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Daniel Pennac 154
scrittore francese 1944
„[... ] gli venne l'idea che tutte le lacrime che aveva versato su Valentino fossero in realtà destinate al proiezionista scomparso, tutta la sincerità spesa a piangere la morte di Valentino fosse per ornare la tomba del proiezionista, sotterrata così in profondità nella sua memoria, quella tomba, così poco percepibile nella notte della sua coscienza che, con un gioco di prestigio che non sapeva spiegarsi, qualcosa in lui aveva provato il bisogno di sfogarsi su un lutto di facciata, un dolore alla luce del sole, e aveva scelto di pagare per la morte umiliante di Rodolfo Valentino, si era accusato di questo! La sua reputazione di cazzomolle, era colpa mia! Si era addossato la responsabilità di quella cosiddetta infamia senza che nessuno glielo avesse chiesto, di propria iniziativa: espiazione! [... ]oh! il senso del ridicolo... Un tarlo ben più vorace del rimorso! Non ti bastava essere un assassino, dovevi anche essere un assassino ridicolo? Per la prima volta, avvertì l'assoluto della propria solitudine, poiché nulla ci rende più soli, più sperduti in noi stessi della convinzione di essere ridicoli. Fu sorpreso dall'esplosione della propria risata. (IV, 20)“

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Karel Čapek 31
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938
„Invece il Canal Grande quasi vi deluderà. Alcuni favoleggiano dello splendore dei suoi palazzi e altri della loro malinconica agonia: io vi ho trovato soprattutto un gotico alquanto scadente, che ha dato ai nobili veneziani solo la famosa merlettatura di pietra, con cui rivestire le facciate dei palazzi come bustini. Purtroppo mi sfugge il senso di questa passamaneria architettonica e di tutta la rigatteria da mercante della Venezia antica. Qui hanno sempre importato qualcosa: colonne greche, cannella orientale, tappeti persiani, influenze bizantine, broccati, gotico, rinascimento, per quei mercanti tutto andava bene, purchè di gran lusso. Non c'è nulla che non abbiano inventato, finanche la loggia aperta al centro della facciata: bello, ma un po' poco per una buona architettura. (cap. Venezia, pp. 27-28)“


Isabella Vincentini 25
poetessa, saggista e critico letterario italiana 1954
„L'Olimpo non è una città come la immaginavano i Romani. Non si ascende all'Olimpo lungo la Via Lattea, come ci racconta Ovidio. In Grecia la città degli dèi non ha, come a Roma, le porte aperte e gli atri a destra e a sinistra abitati dalla nobiltà celeste. Non vi sono luoghi in disparte per la plebe e sulla facciata ai lati i potenti Penati. L'Olimpo non è il Palatino del cielo, non è una replica del mondo urbano con i bei quartieri delle classi ricche e la sede di Iuppiter, dove si esercita il potere e la politica. L'Olimpo è un PAESAGGIO. (p. 22)“

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Ignazio Silone 103
scrittore italiano 1900 – 1978
„Per ordine del Podestà sono proibiti tutti i ragionamenti. Berardo provvide ad affiggere il cartello, in alto, sulla facciata. La sua condiscendenza ci sbalordiva assai. Ma poi Berardo disse: "Quello che il Podestà ordina da oggi, io l'ho sempre ripetuto. Coi padroni non si ragiona, questa è la mia regola. Tutti i guai dei cafoni vengono dai ragionamenti. Il cafone è un asino che ragiona. Perciò la nostra vita è cento volte peggiore di quella degli asini veri, che non ragionano. L'asino irragionevole porta 70 chili di peso, oltre non ne porta. L'asino irragionevole ha bisogno di una certa quantità di paglia. Tu non puoi ottenere da lui quello che ottieni dalla vacca, o dalla capra, o dal cavallo. Nessun ragionamento lo convince. Nessun discorso lo muove. Lui non ti capisce, o finge di non capire. Ma il cafone invece, ragiona. Il cafone può essere persuaso. Può essere persuaso a digiunare. Può essere persuaso a dar la vita per il suo padrone. Può essere persuaso ad andare in guerra. Può essere persuaso che nell'altro mondo c'è l'inferno benché lui non l'abbia mai visto. Vedete le conseguenze. Guardatevi intorno e vedete le conseguenze. Un essere irragionevole non ammette il digiuno. Se mangio lavoro. Se non mangio non lavoro. O meglio neppure lo dice, perché allora ragionerebbe, ma agisce così per natura. Pensa un po' se gli ottomila uomini che coltivano il Fucino, invece di essere asini ragionevoli, cioè addomesticabili, cioè convincibili, cioè esposti al timore del carabiniere, del prete, del giudice, fossero invece veri somari, completamente privi di ragione. Il principe potrebbe andare per elemosina. E cosa ci impedisce ora di strappare quel cartello che ci hai portato e strangolarti a morte? Ce lo può impedire solo il ragionamento delle possibili conseguenze dell'assassinio. Ma tu, di tua mano, hai scritto su quel cartello che da oggi, per ordine del Podestà, sono proibiti i ragionamenti. Tu hai rotto il filo al quale era legata la tua incolumità."“

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Denis Diderot 33
filosofo, enciclopedista, scrittore e critico d'arte fra... 1713 – 1784
„Bello è un termine che noi applichiamo a innumerevoli esseri; ma per quanta sia la differenza tra questi esseri, bisogna concludere o che noi facciamo una falsa applicazione del termine bello, o che in tutti questi esseri c'è una qualità di cui il termine bello è il segno. Questa qualità non può rientrare nel numero di quelle che costituiscono la loro differenza specifica; poiché in questo caso non ci sarebbe che un solo essere bello, o tutt'al più una sola specie bella di esseri. Ma fra le qualità comuni a tutti gli esseri che chiamiamo belli, quale sceglieremo per identificare la cosa di cui il termine bello è il segno? Quale? È evidente, mi sembra, che dovrà essere quella la cui presenza li rende tutti belli; la cui maggiore o minore intensità (se essa è suscettibile di maggiore o minore intensità) li rende più o meno belli; la cui assenza rende impossibile che siano belli; che non può cambiare natura senza che il bello cambi specie, e la cui qualità opposta renderebbe sgradevoli e brutti i più belli; in una parola, quella grazie alla quale la bellezza comincia, aumenta, varia all'infinito, declina e scompare. Ora, non c'è che la nozione di rapporti che abbia questa virtù. Chiamo dunque bello fuori di me tutto ciò che contiene in sé qualcosa che possa risvegliare nel mio intelletto l'idea di rapporti; e bello per me tutto ciò che risveglia quest'idea. Quando dico tutto, escludo però le qualità relative al gusto e all'odorato; benché queste qualità possano risvegliare in noi l'idea di rapporti, non si chiamano belli gli oggetti in cui esse risiedono, quando li si considera dal punto di vista di queste qualità. Diremo un cibo eccellente, un odore delizioso, ma non un bel cibo, un bell'odore. Dunque, quando diciamo questo è un bel pesce, questa è una bella rosa, consideriamo nella rosa e nel pesce qualità diverse da quelle relative ai sensi del gusto e dell'odorato. Se faccio distinzione tra tutto ciò che contiene in sé qualcosa che possa risvegliare nel mio intelletto l'idea di rapporti, e tutto ciò che risveglia questa idea, è perché bisogna ben distinguere le forme che sono negli oggetti dalla nozione che io ne ho. Il mio intelletto non mette nulla nelle cose e non ne toglie nulla. Che io pensi o non pensi alla facciata del Louvre, tutte le parti che la compongono hanno ugualmente questa o quella forma e questa o quella rispondenza tra loro: che ci siano degli uomini o meno, essa è bella ugualmente, ma soltanto per possibili esseri costituiti di corpo e di spirito come noi; poiché per altri essa potrebbe non essere né bella né brutta, o anzi essere brutta. Ne consegue che, benché non ci sia un bello assoluto, ci sono due specie di bello per noi, un bello reale e un bello percepito. (2001, pp. 39-41)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„[... ] la fitta fila di muratori con la cazzuola nella destra, che costruiscono il lungo muro laterale, duecento piedi dalla facciata alla parete di fondo, | il flessibile alzarsi e piegarsi dei dorsi, il tintinnìo continuo della cazzuola contro i mattoni, | i mattoni, uno dopo l'altro, vengono inseriti, ciascuno a suo posto, a regola d'arte, e sistemati con un colpo del manico della cazzuola, | i mucchi dei materiali, la calce sul giornello, continuamente riempito dai manovali, [... ]. (3, p. 238)“


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Matilde Serao 15
scrittrice e giornalista italiana 1856 – 1927
„E, in ultimo, sapete che è accaduto? Che il popolo, non potendo abitare il Rettifilo, di cui le pigioni sono molto care, non avendo le traverse a sua disposizione, non avendo delle vere case del popolo, è stato respinto, respinto, dietro il paravento! Così si è accalcato molto più di prima; così il Censimento potrebbe dirvi che tutta la facciata del Rettifilo, è poco abitata, e tutto ciò che è dietro, disgraziatamente, è abitato più di prima; che dove erano otto persone, ora sono dodici; che lo spazio è diminuito e le persone sono cresciute; che il Rettifilo, infine, ha fatto al popolo napoletano più male che bene! (pp. 40-41)“

Luigi Meneghello 19
partigiano, accademico e scrittore italiano 1922 – 2007
„L'esperienza si atteggia così, per esempio in questa facciata di mattoni rossi, con una finestra, che dà su questo giardino. La realtà delle cose del mondo è, pare, quella che percepiamo con i sensi, una serie di avventure individuali. Le tende sono verde ramarro, scolorite; è domenica, c'è il sole, è settembre, è Manchester. Tenere fermo qualcosa. I giorni e le notti scorrono in gore profonde, ricolme di roba diversa, ricche come prodigiose casse di giocattoli vecchi in soffitta.“

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Mario Pomilio 9
scrittore, giornalista e politico italiano 1921 – 1990
„La cattedrale di Teramo è una delle cose più singolari, più composite e insieme più schiette, che possegga l'arte italiana... il ricco portale cosmatesco e l'alta guglia gotica che lo corona slanciandosi al di sopra del cornicione, creano una dimensione nuova e rendono affatto inedita questa singolare facciata. (Da La Cattedrale di Teramo)“

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Turi Vasile 5
produttore cinematografico, regista e sceneggiatore italiano 1922 – 2009
„Ho conosciuto l'uomo-orologio; quando io l'ho conosciuto era poco più che un ragazzo-orologio: suonava il tamburo nella banda di mio nonno buonanima. Si chima Jachino Asero, e di lui hanno parlato anche i giornali. Potete chiedere a Jachino in qualsiasi momento del giorno e della notte, che ora è; egli vi risponde, senza consultare il sole o le stelle, con una esattezza che sconcerta. Sulla facciata della sua casa è piantata una meridiana, come insegna della eccezione che vi abita; una meridiana utile agli altri, non a Jachino che vive nel tempo senza perderne la nozione, come una condanna.“

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