Frasi su facezia

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Benedetto Croce 115
filosofo, storico e politico italiano 1866 – 1952
„Chiamare contrasto di religione l'odio e il rancore che si accendono da un partito che nega ai componenti degli altri partiti il carattere d'italiani e li ingiuria stranieri, e in quest'atto stesso si pone esso agli occhi di quelli come straniero e oppressore, e introduce così nella vita della Patria i sentimenti e gli abiti che sono propri di altri conflitti; nobilitare col nome di religione il sospetto e l'animosità sparsi dappertutto, che hanno tolto perfino ai giovani dell'Università l'antica e fidente fratellanza nei comuni e giovanili ideali, e li tengono gli uni contro gli altri in sembianti ostili: è cosa che suona, a dir vero, come un'assai lugubre facezia.“

Piovano Arlotto 27
sacerdote italiano 1396 – 1484
„El maggiore danno che sia è il tempo perduto. (libro Facezie, motti e burle del piovano Arlotto)“


Piovano Arlotto 27
sacerdote italiano 1396 – 1484
„Beato al mondo quando è governato dalli uomini savii. (libro Facezie, motti e burle del piovano Arlotto)“

R. Kern 30
scrittore
„Un uomo di mondo, fattosi monaco, si confidò un giorno con l’abate Antonesimo.
- Abba – gli disse – non riesco a dimenticare nulla della mia vita passata.
- Mi sembra strano. Forse è perché non sai scegliere quello che devi dimenticare… (libro Arguzie e facezie dei padri del deserto)“

R. Kern 30
scrittore
„Molti padri del deserto vissero a lungo, anche più di cent’anni. Abba Isaia fu uno di questi. Il giorno del suo centesimo anniversario lo venne a trovare un fratello molto più giovane che gli disse:
- Sono venuto a felicitarmi con te, abba, per i tanti anni che hai vissuto. E spero proprio, l’anno prossimo, di festeggiare con te il tuo centunesimo compleanno.
- Lo spero anch’io – gli rispose l’anziano – poiché la tua salute mi pare ottima. (libro Arguzie e facezie dei padri del deserto)“

Piovano Arlotto 27
sacerdote italiano 1396 – 1484
„Chi non conosce se medesimo non può correggere altri. (libro Facezie, motti e burle del piovano Arlotto)“

R. Kern 30
scrittore
„Un beduino molto obeso venne un giorno da abba Sisoès:
- Abba – gli disse – mi daresti un consiglio per dimagrire un poco?
- Veramente – obiettò l’anziano – non è questo il tipo di consiglio che do… Tuttavia, puoi provare a fare lunghe galoppate col tuo cammello; forse ti gioverà.
Abba Sisoès incontrò il beduino dopo un po’ di tempo.
- Com’è andata? – gli chiese.
- Molto bene, abba. In due settimane il cammello è dimagrito di venti chili. (libro Arguzie e facezie dei padri del deserto)“

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Henri de Mondeville 1
medico francese 1260 – 1320
„Lasciate che il medico regoli l'intero regime vitale del paziente comprese la sua gioia e la sua felicità. Egli deve suggerire ai parenti e agli amici più stretti del malato di fare in modo che egli rida di continuo e deve insistere perché si paghi qualcuno che gli racconti facezie.“


R. Kern 30
scrittore
„Non agitarti, rilassati! – fece un santo monaco a un giovane novizio colto da una crisi di nervi.
- Stenditi sul mio giaciglio e dimmi la prima cosa che ti passa per la mente…
Il giovane obbedì e disse:
- Il soffitto della tua cella è pieno di ragnatele… (libro Arguzie e facezie dei padri del deserto)“

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Heinrich Zimmer 1
storico delle religioni e orientalista tedesco 1890 – 1943
„Il rabbino Eisik, figlio del rabbino Jekel, che viveva nel ghetto di Cracovia, l'antica capitale della Polonia, incrollabile nella sua fede, attraverso anni di sofferenza, era rimasto uno zelante servitore del Signore, suo Dio. Una notte, il pio rabbino Eisik ebbe un sogno; questo sogno gli ingiungeva d'andare lontano verso la capitale della Boemia, Praga, dove avrebbe scoperto un tesoro nascosto, sepolto sotto il grande ponte che conduceva al castello dei re di Boemia. Il rabbino, sorpreso, rinviò la partenza; ma il sogno si ripeté altre due volte. Al terzo richiamo, si preparò coraggiosamente e partì alla ricerca. Giunto a destinazione, il rabbino Eisik trovò il ponte sorvegliato giorno e notte da sentinelle; tanto che non osò scavare. Ritornava tutte le mattine e gironzolava nei dintorni sino a notte, guardando il ponte, osservando le sentinelle, studiando senza farsi notare la costruzione e il terreno. Alla lunga però, il capitano delle guardie colpito dall'insistenza del vegliardo, s'avvicinò e domandò gentilmente se aveva perso qualcosa o se, forse, attendeva l'arrivo di qualcuno. Il rabbino Eisik raccontò con semplicità e fiducia il sogno che aveva fatto; l'ufficiale, arretrando d'un passo, scoppiò a ridere. 'Davvero, pover'uomo!' disse il capitano, 'hai consumato le scarpe a percorrere tutta questa strada semplicemente a causa d'un sogno? Quale persona ragionevole crederebbe a un sogno? Guarda, se avessi dato retta ai sogni, farei in questo momento proprio il contrario di ciò che fai tu. Avrei intrapreso un pellegrinaggio altrettanto stupido del tuo, ma in direzione opposta, e, senza alcun dubbio, con lo stesso risultato. Lascia che ti racconti il mio sogno.' Era un ufficiale cordiale, a dispetto del suo aspetto arcigno, e il rabbino provava della simpatia per lui. 'Ho inteso una voce in sogno - disse l'ufficiale cristiano della guardia di Boemia - essa mi parlava di Cracovia, ordinandomi di andare laggiù e di cercare un gran tesoro in casa d'un rabbino il cui nome era Eisik, figlio di Jekel. Il tesoro doveva trovarsi in un angolo polveroso, interrato dietro al focolare. Eisik, figlio di Jekel!', e il capitano rideva nuovamente, con gli occhi che brillavano. 'Immagina un po': andare a Cracovia, abbattere i muri di ogni casa del ghetto dove metà della gente si chiama Eisik e l'altra metà Jekel! Eisik, figlio di Jekel; buona questa!' E rideva sempre più della meravigliosa facezia. Il rabbino ascoltava avidamente, senza dare nell'occhio, poi, inchinandosi profondamente e ringraziando l'amico straniero, s'affrettò a ritornare direttamente verso la patria lontana; scavò nell'angolo abbandonato della casa e scoprì il tesoro che mise fine alla sua miseria. Con una parte del denaro fece innalzare un altarino che porta ancor oggi il suo nome.“

R. Kern 30
scrittore
„Si lamentava un monaco: “Quanta ingratitudine in questo mondo…”
Gli rispose un fratello: “ Non essere così pessimista. Ci sono meno ingrati di quanto si pensi. E sai perché? Ci sono molto meno generosi di quanto si creda… (libro Arguzie e facezie dei padri del deserto)“

R. Kern 30
scrittore
„A un monaco che provava difficoltà a vivere in solitudine, il grande Daniele disse: Diventa amico di te stesso, e potrai vivere solo. (libro Arguzie e facezie dei padri del deserto)“


R. Kern 30
scrittore
„Abba Ilarione andò un giorno ad Alessandria per parlare con un grande uomo del governo, a cui voleva fare gravi rimproveri. Ma gli uomini di guardia non lo volevano far entrare. Abba Ilarione protestò a gran voce, e apparve allora il cerimoniere. Costui, non appena vide il monaco, disse:
- Abba, il nostro signore non ti può assolutamente ricevere. Sta facendo il bagno.
Disse allora l’anziano:
- Dov’è il problema? Io so nuotare. (libro Arguzie e facezie dei padri del deserto)“

Piovano Arlotto 27
sacerdote italiano 1396 – 1484
„Temperato uomo è colui che li basta quello che ha. (libro Facezie, motti e burle del piovano Arlotto)“

Piovano Arlotto 27
sacerdote italiano 1396 – 1484
„Non vive colui che non desidera altro che di vivere. (libro Facezie, motti e burle del piovano Arlotto)“

Piovano Arlotto 27
sacerdote italiano 1396 – 1484
„Non pigliare amicizia né di pazzi né di tristi né d’ingrati. (libro Facezie, motti e burle del piovano Arlotto)“

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