Frasi su festa


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Goffredo Mameli 7
poeta, patriota e scrittore italiano 1827 – 1849
„Come narran sugli Apostoli
Forse in fiamma sulla testa
Dio discese dell'Italia...
Forse è ciò, ma anch'é una festa.
Nelle feste che fa il popolo
Egli accende monti e piani;
Come bocche di vulcani
Egli accende la città. [... ]

All'incirca son trent'anni
Che scendevano su Genova,
L'armi in spalla gli Alemanni:
Quel che contano gli eserciti
Disser: l'Austria è troppo forte;
E gli aprirono le porte;
Questa vil genia non sa

Che, se il popolo si desta,
Dio combatte alla sua testa
La sua folgore gli dà. (da Dio e Popolo; citato in Dante Leonardi, Spighe d'oro, Remo Sandron Editore, 1924)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Preferisco una Festa di Amici, alla Famiglia Gigante. (An American Prayer)“


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Marracash 32
rapper italiano 1979
„E la tua erba è + fresca faccio sìsì con la testa | conosci a uno che pesta faccio sìsì con la testa | ieri eri il re della festa faccio sìsì con la testa | sempre una donna diversa faccio sìsì con la testa.. [... ].. Muovevi chili di erba faccio sìsì con la testa | quella c'aveva la sesta faccio sìsì con la testa | fai 100 chili in palestra faccio sìsì con la testa | e il tuo quartiere è il + gangsta faccio sìsì con la testa... (da Sì Sì Con La Testa, n.° 7)“

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Kurt Cobain 67
cantante statunitense 1967 – 1994
„I miei testi sono un gran mucchio di contraddizioni. Sono spaccati esattamente a metà tra opinioni estremamente sincere e sentimenti che nutro e confutazioni sarcastiche e spero umoristiche di ideali stereotipati da bohèmien superati da anni. Insomma, è come se per le personalità di chi scrive canzoni non ci fossero due scelte possibili. O quella di visionari tristi e tragici come Morrisey, Michael Stipe o Robert Smith, oppure il ragazzino bianco sgraziato e un po' fuori di testa da "Ehi, facciamo festa e dimentichiamoci di tutto" tipo i Van Halen o tutta quell'altra merda di heavy metal. Quello che voglio dire è che provare passione ed essere sincero mi piace, ma mi piace anche divertirmi e fare il cretino.“

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Jovanotti 186
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„Io sono Jovanotti, il capo della banda | se vuoi essere dei nostri devi fare domanda | perché è una storia mitica e siamo tutti tosti | ci piace fare festa, casino a tutti i costi. (da Il capo della banda)“

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Groucho Marx 67
comico 1890 – 1977
„Come ci si può divertire in una festa in cui le birre sono calde e le donne sono fredde?“

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Elisa 53
cantautrice, polistrumentista e produttrice discografica... 1977
„C'è una festa per me, ma è una notte così pallida, sembra una stanza vuota dove potremmo ucciderci a parole, vorresti poter far credere che sono ciò che vuoi tu, ma questi palloncini intorno, mi fanno sentire così triste.“

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Vasco Rossi 241
cantautore italiano 1952
„Mi piace Moratti perché è un elegante signore all'antica. Anche se oggi forse è un difetto in questo mondo arrembante e pieno di arroganti. Ho letto del suo invito alla festa [per il 15° scudetto dell'Inter], ma sono molto pigro. Avrei partecipato comunque col cuore.“


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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„Che ti ami non basta ad arrivare al giorno dopo, e che tu l'ami: grazie, lei è la festa, la fortuna, il tuo posto, tu sei il dente estratto da mascella che ritrova il punto di partenza nel cavo del suo abbraccio. Lei è il tuo posto, ma tu non sei il suo.“

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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„La prima volta che l’abbiamo fatto alla festa di quelle tue due amiche ricche ricordo la terra ha tremato, magnitudo 10 scala Richter. Profumo di donna come Al Pacino, io dietro di te, tu che stringi il cuscino. (da Scappati di casa)“

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Gesualdo Bufalino 245
scrittore 1920 – 1996
„Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E come odorava di gelsomino sul far della sera. Non finirei mai di parlarne, di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze...“

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Andrea Camilleri 124
scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925
„Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perchè la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perchè noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perchè in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“


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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„[Laura Chiatti] L'ho incontrata a una festa. Ero ubriaco e le ho detto proprio quelle cose. Non l'ho più rivista, avrà una vita da cinema e tronisti. Tanto io preferisco le ragazze punk.“

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Io sono Hector Horeau e vi odio. Odio i sonni che dormite, odio l'orgoglio con cui cullate lo squallore dei vostri bambini, odio ciò che toccano le vostri mani marce, odio quando vi vestite per la festa, odio i soldi che avete in tasca, odio la bestemmia atroce di quando vi permettete di piangere, odio i vostri occhi, odio l'oscenità del vostro buon cuore, odio i pianoforti che come bare popolano il cimitero dei vostri salotti, odio i vostri amori schifosamente giusti, odio tutto quello che mi avete insegnato, odio la miseria dei vostri sogni, odio il rumore delle vostre scarpe nuove, odio ogni singola parola che avete mai scritto, odio ogni momento in cui mi avete toccato, odio tutti gli istanti in cui avete avuto ragione, odio le madonne che pendono sui vostri letti, odio il ricordo di quando ho fatto l'amore con voi, odio i vostri segreti da niente, odio tutti i vostri giorni più belli, odio tutto quello che mi avete rubato, odio i treni che non vi hanno portato lontano, odio i libri che avete lordato con i vostri sguardi, odio lo schifo delle vostre facce, odio il suono dei vostri nomi, odio quando vi abbracciate, odio quando battete le mani, odio quel che vi commuove, odio ogni singola parola che mi avete strappato, odio la miseria di quel che vedete quando guardate lontano, odio la morte che avete seminato, odio tutti i silenzi che avete straziato, odio il vostro profumo, odio quando vi capite, odio qualsiasi terra che vi abbia ospitato, e odio il tempo passato su di voi. Ogni minuto di quel tempo è stata una bestemmia. Io disprezzo il vostro destino. E ora che mi avete rubato il mio, solo mi importa sapervi crepati. Il dolore che vi spezzerà sarò io, l'angoscia che vi consumerà sarò io, il tanfo dei vostri cadaveri sarò io, i vermi che si ingrasseranno con le vostre carcasse sarò io. E ogni volta che qualcuno vi dimenticherà, lì ci sarò io. Volevo poi solo vivere. Bastardi.“

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Cane che abbaia | Cazzo vuoi, ci vediamo alla Baia. (da Festa Festa)“

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Eros Ramazzotti 65
cantautore italiano 1963
„Quando la festa comincerà | tu sarai regina | tutta la gente si fermerà | a guardarti stupita (da Per me per sempre)“

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