Frasi su figliuolo

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 87
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„E non vide innanzi a sé altro che il solo suo terribile padre.
«Ebbene, che abbiamo da fare adesso?» disse Taras guardandolo fisso negli occhi. «Di' figliuolo, ti hanno aiutato i Ljachi?»
Andrea non rispose.
«Tradire così! tradire la Fede? tradire i tuoi? Fermati qui, scendi da cavallo!»
Tutto umile, come un bambino, si lasciò andare giù da cavallo e si fermò, né vivo né morto, innanzi a Taras.
«Sta lì e non ti muovere! Io ti misi al mondo, io ti ucciderò» disse Taras, e, fatto un passo indietro si tolse di spalla il fucile.
Bianco come un cencio di tela fine, era lì Andrea; si vedeva che egli muoveva pian piano le labbra e pronunziava un nome; ma non era il nome della patria, o della madre o del fratello: era il nome della bellissima polacca. Taras sparò.
Come una spiga di grano recisa dalla falce, come un tenero agnello che ha sentito sotto il cuore il ferro mortale, egli chinò la testa e rotolò nell'erba senza dire una parola.“

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Caterina da Siena 14
religiosa italiana 1347 – 1380
„Orsù figliuoli dolcissimi, correte questo palio; e fate che solo sia uno quello che l'abbia. (dalla lettera A Sano di Maco, e agli altri figliuoli, nelle Lettere)“


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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Figliuol mio,» disse 'l maestro cortese, | «quelli che muoion nell'ira di Dio | tutti convegno qui d'ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | chè la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo. (III, 121–125)“

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Jean Paul 47
scrittore e pedagogista tedesco 1763 – 1825
„II figliuolo di un nero è bianco al momento che nasce; parimente l'anima nasce bianchissima e pura, ma la vita la offusca. Considerate che le prime ingiustizie, i primi dolori nell' anima del fanciullo si stampano con caratteri, che non si cancellan mai più. (citato in Il progresso delle scienze, delle lettere e delle arti, vol. XVI, Napoli 1837)“

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Saˁdi 90
poeta persiano 1184 – 1291
„Sono quai membri e per l'uno e per l'altro | d'Adamo i figli. Quando fûr creati, | d'un sol germe son nati. || Quando la sorte uno de' membri affligga | di qualche doglia, tutti gli altri insieme | scossi vanno e turbati. || Se tu per altrui doglia non ti turbi, | che d'Adamo figliuol nessun più mai | ti appelli, in pena avrai. (da Ciò che va detto ad un principe tiranno e bacchettone, vol I, p. 53)“

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Roberto Bellarmino 5
teologo, scrittore e cardinale italiano 1542 – 1621
„Dico che, come lei sa, il Concilio proibisce esporre le Scritture contra il comune consenso de' Santi Padri; e se la P. V. vorrà leggere non dico solo li Santi Padri, ma li commentari moderni sopra il Genesi, sopra i Salmi, sopra l'Ecclesiaste, sopra Giosuè, trovarà che tutti convengono in esporre che il sole è nel cielo e gira intorno alla terra con somma velocità, e che la terra è lontanissima dal cielo e sta nel centro del mondo, immobile. Consideri hora lei, con la sua prudenza, se la Chiesa possa sopportare che si di alle Scritture un senso contrario alli Santi Padri e a tutti gli espositori greci e latini. Né si può rispondere che questa non sia materia di fede, perché se non è materia di fede ex parte obiecti, è materia di fede ex parte dicentis; e così sarebbe heretico chi dicesse che Abramo non abbia avuti due figliuoli e Iacob dodici, come chi dicesse che Cristo non è nato da vergine, perché l'uno e l'altro lo dice lo Spirito Santo per bocca de' Profeti et Apostoli.“

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Tommaso Campanella 46
poeta, filosofo, teologo 1568 – 1639
„Naturalmente domina il maschio alla femmina, il padre al figliuolo, il vecchio al giovane, il forte al debole, il sapiente all'ignorante. (libro Aforismi politici)“

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Brunetto Latini 6
scrittore, poeta e politico italiano 1220 – 1294
„Donnola è una bestiuola piccola, più lunga alcuna cosa che 'l topo, e odiala il topo molto, e la serpe, e la botta. E quando si combatte con loro, ed ella è morsa da loro, ella incontanente corre al finocchio, ovvero alla cicerbita, e mangiane, ovvero ch'ella ne dentecchia. E quando ha presa questa sua medicina, ella incontanente torna alla battaglia. E sappiate, che le donnole sono di due maniere: l'una che usa nelle case con gli uomini, ed un'altra ch'è campestra. Ma ciascheduna ingenera per gli orecchi, e figlia per la bocca secondo che molti dicono; ma li più dicono che elli dicono falso. Ma come si sia, spesse volte tramutano li loro figliuoli, perché l'uomo non li sappia; e se li trova morti, ella li fa risuscitare, e non può l'uomo sapere come si fa, se con erba e con altra cosa. (da Il Tesoro, Volume II, Libro V, Capitolo XV)“


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Giovanni Boccaccio 55
scrittore e poeta italiano 1313 – 1375
„Già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di milletrecentoquarantotto, quando nella egregia città di Fiorenza, oltre a ogn'altra italica bellissima, pervenne la mortifera pestilenza. (libro Decamerone)“

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Giuseppe Giusti 60
poeta italiano 1809 – 1850
„Il Buonsenso, che già fu caposcuola, | ora in parecchie scuole è morto affatto; | la Scienza sua figliuola | l'uccise, per veder com'era fatto. (dagli Epigrammi)“

Rodolfo De Mattei 1
storico, scrittore e giornalista italiano 1899 – 1981
„La provenienza di Dante è aristotelica: scuola, dunque, d'uno che ha prepotentemente creduto nell'uomo animale politico, nella città, nel cittadino... Dire "civis" è lo stesso che dire "civilitas" e difatti su codesti termini punta Dante, assertore della società civile: d'una civiltà ch'è, insieme, ordine giuridico politico religioso, Stato. Viceversa, nel Petrarca è l'"homo" che trova la sua celebrazione, l'individuo che, in quanto creatura, prima ancora che farsi membro di consociazione politica, ha in sé la sua possibilità di redenzione e di perfezione, magari al di fuori della società. E quasi contro la "civilitas" dantesca, è l'"humanitas" che viene rivendicata e curata, quella condizione primaria ed ultima che consente, al di fuori delle strutture sociali, la parentela dell'uomo col Figliuol dell'Uomo. (da Il sentimento politico del Petrarca, Firenze, 1944.)“

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Diodoro Siculo 16
storico siceliota -90 – -30 a.C.
„La Sicilia è la più bella di quante isole si conoscano; e molto atta a primeggiare. Annone, figliuolo di Annibale, venuto in Sicilia, radunato ch'egli ebbe l'esercito a Lilibeo, mosse fino a Selinunte; e presso quella città posto avendo gli alloggiamenti, vi lasciò le sue truppe di terra; ed egli intanto andò ad Agrigento, e ne fortificò la rocca, nel tempo stesso il popolo agrigentino traendo all'amicizia de' Cartaginesi, e ad ajutarli colle sue armi. (XXIII, 1-2; vol. VII, p. 238)“


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Vittorio Imbriani 44
scrittore italiano 1840 – 1886
„Felici! tre volte felici! cui nessuna linea, nessun colore offende l'occhio! nessuna vanità o sproposito la mente. Io v'invidio, come invidio al contadino i calli che gli permettono di abbrancar le ortiche senza pungersi; come invidio a certi palati di gustare l'acquavite senza rimanerci impiagati; come invidio i giudici di poter ascoltare certi legulei senza imbecillire! Invideo quia quiescunt, diceva Lutero passeggiando tra le fosse di un camposanto! È un fatto, la delicatezza è un grande, ed hanno ragione i babbi che chiamano viziosi i figliuoli quando questi non sanno risolversi a trangugiar la minestra in cui è caduta una mosca. Felici cui un organo speciale fa trovare tutto bello, tutto gustoso! (da Francobolli, medaglie, monete..., A proposito d'un libro: Essais de philosophie hégélienne, par A. Vera, pp. 183-184)“

Stefano Guazzo 17
scrittore italiano 1530 – 1593
„Molti giudici et consiglieri temono di nominar al principe quella buona madre che partorisce il cattivo figliuolo, dico la Verità. (p. 90)“

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Pietro Colletta 9
patriota, storico e generale italiano 1775 – 1831
„Gioacchino poi che vidde possibile ogni delitto a' briganti, fece legge che un generale avesse potere supremo nelle Calabrie su di ogni cosa militare o civile per la distruzione del brigantaggio. Il generale Manhès, a ciò eletto, passò il seguente ottobre in apparecchi, aspettando che le campagne s'impoverissero di frutta e foglie, aiuti a' briganti per alimentarsi e nascondersi; e dipoi palesò i suoi disegni. Pubblicate in ogni comune le liste de' banditi, imporre a' cittadini di ucciderli o imprigionarli; armare e muovere tutti gli uomini atti alle armi; punire di morte ogni corrispondenza co' briganti, non perdonata tra moglie e marito, tra madre e figlio; armare gli stessi pacifici genitori contro i figli briganti, i fratelli contro i fratelli; trasportare le gregge in certi guardati luoghi; impedire i lavori della campagna, o permetterli col divieto di portar cibo; stanziare gendarmi e soldati ne' paesi, non a perseguire i briganti, a vigilare severamente sopra i cittadini. Nelle vaste Calabrie, da Rotonda a Reggio, cominciò simultanea ed universale la caccia al brigantaggio. Erano quelle ordinanze tanto severe che parevano dettate a spavento; ma indi a poco, per fatti o visti o divulgati dalla fama e dal generale istesso, la incredulità disparve. Undici della città di Stilo, donne e fanciulli (poiché i giovani robusti stavano in armi perseguitando i briganti), recandosi per raccorre ulivi ad un podere lontano, portavano ciascuno in tasca poco pane, onde mangiare a mezzo del giorno e ristorare le forze alla fatica. Incontrati da' vigilatori gendarmi, dei quali era capo il tenente Gambacorta (ne serbi il nome la istoria), furono trattenuti, ricercati sulla persona, e poiché provvisti di quel poco cibo, nel luogo intesso, tutti gli undici uccisi. Non riferirò ciò che di miserevole disse e fece una delle prese donne per la speranza, che tornò vana, di salvare, non sé stessa, ma un figliuolo di dodici anni. [... ]Lo spavento in tutti gli ordini del popolo fu grande, e tale che sembravano sciolti i legami più teneri di natura, più stretti di società; parenti e amici dagli amici e parenti denunziati, perseguiti, uccisi; gli uomini ridotti come nel tremuoto, nel naufragio, nella peste, solleciti di sé medesimi, non curanti del resto dell'umanità. Per le quali opere ed esempi viepiù cadendo i costumi del popolo, le susseguenti ribellioni, le sventure pubbliche, le tirannidi derivavano in gran parte dal come nel regno surse, crebbe e fu spento il brigantaggio. Questa ultima violenza non fu durevole: tutti i Calabresi, perseguitati o persecutori, agirono disperatamente; e poiché i briganti erano degli altri di gran lunga minori, e spicciolati traditi, sostenitori d'iniqua causa, furono oppressi. Sì che, di tremila che al cominciare di novembre le liste del bando nominavano, né manco uno solo se ne leggeva al finire dell'anno; molti combattendo uccisi, altri morti per tormenti, ed altri di stento, alcuni rifuggiti in Sicilia, e pochi, fra tante vicissitudini di fortuna, rimasti, ma chiusi in carcere. (Libro VII, Regno di Gioacchino Murat (1808-1815), Capo II "Fatti di guerra e di brigantaggio, poi distrutto.", XXVII-XXVIII, Tip. e libreria Elvetica, Capolago, 1834)“

Dino Compagni 12
politico e scrittore italiano 1255 – 1324
„Uno giovane gentile, figliuolo di messer Cavalcante Cavalcanti, nobile cavaliere, chiamato Guido, cortese e ardito, ma sdegnoso e solitario e intento allo studio, nimico di messer Corso, avea più volte diliberato offenderlo. Messer Corso forte lo temea, perché lo conoscea di grand'animo; e cercò d'assassinarlo, andando Guido in pellegrinaggio a San Jacopo; e non gli venne fatto. (p. 49)“

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