Frasi su finitezza

L'autentico dialogo e quindi ogni reale compimento della relazione interumana significa accettazione dell'alterità. […] L'umanità e il genere umano divengono in incontri autentici. Qui l'uomo si apprende non semplicemente limitato dagli uomini, rimandato alla propria finitezza, parzialità, bisogno di integrazione, ma viene esaudito il proprio rapporto alla verità attraverso quello distinto, secondo l'individuazione, dell'altro, distinto per far sorgere e sviluppare un rapporto determinato alla stessa verità. Agli uomini è necessario e a essi concesso di attestarsi reciprocamente in autentici incontri nel loro essere individuale. (da Separazione e relazione)

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Martin Buber 23
filosofo, teologo e pedagogista austriaco 1878 – 1965

L'io è finito perché deve essere delimitato, però in questa finitezza è infinito perché il confine può essere spostato sempre più in là, all'infinito. È infinito secondo la sua finitezza e finito secondo la sua infinità. (da Fondamento dell'intera dottrina della scienza, 1794 – GA, I/2 p. 394)

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Johann Gottlieb Fichte 51
filosofo tedesco 1762 – 1814

Dobbiamo prendere sul serio Pascal, e scommettere sulla finitezza. Non ci sarà mai dato un dopo, infatti, nel quale scoprire che abbiamo una vita sola. Possiamo viverla così oggi, o mai più. Alienazione è il rifiuto di accettare la nostra condizione di finitezza.

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Paolo Flores d'Arcais 25
filosofo e pubblicista italiano 1944

Dylan ci insegna che il lavoro filosofico è sostanzialmente il lavoro sulla nostra incompletezza, sulla nostra finitezza, sul fatto che siamo appunto condizionati da un mucchio di cose.

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Giulio Giorello 24
filosofo e matematico italiano 1945

Se delle barriere umane fossero capaci di accogliere la pienezza di Dio, questo sarebbe un dono di Dio e non la forza di comprensione della creatura. Solo Dio può amplificarsi all'infinito senza rompere la finitezza.

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Hans Urs Von Balthasar 372
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988

Dio" è la risposta alla domanda implicita nella finitezza dell'uomo; egli è il nome di ciò che interessa ultimamente l'uomo. (da Teologia sistematica)

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Paul Tillich 22
teologo tedesco 1886 – 1965

Ateismo è, più semplicemente, il sobrio rifiuto di occultare la nostra ineludibile finitezza dietro l'ipostasi suprema, quale che sia il nome – o l'impronunciabile – che la fede o la filosofia vorrà darle. O dietro il mistero, il nome che diamo alle consapevolezze insopportabili.

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Paolo Flores d'Arcais 25
filosofo e pubblicista italiano 1944

La tecnologia, come forma di liberazione, induce una nuova esposizione esistenziale dell'uomo occidentale che si trova ad affrontare un nuovo mal di vivere, quello che emerge dalla difficoltà di comprensione della finitezza e perciò dall'impossibilità di riconoscere un senso (significato e direzione) dei possibili che la tecnologia mette a sua disposizione.

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Adriano Pessina 37
filosofo e scrittore italiano 1953

Il benessere umano e tutto il progresso umano, in fondo, si basano su due pilastri, il crollo di uno dei due porterà verso il basso l'intera struttura. Questi due pilastri sono la coltivazione e la diffusione in tutta l'umanità dello 1) spirito della religione, e 2) dello spirito della scienza (o conoscenza) [... ]. Gli uomini saggi fin da quando hanno guardato con stupore l'ordine meraviglioso della natura e poi riconosciuto la propria ignoranza e finitezza si sono accontentati di stare in silenzio e in segno di riverenza di fronte all'essere che è immanente nella natura, hanno ripetuto con il salmista, "Lo stolto ha detto nel suo cuore, Dio non c'è.

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Robert Millikan 6
fisico statunitense 1868 – 1953

Nel fondamentale gruppo di disegni ora a Windsor, che lo stesso Canaletto cedette al console Smith e che almeno in parte dovette eseguire per lui appositamente, mentre mancano gli appunti documentari e gli schizzi del tutto sommari, la varietà è notevole in quanto a carattere e grado di finitezza, ed è da mettere in relazione ai diversi momenti dell'artista in oltre trent'anni di lavoro. Si va da riprese sintetiche macchiate con vigore, ad altre tratteggiate regolarmente con un andamento incisorio, ed altre ancora a contorni lineari e con ombre acquarellate. Ma non basta, perché in qualche caso Canaletto si esercitò a ripetere fedelmente nella terza maniera, quasi con una diversa strumentazione, lo stesso soggetto già realizzato nella seconda: così da darci l'occasione di riflettere sulla parte dominante che talvolta dovette avere per lui la intenzione stilistica. Potrebbe darsi che i diversi modi di Canaletto disegnatore venissero in se stessi variamente apprezzati. Sarebbe sulla linea critica ormai tradizionale una preferenza agli schizzi sommari esprimenti di getto impressioni e idee in pochi tratti essenziali. Se però da tale orientamento, che certamente può essere motivato, si passasse, anche in modo non esplicito, a mettere da parte certi disegni finiti semplicemente perché tali, ciò rischierebbe di portare ad un accademismo alla rovescia e ad una incomprensione non solo della posizione storica di Canaletto ma dei risultati che egli seppe raggiungere in quei disegni. Non giova contrapporre l'estro lirico ad una meditata stesura, ma interessa piuttosto di riconoscere liberamente dove anche nei disegni più finiti la vibrazione poetica ha un battito inconfondibile, anche se tutti gli strumenti e gli accorgimenti sono stati usati, come del resto nei quadri e nelle miracolose incisioni dello stesso Canaletto.

Vittorio Moschini 1
politico e storico dell'arte italiano 1864 – 1976

La nostra sovracrescita economica si scontra con i limiti della finitezza della biosfera. La capacità rigeneratrice della terra non riesce più a seguire la domanda: l'uomo trasforma le risorse in rifiuti più rapidamente di quanto la natura sia in grado di trasformare questi rifiuti in nuove risorse. (libro Breve trattato sulla decrescita serena)

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Serge Latouche 35
economista e filosofo francese 1940

L’uomo occidentale ha creduto di poter produrre senza limiti e di potersi affrancare dalla finitezza della riserva di risorse naturali e di energie non rinnovabili e fossili. (libro Limite)

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Serge Latouche 35
economista e filosofo francese 1940

L'autentica esperienza è quella in cui l'uomo diventa cosciente della propria finitezza

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Hans-Georg Gadamer 17
filosofo tedesco 1900 – 2002

Considero la morte un dovere e un imperativo biologico. Fin da ragazzo ho pensato che la vita deve finire e non ha alcuna dimensione metafisica. Chi crede nella finitezza assoluta della vita è sempre pronto a morire. Non c'è da perdonare né da chiedere perdono dei peccati o redimersi per garantirsi un buon soggiorno nell'aldilà. Se le nostre idee sono la nostra immortalità, con la nostra vita di pensiero, ogni giorno ci prepariamo a morire.

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Umberto Veronesi 105
medico, oncologo e politico italiano 1925

Il fatto nuovo sta nella coscienza della finitezza non più individuale ma collettiva della specie umana.

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971

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