Frasi su fiorellino

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Giovannino Guareschi 45
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

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Charles Dickens 91
scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico 1812 – 1870
„Allora mi lasciai cadere davanti allo scrittoio, solo, e piansi pensando alla fatalità di quel nome, alla rapidità con cui i fiorellini avvizziscono, teneri ancora, sul loro stelo." (2012)“


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Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„Gli uccellini nel vento non si fanno mai male: | hanno ali più grandi di me. | E dall'alba al tramonto sono soli nel sole. (da Buonanotte fiorellino, n. 5)“

Ambrogio Bazzero 120
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„O anime gentili e mestissime, io contemplo i fiorellini strisciati dall'ultimo raggio di sole.
E perché di quei fiorellini io colgo e bacio l'appassito?“

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Antonio Albanese 84
attore, comico e cabarettista italiano 1964
„Il fiorellino del mio prato … ultimamente è un po' ammosciato … per forza, ci ho pisciato. (Epifanio)“

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Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„Per sognarti devo averti vicino, e vicino non è ancora abbastanza. (da Buonanotte fiorellino, lato A, n.º 5)“

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Giovanni Prati 13
poeta e politico italiano 1814 – 1884
„Tornano al vaso i fiorellini miei, | tornan le stelle.... tornerà anche lei! (da Tutto ritorna)“

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Dmitrij Sergejevič Merežkovskij 12
scrittore russo 1865 – 1941
„Andrò, io fanciulletta, al prato in fiore, | Al prato in fiore lungo la riviera, | E coglierò l'azzurro fiorellino, | Il fiorellin che ha nome fiordaliso.
Intreccerò un'azzurra ghirlandetta, | La getterò nel fiume che via scorre, | All'onde affiderò gli azzurri fiori, | Pensando, io fanciulletta, all'amor mio... (p. 144)“


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Dmitrij Sergejevič Merežkovskij 12
scrittore russo 1865 – 1941
„Nel forno ardente il fanciullo Kirik | Canta l'inno degli angeli; | E al suo canto, nel forno crescon l'erbe | Più fresche, e sboccian fiori, | Tra i fiorellini azzurri si trastulla | Il santo bimbo, e la sua veste splende | Dello splendor del sole. (p. 156)“

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Philip K. Dick 53
scrittore di Fantascienza statunitense 1928 – 1982
„Che bei fiorellini azzurri".
"Stai guardando il fiore del futuro" disse Donald, il Direttore Esecutivo della comunità Nuovo Sentiero. "Ma non è per te."
"Perché non è per me?" domandò Bruce.
"Perché ne hai già avuto, e in gran quantità" rispose il Direttore Esecutivo.“

„Allor Maria dipinta d'amore, | Baciò la mano del buon genitore. | Baciò la madre, le grazie rendeo, | E lor congedo, pregando, chiedeo. | E quindi in aria di voce brillante, | Entrò nel chiostro col piè trionfante. | Così talora gentil fiorellino | Apre sua boccia sul fresco mattino, | E poi si chiude, lasciando d'intorno | Afflitte l'api pel resto del giorno | Tal sul fiorire s'asconde la figlia, | E lascia in duolo la smorta famiglia. (p. 6-7)“

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Lucio Anneo Seneca 147
filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 – 65 d.C.
„Perciò non devi attribuire a Epicuro quei pensieri che t'ho inviato: sono di dominio pubblico, e soprattutto della nostra scuola. [... ]
Dovunque volgi lo sguardo, ti si presentano massime che potrebbero considerarsi notevoli se non si leggessero insieme con altre dello stesso valore. Perciò abbandona la speranza di poter gustare superficialmente l'ingegno dei sommi uomini; tu devi studiarlo e considerarlo nella sua unità. Ogni suo aspetto ne richiama sempre un altro, ciascuna parte, connettendosi con l'altra, dà completezza all'opera dell'ingegno umano. Niente può essere tolto senza rompere l'unità del pensiero. Non dico che non si possano considerare le singole membra, purché non si prescinda dall'intero organismo. [... ]
Ma per un uomo di matura esperienza è disdicevole cercare fiorellini, sostenersi con poche massime ben note e affidarsi alla memoria. È ormai tempo che uno poggi su se stesso, che esprima questi pensieri con parole sue e non a memoria. Ed è specialmente disdicevole per un vecchio o per uno che si affaccia alla vecchiaia una cultura basata su raccolte di esempi scolastici. «Questo l'ha detto Zenone». E tu che dici? «Questo l'ha detto Cleante.» E tu? Fino a quando ti muoverai sotto la guida di un altro? Prendi tu il comando ed esprimi anche qualcosa di tuo, che altri mandino a memoria. [... ]
Hanno esercitato la memoria sul pensiero altrui, ma altro è ricordare, altro è sapere. Ricordare è custodire ciò che è stato affidato alla memoria, mentre sapere significa far proprie le nozioni apprese e non star sempre attaccato al modello, con lo sguardo sempre rivolto al maestro. «Questo l'ha detto Zenone, questo Cleante.» Ci sia qualche differenza fra te e il tuo libro. Fino a quando penserai ad imparare? È tempo anche di insegnare. Che ragione c'è che io senta dire da te quello che posso leggere in un libro? [... ]
La verità è accessibile a tutti, non è dominio riservato di nessuno, e il campo che essa lascia ai posteri è ancora vasto. (lettera 33; 1975)“

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Edmond Rostand 12
1868 – 1918
„D'uno... slancio!... Il mio cuore | si è sempre del mio spirito vestito, per pudore: | muovo per la conquista della stella, e mi chino, | temendo del ridicolo, a côrre il fiorellino! (Cirano, Atto III, scena VI)“

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