Frasi su fiorentino

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Adriano Galliani 13
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1944
„Dimettermi prima della partita con l'Ajax sembrerebbe un atto ostile verso la squadra per cui tiferò tutta la vita. Si è detto che il Milan spende male e non ha una rete di osservatori come Roma e Fiorentina, ma la Roma negli ultimi 5 anni è andata in Champions una volta e la Fiorentina mai. Il Milan ha da due anni il bilancio in pareggio, altre società hanno montagne di debiti. L'anno scorso tutte le nostre squadre giovanili sono andate alle Final four. Mi chiamano grandi presidenti anche dall'estero, e non capiscono cosa stia succedendo. Io sono andato a Madrid quest'estate per prendere Kakà senza un appuntamento e mi hanno aperto gli uffici del Real. Quando sono andato, nell'agosto 2010, a prendere Ibrahimovic a Barcellona, il presidente Rosell è tornato apposta dalle ferie che aveva programmato con la sua famiglia.“

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Maria Stuarda 10
regina di Scozia, Francia e d'Inghilterra 1542 – 1587
„Questa mercante fiorentina. [Sulla suocera, Caterina de' Medici]“


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Alberto Malesani 5
allenatore di calcio e ex calciatore italiano 1954
„Beh, guarda... io... Noi due non ci conosciamo, sicuramente non ci conosciamo. Però... apro una parentesi veloce, senza polemiche e senza niente. Credo che tu non sia stato... non sei molto al corrente della mia carriera., la Fiorentina anc... eh però, però nel mio curriculum... Però, se ti devo dire la verità, ti devo dir la verità... arrivato qua mi sembra di esser tornato ai tempi del Chievo. Però cosa c'è qua? Che respiri un'aria, pur essendo piccola... ecco la differenza, eh... c'è, c'è aria di una società mol... importante, secondo me. Ecco, queste sono le mie prime sensazioni quando mi son calato nel nero-verde.
[... ] E quando vieni fuori da una situazione di 'sto tipo qua, che comunque poi ti hanno scelto, beh, parti ancora più rinvigorito, perché vuol dire che... che tu li hai convinti e... e che è una cosa bella! Se tu invece vieni fuori da situazioni forzate, eccetera, non sta bene, capisci? Ecco, questa l'ho vissuta molto bene. Perché comunque credo che alla fine dopo, o per un motivo o per l'altro, la scelta è caduta su di me perché ero quello... quello a cui la scoietà voleva arrivare.
[... ] Esonero se tu fai... Allora, chiaro che se tu fai 2 anni di carriera, la statistica, magari fai 2 esoneri di fila, è un conto. Se tu fai 20 anni di Serie A e lavori anche all'estero qualche esonero ci sta, vai a vedere le carriere degli allenatori... Poi dopo, sai... un conto è lavorare in un posto, un conto è lavorare in un altro posto. È una cosa normale in un... in un trand, diciamo di lavoro di un allenatore. La vivo, l'ho sempre vissuta... chiaro che non fa mai piacere essere esonerati, però bisogna sempre trovare l'energia e la forza di andare avanti, di capire perché comunque sei stato esonerato, di cercare di, di, di, di... di avere quel coraggio di insistere e di migliorarti in modo che poi di far ricredere anche chi ti ha esonerato, ecco, questo ti deve sempre animare secondo me. [... ] Modena, Modena fu... il mio esonero è stato perché c'è stata incompatibilità col direttore sportivo Tosi. Non è stato un esonero di quelli... e non c'era incompatibilità, io purtroppo ho un carattere di quelli, allora magari più di adesso, avevo un carattere che io non, non... non ci si deve sposare per forza nella vita, se c'è incompatibilità ci si lascia. Ecco, di Modena ho 'sto ricordo qua.
[... ] Però sono parito dalle giovanili, ho fatto un percorso, un cammino credo giusto e mi hanno scelto per allenare la prima squadra, ho fatto 2 anni di allenatore in seconda, ho imparato; poi mi hanno dato in mano la squadra, l'ho portata in Serie B, credo che se non è un'impresa come il Sassuolo, ci manca poco. Perché il Chievo, chi sa dov'è Verona, era un posto dove c'era la diga, ci passa l'Adige... ci sono 500 persone, e lì siamo andati in Serie B. In Serie B ho fatto 3 anni, tutti in miglioramento fino alla soglia della Serie A. Poi l'ho lasciato... l'ho lasciato perché sai, e lo sa anche il Sassuolo, tu quando vai, ad esempio il Sassuolo va in Serie A e cerca il giocatore di grande esperianze, eccetera, a volte ti senti dire di no. Quindi al Chievo c'era questo grande enigma. Noi eravamo in B madovevamo fare ancora con giocatori di C. Quindi sono state grandi imprese quelle lì. Perché, chi veniva al Chievo? Capisci? Chi veniva... adesso al Chievo ci va anche il grande giocatore, ma allora figurati. Quindi, abbiamo seminato insieme anche là con una grande società insieme con buon lavoro di gruppo, e siamo arrivati alla soglia della Serie A, che dopo l'ha ottenuta Del Neri dopo 2 anni. Però bisogna guardare anche il lavoro precedente, perché non è che tutto quanto è da buttare a mare, capito? Ecco, questo voglio dire.
[... ] Io quando la mattina apro gli occhi e guardo il cielo ringrazio il Signore, perché credo che bisogna anche nella vita essere... Io credo di aver fatto, di avere avuto la fortuna di fare il lavoro che mi piace e di averlo svolto in maniera professionale al massimo e sono ancora qua dopo 20 che ho questa voglia qua perché penso che sia... per me è il più bel lavoro del mondo. E mi limito a dire questo, capito? Cioè, non ho nessun rimpianto, non ho nessun rammarico. La carriera di un allenatore purtroppo, o bene o male, ha degli alti e bassi e bisogna accetarli, bisogna sempre essere lì sul pezzo, a migliorarsi, a... la voglia di, di... altrimenti quando non c'è quella voglia lì bisogna smettere. Se non c'hai quella voglia lì bisogna smettere, qualsiasi tipo di lavoro. Oppure cambiare lavoro. Io questa voglia qua ce l'ho ancora, quindi sono qua con la voglia di, di, di... di trasmettere le, le, le, le, le, le mie sensazioni e le mie motivazioni a questa società ma soprattutto ai ragazzi.“

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Piero Bargellini 7
scrittore e politico italiano 1897 – 1980
„Vede, presidente, come sono i fiorentini? Prima insultano, poi aiutano, infine stringono la mano. (citato da L'alluvione di Piero Bargellini di Bernardina Bargellini Nardi, pag. 44)“

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Vasco Pratolini 13
scrittore italiano 1913 – 1991
„Napoli fu per Metello il Rettifilo, via Toledo, piazza Plebiscito, e via Sergente Maggiore, via de' Fiorentini, quando gli sembrava di non aver altro da fare e si voleva prendere una distrazione. Non soltanto la mancanza di denaro, ma la divisa un poco lo umiliava; e dové adattarsi a quelle domestiche della Villa comunale, seppure non erano, per lui che aveva avuto Viola, proprio il suo tipo. Col tempo fece ghega insieme a un livornese, uno di Cascina, un fiorentino di Porta Romana: Mascherini, che negli anni dipoi non seppe mai dove fosse finito. Leoni, quello di Cascina, riceveva denaro, suo padre era mobiliere, ed egli era tirato ma finiva per offrire. Fu un sodalizio che durò a lungo: si frequentarono le bettole di Forcella, del Vasto e del Pendino, rioni che chiamano sezioni, come chi dicesse Sezione San Niccolò o Madonnone. Ebbero a che fare con la gente, per quei vicoli traversi o tutti in salita, dove la miseria e la spocizia erano pari all'animazione che vi si trovava. Entrarono, piuttosto che in via Sergente Maggiore, in alcuni bassi, dietro una sottana: ragazze tutte more di capelli, dai volti appassiti e i grossi seni. I bambini giocavano al di là della tenda. Non ci si toglieva nemmeno le mollettiere. Poi magari si restava a cena con tutta la famiglia, si diventava amici, ci tenevano in conto di figlioli: era gente come noi, come il livornese che non viveva meglio dietro la Darsena, come Mascherini che aveva il babbo fiaccherajo. E un po' ci si vergognava. Si vuotavano le tasche dell'ultimo soldino, come per farci perdonare. Cose trapassate nella memoria, viste e vissute da dentro la campana.“

Lorenzo Guadagnucci 31
giornalista italiano 1963
„un testo italiano recente, esempio concreto di neorazzismo, ma che è stato apprezzato e diffuso per il suo presunto coraggio nel dire le cose come stanno (secondo la vile retorica corrente) [... ], che Annamaria Rivera cita per la metafora zoologica applicata dalla giornalista fiorentina alle persone di fede musulmana che la ossessionavano: "Orinano nei battisteri [... ] si moltiplicano come topi". (pp. 173-174)“

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Matteo Renzi 57
politico italiano 1975
„Provate a immaginare che guazzabuglio di emozioni si possa provare guidando una città di cui mezzo mondo è innamorata. Una responsabilità struggente e straordinaria. La stanza da lavoro del sindaco è intitolata a Papa Clemente VII. I personaggi degli affreschi del Vasari sembrano prenderti le misure. Stanno lassù, sui muri, quasi imbronciati o annoiati; del resto in questa sala ne hanno viste di tutti i colori. Ti copre le spalle, quasi a proteggerti, la solenne rappresentazione dell'assedio della città voluto dalle truppe di Carlo V: battaglia storica, finita male. Per fortuna i fiorentini fecero in tempo a inventare il calcio, in piazza Santa Croce. E a salvare l'onore. Sulla destra la battaglia di Gavinana ricorda l'episodio in cui perse la vita Francesco Ferrucci, per mano di Maramaldo, il vigliacco per eccellenza. Quasi un'esortazione ad agire sempre con coraggio. Anche dal pavimento salgono messaggi subliminali, come il simbolo della tartaruga con la vela, voluto da Cosimo: ti invita ad essere veloce, ma saggio. Deciso, ma prudente. Quando la sera clicchi sull'interruttore per andartene e le finestre lasciano intravvedere la penombra della sala, ti rendi conto di essere davvero un nano sulle spalle di giganti. (p. 10)“

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Piero Bargellini 7
scrittore e politico italiano 1897 – 1980
„Fiorentini! In questo momento mi giunge la triste notizia che l'acqua dell'Arno è arrivata in Piazza del Duomo. In alcuni quartieri l'alluvione giunge al primo piano. Ed è lì che deve giungere anche l'aiuto più urgente della città. Invito tutti alla calma e a ridurre al minimo la circolazione, mentre prego i possessori di battelli di gomma e di mezzi anfibi, anche in plastica, di farli affluire in Palazzo Vecchio, per gli immediati soccorsi sanitari, alimentari e di salvataggio. Importante è che vengano segnalati all'ufficio di Palazzo Vecchio i casi veramente urgenti e drammatici! (4 novembre 1966)“


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José Mourinho 206
allenatore di calcio e calciatore portoghese 1963
„Riguardo ai favori arbitrali, gli italiani si ricordano la partita del Bayern con la Fiorentina e gli inglesi si ricordano il rosso a Rafael. Io difensivo? Abbiamo giocato due partite, quella di Londra e quella col Barcellona alla grande, sempre all'attacco. Al ritorno abbiamo parcheggiato l'aereo davanti alla porta, ma perché eravamo in dieci e perché li avevamo distrutti in casa. E comunque ho sempre mantenuto in campo gli stessi uomini. Lo stesso Van Gaal col Lione quando Ribery è stato espulso ha cambiato Olic con Tymoshuk.“

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Matteo Renzi 57
politico italiano 1975
„Ero all'ultimo anno di mandato come presidente della Provincia di Firenze. Appena qualche mese e si sarebbe tornati al voto. Tutti i dirigenti locali del centrosinistra fiorentino erano favorevoli alla possibilità che io proseguissi il lavoro in Provincia, con il secondo mandato. Contenti per come avevo amministrato? Forse, ma a dir la verità non ci avrei giurato. Qualcuno, infatti, voleva solo evitare la mia candidatura alle elezioni comunali che si sarebbero svolte contestualmente. (p. 22)“

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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Le intercettazioni di Massimo Moratti e altri dirigenti dell'Inter rese note dalla difesa di Luciano Moggi sono senz'altro indice di un diffuso malcostume. E dunque è un bene che siano state pubblicate. Ma dal punto di vista penale non modificano di una virgola l'esito del processo in corso a Napoli, che ipotizza un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa sportiva per alterare risultati di partite ed esiti di campionati. E la disdicevole dimestichezza dei dirigenti nerazzurri con il mondo arbitrale, per quello che è emerso, non configura alcuna notizia di reato, dunque bene han fatto i magistrati di Napoli a escluderla dal processo. Solo un'informazione smemorata e superficiale può metterle sullo stesso piano dei gravissimi fatti emersi a carico delle dirigenze della Juventus, del Milan, della Fiorentina e della Lazio. (da Moratti al telefono non cambia nulla, 4 aprile 2010)“

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Vasco Pratolini 13
scrittore italiano 1913 – 1991
„I fiorentini amano il vino. Dante medesimo fu altissimo poeta e grande bevitore. Il vino sta ai fiorentini come il caffè ai napoletani, come sta la birra ai tedeschi, il tè agli inglesi e la coca-cola agli americani. (da Lo scialo, libro I, parte III, cap. 1)“


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Massimo Bontempelli 39
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„Passando davanti alle Giubbe Rosse, che allora erano i Portici d'Academo e i Giardini di Epicuro della intelligenza fiorentina, potei contemplare con venerazione, oltre i vetri, la magnetica fluidità del corpo di Giovanni Papini, che svolgendo allora la sua rapida "esperienza futurista", dettava un articolo per Lacerba, il giornale della maturità del futurismo. (da La vita intensa, 1978, p. 100)“

Arthur John Butler 1
1844 – 1910
„I suoi sonetti e le sue canzoni sono assolutamente i migliori tra quanti ne furono scritti dalla morte del Petrarca, e si direbbe di trovarci a volte un'eco delle opere meno rifinite, ma anche meno presuntuose, dell'età petrarchesca: del dolce stil novo, sullo spirare del XIII secolo. Tanto egli che il suo amico Poliziano avevano subìto in gran parte l'influsso dei forti canti popolari fiorentini, e se Lorenzo fosse rimasto libero dagl'intrighi della politica e dagli affari di Stato, la poesia del Cinquecento avrebbe forse seguìto in altro corso. Disgraziatamente la moda si lasciava guidare dai poeti di Corte, che la condussero in basso fino nell'abisso del seicentismo, col suo stile pretenzioso, il suo cattivo gusto, i suoi sentimenti poco sinceri e in generale la sua mancabza di maschie virtù. (da La Storia Moderna di Cambridge, vol. III, cap. XIV)“

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Matteo Renzi 57
politico italiano 1975
„Un fiorentino sopporta tutto. L'importante è evitare – accuratamente – di passare da bischero, espressione difficilmente traducibile. I Bischeri erano una nobile famiglia fiorentina che si ritrovò rovinata per alcuni errori strategici. Diciamo che devi evitare di compiere un errore gratuito, di tirarti la zappa sui piedi, di segnare un autogol. Perché se passi da bischero non hai diritto neanche alla compassione che in genere un popolo dotato di umanità come il nostro riserva agli sconfitti. Se te la sei cercata, affari tuoi: sei passato da bischero. (p. 27)“

Eduard Fueter 4
storico svizzero 1876 – 1928
„Il capolavoro storico di Machiavelli, la parte veramente geniale della sua opera, è la sezione sulla storia interna di Firenze, dagli inizi fino a circa il 1420 (2° e 3° libro) [... ] nell'esposizione della storia più antica, tenuta più nella forma di uno sguardo generale che in quella di una narrazione, ebbe occasione di far fruttare per la storia le qualità che, anche tra i Fiorentini, possiede lui solo: lo sguardo ampio ed il dono di riconoscere i grandi nessi storici, e di inquadrare i fatti singoli in uno sviluppo generale. [... ] basandosi sulle sue riflessioni circa i motivi che avevano prodotto l'inferiorità militare dell'Italia, ha mostrato nessi esistenti fra cose molto distanti le une dalle altre, i quali giacciono al di là dei calcoli, e perciò anche al di là dei pensieri, degli uomini della politica pratica assorbiti per lo più dalle cure del giorno. Qui Machiavelli ha pensato come storico, e non solo come politico o diplomatico.
Perciò diminuì fortemente l'influenza degli individui, per lo meno l'influenza cosciente. (pp. 417-418)“

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