Frasi su firmamento

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Gianna Nannini 131
cantautrice e musicista italiana 1954
„Mi sento una furia del firmamento su un cavallo senza sella. (da Io, Rizzoli, 2006)“

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Dolindo Ruotolo 22
presbitero italiano 1882 – 1970
„La notte, che sembrava sparita per un momento, ritornò col suo ammanto di ombre. Brillava il firmamento, ma le stelle non sembravano stelle; erano come placidi occhi di pace che miravano la terra estasiati. Passavano rutilanti sulla grotta beata come in una danza d'amore; si sarebbe detto che riconoscevano lontano lontano la voce potente che le creò, ed intonavano un cantico di ordine all'eterna sapienza Incarnata che le aveva armonizzate. (p. 1014)“


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Milo De Angelis 3
poeta, scrittore e critico letterario italiano 1951
„Annuario
Dal corpo spinato, fili
si arrampicano in aria
con la prova dell'urlo. Come una
primitiva formula di povertà,
tutto il cibo si scioglie
nelle gocce per il cuore, tutto il sonno
s'incrosta alla materia, quell'incontro
tra raptus e firmamento
dove ritorniamo cancellati. (p. 163)“

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Rancore (rapper) 18
rapper italiano 1989
„Ultimamente vedo il firmamento da una cavità | chiedendomi il perché di questa gravità | padrona | ma queste stelle forse mi daranno aiuto | per andare verso loro e vaffangoogle a Newton. (da Giunti al Dunque, n.° 3)“

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Antonio di Padova 9
religioso e presbitero portoghese 1195 – 1231
„I santi in questo luogo caliginoso brillano come le stelle del firmamento. E come le calzature difendono i piedi, così gli esempi dei santi difendono la nostra anima, rendendoci capaci di calpestare le suggestioni del diavolo e le seduzioni del mondo.“

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Malika Mokeddem 1
scrittrice algerina 1949
„La vita sedentaria aveva un che di fisso, di monotono, di definitivo, che mi metteva addosso la disperazione. Era come un po' di morte che sopravveniva già a nutrirsi della vita. Non si sarebbero più vissute quelle lunghe giornate in cui, spossati e con la testa vuota, si andava, con passi da automa, fino al limite di sé. Al limite delle nostre sofferenze sorgeva l'oasi con le sue promesse; le palme maestose che mettevano i cuori in festa; le dune la cui sabbia mordorè era una fortuna per i corpi paralizzati dalla stanchezza; e, talvolta, addirittura, un magro filo d'acqua nel quale i bambini si gettavano con allegria. La felicità! Un bel mattino, si piegavano le tende e si ripartiva. Come se la vita valesse solo il peso dei suoi passi. Come se bisognasse assolutamente annientare il corpo per ingrandire i miraggi dell'arrivo e offrirli a mo' di ebrezza allo spirito che vacillava. Come se i nostri passi fossero necessari per districare le maglie scintillanti della luce, legate insieme dal filo nero delle notti... Una luce così intensa che era come una quintessenza di sguardi. Gli sguardi di tutte quelle generazioni di nomadi che, da secoli, passano e vanno nel deserto senza mai lasciare traccia. Solo i loro sguardi, come una memoria, abitano nella luce. Per questo la luce è così ardente. Per questo quanti ancora camminano hanno la strana sensazione della presenza di un'anima che veglia e sorveglia, di uno sguardo. La luce di quegli sguardi allontana la solitudine e, quando il corpo vacilla per la fatica, tende un po' più forte l'arco della volontà. Allora ci si rialza, e il piede che prima zoppicava ora si affretta, con la speranza di accedere alla nobiltà di una morte che non è soltanto polvere, ma anche raggio del firmamento. (pag. 29-30)“

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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„E quando un soldato italiano muore, il suo corpo rimane aggrappato alla terra, ma le stelle della sua giubba si staccano e salgono in cielo ad aumentare di due piccole gemme il firmamento. Per questo, forse, il nostro cielo è il più stellato del mondo. "Le stellette che noi portiamo" non rappresentano soltanto "la disciplina di noi soldà", ma rappresentano le sofferenze e i dolori miei, di mio padre, dei miei figli e dei miei fratelli. Per questo le amo come parte di me stesso, e con esse voglio ritornare alla mia terra e al mio cielo. (p. 92)“

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Edgar Allan Poe 46
scrittore statunitense 1809 – 1849
„Non vedeva lontano perché si ostinava a voler guardare le cose troppo da vicino. [... ] Un esempio di questo genere di errore possiamo riscontrarlo nell'osservazione dei corpi celesti. Quando si dà un'occhiata a una stella, guardandola con la coda dell'occhio, con la parte più esterna della retina (la più sensibile alla luce debole), possiamo vedere la stella distintamente, cogliendone adeguatamente la luminosità che si attenua a mano a mano che volgiamo lo sguardo pienamente su di essa. A questo puntο, infatti, l'occhio è investito da un gran numero di raggi luminosi, mentre alla prima occhiata si ha una più raffinata capacità di percezione. La troppa profondità condiziona il pensiero e ci rende perplessi, mentre una osservazione troppo prolungata, troppo concentrata o troppo diretta può fare svanire dal firmamento persino Venere. (1996)“


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Alda Merini 294
poetessa italiana 1931 – 2009
„Qui passò forse una furiosa bestia | avida sete che dette tempesta | alla terra, a ogni clima, al firmamento, | ma qui passò soltanto il mio tormento. (Lascio a te queste impronte sulla terra)“

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Claire Danes 10
attrice statunitense 1979
„Vieni dolce notte, amica della buia fronte, vieni e dammi il mio Romeo. Poi te lo lascerò quando morirò e potrai tagliarlo in tante stelline e il firmamento con lui sarà chiaro che tutto il mondo sarà invaghito della notte e non baderà più allo sgargiante sole...
Oh io ho comprato la dimora dell'amore, ma senza occuparla; ho il contratto senza il godimento... Oh tedioso è il giorno, come la notte prima di una festa, per l'impaziente fanciullo che ha un vestito nuovo e non lo può mettere... (Film Romeo + Giulietta)“

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Paul Celan 18
poeta rumeno 1920 – 1970
„[... ] Nel 1928 esce di nuovo un volume di poesie − l'ultimo. Alle due prime raccolte, in esso riprese, se n'è aggiunta una nuova. «Cessato il respiro – il firmamento pieno di vermi»: è il verso che apre il ciclo. L'interrogativo «da dove...?» si fa più stringente, più disperato – la poesia – in un saggio sulla poesia Mandel'štam la definisce un aratro – mette allo scoperto i più profondi strati del tempo, la «terra nera del tempo» viene alla luce. Colloquiando con quanto ha visto, l'occhio dolorante sviluppa una nuova capacità: esso diventa visionario; accompagna il poema nei suoi sprofondamenti. Il poeta si ascrive a un tempo altro, «estraneissimo». (da La poesia di Osip Mandel'štam, pp. 52 53)“

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Aldo Palazzeschi 125
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Anche in un fazzoletto da naso può esserci un firmamento, basta sapercelo vedere. (p. 13)“


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Enrico Brizzi 83
scrittore italiano 1974
„Come sempre, però, si ama davvero solo chi non è più fra noi e, per un effetto ottico dovuto all'enorme distanza, le stelle ormai spente appaiono nel nostro firmamento più luminose di quante ancora ardono.“

Pietro Casaburi Urries 1
poeta italiano
„Chi brama la poesia senza ornamenti retorici, ama la primavera senza fiori, il monile senza gemme e 'l firmamento senza stelle. [... ] Accresce la metafora robustezza alle cose robuste, severità alle severe, fierezza alle feroci, vaghezza alle vaghe, e dà incremento alle cose grandi. (da Lettera a monsignor Caramuele)“

Curzia Ferrari 16
poetessa, giornalista e scrittrice italiana 1929
„Dal 1880 al 1893 avevano visto la luce Aleksandr Blok, Andrej Belyj, Velimir Chlebnikov, Nikolaj Gumilëv, Vladislav Chodasevič, Nikolaj Kljuev, Igor Severjanin, Anna Achmatova, Boris Pasternak, Osip Mandel'stam, Marina Cvetaeva, Majakovskij... un firmamento poetico affollato di stelle dove non sarebbe stato facile brillare.
[... ] egli era però il solo che provenisse dalla campagna – gli altri erano figli di professori universitari, di ingegneri, di commercianti, di militari, vivevano nelle città e molti di essi avevano viaggiato per l'Europa. Era il solo che avesse assimilato le usanze, i costumi, le tribolazioni trascendentali del popolo russo, indissolubilmente legate a un sentimento di adorazione e rassegnazione religiose.“

Rayden 238
rapper e beatmaker italiano 1983
„La gente osanna il vincitore nell'arena | ma con la stessa fretta con cui ti eleva, ti dimentica | per questo metto tutto me stesso, uso la testa | devo brillare nel firmamento | non guardo le stelle | ma voglio diventare il sole per stare al centro. (da Anche le stelle, n. 6)“

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