Frasi su flauto

La silenziosa sorella velata in bianco e azzurro | Fra gli alberi di tasso, dietro il Dio del giardino, | Il cui flauto tace, piegò la testa e fece un cenno ma non parlò parola | Ma la sorgente zampillò e l'uccello cantò verso la terra | Redimi il tempo, redimi il sogno | La promessa del verbo non detto e non udito | Finché il vento non scuota mille bisbigli dal tasso | E dopo questo nostro esilio.

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Thomas Stearns Eliot 58
poeta, saggista e critico letterario statunitense 1888 – 1965

Gli imperi cadono quando l'educazione dei principi cede alla letargia borghese, con la sua puntigliosa, superstiziosa ignoranza della radice spirituale di ogni dominio. (da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 99)

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977

Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l'incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice "vado nel bagno", ma si dice "metto nel salvadanaio". Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c'è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C'è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po' di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L'economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l'inflazione si chiama diarrea. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all'estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell'acquisto: ma poi se la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte di chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenù. Quello invece: uh, è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scorreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scorreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signori scorreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristallerie e a voce alta dice: "Il pranzo è servito!" E tutti vanno a lavarsi le mani.

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947

Il flauto va in cerca del suonatore che va in cerca del flauto.

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Rabindranath Tagore 84
poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano 1861 – 1941

Sprezzatura è un ritmo morale, è la musica di una grazia interiore; è il tempo, vorrei dire, nel quale si manifesta la compiuta libertà di un destino, inflessibilmente misurata, tuttavia, su un'ascesi coperta. Due versi la racchiudono, come un'astuccio l'anello: «Con lieve cuore, con lievi mani | la vita prendere, la vita lasciare...» (da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 100)

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977

La domenica delle salme | gli addetti alla nostalgia | accompagnarono tra i flauti | il cadavere di Utopia. (da La domenica delle salme, n.° 4)

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Fabrizio De André 336
cantautore italiano 1940 – 1999

Suonare il flauto somiglia molto a cantare: è quasi un po' come cantare, attraverso uno strumento. Quando suoni il flauto, praticamente sei solo davanti al pubblico, non ti puoi nascondere dietro allo strumento.

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Andrea Griminelli 4
flautista italiano 1959

Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.

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Vitaliano Brancati 32
scrittore, sceneggiatore 1907 – 1954

Il flauto dolce è fragile, ma unico nell'avvicinarsi alla voce umana. Per questo ho composto il concerto: volevo trasportare la melodia vocale dal teatro lirico all'ambito strumentale

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Salvatore Sciarrino 11
compositore italiano 1947

È l'estatica oliva e il flauto carezzevole, | È il tubo ove scende la mandorla celeste, | Femmineo Canaàn cinto agli umidori. (III, vv. 12-14, 1992)

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891

Non riesco a togliermi dalla mente che Mozart, quando ha suonato Il Flauto magico all'inaugurazione dela nostra casa, fosse già mortalmente malato. [settembre 1791] (p. 33)

Ernst Lothar 5
1890 – 1974

Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un'aria sul flauto. "A cosa ti servirà?" gli fu chiesto. "A sapere quest'aria prima di morire". (citato in Italo Calvino, Perché leggere i classici, Mondadori)

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995

Perché vogliamo la sfumatura ancora, | Non Colore, ma solo la sfumatura! | Oh! la sfumatura solo accoppia | il sogno al sogno e il flauto al corno! (Verlaine, Poesie, Jadis et Naguère, Arte poétique, op. cit. pag. 253)

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Paul Verlaine 40
poeta 1844 – 1896

Dal flauto delle due cosce si eleva il mio canto | e dalla mia lussuria sgorgano i fiumi. | Come non potrebbero esserci maree | ogni volta che tra le mie labbra verticali brilla un sorriso? (da Il ritorno di Lilith, in Non ho peccato abbastanza)

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Joumana Haddad 28
poetessa, giornalista e traduttrice libanese 1970

Il mio corpo è come uno strumento musicale, un flauto: non pensate che produca una gradevole melodia?  Priva di fonte

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Victoria Abril 4
attrice spagnola 1959

Che il respiro del vento | faccia ondeggiare l'erba, | che di lontano un flauto canti, | che luminose e placide le nubi | fluttuino sopra di me!... (da Pacificazione primaverile)

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Fëdor Ivanovič Tjutčev 12
scrittore e poeta russo 1803 – 1873

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