Frasi su folgorazione


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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti dei «goal». Ogni goal è sempre un'invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica. Il capocannoniere del campionato è sempre il miglior poeta dell'anno. In questo momento lo è Savoldi. Il calcio che esprime più goals è il calcio più poetico.“

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André Frossard 16
giornalista e saggista francese 1915 – 1995
„Non dico che il Cielo si apre. Non si apre, ma si slancia, s'innalza silenziosa folgorazione, da quella insospettabile cappella nella quale si trovava misteriosamente rinchiuso.“


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Oliviero Diliberto 16
politico, giurista e docente italiano 1956
„Padre funzionario della Regione, mamma insegnante al liceo. Nessuno dei due comunista. Il primo impatto con la sinistra lo ebbi nel 1969 in quarta ginnasio. Mi dettero un volantino e fu una folgorazione. Diventai segretario provinciale della Fgci.“

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Pierangelo Sequeri 18
teologo, scrittore e musicista italiano 1944
„Il confronto tra la "friabilità" del denaro e la solidità della "Parola di Dio", in questo contesto di conclamata emergenza del "sistema finanziario" occidentale (e quindi mondiale), appare con la folgorazione di un'evidenza semplicemente plateale. (da Avvenire, 7 ottobre 2008)“

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Igor Sibaldi 45
traduttore, saggista e scrittore italiano 1957
„Guerra e pace è una furiosa reazione dell'Io tolstoiano alla folgorazione che l'ha colpito e sconfitto nella scuola di Jàsnaja. E di nuovo, dopo Guerra e pace, Tolstòj non ha altro luogo interiore dove andare, se non appunto da quei suoi piccoli mužikì-maestri da cui si era volto via dieci anni prima – e si noti come in Guerra e pace egli avesse evitato accuratamente, in una maniera quasi superstiziosa, di parlar di loro, dei mužikì. (p. XLII)“

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Papa Paolo VI 121
262° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1897 – 1978
„Maurice Zundel è un genio, genio di poeta, genio di mistico, scrittore e teologo, il tutto fuso insieme con una miriade di folgorazioni.“

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Alexandr Isajevič Solženicyn 39
scrittore, drammaturgo e storico russo 1918 – 2008
„Come far intendere loro - con una folgorazione? una visione? un sogno? - fratelli, gente! Perché vi è stata data la vita? A notte fonda si spalanca la porta d'una cella della morte e uomini di anima grande sono trascinati alla fucilazione. [... ] Voi invece, sotto un cielo azzurro, sotto un sole caldo avete il diritto di disporre del vostro destino, di andare a bere dell'acqua, di stiracchiarvi, di andare dove volete senza una scorta armata. (libro Arcipelago Gulag)“

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Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940
„Se Fabrizio De André è stato un poeta della canzone. Se Francesco De Gregori è un intellettuale con la chitarra. Guccini è la sintesi di entrambi. Guccini non ha di De André l'immediatezza, la folgorazione. Non ha il ragionamento distaccato di De Gregori. Ma ha tutto il resto. Ironia, senso della storia, capacità di indignarsi, impegno politico vissuto con sospetto, curiosità verso il mondo. (Roberto Cotroneo)“


Paolo Maurensig 48
scrittore italiano 1943
„Provavo la netta sensazione che egli volesse servirsi di me. Eppure stavo al suo gioco e, sordo a ogni richiamo della ragione, mi lasciavo coinvolgere sempre più. Senza che me ne avvedessi, ciò che aveva trovato il suo supremo compimento nella folgorazione iniziale, aveva già cominciato da tempo la sua corsa retrograda, il suo conto alla rovescia, o, se vogliamo usare un termine musicale: il suo canone inverso. (da Canone inverso)“

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Igor Sibaldi 45
traduttore, saggista e scrittore italiano 1957
„Gli occorreva – come a chiunque venga a trovarsi nel vicolo cieco di un Io eccessivo – qualcosa che gli si opponesse da fuori, e lo disarmasse, rendendo di colpo insufficiente quel suo Io, e superflui e confusi i suoi eccessi e il suo nichilismo. Non che gli servisse una fede, qualcosa in cui poter credere. No, molto di più: gli serviva una rivelazione, una folgorazione – che non richiedesse nemmeno di venir creduta, ma gli stesse dinanzi più grande, più semplice di lui, ed esigesse da lui più di ciò che il suo Io esigeva da sé stesso e dagli altri.
Viene per tutti il momento in cui si ha bisogno di venir «disarmati» in questo modo. E ciò di cui si ha bisogno allora è sempre e per tutti la stessa cosa: è l'essere: lo stare dinanzi alla semplice verità – non la verità di qualcuno o qualcosa, ma la verità di per sé, quella che si mostra infinita ad ogni istante agli occhi dei bambini, e che è uguale nel contempo alla vita di chi guarda e alla vita dell'universo intero. Lì ci si salva – senza che importi poi più di tanto quale forma riesca a dare a ciò chi ne è andato in cerca e vi si è salvato: sarà sempre e comunque una forma intensissima, radiosa. Mentre se non si è capaci di trovarla, al momento in cui ne è maturato il bisogno, avverrà immancabilmente che la personalità si esaurisca e si irrigidisca, nevrotica. (pp. XXXIII-XXXIV)“