Frasi su folgore

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Renzo Novatore 19
poeta e filosofo italiano 1890 – 1922
„E le rane partirono... Partirono verso il regno della suprema viltà umana. Partirono verso il fango di tutte le trincee. Partirono.... E la morte venne! Venne ebbra di sangue e danzò macabramente sul mondo. Danzò con piedi di folgore... Danzò e rise... Rise e danzò... Per cinque lunghi anni. Ah, Come è volgare la morte che danza senza avere sul dorso le ali di un'idea... Che cosa idiota morire senza sapere il perché... (da Verso il nulla creatore)“

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Giosue Carducci 88
poeta e scrittore italiano 1835 – 1907
„[Da Perugia] E il sol nel radiante azzurro immenso | Fin de gli Abruzzi al biancheggiar lontano | Folgora, e con desio d'amor più intenso | Ride a' monti de l'Umbria e al verde piano. (da Il canto dell'amore)“


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Gesù 119
fondatore del Cristianesimo -2 – 30 d.C.
„Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli. (10, 18 – 20)“

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José Saramago 228
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1922 – 2010
„Si dice che il tempo non si ferma, che nulla ne trattiene l'incessante avanzata, lo si dice sempre con queste trite e ritrite parole, eppure non manca chi si spazientisca per la sua lentezza, ventiquattr'ore per fare un giorno, pensate, e quando si arriva alla fine si scopre che non è servito a niente, il giorno dopo è di nuovo così, sarebbe meglio che saltassimo le settimane inutili per vivere una sola ora piena, un folgorante minuto, se tanto può durare la folgore.“

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Padre Pio da Pietrelcina 56
presbitero e santo italiano 1887 – 1968
„Il più bel credo è quello che prorompe dal tuo labbro nel buio, nel sacrificio, nel dolore, nello sforzo supremo di una infalli­bile volontà di bene; è quello che, come una folgore, squarcia le tenebre dell'anima tua; è quello che, nel balenar della tempesta, ti innalza e ti conduce a Dio. (citato in Consigli ed esortazioni, Fede 57)“

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Come 'l ramarro sotto la gran fersa | dei dì canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'epe | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro alimento, a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l serpente e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l fummo si scontrava. | Taccia Lucano omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa Ovidio, | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte poetando, io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le lucerne empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta. (XXV, 79-135)“

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Antonio di Padova 9
religioso e presbitero portoghese 1195 – 1231
„Come le folgori si sprigionano dalle nubi, così dai santi predicatori emanano opere meravigliose. Scoccano le folgori quando dai predicatori balenano i miracoli; ritornano le folgori quando i predicatori non attribuiscono le loro forti gesta a se stessi, ma alla grazia di Dio.“

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René Girard 9
critico letterario e antropologo francese 1923 – 2015
„Nietzsche non perde mai l'occasione dl fustigare ogni senso di pietà per i deboli e per i malati. Vero Don Chisciotte della morte, il filosofo condanna qualunque misura in favore dei diseredati, e denuncia nella preoccupazione per le vittime la causa di ciò che egli interpreta come invecchiamento precoce della nostra civiltà. (da Vedo Satana cadere come la folgore, Adelphi, p. 228)“


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Riccardo Bacchelli 47
scrittore e drammaturgo italiano 1891 – 1985
„Davit cominciò a declamare: Quando un popolo si desta | Dio si mette alla sua testa, | le sue folgori gli dà.
– Lasciamo il '48 – fece Bakunin – Dio non fa parte delle nozioni umane, e la sovranità del popolo è la più sottile delle gherminelle politiche. Ditemi piuttosto se gli uomini sono pronti.“

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Pietro Metastasio 85
poeta italiano 1698 – 1782
„Sempre il Re dell'alte sfere | Non favella in chiari accenti, | Come allor, che in mezzo a' venti | E tra i folgori parlò. | Cifre son del suo volere | Quanto il mondo in sé comprende; | Parlan l'opre; e poi s'intende | Ciò che in esse egli celò. (da Per la Festività del S. Natale, parte I, nell'ediz. di Parigi 1780, to. VII, p. 369)“

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Giosue Carducci 88
poeta e scrittore italiano 1835 – 1907
„Gitta i tuoi vincoli, | uman pensiero, | e splendi e folgora | di fiamme cinto; | materia, inalzati: | Satana ha vinto. (vv. 163-168)“

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Alain Daniélou 43
storico delle religioni e orientalista francese 1907 – 1994
„Rudra (l'Urlatore), Śarva (l'Arciere), Ugra (il Terribile) e Asani (la Folgore) sono gli aspetti distruttori di Śiva. Bhava (il Principio), Pāśupati (il signore degli animali), Mahādeva (il Grande Dio) e Īśāna (il sovrano) i suoi aspetti benevoli. (p. 66)“


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Goffredo Mameli 7
poeta, patriota e scrittore italiano 1827 – 1849
„Come narran sugli Apostoli
Forse in fiamma sulla testa
Dio discese dell'Italia...
Forse è ciò, ma anch'é una festa.
Nelle feste che fa il popolo
Egli accende monti e piani;
Come bocche di vulcani
Egli accende la città. [... ]

All'incirca son trent'anni
Che scendevano su Genova,
L'armi in spalla gli Alemanni:
Quel che contano gli eserciti
Disser: l'Austria è troppo forte;
E gli aprirono le porte;
Questa vil genia non sa

Che, se il popolo si desta,
Dio combatte alla sua testa
La sua folgore gli dà. (da Dio e Popolo; citato in Dante Leonardi, Spighe d'oro, Remo Sandron Editore, 1924)“

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Irene Bignardi 5
critica cinematografica italiano
„[Su Alessandro Blasetti] È stato un cineasta totale, capace di ogni avventura e ogni esperimento, dal realismo alla fantasia, un anticipatore e precursore del cinema di poi, un organizzatore, un cineasta aperto alle idee altrui, un grande che sapeva incoraggiare gli esordienti e scoprirne il talento, un intellettuale capace di essere popolare, un narratore che metteva tutto il peso della sua bravura nell'impegno a non deludere il pubblico. (da Blasetti, l'uomo dagli stivali che folgorò il giovane Fellini, la Repubblica, 4 luglio 2000)“

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Dolindo Ruotolo 22
presbitero italiano 1882 – 1970
„Fu un momento solenne: l'angelica schiera, invisibile, si fece visibile; era un coro di luce che splendeva nella notte fino ai confini, dell'orizzonte. Erano figure fulgenti come folgore e placidissime come un'aurora; avevano gli occhi al cielo ed il loro corpo era tutto un ammanto di gloria. Si muovevano come un cielo stellato, in un ordine massimo, e cantavano. Oh, chi può immaginare che cosa era quel canto? (p. 1012)“

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Vincenzo Monti 189
poeta italiano 1754 – 1828
„Rapisti al ciel le folgori | Che debellate innante | Con tronche ali ti caddero | E ti lambîr le piante. (da Ode al signor di Montgolfier)“

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