Frasi su fonico

Coloro i quali affermano che la parola, il suo profilo, il suo aspetto fonico condizionano lo sbocciare della poesia hanno diritto di vivere. Costoro hanno scoperto la strada che conduce all'eterna fioritura della poesia. (p. 140)

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Vladimir Vladimirovič Majakovskij 34
poeta e drammaturgo sovietico 1893 – 1930

Una parola è un incantamento, una evocazione allucinatoria, non designa una 'cosa', ma la cosa diventa parola, ed esiste nell'unico modo in cui può esistere: suono significante, arbitrio fonico, gesto magato ed efficace.

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Giorgio Manganelli 93
scrittore, traduttore e giornalista italiano 1922 – 1990

Non avevo mai girato documentari e in un certo senso non ho girato nemmeno questo. C'erano con me un operatore, un fonico... e il vero autore dei documentari è sempre il montatore: in questo caso Valentina Romano. (citato ne l'Unità, 31 agosto 2008)

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Mario Monicelli 36
regista italiano 1915 – 2010

Credo che possiamo pensare al verso libero come una tarda conseguenza dell'invenzione della stampa. La diffusione delle carta stampata ha fatto si che la poesia venisse fruita, da un certo periodo in poi, assai più attraverso gli occhi del lettore che non attraverso le orecchie dello spettatore. Nella poesia scritta, quindi, il verso si vede, e non c'è bisogno di marcarne la lunghezza attraverso regolarità sillabiche, toniche o metriche, o anche foniche come la rima. (p. 83)

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Daniele Barbieri 12
semiologo, saggista e poeta italiano 1957

Scelsi per il ruolo della madre di Giuliano, una contadina il cui figlio era finito male. Lo sapevo: ma, qualche volta, un cineasta che vuole dare l'impressione del vissuto è spinto a essere crudele... L'ho portata, quasi spinta, dentro l'obitorio. Era la prima volta che ci entravamo. La luce era quasi inesistente. Nella penombra si muovevano a fatica, oltre al fonico, Di Venanzo e Pasqualino De Santis. La donna doveva fingere di essere una madre che vede il cadavere del figlio. Lo fece con forte emozione e, insieme, con perizia da attrice di professione. La ripresi con l'obiettivo 75 che avvicina molto il personaggio ma, di continuo, rischia di perderlo dal quadro. Non potevo, naturalmnete, chiederle di andare ai segni. Le dissi di seguire, con la coda dell'occhio, i movimenti della mia mano. L'avrei guidata, e ai miei gesti lei doveva andare avanti, rallentare, tirarsi un poco indietro. La donna si scioglieva in lacrime, viveva il dolore di una madre che ha perso il figlio e, intanto, seguiva alla perfezione le mie indicazioni finché, quando glielo indicavo, si arrestava d'improvviso. Furono tre riprese, tutte istinto e controllo. Una pausa e, poi, un pianto raccapricciante. Fuori dall'obitorio, nel frattempo era arrivato un funerale. Piangevano dentro e fuori, qui per finta e là per davvero. Questo, anche questo ahimè, è il cinematografo. (da Il mestiere del narratore (conversazione con Francesco Rosi), p. 27)

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Francesco Rosi 12
regista italiano 1922 – 2015

Vorrei fare tutto, dall’operatore di macchina al fonico, dal produttore alla comparsa. L’attore no: ci ho provato al liceo, con Pirandello, ed ero un cane.

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Giuseppe Tornatore 28
regista italiano 1956

La grande musica sinfonica è come un computer fonico e sono convinto che la diffusione di Internet sia d'aiuto per riportare in auge grandi maestri come Bernstein e Gershwin. Il '900 è stato il secolo del cinema e della televisione. Più facile far amare la musica sinfonica ai miei nipoti che a mia madre, cresciuta, come tutta la sua generazione, con il mito del cinema.

Francesco Micheli 4
teologo italiano