Frasi su forca


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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Come 'l ramarro sotto la gran fersa | dei dì canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'epe | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro alimento, a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l serpente e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l fummo si scontrava. | Taccia Lucano omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa Ovidio, | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte poetando, io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le lucerne empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta. (XXV, 79-135)“

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Carlo Alianello 34
docente, scrittore e sceneggiatore italiano 1901 – 1981
„I Borboni, così s'è detto, puntellavano il loro regno con tre effe: Festa, Farina, Forca. I piemontesi invece, più economici, largivano solo la forca; di farina non ce n'era più e le feste eran solo un ricordo. (p. 151)“


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Hermann Hesse 239
scrittore, poeta e aforista tedesco 1877 – 1962
„Il buon umore è sempre allegria da impiccati e, se occorre, lei lo imparerà sulla forca. (p. 256)“

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Vladimir Vladimirovič Majakovskij 34
poeta e drammaturgo sovietico 1893 – 1930
„L'autocrate si distrae e si diletta con il piombo e con la forca. (p. 124)“

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Isaac Bashevis Singer 88
scrittore polacco 1902 – 1991
„Non mettere giù! Appendere la cornetta è come appendere un essere umano alla forca. Si resta lì ammutoliti come idioti, con la lingua penzoloni. (p. 352)“

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Franz Kafka 130
scrittore e aforista boemo di lingua tedesca 1883 – 1924
„Il suicida è un carcerato che, nel cortile della prigione, vede una forca, crede erroneamente che sia destinata a lui, evade nottetempo dalla sua cella, scende giù e s'impicca da sé. (da III quaderno; 2010)“

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George Orwell 147
scrittore britannico 1903 – 1950
„Il peggior criminale che abbia mai camminato su questa terra è moralmente superiore al giudice che lo condanna alla forca. (cap. IX, p. 164)“

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„[Su La zappa... il tridente, il rastrello, la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga... ] Volevo esprimere il contrasto fra gli strumenti di lavoro del contadino, resi come in uno slogan, e le chiacchiere e i giochi inutili del salotto della contessa Maffei. (p. 29)“


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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Tu, tirchio più di un negozio di marca, va alla forca, sai di stronzate più di una turca. (da Nel paese dei balordi, n.° 10)“

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Antonio Ghislanzoni 12
librettista, poeta e scrittore italiano 1824 – 1893
„I moderati per essere al centro dei due partiti estremi, non hanno altro vantaggio che di essere più prossimi alla ghigliottina di questi e alla forca di quelli.“

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„La messa è una biastema e una mala cosa, perché in quella il pane non è transubstantiato ne la carne di Christo, come dite voi altri, e come ne la messa si alza su l'ostia, così tu sarai alzato su la forca. [fonte 19]“

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Hans Fallada 15
scrittore tedesco 1893 – 1947
„Dannazione! – sbuffò l'ufficiale. – Questi individui diventano sempre più boriosi. Sulla forca tutta la Gestapo! Perché sono in grado di mettere dentro ogni tedesco, credono di potersi permettere tutto. Ma io sono un ufficiale, sono persino un ufficiale di carriera…
[…]
– Che bel tipo! – Disse Escherich al gerarca del partito che ha un tratto s'era messo diligentemente a lavorare alla sua scrivania. – Manda sulla forca la Gestapo. Vorrei proprio sapere fino a quando potreste ancora rimanervene tranquilli se non ci fossimo noi. Parliamoci chiaro, la Gestapo è tutto lo Stato. Senza di noi tutto si sfascerebbe, e voi andreste tutti sulla forca! (p. 270)“


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Carlo Dossi 100
scrittore, politico e diplomatico italiano 1849 – 1910
„Fu un'epoca in cui ogni più piccolo villaggio avea la sua chiesa e la sua forca. Ora la forca è sparita – sparirà presto la chiesa. – Non lo disse De-Maistre? Il boja è un necessario sostegno dell'altare e del trono.“

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„Vecchi solai e ciminiere, | lavatoi al decimo piano, | fumo che sale in Paradiso | e gli angeli cadono giù. (da La zappa... il tridente, il rastrello, la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga..., n.° 8)“

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Riccardo Bacchelli 47
scrittore e drammaturgo italiano 1891 – 1985
„Avete mai sentito di quello che sotto la forca domandò: "Il nodo scorre?“

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Stanisław Jerzy Lec 187
scrittore, poeta e aforista polacco 1909 – 1966
„Il condannato non è mai all'altezza della forca.“

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