Frasi su forcone

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John Lennon 60
musicista, cantautore, poeta, attivista e attore britannico 1940 – 1980
„Non si vedono i contrasti sulla vecchia strada sporca | quando sei sul lurido asfalto della vecchia strada sporca | e nel vento cerchi di spalare il fumo con un forcone.“

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Howard Phillips Lovecraft 19
scrittore statunitense 1890 – 1937
„La verità non esiste e la vita come la immaginiamo di solito è una rete arbitraria e artificiale di illusioni da cui ci lasciamo circondare. Sappiamo che esse sono il semplice risultato di accidenti o punti di vista, ma non abbiamo nulla da guadagnare ad abbatterle. E infatti, è straordinariamente insensato voler abbattere con un forcone da stalla un miraggio che non è mai esistito. Penso che all'uomo assennato convenga scegliere le fantasie che più gli aggradano e crogiolarvisi innocentemente, conscio del fatto che, siccome la realtà non esiste, non c'è niente da guadagnare e molto da perdere nel buttarle via. Ancora, non esistono fantasie preferibili ad altre, perché la misura del loro valore dipende dal rispettivo grado di adattamento alla mente che le contiene. (da Lettere dall'altrove)“


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Arturo Pérez-Reverte 67
scrittore e giornalista spagnolo 1951
„«Perchè il forcone e non una falce?» «Perché la morte falcia, ma il diavolo raccoglie.» (Corso e la Baronessa Ungern)“

Raffaele Simone 2
linguista italiano 1944
„[Sulle caratteristiche del linguaggio e sullo stile comunicativo di Silvio Berlusconi] La lingua di Berlusconi, guardata al microscopio, si rivela veramente strana: una lingua in pericolo, che nasconde una quantità di sottilissime crepe, di ragnature, di aree sconnesse che si rivelano solamente a un'osservazione più attenta. Piccole sgrammaticature, combinazioni incongrue di parole, collegamenti semantici dubbi: insomma, una varietà di segni di un incompleto controllo dell'italiano [... ] Anche in questo Berlusconi è come gli italiani, e ciò spiega in parte il credito del quale è riuscito a godere. (dalla prefazione a Augusta Forconi, Parola da Cavaliere, Editori Riuniti, Roma, 1997, ISBN 8835942713)“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„[Sul valore e sul significato dell'espressione Mi consenta! ] [... ] elemento tipico e insieme metafora di quella gentilezza insistita e un po' irritante di cui il linguaggio berlusconiano è intriso (e che nel teatrino ben si realizza nel personaggio del Cavaliere); gentilezza che, messa da Berlusconi stesso nella lice che le compete, oltre che con la suddetta formula e le sue varianti consentitemi, se mi (si) consente, se mi è consentito, mi consentirete, e anche mi (si) permetta, con parole significative quali carineria(«ho voluto compiere un atto di carineria», la Repubblica, 2 aprile 1994) e carinamente, molto carinamente. (da Augusta Forconi, Parola da Cavaliere, prefazione di Raffaele Simone, Editori Riuniti, Roma, 1997, ISBN 8835942713)“

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Sandrone Dazieri 31
scrittore e sceneggiatore italiano 1964
„Devo solo fare due chiacchere con il dottore."
"Capisco." Sorride rapinosa. "Aspetti il suo turno, che le fisso un appuntamento."
"Si limiti a chiamarlo, per favore. Ho visto uscire un paziente dallo studio, quindi sarà da solo."
"Purtroppo non posso. Vede, tra un paziente e l'altro il DOTTORE MEDITA!" Le ultime parole le ha urlate, e per un attimo ho la visione del suo velopendulo.
Non mi scompongo "Fa le parole crociate, vuol dire." La vedo sbiancare e proseguo, sussurrando confidenziale. "Vede, prima che lo cacciassero da Milano con le torce e i forconi ero io a procurargli la clientela." Le batto sulla mano inanellata. "Mi consideri uno di famiglia.“

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Flavio Soriga 7
scrittore italiano 1975
„La Storia sono le servitrici pettegole dei sovrani altezzosi, le parole delle spie che io sogno certe notti che non trovo riposo, la Storia è nei forconi del popolo affamato e nella fame che li solleva a minacciare l'infame strozzino, la Storia si può sognare e vedere, la Storia è questo piatto di grano.“

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Richard Dawkins 81
etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico 1941
„Il desiderio di individuare uno scopo in ogni dove è naturale in un animale che vive circondato da macchine, da opere d'arte, da strumenti e da manufatti aventi una precisa destinazione; un animale, per di più, i cui pensieri sono costantemente dominati dai propri obiettivi personali. Un'automobile, un apriscatole, un cacciavite o un forcone giustificano tutti la domanda: "A che cosa serve?". È probabile che i nostri predecessori pagani si siano posti il medesimo interrogativo sul tuono, sulle eclissi, sulle rocce e sui corsi d'acqua. Oggi ci facciamo vanto di esserci scrollati di dosso questo animismo primitivo. Se una pietra che si trova nel mezzo di un ruscello si rivela un comodo punto di appoggio per attraversarlo, noi consideriamo la sua utilità come un beneficio casuale, non come un vero e proprio scopo. Ma la tentazione atavica riaffiora prepotentemente quando veniamo colpiti da una tragedia (la parola stessa "colpiti" ha un'eco animistica): "Perché, perché il cancro/il terremoto/l'uragano ha colpito proprio mio figlio?". E la medesima tentazione può diventare addirittura motivo di compiacimento quando il dibattito verte su argomenti come l'origine di tutte le cose o le leggi fondamentali della fisica, nel qual caso culminerà puntualmente nella vuota domanda esistenziale "Perché vi è qualcosa invece del nulla?".
Ormai ho perso il conto delle volte in cui qualcuno si è alzato al termine della conferenza per proclamare: "Voi scienziati siete molto bravi a rispondere alle domande sui "Come", ma dovreste ammettere di essere impotenti dinanzi alle domande sui "Perché".“

Carmine Schiavone 61
criminale italiano 1943 – 2015
„, a Milano e ho detto "Ma tu, Servizio Centrale, che dovresti accudire cosa hai fatto?" Il fratello di Pasquale Galasso che l'hanno fatto ammazzare, la figlia di Felice Maniero che si butta da una finestra e tanta altra gente. I pentiti vengono trattati peggio dei cani. A me non mi hanno pagato nemmeno i contributi per 20 anni che sto con loro ma lasciamo perdere perché io ho la pensione per i 23 anni che avevo lavorato prima, perché lavoravo, facevo sia l'agricoltore sia il calcestruzzo, ma altra gente che si è fidata dello Stato, gli ha dato anche i contributi, grossi o piccoli, che sono serviti a fare i sequestri di beni ed altro, li hanno mollati. Stanno in mezzo a una strada, gente che dorme sotto i portoni. Questo è lo Stato, è uno Stato di diritto questo? Poi senti per televisione chi raccomanda a destra e chi raccomanda a sinistra: il figlio di uno, il figlio di un altro, il nipote, lo zio... tutte queste situazioni clientelari, altro che mafia. Hanno avvelenato un popolo intero. Insomma: industriali che hanno cercato di guadagnare sullo smaltimento dei rifiuti, camionisti, che io non gli do una colpa perché dovevano campare, pagare pure la rata del camion, che hanno trasportato questa roba e parecchi di loro ci sono rimasti pure, criminali con l'appoggio delle istituzioni, perché io dico poi la polizia, i carabinieri dove stavano? Quando mai hanno controllato queste industrie che facevano, per dire, diecimila fusti all'anno di rifiuti tossici? Dove stavano le fatture per lo smistamento? Non ci stanno, però tutti quei soldi in nero sono finiti all'estero. Ora si lamentano. Il popolo che non sapeva niente oggi sa, se andassero a fondo e scavassero, ne succederebbero delle belle, veramente uscirebbero con i forconi. Io non dico che devono uscire con i forconi però hanno un arma che è molto più potente: il voto. Non lasciarsi corrompere dai vari potentati politici o leccaculi politici che vanno a promettere, a fare... noi non abbiamo nemmeno il diritto alla preferenza? Noi non vi votiamo proprio il partito. Andiamo a votare qualcuno che è contro di voi, pure se andiamo peggio, però vi diamo una lezione indimenticabile. Ormai quello è l'unico sistema che ha il popolo italiano per potersi difendere.“

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