Frasi su foto

E ti scorderai di me, quando piove i profili e le case ricordano te. E sarà bellissimo, perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te. Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse, e tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse, voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare, voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire. (da Ti scatterò una foto n.° 2)

Tiziano Ferro foto
Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980

E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante, ma pur avendoti qui ti sentirei distante. (da Ti scatterò una foto, n.°. 2)

Tiziano Ferro foto
Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980

Tra tutte le malattie volontarie, nessuna lo infastidisce quanto la nostalgia. Da bambino gli piaceva staccarsi dagli oggetti che gli avevano tenuto compagnia nelle tasche dei pantaloni, nei cassetti disordinati della scrivania, negli angoli segreti della sua camera-tana. Qualsiasi cosa, anche un vecchio tozzo di pane, aveva una storia e serbava un momento del passato. Deve aver cambiato atteggiamento ad un certo punto della vita, e ricorda se stesso incuriosito davanti a un album di foto di famiglia ereditato dai genitori, in particolare dalla madre: quel pozzo di sapienze emozionali e di memorie che risalivano a tre generazioni prima e a un povero albero genealogico dai rami poderosi. Morti i genitori, Carvalho aveva dedicato una sera a interrogare i volti presenti nell'album di foto. Ma tu chi sei? Che cosa ci fai qui? Per quale motivo dovresti far parte dei miei ricordi? In un certo senso, sua madre gli aveva affidato il pesante fardello di conservare la memoria familiare, ma a Carvalho la responsabilità parve eccessiva e bruciò l'album nel caminetto di casa, lo bruciò insieme alla tristezza ed al rimorso, altrimenti per tutta la vita l'anima gli avrebbe lacrimato davanti ad ogni foto sconosciuta, ad ogni tentativo di domandare alla madre morta: Chi è questo qui? Che cosa ci fa tra questa gente? Che cosa lo lega a noi altri? E quando passeggiava nella sua autentica patria, il Distrito V, si rifiutava di compiacere le viscere della nostalgia soffermando gli occhi su persone o luoghi che sembravano chiamarlo. (da Storie di padri e figli – Da tetti e terrazzi)

Manuel Vázquez Montalbán foto
Manuel Vázquez Montalbán 60
scrittore, saggista e poeta spagnolo 1939 – 2003

Dopo tre giorni di prigionia viene rilasciato, nella foto con la moglie e i figli, e il governo di Hanoi proclama lo stato d'emergenza nelle zone colpite dai bombardamenti americani. [fonte 11] (da Sfiorivano le viole, 1976)

Rino Gaetano foto
Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981

La foto della scuola non mi assomiglia più | ma i miei difetti sono tutti intatti. | E ogni cicatrice è un autografo di Dio | nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio. (da Mezzogiorno, n.° 2)

 Jovanotti foto
Jovanotti 186
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966

Và così: ti accorgi che lo scatto è mosso, è fuori fuoco, ma è troppo tardi per fare uno spreco dei momenti che affronti, degli imprevisti che ti tocca vivere, pagando in contati per poter scrivere di qualcosa con il rischio che non accada, di qualcuno con il rischio che non ti veda, del motivo che ci accomuna dentro la cornice, ancora troppo sveglio per dormire... (da Foto di gruppo)

Bassi Maestro foto
Bassi Maestro 174
rapper, disc jockey e beatmaker italiano 1973

Doody, la maggior parte della mia vita è stata solo io e te, continuo a guardare fisso le tue foto

 Eminem foto
Eminem 46
rapper, attore e produttore discografico statunitense 1972

L'ho annusato nella speranza che avesse ancora il suo odore. C'era. Quanto mi sarebbe piaciuto trovare il modo di conservare quell'odore per sempre. Annusare una persona vale più di mille foto.

Fabio Volo foto
Fabio Volo 229
attore, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1972

Fammi una foto quando ogni speranza che ho scade | fammi una foto mentre bacio la bara a mio padre. (da Nice pic, n.° 9)

Emis Killa foto
Emis Killa 41
rapper italiano 1989

Tu passi in un posto, vedi che ci potrebbe essere un'ottima immagine, però manca qualcosa. Se quel qualcosa viene, può essere una buona foto – se no, non è niente. (dall'intervista con Frank Horvat, p. 411)

Gianni Berengo Gardin 8
fotografo italiano 1930

Era tutto un sogno, | leggevo la rivista Word Up, | le Salt'n'Pepa e Heavy D nelle limousine, | appendevo foto sul mio muro, | tutti i sabati Rap Attack, Mr. Magic, Marley Marl.

The Notorious B.I.G. foto
The Notorious B.I.G. 8
rapper statunitense 1972 – 1997

Se guardo indietro alla mia vita a colpirmi sono cartoline, Foto Rovinate, manifesti sbiaditi di un tempo che non riesco a ricordare.

Jim Morrison foto
Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971

Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.

Dave Eggers foto
Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970

Lattuada apre la porta della terrazza per far entrare il gatto e uno spiffero riacutizza la lombaggine. Corre a prendere un pullove. In salotto c'è un pianoforte a coda, ampie poltrone e al centro un tavolinetto conserva «sottovetro» disegni con dedica di amici pittori. Siamo nella sua casa romana, non lontano da piazza Ungheria. Il regista torna avvolto nel cardigan grigio. Ha sopracciglia folte, occhi stretti e beffardi attraversati da un lampo indagatorio, gli stessi incerti parenti baffetti delle prime foto di lavoro con Mario Soldati.

Ennio Cavalli foto
Ennio Cavalli 8
poeta e giornalista italiano 1947

Quando si tratta di delinquenti, non ammetto che si nascondano sotto la bandiera bianconera. Contro il Bologna ho visto lo striscione con la foto di Mussolini e mi sono vergognato. Di questa gente non abbiamo bisogno.

Costantino Rozzi foto
Costantino Rozzi 35
dirigente sportivo e imprenditore italiano 1929 – 1994

Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo.

Giuseppe Prisco 36
avvocato e dirigente sportivo italiano 1921 – 2001

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