Frasi su frusta

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Salvatore Di Giacomo 20
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934
„Egli aveva detto in casa, nel caffè, nel salotto, a teatro, fin nella bottega del parrucchiere, ove i garzoni ammirati afferravan rime a volo, quel che nemmanco le gazzette avevano osato stampare: di questi ultimi tempi, in cui son precipitati a Napoli uomini e molte cose, giudizi tenuti dagli spettatori paurosamente chiusi nell'animo, il vecchio duca aveva espressi con alta e affilata parola: in verità egli ci pareva un Baretti novello che menasse attorno la sua frusta schioccante e, senza alcun odio, ma pur senza misericordia alcuna, ne andasse attorno verberando amici e nemici...“

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Stanisław Jerzy Lec 170
scrittore, poeta e aforista polacco 1909 – 1966
„Più d'uno agitando la frusta pensa di essere un direttore d'orchestra.“


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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„Parecchie migliaia di questi poveri bambini abbandonati, dai 7 ai 13 o 14 anni, furono in tal maniera inviati al nord. Era usanza che il padrone (alias il ladro di bambini) desse da vestire e da mangiare ai suoi apprendisti e li alloggiasse in una abitazione posta accanto alla fabbrica. Alcuni guardiani avevano il compito di vigilare il loro lavoro. Tali aguzzini avevano interesse a spremere questi bambini fino all'inverosimile, dato che la loro paga era proporzionata alla quantità di prodotto che riuscivano ad estorcere dai fanciulli. Come conseguenza ne derivò la crudeltà. In molti distretti industriali, soprattutto nel Lancashire, questi poveri innocenti e derelitti, in balìa del padrone di fabbrica, andavano incontro ai tormenti più atroci. Venivano prostrati a morte dal lavoro eccessivo, venivano flagellati, messi in catene e torturati coi metodi di crudeltà più squisitamente raffinati; si davano parecchi casi in cui per mancanza di cibo si riducevano a pelle e ossa, e intanto la frusta li legava al lavoro. Qualche volta arrivavano persino a suicidarsi! Le belle e romantiche vallate del Derbyshire, del Nottinghamshire e del Lancashire, ignote al pubblico, divennero orribili deserti di tortura — e spesso di assassinio! I guadagni dei fabbricanti erano immensi. Malgrado ciò la loro insaziabilità da lupi mannari era sempre più forte, ed allora inaugurarono la prassi del lavoro notturno, ossia dopo aver paralizzato durante il giorno un gruppo di braccia, ne apprestavano un altro per il lavoro di notte; il gruppo diurno si metteva nei letti appena abbandonati dal gruppo notturno, e 'vice versa'. Nel Lancashire è divenuta tradizione popolare che «i letti non si raffreddino mai». (Libro I, settima sezione, cap. 24, p. 545)“

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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„Uno Statuto del suo primo anno di regno, del 1547, stabilisce che qualora una persona, si rifiuti di lavorare deve essere data come schiavo a colui che ne ha denunciato l'accattonaggio. Il padrone deve nutrire il suo schiavo con pane e acqua, con bevande leggere e con i resti della carne che riterrà opportuno dargli. Ha il diritto di obbligarlo a qualsiasi lavoro, anche il più ripugnante, con la frusta e con la catena. Qualora lo schiavo s'assenti per 14 giorni, è condannato alla schiavitù perpetua e marchiato a fuoco sulla fronte o sulla guancia con la lettera S; se fugge per la terza volta, lo si deve giustiziare in quanto traditore dello Stato. Il padrone ha facoltà di venderlo, lasciarlo in eredità, affittarlo a terzi come schiavo, al pari di ogni altro bene mobile o animale. Se gli schiavi si rivoltano al padrone, anche in questo caso saranno giustiziati. I giudici di pace debbono, dietro denuncia, far cercare i farabutti. Se si trova che un vagabondo se ne è stato in ozio per tre giorni, sarà portato alla sua città natale, marchiato a fuoco con la lettera V sul petto e, dopo essere stato incatenato, sarà impiegato nella pulizia delle strade o in altri servizi. Qualora il vagabondo fornisca un luogo di nascita falso, sarà punito con la schiavitù perpetua in quel luogo, proprietà dei suoi abitanti o della sua corporazione, e sarà bollato con il segno S. Tutte le persone hanno il diritto di portar via ai vagabondi i loro figli e di tenerli come apprendisti, i maschi fino ai 24 anni, le femmine fino ai 20. Se cercano di fuggire, diverranno schiavi fino a questa età dei maestri artigiani, che hanno facoltà di incatenarli, frustarli, ecc. a piacere. Ogni padrone è libero di mettere al collo, alle braccia o alle gambe del suo schiavo un anello di ferro per poterlo riconoscere e per non correre rischi. L'ultima parte di questo statuto contempla che certi poveri debbano essere impiegati da persone o da località che siano disposti a dar loro da mangiare e da bere e a farli lavorare. Questa sorta di "schiavitù della parrocchia" s'è perpetuata in Inghilterra fino al XIX secolo avanzato con il nome di roundsmen. (Libro I, settima sezione, cap. 24, p. 529)“

Rocco Scotellaro 58
scrittore, poeta e politico italiano 1923 – 1953
„Io non so più viverti accanto | qualcuno mi lega la voce nel petto | sei la figlia del trainante | che mi toglie il respiro sulla bocca. | Perché qui sotto di noi nella stalla | i muli si muovono nel sonno | perché tuo padre sbuffa a noi vicino | e non ancora va alto sul carro | a scacciare le stelle con la frusta.“

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Yuval Noah Harari 6
storico, saggista e docente israeliano 1976
„In natura, i bovini girovagavano a piacimento in mandrie dalla complessa struttura sociale. Il bue castrato e domesticato passava la vita subendo la frusta e rinchiuso in uno stretto recinto, quando non veniva messo al lavoro, da solo o in coppia: tutte condizioni che non si adattavano né al suo corpo né alle sue necessità sociali ed emozionali.“

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Claudio Bisio 17
attore italiano 1957
„Clarabella, che è anche lei una mucca, sta con Orazio che è un cavallo. Poi si lamentano che non hanno figli! Questa anzi è l'unica cosa che riesco a capire! A parte il fatto che io vorrei sapere chi munge Clarabella - oltre a Orazio naturalmente -. Orazio poi, che è un cavallo, però cammina su due piedi, fa il bipede, l'antropomorfo. Va bene. Ma allora perché ha il giogo, il morso, il paraocchi? Il paraocchi va bene perché Clarabella è un cesso. Ma il morso? Ah, forse quando arriva di notte Clarabella coi tacchi a spillo, la guépière, la frusta e dice: "Fa' il cavallo! Fa' il cavallo! " nelle loro notti sadomaso. Può darsi.“

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Piero Bevilacqua 21
storico e saggista italiano 1944
„Fortuna? Ma noi la domiamo la fortuna! La stringiamo nelle nostre mani, come il manico di una frusta. (Prometeo: p. 20)“


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Giuseppe Baretti 11
critico letterario, traduttore e poeta italiano 1719 – 1789
„Quel Benvenuto Cellini dipinse quivi sé stesso con sommissima ingenuità, e tal quale si sentiva d'essere [... ], cioè animoso come un granatiere francese, vendicativo come una vipera, superstizioso in sommo grado e pieno di bizzarria e di capricci; galante in un crocchio d'amici, ma poco suscettibile di tenera amicizia; lascivo anzi che casto; un poco traditore, senza credersi tale; un poco invidioso e maligno; millantatore e vano, senza sospettarsi tale; senza cirimonie e senza affettazione; con una dose di matto non mediocre, accompagnata da ferma fiducia d'essere molto savio, circospetto e prudente. Di questo bel carattere l'impetuoso Benvenuto si dipinge nella sua vita senza pensarvi su più che tanto, persuasissimo sempre di dipingere un eroe. Eppure quella strana pittura di sé stesso riesce piacevolissima a' leggitori, perché si vede chiaro che non è fatta a studio, ma che è dettata da una fantasia infuocata e rapida, e ch'egli ha prima scritto che pensato; e il diletto che ne dà, mi pare che sia un po' parente di quello che proviamo nel vedere certi belli ma disperati animali armati d'unghioni e di tremende zanne, quando siamo in luogo da poterli vedere senza pericolo d'essere da essi tocchi ed offesi. (da La Frusta letteraria, vol. 1, Società tipograf. de' classici Italiani, Milano, 1838, p. 232)“

Shunryū Suzuki 25
monaco buddhista 1904 – 1971
„Si dice che ci sono quattro tipi di cavalli: eccellenti, buoni, mediocri e cattivi. Il migliore correrà piano o forte, a destra o a sinistra, secondo la volontà del cavaliere, ancor prima di vedere l'ombra della frusta; il secondo miglior cavallo farà tutto bene come il primo, ma un attimo prima che la frusta lo raggiunga; il terzo correrà quando avvertirà dolore sul corpo; il quarto correrà solo dopo che il dolore gli sarà penetrato fin nel midollo delle ossa. Immaginate un po' quanto è difficile per il quarto cavallo imparare a correre! Ascoltando questa storia, quasi tutti vorremmo essere il cavallo migliore. Se non è possibile essere il migliore, vogliamo essere il secondo dopo di lui. È questo, credo, il modo consueto di intendere questa storia e lo Zen. Può darsi che pensiate che, sedendo in zazen, scoprirete se siete tra i migliori cavalli o tra i peggiori. Qui, tuttavia, ci troviamo di fronte a un fraintendimento dello Zen. Se pensate che scopo della pratica zen sia addestrarvi a diventare uno dei cavalli migliori, allora avrete veramente un grosso problema. Ma non è questo il retto intendimento. Se praticate lo Zen nel modo giusto non ha alcuna importanza che voi siate il cavallo migliore o peggiore. Se considerate la misericordia del Buddha, quale pensate sia l'atteggiamento del suo cuore nei confronti dei quattro tipi di cavalli? Egli avrà più simpatia per i peggiori che non per i migliori. Quando siete decisi a praticare lo zazen con la grande mente di Buddha, scoprirete che il cavallo peggiore è quello che vale di più. Proprio nelle vostre imperfezioni troverete la base per la vostra mente ferma, la mente che cerca la via. (pp. 33-34)“

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Roberto Calasso 33
scrittore italiano 1941
„Ben poco di tangibile rimane dell'epoca vedica. Non sussistono edifici, né monconi di edifici, né simulacri. Al più, qualche frusto reperto nelle teche di alcuni musei. Edificarono un Partenone di parole: la lingua sanscrita, poiché saṃskṛta significa «perfetto». (p. 21)“

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Yuval Noah Harari 6
storico, saggista e docente israeliano 1976
„[... ] è ragionevole supporre che i buoi preferirebbero passare le loro giornate a vagare per vaste praterie in compagnia di altri buoi e mucche, invece di tirare carri e vomeri sotto il giogo imposto da una scimmia che brandisce la frusta. Allo scopo di trasformare buoi, cavalli, asini e cammelli in obbedienti animali da soma, si dovevano spezzare i loro istinti naturali e i loro modelli di comportamento sociale all'interno della loro specie, si doveva smorzarne l'aggressività e la sessualità, e si doveva limitarne la libertà di movimento. Gli agricoltori svilupparono tecniche volte a questi scopi, chiusero gli animali dentro recinti e gabbie, li imbrigliarono con bardature e cinghie, li addestrarono con la frusta e gli speroni e li mutilarono. Il processo di addomesticamento quasi sempre comprendeva la castrazione dei maschi.“


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Giuseppe Baretti 11
critico letterario, traduttore e poeta italiano 1719 – 1789
„Benvenuto Cellini ha scritto un meglio stile che non alcun altro Italiano; uno stile più schietto e più chiaro, perché più secondo l'ordine naturale delle idee, le quali non ne presentano mai il verbo prima del nominativo, e non ce lo collocano mai in punta a periodi e a una gran distanza da quello. (da La Frusta letteraria, vol. 1, Società tipograf. de' classici Italiani, Milano, 1838, p. 101)“

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Ferdinando Petruccelli della Gattina 47
giornalista, scrittore e patriota italiano 1815 – 1890
„Dei signorotti brutali altrettanto che ignoranti, ambiziosi, vani, avidi, maltrattano le misere genie de' proletari, strappano loro l'onore delle persone e le sostanze, la facoltà santissima della prole e del pensiero. Iloti, men che Iloti, paria men che paria, bruti, men che bruti, la plebe degradata in tutta l'umana natura ha perduto perfino l'istinto di lamentarsi; e pochi pomi di terra, qualche frusto di pane di segala e di saggina che si accordano come lusso sibaritico, solamente nelle grandi solennità e nei casi solenni di morbo, l'acqua pura delle fontane e scarso fuoco; ecco il sovrano agognare di quella gente. Il pensiero è in essi un ospite importuno e non trapassa il domani, non trapassa la stentata mercede del durissimo travaglio giornaliero. (articolo de Mondo Vecchio e Mondo Nuovo, n. 66, datato 12 maggio 1848, citato in Aurelio Lepre, Storia del Mezzogiorno nel Risorgimento, Riuniti, 1974, p. 226)“

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Toni Morrison 25
scrittrice statunitense 1931
„Rimasta sola sotto il portico, Amata sorride. Ma ora la sua mano è vuota. Sethe sta correndo via da lei, sta correndo via e lei sente il vuoto nella mano che prima lei stringeva: sta correndo per raggiungere le facce di quella gente laggiù, si sta unendo a loro e sta lasciandosi dietro Amata. Sola. Di nuovo. Poi vede Denver, anche lei sta correndo. Via da lei, verso quel mucchio di gente laggiù. Formano una collina. Una collina di negri: cadono. E sopra tutti loro, sollevandosi dal suo posto, con una frusta in mano, c'è l'uomo senza pelle che guarda. Guarda lei. (p. 380)“

Graham Swift 1
scrittore britannico 1949
„Un uomo è solo un nome. Un nome che ha un significato per il tizio a cui è attaccato e per tutti quelli che ragionano nei termini del corso di una vita, ma al di là di questo non vale una cicca frusta. (da Ultimo giro)“

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