Frasi su gallone

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Anacleto Verrecchia 89
filosofo italiano 1926 – 2012
„Aveva i galloni nel cervello e non sulla berretta.“

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Peter Bogdanovich 61
regista, attore e sceneggiatore statunitense 1939
„Clift era stato una specie di leader senza galloni. Le sue interpretazioni annunciavano un nuovo stile di recitazione. Finì per essere etichettato – impropriamente – come "il Metodo". Dopo Clift venne Marlon Brando, e dopo Brando venne James Dean. Clift era il più autentico e il meno manierato di questi attori; forse il più sensibile, e certo il più poetico. Era anche bellissimo. (pp. 139-140)“


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Montgomery Clift 9
attore statunitense 1920 – 1966
„Clift era stato una specie di leader senza galloni. Le sue interpretazioni annunciavano un nuovo stile di recitazione. Finì per essere etichettato – impropriamente – come "il Metodo". Dopo Clift venne Marlon Brando, e dopo Brando venne James Dean. Clift era il più autentico e il meno manierato di questi attori; forse il più sensibile, e certo il più poetico. Era anche bellissimo. (Peter Bogdanovich, pp. 139-140)“

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Henry Morton Stanley 7
giornalista e esploratore britannico 1841 – 1904
„Mentre avanzavo lentamente verso di lui, notai che era pallido, con l'aria stanca e una lunga barba grigia; aveva in capo un berretto azzurro con un gallone d'oro stinto, indossava una giacca rossa e un paio di calzoni tweed grigio. Avrei voluto corrergli incontro, ma mi sentii intimidito dalla presenza di tanta folla; avrei voluto abbracciarlo, ma era un inglese e non sapevo come avrebbe accolto il mio gesto. Feci dunque ciò che l'imbarazzo e il rispetto umano mi suggerivano: mi avvicinai con passo fermo, mi levai il casco e dissi: 'Il dottor Livingstone, suppongo!' 'Sì', egli rispose con un sorriso gentile, alzando leggermente il berretto.“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Certamente Mussolini fu un grossissimo politico, un uomo politico di grandissimo fiuto, di tempismo formidabile: lo dimostrò la facilità con cui vinse. Forse dovuta per metà alle sue capacità, alla sua bravura – parlo sempre come politico – e per metà all'insipienza, alla nullaggine dei suoi avversari, perché è tempo oramai di dire anche questo. Non c'è dubbio che il potere assoluto guastò completamente Mussolini: il Mussolini del 1930 non era certamente quello del 1940, il Mussolini di dieci anni dopo l'avvento al potere era diventato una specie di marionetta, la caricatura di sé stesso. Aveva perso proprio il senso della realtà, che era stato invece il suo forte da principio, il contatto col pubblico lo aveva perso, il senso della isura, e lo aveva dimostrato poi con gli errori madornali che ha fatto. Nei primi dieci anni credo che alcune cose buone le abbia fatte. Non credo che abbia ucciso la democrazia, credo che l'abbia soltanto seppellita perché era già morta. Da quel poco che ricordo l'Italia era un grosso carnevale, e anche abbastanza drammatico, perché la situazione interna era addirittura sfasciata: correva sangue, ne correva molto, noi in Toscana ne sapevamo qualcosa […]. E quindi non è vero che lui… le democrazie non vengono mai uccise, le democrazie muoiono. Dopodiché si dà la colpa a chi le seppellisce, ma la verità è che si suicidano, e credo che la democrazia italiana del '21-22 si sia suicidata. […] Mussolini capì una cosa fondamentale: che per piacere agli italiani bisognava dare a ciascuno di essi una piccola fetta di potere col diritto di abusarne, e questo era il fascismo. Il fascismo aveva creato una gerarchia talmente articolata e complessa che ognuno aveva dei galloni: il capofabbricato… tutti avevano una piccola fetta di potere, di cui naturalmente ognuno abusava come è nel carattere degli italiani. (da Questo secolo, 1982)“

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