Frasi su gelsomino

Vincenzo Consolo 25
scrittore e saggista italiano 1933 – 2012
„Rosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha ròso, il mio cervello s'è mangiato. Rosa che non è rosa, rosa che è datura, gelsomino, bàlico e viola; rosa che è pomelia, magnolia, zàgara e cardenia. Poi il tramonto, al vespero, quando nel cielo appare la sfera d'opalina, e l'aere sfervora, cala misericordia di frescura e la brezza del mare valica il cancello del giardino, scorre fra colonnette e palme del chiostro in clausura, coglie, coinvolge, spande odorosi fiati, olezzi distillati, balsami grommosi. Rosa che punto m'ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore. Lia che m'ha liato la vita come il cedro o la lumia il dente, liana di tormento, catena di bagno sempiterno, libame oppioso, licore affatturato, letale pozione, lilio dell'inferno che credea divino, lima che sordamente mi corrose l'ossa, limaccia che m'invischiò nelle sue spire, lingua che m'attassò come angue che guizza dal pietrame, lioparda imperiosa, lippo dell'alma mia, liquame nero, pece dov'affogai, ahi!, per mia dannazione. Corona di delizia e di tormento, serpe che addenta la sua coda, serto senza inizio e senza fine, rosario d'estasi, replica viziosa, bujo precipizio, pozzo di sonnolenza, cieco vagolare, vacua notte senza lume, Rosalia, sangue mio, mia nimica, dove sei?“

Marie Luise Kaschnitz 1
scrittrice, poetessa e saggista tedesca 1901 – 1974
„A Palermo il versetto della cinquantacinquesima Sura: | lodato sia Dio, Signore dei secoli. | A Palermo l'impercettibile smorfia cherubini | Sodoma brucia Simon Mago precipita. | A Palermo il selciato bagnato fradicio nerolava | cavolo verdeveleno, biancheria dei poveri al vento. | A Palermo i sepolcri porfido imperiale | tunica ridotta a polvere corona e spada. | A Palermo i sospiri dei vecchi in salita | con ceste colme d'erba gocciolante. | A Palermo la chiesa che luccica scrigno di gioielli | gelsomini ramificati alla fontana.“


Isabella Santacroce 164
scrittrice italiana 1970
„Sono la regina degli angeli maldestri delle calde notti sole di violini ascoltati. Sono la regina del sottile sentire ansioso di angeli maldestri fragili gelsomini in fiore che passeggiano battendo ritmi che corrono dentro ferendo tremanti cuori in equilibrio sulla linea della mia inquieta lingua. Sono la regina di angeli in attesa di dolce risveglio tra le braccia entriamo un po' respirando piano tra le braccia in attesa di giochi senza memoria dove vendersi e svendersi e poi dimenticare. Cosa d'alta magia non ferirsi mai.“

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Nando dalla Chiesa 5
scrittore, sociologo e politico italiano 1949
„Sulla dissolvenza della mia attività di governo ho ricevuto diverse offerte per il rientro all'Università da professore associato. Ho preferito Palermo perché la considero l'avamposto della legalità, il luogo dove meglio potrò continuare il mio impegno civile e politico. La voglia di rivedere i luoghi amati e i profumi di salsedine, gelsomino e zagara che mi sono portato dietro. E poi il mare di Mondello, l'eleganza di via Libertà, i cibi saporitissimi. So che molte cose sono cambiate dagli anni del liceo e della naja, ma tante altre sono rimaste come prima. Ricomincerò da queste.“

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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Duchessa': Mio caro Gelsomino, te ne ricordi quando si andava alla passeggiata in carrozza? Le donne usavano graziosi ombrellini e ventagli su cui erano dipinte cose gentili, paesaggi con un piccolo ruscello, che dava un senso di frescura, rose, uccellini, farfalle; e che muovevano intorno alla persona con incantevole grazia, affascinante civetteria. Esaltava, da tutto, il profumo della femminilità, come quello dei fiori in un giardino. Oggi portano occhiali di tartaruga come vecchi notai. Mostrano le gambe quando sarebbe bene nasconderle.
'Gelsomino': Arcolai.
'Duchessa': Mio caro Gelsomino, tutto è diventato di una stomachevole volgarità.
'Gelsomino': Volgarità senza carattere e priva di forza.
'Duchessa': Credi pure, caro Gelsomino, non sono più che due luoghi dove si possa vivere con un minimo di decenza: Montecarlo e Losanna.
'Gelsomino': Montecarlo c'est Losanna à la mer.
'Duchessa': C'est ça. Se non mi fosse possibile far ogni anno un soggiorno in questi luoghi, mi sentirei perduta.
'Gelsomino': Finché non verranno i comunisti a sciupare ogni cosa. (p. 1334)“

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Alessio Di Giovanni 1
poeta e drammaturgo italiano 1872 – 1946
„Negli odorosi pomeriggi di maggio e massime nelle diafane notti dell'estate ardente, quando Palermo, ebbra degli intensi profumi della sua Conca, ferace e calda, sembra una languida odalisca, ammalata d'amore, dai balconi, aperti alla fresca brezza marina, suoni flebili e patetici di clavicembali si spandevano nell'aria fragrante o in una vasta terrazza signorile, imbalsamata dall'odore inebriante del gelsomino d'Arabia, una voce soave di donna, accompagnata da un tenue e lamentoso pizzicar di chitarra, cantava, nel dolce silenzio della notte stellata, una mesta cantilena siciliana, tutta singhiozzi e lacrime e sospiri. (da La Vita e le Opere di Giovanni Meli, Le Monnier, Firenze 1934)“

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Gautama Buddha 70
monaco buddhista, filosofo, mistico e asceta indiano, fo... -566 – -483 a.C.
„Il profumo dei fiori non va controvento, non [quello di] sandalo, tagara, o gelsomino; il profumo dei buoni va controvento, in tutti i sensi lo effonde il virtuoso. (54; 1994, p. 56)“

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Luis de Góngora 5
religioso, poeta e drammaturgo spagnolo 1561 – 1627
„La fuggitiva ninfa intanto, là dove | ruba un alloro il suo tronco al sole ardente, | tanti gelsomini quanta erba nasconde | la neve delle sue membra da una fonte. | Dolce si lamenta e dolce risponde | un usignolo a un altro, e dolcemente | l'armonia dà al sonno i suoi occhi, | per non bruciare il giorno con tre soli.“


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Pat Conroy 10
scrittore statunitense 1945 – 2016
„[Charleston] Una città così affascinante da incantare i cobra facendoli uscire dai panieri, una città così adorna di cornicioni, così filigranata e guarnita da lasciare a bocca aperta i forestieri e compiacere gli indigeni. Nelle sue ombre, puoi trovare fregi in metallo delicati come merletti e scale a chiocciola complicate come yacht. Nel segreto dei suoi giardini, puoi scoprire gelsomini e camelie e altre centinaia di piante che sembrano ricamate e sottratte al giardino dell'Eden, per amore d'opulenza e per la gioia di derubare gli dei. (p. 8)“

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Gesualdo Bufalino 237
1920 – 1996
„Da questa soperchieria del morire prende corpo il pessimismo isolano, e con esso il fasto funebre dei riti e delle parole; da qui nascono i sapori cupi di tossico che lascia in bocca l'amore. Si tratta di un pessimismo della ragione, al quale quasi sempre s'accompagna un pessimismo della volontà. […] Il risultato di tutto questo, quando dall'isola non si riesce o non si voglia fuggire, è un'enfatica solitudine. Si ha un bel dire – io per primo – che la Sicilia si avvia a diventare Italia (se non è più vero, come qualche savio sostiene, il contrario). Per ora l'isola continua ad arricciarsi sul mare come un istrice, coi suoi vini truci, le confetture soavi, i gelsomini d'Arabia, i coltelli, le lupare. Inventandosi i giorni come momenti di perpetuo teatro, farsa, tragedia o Grand-Guignol. Ogni occasione è buona, dal comizio alla partita di calcio, dalla guerra di santi alla briscola in un caffè.“

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Gesualdo Bufalino 237
1920 – 1996
„Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E come odorava di gelsomino sul far della sera. Non finirei mai di parlarne, di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze...“

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