Frasi su geografia

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„Tentazione. Una parola non più di moda nella geografia dell'anima; una parola sempre più di moda nella pubblicità. E capovolta, ad indicare qualcosa di positivo, di allietante, di necessario. Eppure, se il peccato non esiste, tutto è indifferente. Se il peccato non esiste, l'anima stessa, più che un enigma, è un delitto. Se tutto si equivale, niente vale.“

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Stalin 27
uomo politico sovietico 1878 – 1953
„La modestia è l'ornamento del bolscevico. (citato in Enzo Biagi, La geografia di Enzo Biagi-Russia, Rizzoli)“


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Giorgio Almirante 9
politico italiano 1914 – 1988
„Sto a Montecitorio dal 1948, da più di trent'anni. Il Msi si è trasformato, da quel nucleo iniziale di reduci del fascismo. Ormai fa parte stabilmente della geografia politica dell'Italia repubblicana. È stato un processo lento e difficile. Bene: ma lei crede davvero che io possa pensare di chiudere la mia carriera, la mia vita politica, facendo il becchino di un partito che muore perché una generazione si spegne per motivi anagrafici e un'altra perché chiusa in galera? Crede davvero che sia così miserabile da avere questa ambizione da nostalgico rincoglionito? [... ] Le dirò di più: io non voglio morire da fascista. Tanto che sto lavorando per individuare e far crescere chi dovrà prendere le redini del Msi dopo di me. Giovane, nato dopo la fine della guerra. Non fascista. Non nostalgico. Che creda, come ormai credo anch'io, in queste istituzioni, in questa Costituzione. Perché solo così il Msi può avere un futuro. Altrimenti è costretto a sparire. Capisce perché sono così deciso nel negare qualsiasi legame con chiunque abbia messo la bomba di Bologna? È un nemico anche del Msi. (a microfono spento, a seguito dell'intervista Daniele Protti, per Il Lavoro, settembre 1980; citato in Daniele Protti, Almirante: «Non voglio morire da fascista», Corriere della sera. it, 3 marzo 2009)“

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Erri De Luca 195
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„E[rri]: L'alpinismo è stato l'ultimo paragrafo della geografia. (p. 66)“

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Giovanni Lindo Ferretti 59
cantautore e scrittore italiano 1953
„L'Appennino è una montagna a dimensione umana: abitabile e abitato da così lungo tempo da essere, il lavorio dell'uomo nei secoli, parte sostanziale del paesaggio. Tanto geografia che storia. È nella civiltà dell'abitare, nella coltura che ne ha determinato la cultura, nel racconto, in tutto ciò che colgono i sensi, che risuona la presenza di chi ci ha preceduto. Creazione e Creature trovano compimento e non ci sono morti alla fine del tempo. (da un'intervista in Avvenire, 1º aprile 2011)   Collegamento interrotto“

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Antoine de Saint-Exupéry 57
scrittore e aviatore francese 1888 – 1957
„Non è il geografo che fa il conto delle città, dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti. Il geografo è troppo importante e non può andare a zonzo. Non esce mai dal suo studio. Ma lì riceve gli esploratori. Li ascolta e trascrive i loro ricordi. E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un'indagine sulla moralità dell'esploratore. (Geografo: cap. XV, p. 74)“

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Jean Cocteau 86
poeta, saggista e drammaturgo francese 1889 – 1963
„Invece di imparare la grammatica, l'aritmetica, la storia, la geografia, le scienze naturali, aveva imparato a dormire da sveglio un sonno che mette al riparo e restituisce agli oggetti il loro vero significato.“

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Beppe Severgnini 38
giornalista italiano 1956
„L'università è un investimento in sé stessi e resta l'ultimo grande frullatore sociale, capace di mescolare redditi, censo e geografia. Se si ferma, siamo spacciati.“


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Massimo Bontempelli 39
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„Qualcuno vorrà ch'io conti, tra le disposizioni singolarmente creatrici d'umanità, la conquista scientifica. Ma questa, con le sue maraviglie, supera l'animalità solamente come ampiezza di svolgimento. La scienza è la capacità di esplorare il mondo fisico, e riconoscere le regole secondo cui esso si comporta e si regge, e sfruttarle per il benessere quotidiano degli uomini. Ora, così i rudimenti della conoscenza dell'esterno fisico, quanto l'uso di qualche sua legge a proprio vantaggio, son noti già alle bestie: le rondini mostrano di avere nozioni di geografia e di meteorologia; si videro cani gettare in un fiume pezzi di legno per valutarne l'intensità di corrente prima di avventurarvisi. Penso pure che la scienza, per la sua stessa natura, non può servire alla vera vera conoscenza se non per diffonderla; la sua funzione rispetto a essa è puramente strumentale. (La matematica solo strumentalmente serve le scienze fisiche; idealmente essa va forse allineata con la filosofia). (da Panorama delle attività umane, La Nuova Europa, 25 marzo 1945)“

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Enrico Mattei 3
imprenditore e politico italiano 1906 – 1962
„La geografia della fame è una leggenda: è legata solo alla passività, all'inerzia creata dal colonialismo nelle popolazioni autoctone. Faceva comodo al colonialismo incoraggiare la fatalità, la rassegnazione. Io leggo sempre i vostri discorsi e quello che più mi ha colpito è la lotta contro la fatalità e la rassegnazione. Ho lottato anch'io contro l'idea fissa che esisteva nel mio Paese: che l'Italia fosse condannata a essere povera per mancanza di materie prime e di fonti energetiche. Queste fonti energetiche le ho individuate e le ho messe in valore e ne ho tratto delle materie prime. Ma prima di far tutto questo: ho dovuto fare anch'io della decolonizzazione perché molti settori dell'economia italiana erano colonizzati, anzi, direi, che la stessa Italia meridionale era stata colonizzata dal Nord d'Italia! Il fatto coloniale non è solo politico: è anche, e soprattutto, economico. Esiste una condizione coloniale quando manca un minimo d'infrastruttura industriale per la trasformazione delle materie prime. Esiste una condizione coloniale quando il giuoco della domanda e dell'offerta per una materia prima vitale è alterato da una potenza egemonica: anche privata, di monopolio o di oligopolio? Nel settore del petrolio questa potenza egemonica oligopolistica è il cartello. Io lotto contro il cartello non solo perché è oligopolistico ma perché è maltusiano e maltusiano ai danni dei paesi produttori come ai danni dei paesi consumatori.“

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Enzo Giudici 2
accademico, scrittore e critico letterario italiano 1920 – 1985
„Visitare i luoghi ove son vissuti i personaggi che noi studiamo è un po' come trasformare in realtà il mondo della fantasia. La mente, sia pur quella fervidamente oculata e serena dello studioso, è abituata a considerare quei luoghi come parti di una geografia puramente libresca, come un mondo di immagini e di sogni meramente interiori. Ma ecco, un bel sogno, il treno o il vapore ci portano in quei luoghi considerati fino allora irreali: si salpa per Valchiusa o per Baia, con quella stessa attesa d'incanto con la quale dame e cavalieri del settecento s'imbarcano, nel molle e sognante quadro di Watteau, per il lontano paese degli amori.“

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Strabone 11
geografo greco antico -64 – 23 d.C.
„Tutti gli Italiani sono ormai Romani. (da Geografia, V; traduzione di A. M. Biraschi in Strabone. Geografia. L'Italia. Libri V – VI, Milano 1988)“


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Eileen Power 11
storica britannica 1889 – 1940
„Se la geografia aveva dato a Venezia una posizione senza pari, i Veneziani fecero il resto. (pag. 38)“

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Giovanni Lindo Ferretti 59
cantautore e scrittore italiano 1953
„So che la geografia è destino, la storia non si fa, signorile, a tavolino. (da Orfani e vedove)“

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Giorgio La Pira 73
politico italiano 1904 – 1977
„La geopolitica viene a coincidere pienamente con la geografia della grazia.“

Laura Puppato 2
politica italiana 1957
„[... ] insisto sul fatto che bisogna partire dalla scuola, dall'educazione famigliare fin da subito, dalla nascita. Suggerisco di inserire la filosofia fin dall'inizio, dalla scuola materna, da prima di cominciare a leggere e scrivere. Dovremo far conoscere la storia che hanno fatto anche le donne, oggi completamente occultate nei libri di testo. E poi bisogna conoscere il mondo, guardarsi intorno, aprirsi al mondo. In Italia abbiamo tolto la geografia, un'assurdità perché la geografia serve a conoscere, è politica se fatta bene. Così come anche l'educazione civica, parliamo tanto e poi se vai per la strada e chiedi la differenza tra un disegno di legge e un decreto legge nessuno lo sa. La scuola è il fulcro principale da dove comincia la trasformazione, solo così si cambia la mentalità, si modifica la cultura di una società.“

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