Frasi su gerarca


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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Berlusconi non è né un politico né un gerarca civile o militare, e non svolge nessuna pubblica funzione incompatibile con l'appartenenza alla massoneria. È un privato imprenditore e cittadino che quando fa una balordaggine (e l'iscrizione alla P2 lo è) la fa a proprio rischio e pericolo. (31 maggio 1981)“

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Antonio Rezza 56
attore, regista e scrittore italiano 1965
„La vaga solitudine che tanto disprezzai mi fa gerarca di tutto ciò che è attorno. (pag. 32)“


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Marcello Dell'Utri 21
politico italiano 1941
„In Forza Italia l'unico che comanda è Berlusconi. Non esiste gerarchia. Non esistono gerarchi. (dall'intervista di Antonello Caporale, "Finalmente Silvio si muove, arrivederci a Casini e Fini", la Repubblica, 19 novembre 2007, p. 4)“

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Earl Wilson 8
giornalista e scrittore statunitense 1907 – 1987
„Durante la II Guerra Mondiale, qualcuno annunciò a Winston Churchill che il gerarca nazista Rudolf Hess si era gettato col paracadute in Scozia ed era stato catturato. «Le spiace se ne parliamo più tardi?» chiese Churchill. «Adesso stiamo assistendo a un film dei fratelli Marx.“

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Franco Fochi 18
linguista e saggista italiano
„Così anche -ABILE e -IBILE pagano un tributo di servitù all'irreggimentazione, che ha fatto la loro potenza: una potenza triste, senza un'ombra di varietà né un soffio di fantasia. Ma ai gerarchi basta l'autorità. (Abile, ibile, ivo, p. 103)“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore, e cioè Benito Mussolini. Nei suoi diari ho letto recentemente questa frase: dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i gerarchi ma non lo so. Io so che posso solo ordinare al mio cavallo di andare a destra o di andare a sinistra e di questo posso essere contento. (conferenza stampa del vertice OCSE di Parigi; citato in il manifesto, 28 maggio 2010, p. 4)“

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Hans Fallada 15
scrittore tedesco 1893 – 1947
„Dannazione! – sbuffò l'ufficiale. – Questi individui diventano sempre più boriosi. Sulla forca tutta la Gestapo! Perché sono in grado di mettere dentro ogni tedesco, credono di potersi permettere tutto. Ma io sono un ufficiale, sono persino un ufficiale di carriera…
[…]
– Che bel tipo! – Disse Escherich al gerarca del partito che ha un tratto s'era messo diligentemente a lavorare alla sua scrivania. – Manda sulla forca la Gestapo. Vorrei proprio sapere fino a quando potreste ancora rimanervene tranquilli se non ci fossimo noi. Parliamoci chiaro, la Gestapo è tutto lo Stato. Senza di noi tutto si sfascerebbe, e voi andreste tutti sulla forca! (p. 270)“

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Telford Taylor 7
1908 – 1998
„Il processo fu una creazione americana. Stalin voleva fucilare gerarchi e ufficiali nazisti, anche Churchill favoriva le maniere forti. Furono il giudice della Corte Suprema Robert Jackson e il ministro della guerra Stimson a convincere il presidente Roosevelt della necessità di una corte internazionale. Capi d'accusa la guerra di aggressione e i crimini contro l'umanità. Da subito furono chiari i vizi di forma di Norimberga. Sedevamo con i giudici sovietici, personalmente inappuntabili, ma delegati da una potenza che aveva aggredito Polonia e Finlandia. Ci fu imbarazzo quando il pubblico ministero sovietico, generale Rudenko, sollevò la questione del massacro di ufficiali polacchi alle fosse di Katyn: già allora si sospettava che l'Armata Rossa fosse responsabile della strage. Non c'erano dubbi, che Hermann Goering, generale della Luftwaffe, Rudolf Hess, il gerarca fuggito in Inghilterra, Ribbentrop, l'ufficiale delle Ss Kaltenbrunner, sarebbero finiti sulla forca. Quando io, a una festa, difesi l'idea del processo, un gruppo di aviatori americani mi diede del traditore: "Dobbiamo fucilarli". Era l'umore del tempo. (da "Quel nazista non dovevamo impiccarlo", Corriere della sera, 31 ottobre 1992)“


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Richard de Bury 11
religioso e scrittore inglese 1287 – 1345
„Nei libri Dio stesso, illimitato e altissimo, si lascia comprendere e onorare; in loro si svela la natura del cielo, della terra e dell'inferno; nei libri si vedono le leggi che reggono la vita civile, si distinguono le funzioni delle gerarche celesti e vi si disegnano le tirannidi degli angeli malvagi; non li superano le idee platoniche e neppure la cattedra di Cratone basterebbe a racchiuderli. Nei libri ritrovo vivi i morti, nei libri prevedo il futuro, nei libri trovo le geometrie dell'arte bellica e dai libri escono le leggi della pace. Nel tempo tutto si consuma e marcisce e Saturno non si stanca di divorare i suoi figli: l'oblio seppellirebbe ogni gloria terrena se Dio non vi avesse posto rimedio inventando i libri. (cap. I, Come il tesoro della sapienza si trovi soprattutto nei libri, pag. 37)“

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Walter Bonatti 43
alpinista italiano 1930 – 2011
„Non m'interessa parlare della notte che cambiò la vita, che ha reso il mio carattere per sempre sospettoso e diffidente. Avevo visto la durezza della guerra. Il giorno prima con i miei amici, partigiani, giocavamo a calcio, il giorno dopo erano nella chiesetta, cadaveri, sfigurati in viso dagli scarponi chiodati. Ho visto la fucilazione dei gerarchi fascisti, ero a piazzale Loreto quando appesero Mussolini a testa in giù come un maiale, sapevo cos'era la cattiveria, ma ignoravo l'infamia. Ho aspettato due mesi che Compagnoni venisse a darmi una pacca sulla schiena, a dirmi che aveva fatto una fesseria, a chiedere scusa, perché può capitare di essere vigliacchi, ma deve anche capitare di ammetterlo. Invece niente, invece sono finito sul banco degli accusati, ero io la carogna, non loro che avevano mentito sull'uso delle bombole, delle maschere, sull'orario del balzo finale alla vetta. Nella relazione ufficiale di Desio che il Cai ha accettato è sbagliata la quota del mio bivacco, quella del campo di Compagnoni e Lacedelli, l'uso e la durata delle bombole di ossigeno, niente affatto esaurito prima dei duecento metri di dislivello sotto il K2, e l'ora in cui dettero l'assalto alla vetta. E tutto questo perché? Perché l'impresa oltre ad avere successo doveva essere anche eroica. Far vedere che gli italiani erano stati non solo bravi, ma anche straordinari. Ne abbiamo fatto una montagna di merda, coperta di menzogne, perfino la stampa straniera ci chiede "perché?". E tutto questo perché non riusciamo ad essere un paese pulito, dobbiamo strumentalizzare le occasioni, la verità, sporcare gli uomini. L' Italia è un paese di complici, dove non esiste solidarietà tra onesti, ma solo scambio tra diversi interessi, dove il sogno di Desio doveva restare immacolato. Dove solo io potevo essere infangato, disprezzato, accusato. Non solo, ma qualsiasi controversia non viene mai affrontata, si preferisce accantonarla, non prendere la responsabilità di una scelta. Mentre oggi agli idoli sportivi imbottiti di droga tutto viene perdonato perché sono l'immagine del paese. E se solo guardo quello che passa in tv mi viene schifo: quelle persone sull'isola, che si fanno riprendere, quella buffonata. Con quale rispetto verso i padri dell'avventura, verso chi ha cercato frontiere e parole nuove come Melville, Jack London e Stanley? Io sul K2 in una notte del '54 sono quasi morto, ma quello che mi ha ucciso è questo mezzo secolo di menzogna. Ho urlato così tanto quella notte nella mia disperazione che adesso non voglio avere più voce. La puzza del K2 la lascio a voi, io preferisco respirare [... ].“

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Franco Fochi 18
linguista e saggista italiano
„Così anche -ABILE e -IBILE pagano un tributo di servitù all'irreggimentazione, che ha fatto la loro potenza: una potenza triste, senza un'ombra di varietà né un soffio di fantasia. Ma ai gerarchi basta l'autorità. (Abile, ibile, ivo, p. 103)“

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Michele Serra 88
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Tu sei il consumista perfetto. Il sogno di ogni gerarca o funzionario della presente dittatura, che per tenere in piedi le sue mura deliranti ha bisogno che ognuno bruci più di quanto lo scalda, mangi più di quanto lo nutre, illumini più di quanto può vedere, fumi più di quanto può fumare, compri più di quanto lo soddisfa. (libro Gli sdraiati)“


Paolo Maurensig 48
scrittore italiano 1943
„Ancora oggi mi chiedo a volte – ed è alla loro salvezza che penso –, se quanti parteciparono con tanto zelo a questo compito infame udissero levarsi dalle nostre file voci umane, o se, grazie a chissà quali malefici operati sul loro cervello dalla propaganda dei gerarchi, non percepissero soltanto belati e muggiti. (p. 125)“

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Gianpaolo Ormezzano 9
giornalista, scrittore e personaggio televisivo italiano 1935
„Vittorio Pozzo era riuscito a gestire la nazionale, che pure il regime voleva usare come strumento di propaganda, tenendola abbastanza lontano dalle pressioni e dalle tresche dei gerarchi. [... ] Pozzo non fu antifascista, né mai pretese di esserlo, ma non fu nemmeno banditore troppo strumentalizzato da parte del potere. [... ] Forse quello fu l'unico modo per evitare che la sua squadra diventasse la Nazionale di Mussolini. (da Il calcio: una storia mondiale, Longanesi, 1989)“

Giorgio Bracardi 9
doppiatore e attore italiano 1935
„Quando c'era Lui non si scherzava mica. (nel ruolo del gerarca Catenacci)“

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Tinto Brass 20
regista italiano 1933
„Mio padre era un gerarca fascista che m'ha cacciato di casa a 17 anni cambiando la serratura della porta. Ma già a 14 anni m’ha fatto rinchiudere nel manicomio di San Clemente a Venezia, non ricordo più per quanto tempo, per via di una personalità che giudicava poco equilibrata. Mia madre invece era una donna succube che non mi ha mai capito e mi considerava un irrealizzato. (dall'intervista di Raffaele Panizza, Sesso, sesso, sesso: tutto il resto è noia. Voglio morire sognando una donna nuda, Panorama, 28 agosto 2013)“