Frasi su germanico

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Adolf Hitler 106
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„Le basi granitiche sulle quali uno Stato può vivere non sono soltanto i meccanismi dell'interesse economico, ma il popolo concepito come un vero organismo: cioè uno Stato Germanico di Nazione tedesca.“

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Publio Cornelio Tacito 51
storico, oratore e senatore romano 56 – 120
„Non certo io amo mia moglie e mio figlio più che non mio padre e lo Stato. (Germanico p. 35; 1974)“


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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque. (4 marzo 2005)“

Christian Norberg-Schulz 7
architetto norvegese 1926 – 2000
„Motivi provenienti dall'oriente slavo, dal nord germanico, dall'occidente gallico, dal sud latino, convergono a Praga e si fondono in una sintesi singolare. (p. 85)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Henry Furst Nel suo stile di vita, egli rappresentava ancora la classe degli hommes de lettres, i quali rapidamente si estinguono e, per la verità, in modo più rapido nei paesi germanici che nei latini. Quel che li distingue è il loro modo di vivere, caro alle Muse, dietro il quale si cela un eminente lavoro. Per la loro esistenza vale lo stesso criterio che per l'opera d'arte nella quale non deve scorgersi la fatica. Questo è soltanto possibile quando l'artista trova nel suo lavoro un godimento. Con questa classe svaniscono anche i biotopi classici, o assumono carattere da museo. (pp. 14-15 della trad. it. parziale)“

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Giovanni Sartori 70
politologo italiano 1924
„Ci siamo conosciuti ad Harvard, quando ebbi un primo incarico negli Stati Uniti. Faceva sorridere quel suo fortissimo accento tedesco, che ha conservato per tutta la vita. In ogni intervista televisiva rispondeva a qualsiasi domanda: "This is a big problem" con quell'intonazione germanica. Finita la presidenza Nixon, si ritirò nel silenzio. Fui io a riportarlo alla ribalta nel 1977, quando organizzai a Washington, con l'American Enterprise Institute, un grande convegno per discutere dell'eurocomunismo, dopo che i fatti cileni avevano spaventato persino Enrico Berlinguer e il Pci di allora. Accettò il mio invito, parlò davanti ad un'aula gremitissima. Da allora non si fermò più.“

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Stalin 27
uomo politico sovietico 1878 – 1953
„La stampa straniera si esercita periodicamente nell'affermare che l'obiettivo dell'Armata Rossa è quello di sterminare il popolo tedesco e di distruggere lo Stato germanico. Si tratta di una stupida bugia (...). L'Armata Rossa non ha né può avere obiettivi così idioti. L'obiettivo dell'Armata Rossa è di cacciare gli invasori tedeschi dal nostro territorio e di liberare il suolo tedesco dagli invasori fascisti. È assai verosimile che la guerra di liberazione del suolo tedesco porti al l'abbattimento e alla distruzione della cricca hitleriana. Auspichiamo questo risultato. Ma sarebbe ridicolo identificare la cricca di Hitler con il popolo tedesco. La storia dimostra che gli Hitler vanno e vengono, ma che il popolo tedesco e lo Stato tedesco rimangono.“

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Klaus Mann 15
scrittore tedesco 1906 – 1949
„Se Kafka, allora quasi sconosciuto, è, secondo una bella parola di Hermann Hesse, «il celato sovrano della prosa tedesca», Trakl appartiene ai principi occulti della germanica poesia. [... ] Egli rialzò la lira, dove Hölderlin l'aveva lasciata cadere. [... ] Trakl è la voce più cupa del mio coro. È ancora canto il suo? Spesso non è che un balbettio. Con bocca balbettante annuncia i terrori del dissolvimento, della corruzione. La forma si dissolve in un crepuscolo purpureo. Egli mi addusse ai misteri crepuscolari. (da Educazione (1920-1923), p. 101)“


Luigi Natoli 10
scrittore italiano 1857 – 1941
„Vedrai che l'isola passerà all'imperatore e noi avremo fatto la guerra al Savoiardo per dare comodità al Germanico di pigliarsi la nostra bella isola. Da un padrone all'altro; sempre così.“

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Stalin 27
uomo politico sovietico 1878 – 1953
„La potenza tedesca è tale che se anche la Russia riuscisse a difendersi da sola, sarebbe molto difficile per l'Inghilterra e per la Russia unite demolire la macchina bellica germanica. L'unica cosa che potrebbe sconfiggere Hitler, e forse senza bisogno di sparare un sol colpo, sarebbe l'annuncio dell'entrata in guerra degli Stati Uniti.“

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Publio Cornelio Tacito 51
storico, oratore e senatore romano 56 – 120
„Uomini e donne [i Germanici] ignorano egualmente i segreti delle lettere.“

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Alfred Rosenberg 7
politico e filosofo tedesco 1893 – 1946
„Il concetto cattolico di amore dev'essere sostituito da quello germanico e nazionalsocialista di cameratismo [... ] cosa che è esprimibile simbolicamente sostituendo il rosario con la vanga del lavoro.“


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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„Otto von Bismarck-Shonhausen per l'unità germanica | si annette mezza Europa. (da Sfiorivano le viole, n.° 2)“

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Don Budge 7
tennista e allenatore di tennis statunitense 1915 – 2000
„[Su Gottfried von Cramm] Era della vecchia nobiltà germanica… Ma la sua vera nobiltà risiedeva nelle qualità umane, piuttosto che nella sua discendenza; era uno dei più grandi sportivi del mondo e forse il più amato da tutti i giocatori.“

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Sidney Sonnino 2
politico italiano 1847 – 1922
„Quanto alla libertà e comunanza dei mari, in tempo di pace nessuno la contesta; in tempo di guerra il difficile è di farla valere. Gli Imperi centrali dichiarano, in teoria, di accettarla, ma la loro risposta pratica l'avete avuta nel metodo ripetutamente e impunemente raccomandato al proprio governo, come fosse la cosa più naturale del mondo, dall'inviato germanico a Buenos Aires, mentre stava impegnando la parola del governo stesso al pieno rispetto della incolumità delle navi argentine: il consiglio cioè di affondarle senza lasciare traccia. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 687-688)“

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Klaus Mann 15
scrittore tedesco 1906 – 1949
„Non capivo più i tedeschi!
Ma non ero forse un tedesco anch'io? Certo lo ero; e non per la lingua soltanto. La cultura tedesca aveva formato la mia visione cosmica, la mia individualità spirituale, o quanto meno l'aveva influenzata in modo decisivo. Una casa paterna come la mia, un'infanzia sotto il segno dei Novalis, Hölderlin, George; come potevo essere estraneo allo spirito tedesco?
O forse appunto ci si sentiva troppo parente, troppo intimamente legato al grande e nobile spirito germanico per poter aderire ora alla sua falsificazione, al suo avvilimento; forse si era talmente di casa nella sfera di un germanesimo europeo e universale, che ci si doveva sentire dei senzapatria nel paese in cui il pensiero universale era stato ridotto a un sogno di mondiale assoggettamento ( da La scritta sul muro (1930–1932), pp. 223-224)“

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