Frasi su ghigno

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Vitaliano Brancati 25
1907 – 1954
„Io non sono vecchio! Non vogliono dir nulla settantaquattro anni! Cinquant'anni non sono nulla, non mi separano affatto dalla giovinezza. Se mi volto, dietro le mie spalle c'è la giovinezza chiara, nitida, e dietro c'è la fanciullezza, ancora più chiara e nitida di quando avevo vent'anni. I pensieri sono con me, li devo ancora sviluppare, e così i sentimenti, i desideri: li devo ancora appagare! Io non sono affatto sazio di vita, comincio appena ora ad assaporarla! Perché mi mettete addosso questi dolori artritici, queste rughe che mi fanno ghignare mentre non ghigno affatto, queste borse di pelle? Perché m'impastoiate come un mulo e mi accecate? Perché mi otturate le orecchie? E perché mi guardate con quegli occhi che trovano maturale che io muoia? C'è un errore, ve lo giuro! Arrivate alla mia età e ve ne accorgerete! Ma allora avrete anche voi un bel gridare, e quelli che avranno i venti, i trenta, i quaranta, i cinquant'anni che adesso avete voi non vi crederanno, e vi conforteranno col tono bonario che si usa con i pazzi quando dicono d'essere sani!". Paolo uscì; tremava leggermente. Come poteva un uomo ridursi così? Era chiaro: niente mai meditazione, niente mai volontà, niente mai autocritica, e quindi niente coraggio, niente dignità, niente luce intellettuale, niente superiorità sulla morte. Lo spirito, relegato nella stiva del corpo, costretto a servirlo per renderne infiniti i godimenti, ora si limitava a sbattere le sue catene per annunziare che il padrone colava a picco.“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Checché ne dicano gli agiografi della Resistenza, la guerra l'abbiamo persa, e c'è un conto da pagare. Che l'Italia lo saldi a spese dei suoi figli minori – i Dalmati e gli Istriani – è un ghigno del destino. Ma in compenso può considerarsi miracolata. Quando si pensa a cosa ha pagato la sua sconfitta la Germania, amputata d'intere province e dimezzata in due nazioni diverse e ostili, e quando si pensa a cosa ha pagato l'Inghilterra, precipitata dalla condizione di massimo impero mondiale a quella di piccola isola alla periferia d'Europa; non possiamo lamentarci del trattamento che gli alleati ci fecero. (30 settembre 1975)“


Vincenzo Consolo 25
scrittore e saggista italiano 1933 – 2012
„Ed è Palermo, la fastosa e miserabile Palermo, con i suoi palazzi nobiliari che imitano le regge dei Borboni tra i «cortili» di tracoma e tisi, con le ville-alberghi in stile moresco-liberty di imprenditori come i Florio che s'alzavano sopra i tetti dei tuguri; la Palermo delle strade brulicanti d'umanità come quelle di Nuova Delhi o del Cairo e dei sotterranei dei conventi affollati di morti imbalsamati, bloccati in gesti e ghigni come al passaggio di quello scheletro a cavallo e armato di falce che si vede nell'affresco chiamato Trionfo della morte del museo Abatellis. (dalla prefazione di Vincenzo Consolo a Carlo Levi, Le parole sono pietre, Giulio Einaudi editore, Torino, 2010, p. XI)“

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Lorenzo de' Medici 9
scrittore, politico e mecenate italiano 1449 – 1492
„Chi vince, per dolcezza si gavazza, | dileggia e ghigna, e tutto si diguazza; | credere alla Fortuna è cosa pazza: | aspetta pur che poi si pieghi e chini. (da Canzona de' confortini, vv. 27-30)“

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Il Farinotti 35
critico cinematografico italiano 1951
„Si tratta di un autentico cult movie, tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un road movie; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di Scola, Risi e Maccari è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco Gassman, finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente Trintignant si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo charme opaco di una zia del suo amico. In ogni spostamento, dalla Roma deserta del mattino di Ferragosto lungo le strade della Versilia fino alla Costa Azzurra, si gioca la sua dignità e persino la sua figura di padre. la partita a ping-pong con Gora è al riguardo esemplare. L'attonito Trintignant in questa scuola dei diritti è infatti l'unico a soccombere, emblematicamente. Non pochi hanno lamentato il cambio di atmosfera dell'epilogo: un brusco risveglio dalla partitura scoppiettante di una pellicola che sembrava dover dispensare un eclettico piacere a fior di pelle. Come in La grande guerra e Una vita difficile il cinema italiano aveva trovato, se non un vero e proprio stile, un equilibrio basato su una precisa rappresentazione della società italiana, senza dover ricorrere ai macchiettoni che il depravato cinema d'oggi mostra con lugubre allegria. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. Il sorpasso, al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema. (Il sorpasso, p. 1892)“

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Irène Némirovsky 26
scrittrice francese 1903 – 1942
„Ricordo… Anni dopo, quando divenni commissario speciale, mi capitava in notti simili di interrogare stuoli di sospetti che venivano poi giustiziati all'alba. Ricordo quelle facce pallide, il chiarore notturno che ne illuminava i tratti, i loro occhi fissi nei miei. Alcuni erano talmente stremati da sembrare indifferenti a tutto, e rispondevano alle domande con un piccolo ghigno stanco. Erano pochi quelli che tentavano di difendersi. Si lasciavano portare via e massacrare senza una parola. Che mattatoio, le rivoluzioni! Ne vale la pena?... Non c'è niente che valga la pena, a dire il vero, e la vita meno di tutto il resto.“

Isabella Santacroce 164
scrittrice italiana 1970
„Io odio l'amore, parlo sempre male di lui, perché è il luogo dove sono stata uccisa. Sono stata uccisa ad Amore, sai dov'è? È un paese piccolo, senza finestre, dove i sogni diventano incubi all'improvviso, e un sorriso diventa un ghigno, all'improvviso. Io ho paura dell'amore, perché non c'è altro che amo. Io amo Amore, quel paese piccolo, senza finestre, che mi ha ucciso.“

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Steven Gerrard 4
calciatore britannico 1980
„Certi giocatori del Milan rientravano con un ghigno. Gattuso era uno di quelli. L'ho visto. Ma vaffa... Un altro paio di milanisti salutava a braccia levate tifosi e amici, mi hanno schifato. Come il tunnel di Pirlo poco prima dell'intervallo, mancanza di rispetto. D'accordo, il Milan ci stava stracciando, ma non ci si deve mai comportare così. Quando sono tornato nello spogliatoio schiumavo: questi str... credono sia tutto finito. Ma si sbagliano.“


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Salvo Sottile 2
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1973
„Scesi dall'auto e iniziai a vomitare. Tornai indietro per rassicurarmi che respirasse ancora. Era lì, ranicchiata sul sedile. Aveva smesso di contorcersi, di bestemmiare. Ora stava bene, di certo stava meglio di prima: immobile, mi guardava implorante, gli occhi come due fessure, un ghigno disegnato sul viso. Non aveva nessun imbarazzo, nessuna vergogna. All'inizio mi aveva fatto schifo, ora cominciava a farmi pena, quasi tenerezza. Più passavano i minuti più mi accorgevo che cambiava, diventava sempre più pallida, la pelle sempre più bianca. Forse qualcosa stava andando storto. (p. 53)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Che precipiti flutti umani in te, di giorno e di notte! | Quali passioni, vincite, perdite, ardori solcano le acque tue! | Quali gorghi di male, di felicità e dolore, ti ostacolano! | Quanti curiosi sguardi inquisitori – lampi d'affetto! | Ghigno d'invidia, scherno, disprezzo, occhiate di speranza e desiderio! | Tu porta – tu arena – tu con le tue file e con i tuoi gruppi che stendono a miriadi! | (Potessero le tue pietre, le sponde, le facciate narrare le loro incredibili storie; | le tue lussuriose vetrine, gli alberghi immensi – i tuoi marciapiedi spaziosi;) | tu con i piedi che senza tregua scivolano, saltellano, strascicano! | Tu come il mondo stesso multicolore – come la vita infinita, bulicante ed ironica! | Tu mascherata, vasta, indicibile mostra e lezione! (Broadway, p. 641)“

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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Il comico è cianuro. Si libera nel corpo del tragico, lo cadaverizza e lo sfinisce in ghigno sospeso. (pag. 31)“

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Gaio Valerio Catullo 80
poeta romano -84 – -54 a.C.
„*[... ] ei ghigna. Ad ogni evento, | checchè egli faccia, — ovunque vada, ei ghigna. | È questo il suo — debole, e affè, non troppo | bello ed urbano. (XXXIX, vv. 5-8)“


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Francesco Guccini 220
cantautore italiano 1940
„Oh sera scendi presto, oh mondo nuovo arriva. Rivoluzione, cambia qualche cosa. Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa, mia stanca civiltà che si trascina. (da Canzone delle situazioni differenti)“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Io vi insegno l'oltreuomo. L'uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l'uomo? Che cos'è per l'uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l'uomo per l' oltreuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna.“

Francesco Beccuti 12
poeta italiano 1509 – 1553
„Un ch'era dentro corvo e di fuor cigno | ed al suo nome avea contrari effetti | e ne la lingua il tosco e 'n bocca 'l ghigno, | semina in quel cor puro odi e sospetti, | e mi son in un'ora, oimé!, ritolti | tutti gli onesti miei dolci diletti. (vv. 178-183)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„La guerra l'abbiamo persa tutti e c'è un conto da pagare. Che l'Italia lo saldi a spese dei suoi figli minori – i Dalmati e gli Istriani – è un ghigno del destino. Gli Istriani non hanno mai fatto del vittimismo. Incapaci di rassegnarsi, hanno portato la loro tragedia con silenziosa dignità. Siamo tutti Istriani. (30 settembre 1975)“

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