Frasi su ghiotta


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Anna Marchesini 92
attrice, doppiatrice e scrittrice italiana 1953
„La mia etica mi vieterebbe di fare questo, ma... la GHIOTTA possibilità di poter interagire con un clone.. mi permette di fare questo esperimento e di sottopormi volentieri“

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Paul Verlaine 40
poeta 1844 – 1896
„Orso ben leccato, ghiotta e ubriaca | La mia lingua qui può confermarlo | Il tuo clitoride a lungo ha succhiato | Così a lungo da non saper più contarlo. | Ben leccato, sì, ma aspro, diavolo, | Il tuo bel buco, briccone e dispettoso, | Che rosso ride su fondo sabbia: | Come le labbra d'Arlecchino. (Alla signora…)“


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Pietro Aretino 67
poeta, scrittore, drammaturgo 1492 – 1556
„E non si trova pecchia | ghiotta dei fiori, com'io d'un nobil cazzo, | e no 'l provo ancho, e per mirarlo sguazzo. (1-XI, vv. 15-17)“

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala condotta | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta. (XVI, 97-105)“

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Gustave Flaubert 115
scrittore francese 1821 – 1880
„Immerse il pollice destro nell'olio, e cominciò le unzioni: prima sugli occhi, che avevano tanto bramato tutte le magnificenze terrestri; poi sulle narici, ghiotte di brezze tiepide e di profumi d'amore; poi sulla bocca, che si era aperta per la menzogna, che aveva mandato gemiti d'orgoglio e gridato alla lussuria; poi sulle mani, che avevano goduto contatti soavi, e infine sulla pianta dei piedi, così rapidi un tempo, quando ella correva a soddisfare i suoi desideri, e che ora non avrebbero camminato più.“

„Nei galatei sono considerate bambine cattive le bambine impazienti e sgarbate, le egoiste, le bugiarde, le pigre, le ghiotte, sono condannati cioè tutti i comportamenti opposti alle virtù classiche per le bambine dei galatei: la pazienza, la docilità, la diligenza, la moderazione e la bontà. Botte e punizioni di vario tipo non sembrano mancare nei ricordi autobiografici. I figli – ricorda Regina Terruzzi – si crescevano con la bacchetta: «La mia vicina di banco, maggiore di tanti marmocchi, mi raccontava delle battute materne per sgorbi sui quaderni, per macchie sui fogli dei compiti e spesso mi mostrava le ecchimosi sulle braccia e sulle gambe». E anche quando non si ricorreva alle botte «la bacchetta faceva bella mostra di sé in cucina, appesa sopra il camino e bastava indicarla per farci rigar dritto: era una specie di testimonianza a garanzia della quiete domestica». (p. 283)“

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„E infatti la strada intorno alla piazza fiorì di novità. La più clamorosa fu certamente la boutique di biancheria intima Luciana Lingerie, che tutti dicevano: ma di cognome non si chiamava Carboni? Forse Lingerie è il nome da nubile, azzardò qualcuno. Era un negozio assai osé e quando il parroco ci passò davanti ebbe una colica bilaterale, e si dovette patteggiare la carica erotica della vetrina. In prima fila mutande tattiche e canottiere di lana, in seconda slipponi e reggiseni classici, in fondo le trine assassine e i bodies. All'inizio non ci entrava nessuno, poi avvenne il miracolo di Santa Guêpière. La Zoraide, ex miss Regione, vigorosa over quaranta ancor ghiotta di piaceri, soffriva perché il marito Oscar la trombava solo quando il Bologna vinceva e segnava Fogli. In tre anni Fogli fece due gol. Ma una sera la signora Zoraide tornò a casa con un pacchettino galeotto. Dopo cena il marito era in poltrona, leggeva Stadio e ruttava lo stracotto. Zoraide si presentò con la guêpière sotto la vestaglia. Oscar cadde in ginocchio, per l'emozione e per vedere da vicino. Dopodiché Fogli iniziò virtualmente a far gol tutte le domeniche e anche negli allenamenti infrasettimanali.“

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Pietro Aretino 67
poeta, scrittore, drammaturgo 1492 – 1556
„Nel ben fotter ogn'uno si diletti
e pensi in usar ben cosa sì ghiotta,
perché alla fine il culo ovver la potta
sono del bello e buon dolci ricetti. (libro Sonetti lussuriosi e dubbi amorosi)“


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Enrico Pea 16
poeta e scrittore italiano 1881 – 1958
„La Baracca Rossa era un palo intorno a cui giravano, anche senza averne coscienza, le forze bestiali di una umanità ghiotta di beni afferrabili, o controllabili con gli strumenti. Per questa gente, l'inventore, l'applicatore o lo scopritore di qualche futile segreto della natura, è divinità assoluta, vittoriosa su Dio che questi segreti ha creato. La Baracca Rossa agiva come stimolante all'istinto: al primo istinto a cui l'obbedire è facile. Tagliati così fuori dalla coscienza i vincoli della convivenza onesta, ogni uomo si fa cane dietro la prima preda che incontra.«Chi si contenta di poco è un bruto,» disse Giuda in una delle sue mirabili lezioni. «Eravamo scimmie, ora siamo uomini, capaci di far volare il ferro.» (p. 115)“

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Guy de Maupassant 51
scrittore e drammaturgo francese 1850 – 1893
„Solo gli imbecilli non sono ghiotti... si è ghiotti come poeti, si è ghiotti come artisti...“

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Giovanni Verga 87
scrittore italiano 1840 – 1922
„Egli aveva di queste uscite buffe alle volte, da solo a solo con sua moglie, quando era contento della sua giornata, prima di coricarsi, mettendosi il berretto da notte, in maniche di camicia. A quattr'occhi con lei mostravasi proprio quel che era, bonaccione, colla risata larga che mostrava i denti grossi e bianchi, passandosi anche la lingua sulle labbra, quasi gustasse già il dolce del boccone buono, da uomo ghiotto della roba. (III, 1)“

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Yann Martel 32
scrittore canadese 1963
„A metà degli anni Settanta, l'India attraversava un brutto periodo. Lo capivo dalle rughe profonde che solcavano la fronte di papà quando leggeva i giornali, dai frammenti di conversazione fra i miei genitori, Mamaji e gli altri. Ero in grado di comprendere quello che dicevano, però non mi interessava. Gli oranghi erano ghiotti di chapati come sempre, alle scimmie non importava cosa succedeva a Delhi; i rinoceronti e le capre continuavano a vivere in pace, gli uccelli cinguettavano, le nuvole portavano pioggia; il sole era caldo, la terra respirava, Dio c'era: nel mio mondo tutto era in ordine. (p. 92)“


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Muriel Barbery 108
scrittrice francese 1969
„La cosa particolarmente buffa nei cocker è la loro andatura ondeggiante quando sono di umore faceto; è come se delle piccole molle, attivate sotto le zampe, li proiettassero verso l'alto – ma dolcemente, senza sbalzi. Questo movimento agita anche le zampe e le orecchie come il rollio con una barca, e il cocker, piccola nave simpatica che solca la terraferma, porta in questi luoghi urbani un tocco marittimo di cui sono ghiotta. (Renée, pp. 56-57)“

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 87
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Le marsine nere si precipitavano qua e là, separatamente e a gruppi vagolavano come fanno le mosche sopra un candido e splendente pan di zucchero, di luglio, nella calda stagione estiva, quando la vecchia dispensiera lo rompe e lo divide in blocchetti scintillanti dinanzi alla finestra aperta: i bimbi, tutti raccolti intorno, guardano seguendo curiosamente il moto delle mani dure di lei che alzano il martello, e gli squadroni aerei delle mosche, sollevate dall'aria lieve, entrano arditamente a volo, come padrone assolute e, approfittando della vista corta della vecchia e del sole che le disturba gli occhi, si spargono sui ghiotti pezzi, dove ad una ad una e dove in gruppo. Fatte sazie della ricca estate che già di per sé offre loro ad ogni tratto cibi succulenti, esse non sono entrate a volo unicamente per cibarsi, ma per farsi vedere, per passeggiare avanti e indietro sul mucchio di zucchero, per sfregarsi ora l'una sull'altra le zampette davanti e di dietro, per grattarsi con esse sotto le alucce, oppure, protese le due zampette anteriori, strofinarsele sulla testa, per voltarsi e volar via e tornare poi di nuovo, a noiosi squadroni. (I; 2003, pp. 17-18)“

„In chiesa co' santi, e in osteria co' ghiotti.“

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Luigi Settembrini 28
scrittore e patriota italiano 1813 – 1876
„Nessun prete voleva riceverlo in chiesa. Il Ranieri parlò a parecchi parrochi, e tutti no: gli fu indicato quello di San Vitale come uomo di manica larga e ghiotto di pesci. Ei tosto corse a la Pietra del pesce, comperò triglie e calamai, e ne mandò un bel regalo al parroco, il quale si lasciò persuadere, e fece allogare il cadavere nel muro esteriore accanto la porta della chiesa. Così per pochi pesci Giacomo Leopardi ebbe sepoltura. Queste cose me le diceva il Ranieri, ed è bene che il mondo le sappia queste cose. (p. 40)“

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