Frasi su giacobinismo


Ernst Nolte 5
storico e filosofo tedesco 1923
„L'islamismo va considerato come il giacobinismo del Ventunesimo secolo e che all'infuori di esso non si vede oggi nessun fenomeno che abbia, verosimilmente, una simile portata storico-planetaria.“

Ernst Nolte 5
storico e filosofo tedesco 1923
„La tradizione del primo giacobinismo, che diede il nome al movimento, trovò in tutto il Diciannovesimo secolo – che fu prevalentemente pacifico e non-rivoluzionario – la sua prosecuzione più visibile nel «movimento dei lavoratori» e, all'interno di questo, nel «marxismo.“


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Claudio Rendina 35
scrittore, poeta e giornalista italiano 1938
„L'ultimo papa a dedicarsi ai banchetti è Pio VI, che pure dovrà patire l'insorgente giacobinismo; fino all'ultimo si fa promotore di grandi abbuffate a fronte delle processioni, in un misto di sacro e profano, con tanto di feste in onore di sovrani stranieri in visita a Roma per l'Anno Santo del 1775. (p. 185)“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Alla morte di Massari (Roma, 13 marzo 1884) una parte del disegno cui s'era votato settant'anni prima nel seminario di Avellino era giunta a compimento; un'altra, la "questione meridionale", già proposta da Liborio Romano, era aperta e sanguinante. Massari l'aveva affrontata nella relazione parlamentare su Il brigantaggio e le provincie meridionali in cui denunciò errori ed enormità ed esortò a puntare su decentramento, autonomie locali e rispetto delle tradizioni, contro la scorciatoia dello stato centralistico, venato di giacobinismo. Avvertì per tempo che il malcontento serpeggiante nel Mezzogiorno si sarebbe rovesciato contro il nuovo ordine ancor più di quanto avesse fatto contro i Borbone. […] Ma perché dunque il suo Diario risulta mutilo? Secondo Perrone ne furono strappate le pagine dal 24 marzo al 18 settembre 1860 proprio per cancellare la testimonianza diretta sull'azione di Cavour, che rimase quindi affidata all'Epistolario cioè a quanto il Gran Conte mise nero su bianco per i posteri. La vera storia della fase cruciale, quella della stella a cinque punte (re Vittorio, Cacour, Garibaldi, Liborio Romano e Giuseppe Massari), rimane dunque da ricostruire. (Aldo A. Mola)“

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Aldo Alessandro Mola 1
storico e scrittore italiano 1943
„Alla morte di Massari (Roma, 13 marzo 1884) una parte del disegno cui s'era votato settant'anni prima nel seminario di Avellino era giunta a compimento; un'altra, la "questione meridionale", già proposta da Liborio Romano, era aperta e sanguinante. Massari l'aveva affrontata nella relazione parlamentare su Il brigantaggio e le provincie meridionali in cui denunciò errori ed enormità ed esortò a puntare su decentramento, autonomie locali e rispetto delle tradizioni, contro la scorciatoia dello stato centralistico, venato di giacobinismo. Avvertì per tempo che il malcontento serpeggiante nel Mezzogiorno si sarebbe rovesciato contro il nuovo ordine ancor più di quanto avesse fatto contro i Borbone. […] Ma perché dunque il suo Diario risulta mutilo? Secondo Perrone ne furono strappate le pagine dal 24 marzo al 18 settembre 1860 proprio per cancellare la testimonianza diretta sull'azione di Cavour, che rimase quindi affidata all'Epistolario cioè a quanto il Gran Conte mise nero su bianco per i posteri. La vera storia della fase cruciale, quella della stella a cinque punte (re Vittorio, Cacour, Garibaldi, Liborio Romano e Giuseppe Massari), rimane dunque da ricostruire. (da Il giornale del Piemonte, 16 ottobre 2011)“

Federico Orlando 8
giornalista e politico italiano 1928 – 2014
„«Giuristi democratici» e «donne in nero», ecopacifisti e cattopacifisti, comunisti di rito occhettiano e di rito cossuttiano, ex lottacontinuisti, operaisti, terzinternazionalisti, avanguardisti, autonomi e rottami vari del «Movimento», ci avrebbero raccontato che il loro sogno si chiama solo «Pace». È una malattia che Jung identificò quando studiava Hitler, e chiamò pseudologia fantastica. Consiste nell'inventarsi una bugia e finire col credere che sia una verità. La bugia preferita è che nel mondo ci sia un Satana, che oggi è l'Occidente, e che chi lo combatte è un pacifista. Perciò l'Occidente è il nemico di tutti i fondamentalisti antisatanici. [... ] Contro il nemico, c'è l'eroe positivo. Ieri era il proletariato, i «popoli giovani». Oggi è il terzomondismo, «ultima versione dell'integrismo», secondo la definizione di Baget Bozzo. [... ] Così il fondamentalismo dei pacifisti del Nord e il bellicismo dei fondamentalisti del Sud si uniscono contro il mondo moderno, che nei due secoli dalla rivoluzione americana ha liberato l'Occidente dall'assolutismo, dall'inquisizione, dal giacobinismo, dal nazismo, dal comunismo. Ma ora agli sconfitti di questi «ismi» è tolta anche la gioia di sventolarci sotto gli occhi «allegre bandiere bianche», per dirci che hanno vinto loro. Riposino in pace.“