Frasi su giapponese

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Amélie Nothomb 138
scrittrice belga 1966
„Da piccola volevo diventare Dio. Molto presto compresi che era chiedere troppo e versai un po’ di acqua benedetta nel mio vino da messa: sarei stata Gesù. Presi rapidamente coscienza del mio eccesso di ambizione e accettai di ‘fare’ la martire, una volta diventata grande. Adulta, mi decisi a essere meno megalomane e a lavorare come interprete in un’azienda giapponese. Sfortunatamente, era troppo per me e dovetti scendere di un gradino per diventare ragioniera. Ma non c’erano stati freni alla mia folgorante caduta sociale. Mi venne dunque assegnato il posto di nullafacente. Purtroppo – avrei dovuto sospettarlo – era ancora troppo per me. Ottenni così l’incarico estremo: guardiana dei cessi. Dalla divinità alla latrina: c’era di che estasiarsi del mio percorso inesorabile. Di una cantante che riesca a passare dal registro di soprano a quello di contralto si dice che possiede una vasta estensione: io mi permetto di sottolineare la straordinaria estensione del mio talento, in grado di cantare tutti i registri, tanto in quello di Dio che in quello di signora Pipì. Passato lo stupore, la prima cosa che provai fu uno strano sollievo. Quando si lustrano i bagni sporchi, il vantaggio è che non c’è da temere di cadere più in basso.“

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Ivan Della Mea 6
cantautore, scrittore e giornalista italiano 1940 – 2009
„Ho cominciato a dubitare del comunismo quando ho visto che i giapponesi non lo fotografavano. (citato in Mario Precario, Mortadella Show, Aliberti)“


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Theodor W. Adorno 30
filosofo, musicologo e aforista tedesco 1903 – 1969
„Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono "more", "sudice", dago. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli antisemiti è fatto in modo che essi non vedono gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del pogrom. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un animale ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – "non è che un animale“

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Bill Bryson 30
giornalista e scrittore statunitense 1951
„Se gli italiani possedessero l'etica del lavoro dei giapponesi, potrebbero essere i padroni del pianeta. Grazie al cielo non ce l'hanno. (pag. 192)“

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Marcel Proust 206
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„La vittoria appartiene, come dicono i Giapponesi, a chi resiste un quarto d'ora di più.“

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Keiko Ichiguchi 22
fumettista giapponese 1966
„Dicono che i giapponesi dimentichino subito le cose: la moda, gli errori, i successi, le cose tristi... Significa che siamo capaci di adattarci a ogni situazione e andare avanti. (p. 86)“

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Fabrizio Mazzotta 7
attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano 1963
„Per alcune cose semplici mi affido all'esperienza perché sono cose che già so, in altri casi tipo questo o L'attacco dei Giganti vado a vedere e a studiare, ad esempio quando cominciai trent'anni fa, i giapponesi identificano la luna piena con un coniglio, mentre per noi è il faccione della luna piena. In quel caso ho imparato questa cosa ma soprattutto all'epoca questa cosa bisognava adattarla, perché dire "guarda che bel coniglio" non voleva dire niente [... ] in tv o al cinema uno non ha la nota a margine per cui c'è la spiegazione, lì non te lo spiega nessuno.“

Francesco Storace 17
politico e giornalista italiano 1959
„Un giorno si avvicina a un gruppo di giapponesi e coi suoi modi sussiegosi li ricopre di insulti, sicuro che quelli non lo avrebbero capito: "Pidocchiosi, teste di cazzo, coglioni". Così per ridere. Anche loro ridevano... (citato in Fabio Greggio, [http://www. italianiestero. antoniodipietro. it/sezioni/editoriali/editoriali. php? editid=59 Fini: di tutta l'"erba" un "Fascio"])“


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Il Farinotti 35
critico cinematografico italiano 1951
„Il genio ha colpito ancora. Dopo più di vent'anni di carriera c'è veramente da togliersi il cappello davanti ad un uomo, prima ancora che regista, capace come nessuno mai prima nel campo del cinema d'animazione (e non solo) di riuscire a centrare sempre e comunque l'obbiettivo che ogni cineasta dovrebbe avere come scopo unico: emozionare. E di emozioni, quest'opera di Hayao Miyazaki ne offre davvero. Howl's Moving Castle è un ulteriore tassello nel mosaico che il regista giapponese sta componendo col passare degli anni, che mescola l'attenzione alle tematiche ambientali, all'utilizzo malsano della tecnologia, che propone esseri umani calati in universi fantastici ed immaginari, dove creature soprannaturali insegnano all'uomo come vivere e quali valori seguire e difendere. (Il castello errante di Howl, pp. 387-388)“

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Ljudmil Stojanov 15
poeta e scrittore bulgaro 1886 – 1973
„Apro gli occhi e guardo di lato. Una sottile falce di luna, simile ad una navicella d'argento, se ne sta tra due nuvole di perla. È un sogno! Impossibile che sia realtà! È un quadro da pittore giapponese, una fiaba senza parole oppure un angolo di paradiso. Fuori dai miei sguardi, già velati e turbati, c'è la vita, ma essa è così lontana e irraggiungibile come questa navicella di madreperla nel cielo, come un ricordo che dolcemente si spegne. (da Sotto le stelle del Golak, pp. 62-63)“

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Keiko Ichiguchi 22
fumettista giapponese 1966
„Voi dite abbastanza chiaramente quello che pensate. [... ] Dipende dalla persona, naturalmente. I Giapponesi non sono per niente bravi a esprimere se stessi con le parole. Quasi tutti i Giapponesi potrebbero avere problemi. Invece ci sono dei giapponesi che non stavano bene in Giappone perché dicevano troppe cose e qua in Italia si trovano benissimo.“

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Keiko Ichiguchi 22
fumettista giapponese 1966
„Forse conosco la ragione di quelle lacrime... L'idea di perdere per sempre il bel paese dei nostri ricordi... qualcosa è cambiato definitivamente in Giappone, nel cuore dei giapponesi... Forse ci siamo ricordati che la felicità ci scivola via facilmente dalle mani e la bellezza sparisce in un istante... tutto quello che abbiamo può sparire come se non fosse mai esistito. Siamo così disperatamente effimeri. [... ] Eppure le stagioni tornano e i fiori sbocciano di nuovo. ('Itsuko', vedendo delle donne giapponesi che si commuovono) (pp. 98-100)“


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Gareth Edwards (regista) 2
regista britannico 1975
„Per tante persone che non conoscono Godzilla, o magari sono cresciuti con la versione più fanciullesca, è sorprendente guardare l'originale perché è davvero una seria metafora di Hiroshima e Nagasaki e credo che se i giapponesi avessero potuto fare un film su Hiroshima l'avrebbero fatto. Ma c'era molta censura all'epoca da parte del mondo Occidentale, dopo la Seconda Guerra Mondiale, e non potevano girare film sull'argomento. Perciò l'anno celato sotto le sembianze di un mostro cinematografico che ha avuto un enorme peso. Quello è stato il nostro banco di prova, ma personalmente, dal momento che si suddividono i film su Godzilla in epoche, l'epoca Showa, che equivale agli anni '60, è quella che preferisco. Ho un'alta tolleranza per qualsiasi fantascienza di quel periodo e adoro film come Destroy All Monsters!. Adoro l'idea di un isola mostruosa e creature multiple. Non sono il genere di film che mostrerei ad un amico dicendogli "Ti piacerà da morire." Penso però che sia un gusto particolare che sviluppi con il tempo.“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Anche noi siamo convinti che il Paese ha il diritto di conoscere la verità (che non riguarda soltanto quella di Piazza Fontana). Ma non ci riusciamo. Anche perché se la pista rimane, come sembra accertato, quella del terrorismo nero, non sappiamo quali nomi l'accusa potrà tirar fuori dal suo cappello. I tre maggiori indiziati sono già stati assolti con sentenza passata in giudicato che non consente di richiamarli sul banco degli imputati. Gli altri di cui si fa il nome non sarebbero che comparse, la più importante delle quali, Delfo Zorzi, risiede a Tokio con passaporto giapponese che lo mette al riparo da ogni pericolo di estradizione. Vale la pena ricominciare? L'ouverture dei dibattimenti non è stata incoraggiante. Il proscenio era occupato da Capanna, Valpreda, Dario Fo e altri reduci sessantottini, cui si era aggiunto anche Sergio Cusani, l'intangentato convertitosi (lo diciamo senza nessuna ironia) al missionarismo. [... ] Invano i portaparola della parte lesa, cioè dei familiari delle vittime, si sono dichiarati estranei e contrari a ogni tentativo di politicizzare il processo. Una parola. Non ci riescono nemmeno Jovanotti e Teocoli con le loro filastrocche dal palcoscenico di Sanremo. Figuriamoci se potranno riuscirci i registi di questo processo rouge et noir, se mai ve ne furono. [... ] Ecco a cosa servono i processi come questo: non a cercare la verità, ma a fornire argomenti al rouge o al noir. (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/2000/febbraio/26/QUELLA_VERITA_CHE_CERCHIAMO_co_0_0002264627. shtml Quella verità che cerchiamo], 26 febbraio 2000, p. 1)“

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Beppe Severgnini 38
giornalista italiano 1956
„Non posso negarne l'esistenza ma, dal punto di vista ontologico, la dicotomia è una sola: Inter-Juve. L'Inter (come i gatti e Londra) è fascinosa e imprevedibile. La Juventus (come i cani e Parigi) è solida e rassicurante. Il resto è contorno. Ho scritto dicotomia, ma Inter-Juve è di più. È una contrapposizione come Hegel e Kant, Coppi e Bartali, Fellini e Visconti, Usa e Urss, Apple e Microsoft, Beatles e Rolling Stones, yin e yang, moto Bmw e moto giapponesi. Non si tratta di stabilire chi è meglio e chi è peggio (anche se io un sospetto ce l'avrei). Inter e Juve sono pianeti distanti, che entrano in contatto solo in occasione di una partita, di un'amicizia o di un matrimonio. Allora, qualcosa succede. Gli interisti sono romantici, con una punta di decadenza. Gli juventini, neoclassici. Noi siamo idealisti, loro positivisti. Gli interisti sono una nazione dolente (tre scudetti in trent'anni e un Helsingborgs quando non te l'aspetti); gli juventini credono nelle magnifiche sorti e progressive (e spesso vengono accontentati).“

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Amélie Nothomb 138
scrittrice belga 1966
„Se bisogna ammirare la Giapponese (e bisogna farlo) è perchè non si suicida.“

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