Frasi su giovinetto

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Giustino Fortunato 9
politico e storico italiano 1848 – 1932
„[su Francesco Saverio Nitti] Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. (citato in Francesco Barbagallo, Francesco Saverio Nitti, UTET, Torino, 1984, p. 12)“

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Marc Bloch 7
storico francese 1886 – 1944
„Papà, spiegami allora a cosa serve la storia". Così un giovinetto, che mi è molto caro, interrogava, qualche anno fa, uno storico. Del libro che si leggerà, vorrei poter dire che è la mia risposta. (1998)“


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Alphonse De Lamartine 35
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869
„Un giorno dell'anno 1830, entrando di sera in una chiesa di Parigi, vidi la bara d'una giovinetta, coperta da una coltre bianca. Questa bara mi ricordò Graziella. Mi nascosi all'ombra di un pilastro e pensai a Procida, piangendo a lungo.
Le mie lagrime si asciugarono, ma le nubi che avevano attraversato il mio pensiero durante la tristezza del funerale non dileguarono.
Rientrai silenzioso nella mia camera, svolsi i ricordi che sono tracciati in questo libro e scrissi tutto d'un fiato, piangendo, i versi intitolati: Primo rimpianto. È la nota, resa fievole da vent'anni di distanza, d'un sentimento che fece zampillare la prima sorgente del mio cuore. Ma vi si sente ancora la lacerazione d'una fibra intima che non guarirà mai.
Ecco queste strofe, balsamo d'una ferita, sboccio di un cuore, profumo di un fiore sepolcrale: Non vi manca che il nome di Graziella. Ve lo incastonerei in una strofa, se vi fosse quaggiù un cristallo abbastanza puro per rinchiudere questa lagrima, questo ricordo, questo nome! (p. 151)“

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Giosue Carducci 79
poeta e scrittore italiano 1835 – 1907
„I cipressi che a Bólgheri alti e schietti | van da San Guido in duplice filar, | quasi in corsa giganti giovinetti | mi balzarono incontro e mi guardâr. (da Davanti san Guido, libro V, LXXII)“

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Bernardo Tasso 5
poeta italiano 1493 – 1569
„Cogliete, o giovinette, il vago fiore | de' vostri più dolci anni, e con Amore | state sovente in lieto e bel soggiorno. (Mentre che l'aureo...)“

Tommaso Fiore 1
scrittore e politico italiano 1884 – 1973
„Emozione di salire per la prima volta nella dolce sera di San Menaio! Si va piano piano, soffermandosi ogni tanto, su per la costa densamente alberata, per incontrare, davanti a una casetta rustica, qualche giovinetta dalla fronte pura, seduta lì sui gradini a guardar le stelle, o anche qualche anziana col volto segnato di rughe laboriose, a prendere il fresco; all'ultimo mettere piede nella sala ben illuminata di un ospite di casa. (da Terra di Puglia e Basilicata, Pellegrini, 1968, p. 70)“

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Giuseppe Rovani 5
scrittore e pubblicista italiano 1818 – 1874
„L'Andreini fu la prima fra le molte donne, che allora attendevano alla poesia, che levasse il pensiero a un dramma pastorale, pensiero ardito perché richiede forza di concepimento, perseveranza di esecuzione, ben altro che seguire con brevi componimenti l'inspirazioni del momento: era giovinetta, non si atterrì, e scrisse la Mirtilla. (p. 362)“

Leone Traverso 39
traduttore italiano 1910 – 1968
„Il romanticismo tedesco nei suoi elementi più fragili (giovinette nostalgiche, bardi, selve, chiari di luna) è qui sepolto col miglior garbo del mondo dallo spirito meno romantico di Germania: in un'aria di «féerie» un allegro balletto funebre di marionette. (da Profilo di Georg Büchner, p. 132)“


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Giuseppe Giusti 49
poeta italiano 1809 – 1850
„M'era compagno il figlio giovinetto | d'un di que' capi un po' pericolosi, | di quel tal Sandro, autor d'un romanzetto | ove si tratta di promessi sposi... | Che fa il nesci, Eccellenza? o non l'ha letto? | Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo riposi, | in tutt'altre faccende affaccendato, | a questa roba è morto e sotterrato.“

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Lorenzo de' Medici 9
scrittore, politico e mecenate italiano 1449 – 1492
„Orsù! seguiam questa stella benigna, | o donne vaghe, o giovinetti adorni: | tutti vi chiama la bella Ciprigna | a spender lietamente i vostri giorni, | senz'aspettar che 'l dolce tempo | torni, | ché, come fugge un tratto, mai non riede. (da Canzona de' sette pianeti, vv. 21-26)“

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Piero Calamandrei 85
politico italiano 1889 – 1956
„Se noi siamo qui a parlare liberamente in quest'aula, in cui una sciagurata voce irrise e vilipese venticinque anni fa le istituzioni parlamentari, è perché per venti anni qualcuno ha continuato a credere nella democrazia, e questa sua religione ha testimoniato con la prigionia, l'esilio e la morte. Io mi domando, onorevoli colleghi, come i nostri posteri tra cento anni giudicheranno questa nostra Assemblea Costituente: se la sentiranno alta e solenne come noi sentiamo oggi alta e solenne la Costituente Romana, dove un secolo fa sedeva e parlava Giuseppe Mazzini. Io credo di sì: credo che i nostri posteri sentiranno più di noi, tra un secolo, che da questa nostra Costituente è nata veramente una nuova storia: e si immagineranno, come sempre avviene che con l'andar dei secoli la storia si trasfiguri nella leggenda, che in questa nostra Assemblea, mentre si discuteva della nuova Costituzione Repubblicana, seduti su questi scranni non siamo stati noi, uomini effimeri di cui i nomi saranno cancellati e dimenticati, ma sia stato tutto un popolo di morti, di quei morti, che noi conosciamo ad uno ad uno, caduti nelle nostre file, nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti, da Matteotti a Rosselli, da Amendola a Gramsci, fino ai giovinetti partigiani, fino al sacrificio di Anna-Maria Enriquez e di Tina Lorenzoni, nelle quali l'eroismo è giunto alla soglia della santità. Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all'Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile; quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole; quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste il loro sogno: di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini, alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli.“

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Umberto Saba 97
poeta italiano 1883 – 1957
„« − diceva una giovinetta a una giovinetta sua uguale − è un bambino con molti mezzi a sua disposizione.» (78, p. 69)“


Diego Vitrioli 12
poeta italiano 1818 – 1898
„.......... O Saffo, | novella diva a' dii de l'etra aggiunta. | Qual giovinetto, che di carmi è vago, | o che Amor tange e volve, non disìa | su quell'erta montar, cagion di lai? | Chi fior non versa ad ambe mani, e quivi | non impreca a Faòn, core di smalto? | Da l'epiciclo suo spesso, aggiogando | i passeri gemelli a l'aurea biga, | a te scendea Ciprigna, ed oggi il fato | sul pian ti niega di Metimna un sasso, | su cui versando il peregrin qualcuna | goccioletta di pianto, a te ridica: | Saffo carina, addio per sempre, addio. (Megali del Giudice, pp. 21-22)“

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Natalia Ginzburg 37
scrittrice italiana 1916 – 1991
„Se dovessi descrivere Paolo Poli a qualcuno che non l'avesse mai visto, direi di lui che la sua figura è quella di un giovinetto esile: ignoro la sua età, ma ho l'idea che comunque resterà sempre come un esile giovinetto; che il suo linguaggio è un puro toscano; che i suoi spettacoli sono, in genere, parodie di romanzi o di commedie dell'Ottocento, o del primo Novecento, inframmezzate da canzoni; che quando canta alza nell'aria le sue lunghe braccia snodate e le mani fini e soavi, assomigliando a una bella ragazza, o a un cigno, o a un fiore dall'altissimo stelo; che suscita ilarità con la grazia, in un tempo in cui la comicità sembra poter nascere soltanto su note stridenti e odiose, da volti e gesti scomposti e ripugnanti. Lui è comico restando sé stesso, conservando i suoi tratti lindi e gentili. Non c'è tuttavia nulla di lezioso o vezzoso nella sua grazia: non c'è in lui nessuna civetteria, e nessuna timidezza, nei confronti della realtà. La sua grazia sembra rispondere a un'armonia intima, sembra sprigionarsi da un'intima e lucidissima intelligenza. Fra i suoi molteplici volti nascosti, c'è essenzialmente quello d'un soave, ben educato e diabolico genio del male: è un lupo in pelli di agnello, e nelle sue farse sono parodiati insieme gli agnelli e i lupi, la crudeltà efferata e la casta e savia innocenza.“

Alessandro Spina 3
scrittore siriano naturalizzato italiano 1927 – 2013
„A Isfahan visitai una volta una bottega dove dinanzi a un grande telaio verticale una donna, con alla destra e alla sinistra tre giovinette, annodava un tappeto. Udire le parole di Cristina al Collegio di Musica o sull'Aventino non è che replica di quell'immagine, sorprenderla in bottega mentre con un gran foglio davanti annoda le frasi. Il nodo è un segreto di noi orientali, che così procediamo nel compiere la tela. Per questo, Lilla Cristina, la Sua opera ci appartiene. Ha rubato il nostro tempo, cioè il nostro computo del tempo − e così ci onora. (da Lettera di A. Spina a C. Campo del 1 novembre '71, in Cristina Campo − Alessandro Spina, Carteggio, Editrice Morcelliana, Brescia, 2007, ISBN 9788837221850, p. 219)“

Johan Ludvig Runeberg foto
Johan Ludvig Runeberg 2
poeta e scrittore finlandese 1804 – 1877
„Ne 'l margin del ruscello, a un bel mattino, | la fanciulla sedea fra le vïole. | Volava su pe 'l cielo un augellino | e ne 'l canto dicea queste parole: | – Se tu turbi, o fanciulla, il ruscellino | giù pe 'l suo sen non guizzerà più il sole, | né verrà la colomba mattiniera | a cantarvi d'amore in sua maniera –. | Il bianco viso in lagrime bagnato | levò la giovinetta al bel cantore: | – Presto il ciel risorride a 'l rio schiarato, | ma più non risorride entro il mio core. | Quando un garzon tu mi vedesti a lato, | dirgli dovei: Deh, se tu intendi amore, | deh non turbar de la fanciulla l'alma | che non rischiara più né torna in calma. (Il ruscello)“

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