Frasi su giubilo

[espressione di falso giubilo] Evvaaai!

Marcello Cesena 10
attore italiano 1956

Ognun giubila in cor suo, poiché sa che col mio ritorno il governo riprenderà quello splendore offuscatosi così repentinamente.

Vittorio Amedeo II di Savoia foto
Vittorio Amedeo II di Savoia 6
re di Sardegna 1666 – 1732

Annunciatemi al pubblico prima di subito con espressione di giubilo. | Annunciatemi al pubblico anche se dubito che tutti quanti mi seguano | giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù, sempre più. (da Annunciatemi al pubblico, n.° 2)

 Caparezza foto
Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973

Ma le autorità, rimaste amareggiate | dalla vista spaventosa del pulcino | che non pigolava ma buttava gridate, | trovaron il rimedio bello e passegino: | lo spedirono con gran giubilio | unanime in un bel castello vicino. (Capitolo settimo, p. 149)

Rino Gaetano foto
Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981

Giovanni intanto nel seno materno | Già più non cape pel giubilo interno, | E va cercando per ogni cantone, | Se trova modo d'uscir di prigione | [... ] | E danza e balza per nascergli appresso | E fa danzare la madre con esso. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 759)


Lo scettico pone un problema per il piacere di porlo e poi di denunciarlo, disgregarlo, rivelarne l'inanità. Giubila davanti all'insolubile o vi si immerge, si inebria di vicoli ciechi. Lo scetticismo, nella sua forma estrema, comporta fatalmente un elemento morboso. (Gabriel Marcel. Ritratto di un filosofo )

Emil Cioran foto
Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995

Se uno di questi giovani maschi propone il suo giubilo trionfale a un altro maschio e questi l'accetta, ognuno dei due trova nell'altro, per quanto riguarda esclusivamente questa sfera funzionale, un socio e un compare di gran lunga migliore di una femmina. […] Restano fedelmente uniti per tutta la vita per lo meno quanto una coppia eterosessuata. […] Ognuno prende l'altro in un certo senso per una femmina, e che questa sia un poco frigida e non desideri proprio certe intimità, non reca alcun danno sensibile al grande amore. (p. 235-236)

Konrad Lorenz foto
Konrad Lorenz 113
zoologo e etologo austriaco 1903 – 1989

A Napoli, in mezzo a voi, io ho passati giorni felici, giorni di giubilo e di speranza, giorni in cui mi sembrava vicinissimo il momento di vedere l'Italia libera ed unita. La debolezza di alcuni uomini, la loro prepotenza, l'ignoranza d'altri, hanno impresso una sosta al vostro movimento nazionale. (Alla Società Operaia — Napoli, Pisa, 16 dicembre 1862; p. 306)

Giuseppe Garibaldi foto
Giuseppe Garibaldi 127
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882

Ipocrita e arrogante, Enzo Biagi dà di cretino a chi studia il suo posto in palinsesto... Biagi è un mostro sacro degli affari suoi e un ipocrita. Dice che vuole continuare a fare il testimone del suo tempo, raccontando storie, e non il protagonista di un caso personale. Intanto però soffia sul fuoco, restringe ogni spazio di mediazione, punta al carisma del martire, e dà fiato alla tromba, anzi al trombone: mi cacciano, mi spostano dal 'miò orario, sono liberticidi. E arrogante: dice infatti Biagi che è un comportamento da 'cretinì spostare di una virgola o di un'ora il suo programmino su Rai1, e tratta con disprezzo e insopportabile sussiego il mite Fabrizio Del Noce. Questo mostro sacro degli affari suoi dovrebbe imparare a essere più parco di aggettivi, di contumelie, di isterismi politici. Quando gli hanno negato la cattedra epistolare di Indro Montanelli al 'Corriere della Sera', preferendogli Paolo Mieli che rompe meno le palle di uno il cui orizzonte sono le solite mille camere in cui guardava la Storia in cammino, lasciandosi a sua volta guardare da Lei, Biagi non ha dato di cretino a Ferruccio de Bortoli, direttore del giornale di via Solferino, e tanto meno a Cesare Romiti, il suo editore, quello che gli passa la mesata come succede a noi tutti e che mette i capitali per produrre e diffondere la tribuna dei suoi ricordi. Ha solo contrattato un altro posto in palinsesto, chiedendo che le sue coloriture strettamente personali, e strettamente provinciali, finissero la domenica in prima pagina. Con giubilo suo superiore a quello dei lettori, forse. Anche l'orario della sua rubrichina è tutt'altro che suo. È nostro, perché paghiamo. E di chi amministra la Rai per volontà del Parlamento (fatto surreale, perché la Rai andrebbe privatizzata e lì vedremmo se davvero un Murdoch lascerebbe per 41 anni al suo posto l'omino in bianco che lava più bianco). Oltre tutto quello spazio in palinsesto è di Berlusconi, come al solito e come tutto ormai in Italia, perché è sulla sua rete ammiraglia, Canale 5, che andò in onda prima del Fatto il programma d'informazione Radio Londra, in quello stesso identico orario, ma preceduto non dal primo telegiornale italiano bensì dal quiz Tra moglie e marito. Anche il segnale orario del rubrichista-martire, le cui opinioni sono come scrive Francesco Merlo 'indifferenti', è dunque copiato. Altro che suo. Biagi lo difendiamo e lo difenderemo se qualcuno lo vuole cacciare perché gli sta antipatico il governo, ma se si caccia da solo per cupidigia di eroismo, dopo 41 anni in cui di cupidigie se ne è levate tante, con tutti i regimi, allora sono affaracci suoi... È Biagi che si caccia da solo per biechi interessi di bottega" (da Il Foglio, 23 maggio 2002)

Giuliano Ferrara foto
Giuliano Ferrara 27
giornalista, conduttore televisivo e politico italiano 1952

Po': Silva non ti stupir s'el mio discorso | Rivolgo altronde, che volendo anchora | Aprir tu giochi et rivoltar il dorso | Vedrai venir di qua Valla Signora | Specchio, e splendor di questi nostri liti | Le cui innate virtù ogni huom'honora. | Ecco donque Cardè tuoi duol finiti. | Giubila e corre inanti che hor ti lice | Veder lutto 'l tuo ben hor siate uniti | A riverirla: ho gente pur felice. | 0 gente di Cardè, ecco è venutta | La luce del tuo orror. Valma fenice Sotto le cui virtù vedrai riddutta | L'audatia et il rigor del tuo nimico. Qual già per lei l'animo fier commuta.


[... ] François l'aveva infatti già notato, che qui in questo paese quel che contava era la costanza e il fiato lungo. Solo a chi non si faceva affascinare o terrorizzare del tutto da nessuna delle figure proteiformi, solo a chi diffidava di ogni grido di giubilo, non prendeva sul serio nessun tumulto, solo a lui venivano alla fine consegnate senza condizioni le chiavi. Così i despoti stranieri avevano dominato e goduto Napoli. (da Partenope o L'avventura a Napoli, p. 31)

Felix Hartlaub 5
scrittore tedesco 1913 – 1945

Le nebbie vaganti al mattino sullo specchio dell'acqua, l'acqua limpida occhieggiata dal sole al meriggio, la luce dei fanali riverberata a vortice sull'acqua, mi danno la fonda tristezza degli anni di scuola, il giubilo d'un giorno di festa, il sapor delle lacrime provocate da chissà qual dolore vesperale. (da Il Fiume)

Renato Mucci 14
traduttore e poeta italiano 1893 – 1976

Bambi era un cucciolo. Fosse stato un figlio di uomini, avrebbe gettato grida di giubilo. Ma era un giovane capriolo, e i caprioli non possono manifestare la loro gioia in tale modo. Perciò esultava a modo suo: con le gambe, con tutto il corpo che scagliava in aria. (pp. 16-17)

Felix Salten foto
Felix Salten 6
scrittore ungherese 1869 – 1945