Frasi su giurisdizione

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Augusto Del Noce 12
politologo, filosofo e politico italiano 1910 – 1989
„La gerarchia di dignità non deve essere confusa con la gerarchia di giurisdizione. Tale confusione, lungi dall'essere omaggio all'ordine stabilito da Dio tra le cose, ne è la violazione: ed è essa che permette alla cupiditas, che nel dominio filosofico ha il significato dell'opposto della giustizia, e in quello teologico della volontà pervertita dal peccato, di prevalere. Per cui il riconoscimento dell'autonomia degli ordini è la forma autentica del rispetto all'ordine stabilito da Dio, o alla sovranità di Dio stesso. (da Augusto Del Noce, Dante e il nostro problema metapolitico in L'Europa, V, 30 aprile 1971)“

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Karl Kraus 189
scrittore, giornalista e aforista austriaco 1874 – 1936
„C'è una giurisdizione dei pensieri che non si preoccupa del loro soggiorno occasionale.“


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Eugenio Scalfari 68
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„Mi resta ancora da esaminare i tre quesiti proposti ai tavoli delle firme da Beppe Grillo. Molti che hanno firmato distinguono infatti la firma di quei quesiti dall'adesione al "grillismo". La distinzione è assolutamente legittima: si può firmare anche valutando il movimento dei "Vaffa" per ciò che è. Ma esaminiamoli nella sostanza quei tre quesiti. Il primo stabilisce che tutti i cittadini che concorrono a cariche elettive debbano essere scelti attraverso elezioni primarie preliminari. Questo principio mi sembra meritevole di essere accolto. Il Partito democratico, tanto per dire, ha deciso di farlo proprio. Tutto sta a come saranno organizzate queste primarie. Grillo per esempio ha definito una "mascalzonata" l'esclusione di Pannella e di Di Pietro dalle candidature per la leadership del Pd, ignorando che entrambi fanno parte di altri partiti e anzi li guidano e non hanno accettato di abbandonarli all'atto della candidatura. Come se un nostro condomino, invocando questa qualifica, pretendesse di decidere assieme a noi e ai nostri figli questioni strettamente familiari. Dov'è la logica? Il secondo quesito vieta ai membri del Parlamento di farne parte per più di due legislature. Questo divieto è una pura sciocchezza. Ci obbligherebbe a rinunciare ad esperienze talvolta preziose. Forse anche a molti vizi acquisiti durante l'esercizio del mandato. Ma quei vizi non possono essere presupposti e affidati all'automatismo di una norma. Spetta agli elettori discernere tra vizi e virtù e decidere del loro voto. Per di più una norma automatica del genere sarebbe incostituzionale perché priverebbe l'elettore di una sua essenziale facoltà che è quella di poter votare per chi gli pare. Che cosa sarebbe successo per esempio se nei primi anni Cinquanta fosse stato impedito agli elettori democristiani di votare una terza volta per De Gasperi, a quelli comunisti per Togliatti, ai socialisti per Nenni e ai repubblicani per Pacciardi o La Malfa? Il terzo quesito – impedire ai condannati fin dal primo grado di giurisdizione di far parte del Parlamento – sembra a prima vista ineccepibile. Per tutti i reati? E fin dal primo grado di giurisdizione? La presunzione d'innocenza è un principio sancito dalla nostra Costituzione; per modificarlo ci vuole una legge costituzionale, non basta una legge ordinaria. I reati d'opinione andrebbero sanzionati come gli altri? Quando Gramsci, Pertini, Saragat, Pajetta, furono arrestati io credo che gli elettori di quei partiti li avrebbero votati e mandati in Parlamento se un Parlamento elettivo fosse ancora esistito e se quei partiti non fossero stati sciolti d'imperio. Personalmente ho fatto un'esperienza in qualche modo consimile: entrai alla Camera dei deputati nel 1968 sull'onda dello scandalo Sifar-De Lorenzo nonostante o proprio perché ero stato condannato in primo grado dal tribunale di Roma. Lo ricordo perché è un piccolissimo esempio di una proposta aberrante.“

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Giuseppe Corasaniti 7
magistrato italiano 1957
„Il magistrato vive nella società, è un uomo che, come tutti, fa le sue scelte e ha le sue opinioni e le sue relazioni: l'importante è che eserciti e dimostri di esercitare imparzialmente la sua funzione e non si aspetti meriti (e non sia posto in condizione di temere demeriti) per le scelte giudiziarie adottate e che non presenti le stesse come frutto di un impegno politico o di una strategia in qualche modo a carattere politico (e cioè rivolta a incidere su determinati fenomeni aventi rilevanza politica con i mezzi offerti dal processo.. non produce nulla e non conduce a nulla la denigrazione pura e semplice delle scelte giudiziarie, se non delle persone dei magistrati, che ormai tende sempre più spesso a sostituirsi alla critica motivata. Si tende a disperdere una comune cultura del diritto e della giurisdizione: l'accertamento giudiziario viene inteso e presentato come una "sfida" o un "duello" davanti ai mezzi di comunicazione di massa anzichè come contrapposizione di tesi aventi pari dignità, ma anche diversa funzione e che si richiamano a differenti interpretazioni dei riscontri di fatto o delle norme giuridiche da applicare al caso concreto. Del processo contano, come in un film o in uno spettacolo, più i personaggi e gli interpreti e i caratteristi vari che la solidità delle argomentazioni, la coerenza delle affermazioni di principio, la linearità degli elementi probatori presentati e rappresentati. Avvocati contro magistrati, essi appaiono schierati in formazione come al mundial di calcio, come in una partita nella quale tra l'altro la cronaca giudiziaria annota i tiri in porta, i goals e i falli fischiati e il pubblico si schiera, agita le sue bandiere, non comprende ma fa il tifo per chi gli pare più simpatico o più bravo. (da Tra potere e servizio, informazione e giustizia in Italia, Liguori, Napoli 1997, pp. 17-18)“

„Sandro Diambrini-Palazzi, noto avvocato e professore di diritto e di filosofia, nel suo libro La Giustizia in Italia afferma che un processo penale che percorra tutti i gradi di giurisdizione – prima istanza, appello, Cassazione – dura dai tre ai suoi sei anni se l'imputato non è detenuto. Una causa civile può durare dieci o 15 anni.“

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Andrea Orlando 5
politico italiano 1969
„Uno dei maggiori studiosi contemporanei del diritto e dello Stato, Ronald Dworkin, ha scritto: «L'uguale rispetto è la virtù sovrana della comunità politica: se manca, il governo è soltanto tirannia; ma quando la ricchezza di una nazione è distribuita in modo fortemente disuguale, come lo è attualmente la ricchezza di nazioni anche molto prospere, allora il suo uguale rispetto appare sospetto». Ecco: se vogliamo riconoscere ai nostri concittadini, nelle forme del diritto e nell’esercizio della giurisdizione, l’uguale rispetto che è loro dovuto, dobbiamo agire perché non sia fortemente diseguale la ricchezza della nazione.“

Rosario Gregorio 41
storico italiano 1753 – 1809
„Divisa così la Sicilia in tanti piccoli stati indipendenti, ed essendo i saracini tra loro da guerre intestine divisi, siccome per altro erano essi dalle lettere e dalle arti ammolliti, i Greci ne tentarono la conquista, che fu poi per la loro ignavia riservata ai Normanni. Il Conte Ruggieri dopo averla interamente occupata, diè soprattuto opera a farvi rifiorire la religione, e vi ristabilì le chiese, e fondò più vescovadi, e varie abbadie di diversi ordini, e furon da lui le chiese di Sicilia, restituite alla giurisdizione di Roma. Dalla quale avendo ottenuta per la sua persona, e per i suoi eredi, la Legazione Apostolica, venne da indi in poi a prender nuova forma la nostra polizia. (I, p. 21)“

Romualdo De Sterlich 1
filosofo italiano 1712 – 1788
„i Monsignori [... ] si credono tante deità. Non invidio perciò cotesto governo. Non dico poi nulla de' Vescovi, i quali nessuna giurisdizione hanno sopra i secolari [... ]. Non abbiamo Protettori Eminentissimi, e non vi son patentati, tutta gente perniciosa alla quiete dello Stato; e se qualche barone, o qualche ministro tentasse di opprimere un poveraccio, è pronta la real protezione. Veramente una volta i baroni eran tanti tirannotti; ma ora la presenza del Re gli ha resi umanissimi.“


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Baruch Spinoza 146
filosofo olandese 1632 – 1677
„È impossibile che l'animo di un uomo possa rientrare sotto la giurisdizione di un altro. (XX, 1980)“

Rosario Gregorio 41
storico italiano 1753 – 1809
„Se i tempi svevi ed angioini avevano alterati i sistemi tutti normanni di amministrazione e di economia […], i tempi che seguirono dopo la espulsione degli Angioini alterarono di mano in mano gli uffici di giurisdizione e gli antichi ordini di amministrazion di giustizia. (III, 7)“

„Un assolutismo di stato che annienti la libertà interiore della coscienza non è attuabile in pratica; lo Stato può farsi ubbidire, ma non può persuadere.
Sicché per lo Spinoza la libertà intellettuale, condizione della vita morale, si sottrae ad ogni giurisdizione di Stato. (p. 43)“

„Era la chiesa di Vezzolano compresa entro i limiti della vasta diocesi vercellese, né pare che fin d'allora i di lei Preposti pretendessero, come fecero poscia, all'esenzione dalla giurisdizione vescovile, ond'è che furono verso di lei quei Vescovi larghi di favori e privilegi.“


Rosario Gregorio 41
storico italiano 1753 – 1809
„È così per natura composta ogni bene ordinata autorità politica che l'autorità sovrana e l'unità del governo, quasi l'anima general dello stato, per tutte le parti di quello si spande, e tienle unite, e formane un corpo ben connesso e robusto. Era maravigliosa questa unità ed espansion generale di potenza politica nel sistema normanno e svevo, in cui il regno tutto diviso in provincie, e queste in territorj separati, le giurisdizioni locali dipendeano dalle provinciali, e le une e le altre dipendevano dalla Real Magna Curia che era un tribunale di giurisdizione suprema ed universale. All'incontro l'anarchia è così fatta, che tira naturalmente alla dissoluzione politica, ribolle di fazioni e di sette, esclude ogni sistema, non sa assoggettarsi a regola di ben ordinato corpo, né ammettere unità. (V, 2)“

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Augusto Del Noce 12
politologo, filosofo e politico italiano 1910 – 1989
„Gilson critica i tentativi di ricondurre la posizione di Dante alla tomista o all'averroista. Per san Tommaso ogni gerarchia di dignità è al tempo stesso una gerarchia di giurisdizione, mentre per Dante – tranne che per Dio – una gerarchia di dignità non è mai fondamento di una gerarchia di giurisdizione, e ciò corrisponde al problema filosofico specifico di Dante, che non è tanto quello di definire l'essenza della filosofia, quanto di determinare delle funzioni e delle giurisdizioni. Il principio a cui obbedisce questa determinazione non è assolutamente conciliabile col tomismo. San Tommaso non conosce che un solo fine ultimo: la beatitudine eterna, che non si può attingere se non attraverso la Chiesa; inoltre la spiritualità del fine ultimo importa che tra il potere temporale e lo spirituale vi sia la subordinazione gerarchica del mezzo al fine. Per Dante, invece, l'uomo può ottenere, attraverso l'esercizio delle virtù politiche, una felicità umana completamente distinta dalla beatitudine celeste, anche se questa rappresenta un fine più alto. La tesi dei "duo ultima" legittima la completa distinzione dell'ordine politico dall'ordine religioso, ugualmente universale a quello della Chiesa, ma autonomo e perseguente un fine di felicità terrena. (da Augusto Del Noce, Gilson Étienne in Enciclopedia dantesca, vol. III, Roma, 1971, p. 33.)“

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Gaetano Moroni 3
bibliografo italiano 1802 – 1883
„[Catanzaro] Fu sempre la metropoli di tutta la Calabria Ultra, prima che venisse in due parti suddivisa, ed ha tuttavolta i superiori dicasteri provinciali e la gran corte civile per le appellazioni, ch'è una delle quattro di qua dal faro, e che comprende tutte le Calabrie nella sua giurisdizione. Oltre alcuni stabilimenti di beneficenza, evvi una reale accademia delle scienze, ed uno de' maggiori licei regi. (da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. X, Venezia, Tipografia Emiliana, 1857, p. 241)“

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Alexandre Dumas (padre) 77
scrittore francese 1802 – 1870
„[Francesco Mario Pagano] Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [... ] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese. (da I Borboni di Napoli: Vol. III, Napoli, 1862, p. 10-11)“

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